In moto senza casco? Ottimo! Vieni a farti la serata… con loro

Ho trovato un video in rete che mi è piaciuto subito, spero vi aiuti a riflettere...

Si fa presto a dire 78! Modificare la moto, risvolti legali

Da diversi anni esiste un nutrito contenzioso a proposito della disinvolta applicazione dell’art. 78, c. 3 del Codice della Strada, per quanto riguarda le modifiche alle caratteristiche costruttive e ai dispositivi d’equipaggiamento e persino a componenti che sicuramente “caratteristiche costruttive”, ai fini della norma, non sono. Le vicende più frequenti riguardano, per le moto, il terminale di scarico, gli specchietti retrovisori, gli indicatori di direzione, il portatarga e, per le auto, le famigerate lampadine blu nei fari, le lucette blu sul cofano, le varie appendici aerodinamiche, i sedili di tipo sportivo, le ruote maggiorate, la carreggiata allargata con distanziali, i vetri oscurati ecc. Troppi operatori, di qualsiasi divisa, vanno giù col 78/3, applicando la sanzione pecuniaria di 389 € e ritirando la carta di circolazione per l’aggiornamento, intimando al conducente di sottoporre il veicolo a visita e prova. Ciò in alcuni casi è giustissimo, in molti altri non lo è. (altro…)

Bambini in moto, una guida su come trasportarli in tutta sicurezza

La legge in merito appare piuttosto lacunosa. L’articolo 170 del Codice della Strada prevede solo che il passeggero-bambino debba avere un’età non inferiore ai 5 anni e che arrivi a toccare le pedane con i piedi. Recentemente è stata paventata anche l’ambigua idea dell’obbligatorietà di utilizzare un seggiolino addirittura fino ai 12 anni del passeggero. (clicca qui per vedere il servizio di Striscia la notizia) Un po’ vaga come norma... e temo che sarebbe anche peggio se tentassero di migliorarla, poiché ritengo che solo un folto gruppo di motociclisti coscienziosi, di esperienza e di buon senso possa tentare di immaginare quale possa essere il sistema per trasportare in sicurezza i bambini in motocicletta. Dal mio punto di vista la soluzione sarebbe semplicissima: se possibile, evitare di scarrozzare i bambini in moto/scooter. Sì, hai letto bene: “evitare”. I motivi sono veramente tantissimi e svariati. Di seguito tenterò di spiegare i più importanti. Innanzi tutto, dobbiamo conoscere quali sono le insidie comuni che il viaggio con un passeggero comporta. A parte per quanto riguarda il peso, tutto quanto scritto nell’articolo “viaggiare in due in tutta sicurezza” è assolutamente valido anche per il trasporto di un bambino. (altro…)

Viaggiare in due in tutta sicurezza

Qual è il carico più pesante, insicuro, destabilizzante e quindi difficile da trasportare? Il passeggero! Detto in gergo anche “zavorra/zavorrina”, essa/o è instabile poiché giustamente viva/o! Per quanto possa essere magra/o, si tratta pur sempre di un essere umano. Quando si viaggia in due sulla stessa motocicletta si consolida una situazione estremamente diversa dal viaggiare soli. Basti pensare che il solo peso del passeggero, in proporzione, aumenta drasticamente la massa totale. Per fare un esempio, è come se caricassimo sul portapacchi di una mini-cooper un armadio settecentesco alto 3 metri e del peso di oltre 300 Kg. L'argomento è notevolmente vasto, molto più di quanto possa apparire. La maggior parte dei motociclisti inesperti crede -in buona fede- che il passeggero sia solo un altro carico da trasportare: niente di più falso. Il nostro compagno di viaggio è vivo! ..quindi sempre in movimento, soggetto a starnuti, spaventi e malumori. Ogni tanto si distrae e lascia il maniglione per sistemare il cinturino del casco, per aprire la visiera, per grattarsi. Dobbiamo sempre considerarlo come un "carico indisciplinato", anche quando si tratta di una persona di esperienza. Ci sono alcuni accorgimenti di cui dobbiamo essere coscienti prima di far salire un passeggero sulla nostra moto: (altro…)

Viaggiare carichi. Guida su come trasportare i bagagli

In motocicletta non è semplice come in auto. Capita quasi quotidianamente di dover trasportare oggetti di ogni tipo: valigette, scarpe di ricambio, notebook, attrezzi, caschi, bottigliette d’acqua, parrucche rosa, frigo a pedali, etc. In ogni caso non dimentichiamo mai che il carico sulla moto deve essere saldo alla struttura e assicurato il più in basso possibile in modo da non elevare il baricentro complessivo del veicolo. Infatti più i pesi sono in alto e più interferiscono negativamente con le manovre di guida, anche le più semplici. Il baricentro alto destabilizza l'assetto della motocicletta, interferendo pesantemente (appunto) con il corretto comportamento in caso, per esempio, di cambio veloce della direzione, frenata d'emergenza, sconnessioni della strada, etc. In curva si è costretti a pieghe pericolose anche a velocità moderate e le buche e il vento si fanno sentire di più... molto di più. E' terribilmente pericoloso portare borse di plastica o altri oggetti sul manubrio! Potrebbero intralciare l'angolo di sterzata, impigliarsi ai cavi forzando l'accelerazione o alle leve impedendo la frenata! Inoltre dobbiamo fare i conti con il peso asimmetrico o penzolante che farebbe oscillare il manubrio: pochi millimetri (anche meno di uno) di sterzata di più e ci si ritrova con il sedere grattugiato sull'asfalto. Durante le pieghe, poi, le borse nei dintorni del manubrio rischiano seriamente di agganciarsi a rami o altri oggetti presenti a bordo strada, provocando un’involontaria sterzata, netta e irrecuperabile. (altro…)

L’arte della sopravvivenza e la percezione del rischio

Di Giovanna Guiso - Pubblicato sulla rivista In Moto n. 10 ottobre 2009

Il rischio è parte della vita, e noi motociclisti che siamo continuamente costretti ad  affrontare  le mille insidie presenti sulle strade, dobbiamo percepirlo rapidamente per passare subito a un’azione difensiva. Che cos’è, dunque, la percezione del rischio? E come reagiamo di fronte ai pericoli? La percezione è un processo articolato, preposto alla raccolta e all’elaborazione delle informazioni necessarie al sistema cognitivo per raggiungere l’obiettivo primario della sopravvivenza. E’ differente dalla sensazione, che invece è il risultato immediato e scarsamente elaborato della stimolazione dei recettori sensoriali. La percezione non è un meccanismo perfetto perché i dati sensoriali non sempre riproducono fedelmente ciò che avviene. I limiti dei nostri sensi talvolta possono creare alcune infedeltà percettive, come gli effetti ottici per esempio, ma in linea di massima la Natura ci ha fornito un efficiente sistema di difesa. Ogni rischio deve essere prima di tutto percepito, riconosciuto e analizzato per decidere il da farsi e quindi l’azione. Potrebbe sembrare un’ovvietà ma il procedimento è complesso e durante la sequenza non fila sempre tutto liscio. Immaginiamo un incidente... (altro…)

Michelle Hunziker cade dalla vespa in diretta TV

Per la rubrica "l'incidente capita proprio a tutti" ecco un episodio fresco fresco. Questa volta a "cadere nelle grinfie malefiche della iella" è stata la bella Michelle Hunziker che è caduta proprio in diretta TV! Ovviamente qui si scherza su un incidente in fin dei conti lieve, tuttavia considerato il casco a padellina usato da Michelle sicuramente l'idea iniziale sarà stata: "tanto che deve capitare..." E appunto è capitato l'(im)prevedibile, cioè una bella caduta in diretta... (altro…)

Vedere o non vedere, questo è il dilemma!

  • Premessa
Quando si guida vedere non significa solo avere 10/10 di visus ma anche - se non soprattutto - la consapevolezza dei limiti dell’occhio umano e della capacità del cervello di selezionare cosa osservare e poi elaborare quanto visto. La specie umana si è evoluta nel corso di millenni per far fronte a esigenze vitali, alcune tra queste imponevano vista acuta, capacità di valutare distanza e velocità del target. Negli ultimi secoli queste capacità, divenute meno selettive, sono parzialmente regredite. Purtroppo l’uomo, conservate o meno le capacità primitive, normalmente ha limiti fisici che lo rendono poco idoneo a operare alle velocità richieste dall'uso dei veicoli, salvo comportarsi da Homo Sapiens, adottando una guida predittiva che gli consenta, con interventi razionali, di aumentare i margini di sicurezza adattandoli alle situazioni potenzialmente pericolose via via individuate. (altro…)

Incidente in moto per Emanuele Filiberto, l’incidente capita davvero a tutti

Leggo sul Corriere qui che:
PARIGI (FRANCIA) - Emanuele Filiberto di Savoia è rimasto ferito questa mattina a Parigi in un incidente stradale. Emanuele Filiberto ha avuto un incidente di moto, è caduto ed è stato trasportato in ambulanza all'ospedale Georges Pompidou, non lontano dalla Tour Eiffel, per alcune ferite. I medici sono già intervenuti per ricucire una ferita al mento e stanno procedendo per un taglio sopra l'occhio.
Come si vede l'incidente può capitare davvero a tutti, ricchi o poveri che si possa essere. Troppo spesso vedo persone molto benestanti che, sentendosi quasi onnipotenti, camminano senza casco e sprezzanti di ogni pericolo. Forse perchè il loro status sociale li porta a pensare che i soldi possano comprare anche una specie di immunità... Ovviamente non significa che tutti siano così, anzi. Tuttavia quando leggo che anche i VIP restano coinvolti in incidenti stradali non riesco a non ricordare che l'incidente possa capitare a tutti. Pertanto occhio!

Presentato lo studio realizzato dal DISTART dell’Ateneo bolognese per migliorare la Sicurezza Stradale dei motociclisti

Infrastrutture inadeguate, strade mal progettate e mal tenute mettono a rischio l'incolumità di tutti gli utenti della strada ma soprattutto dei motociclisti, gli utenti deboli. Per ridurre l'incidentalità stradale che ogni anno miete innumerevoli vittime tra i motociclisti, soprattutto giovani dai 20 ai 30 anni, i ricercatori del Dipartimento di Ingegneria delle Strutture, dei Trasporti, delle Acque, del Rilevamento e del Territorio (DISTART), settore Strade, della Facoltà di Ingegneria dell'Università di Bologna hanno presentato, durante una conferenza svoltasi nell'Aula Magna, lo studio "La sicurezza dei motociclisti: linee guida per Chi progetta e costruisce le infrastrutture stradali", realizzato con la collaborazione della Provincia di Forlì-Cesena, dell' Associazione Motociclisti Incolumi (A.M.I.) e dell'Osservatorio per l'educazione stradale e la sicurezza della Regione Emilia-Romagna. Per l'importanza e l'attualità della tematica, la conferenza è stata patrocinata dal ministero della Pubblica Amministrazione e l'Innovazione, dal ministero dello Sviluppo economico, dalla Direzione Generale per la Vigilanza e Sicurezza nelle Infrastrutture del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dalla Regione Emilia-Romagna, dalla Provincia di Bologna e dalla Federazione Motociclistica Italiana. (F.M.I.) Alla conferenza sono intervenuti Pier Paolo Diotallevi, preside della Facoltà di Ingegneria, Francesco Ubertini, direttore DISTART, Giulio Dondi, Ordinario di Costruzioni Stradali e coordinatore dello studio, Guglielmo Russo, vice presidente della Provincia di Forlì-Cesena, Emanuela Bergamini Vezzali, presidente dell'Osservatorio per l'educazione stradale e la sicurezza della Regione Emilia-Romagna, Marco Guidarini, medico traumatologo e Presidente dell'Associazione Motociclisti Incolumi, Franco Uncini, Riders Safety Delegate per i circuiti MotoGP e campione del Mondo 1982 classe 500, Enrico Garino, responsabile del dipartimento educazione stradale della Federazione Motociclistica Italiana, Daniele Giocondi, dirigente della Polizia Stradale di Bologna e Stefano Ravaioli, direttore SITEB. Ha moderato l'incontro Mauro Coppini, direttore editoriale Nuvolari Sky TV. (altro…)