No, le corsie preferenziali non sono La Soluzione per la sicurezza cittadina dei motociclisti

Negli ultimi tempi alcune importanti città italiane hanno aperto alla proposta di lasciar viaggiare le motociclette nelle corsie preferenziali normalmente riservate a Bus, taxi e veicoli comunali. Parliamo principalmente di Roma e Genova. Alla base delle motivazioni di tale idea ci sarebbe la necessità di rendere più sicuro l’uso delle moto in città, nel traffico esagerato e nel tipico caos urbano. È proprio nei centri abitati, infatti, che si consuma il maggior numero di incidenti (non solo motociclistici). Oltretutto, ci tocca far notare -amaramente- che gli utenti cittadini delle due ruote sono i meno educati e protetti in assoluto, scooteristi in primis. Si vede spesso viaggiare il tipico uomo d’affari in scooter con indosso solo un casco jet di dubbia omologazione  o il ragazzino sulla moto 50/125 che sfreccia tra le auto in infradito e pantaloncini svolazzanti.  A certe latitudini del nostro Paese, inoltre, una percentuale di utenti delle due ruote circola a tutt'oggi, impunemente, senza casco. Ben vengano proposte in merito alla Sicurezza del Motociclista, certo, ma vediamo di riflettere bene prima di prendere questa notizia per una "buona notizia". Di seguito, ecco le nostre (ma non solo) perplessità. (altro…)

La risposta di Shark ai test di Altroconsumo

Una breve premessa: SicurMOTO contesta - nei casi in specie - la provenienza del prodotto da sottoporre a test di sicurezza: i motociclisti generalmente non si recano nel “tal magazzino” a comprare il casco della “tal misura” o “tale cod. lotto”. Piuttosto vanno in negozio, come si fa per le mozzarelle, a chiedere il casco "X" o "Y", ne provano diversi e poi scelgono in base a vari parametri. Pertanto riteniamo che i test di sicurezza - per poter essere davvero affidabili - debbano essere svolti sui caschi presi casualmente e direttamente dal mercato, senza alcuna regola predeterminata.  (ndr) Shark, noto produttore di caschi, è stato chiamato in causa nella celebre vicenda dei nodelli "jet" risultati non idonei nei test di sicurezza eseguiti “anonimamente” per conto di Altroconsumo. Ci siamo esaustivamente occupati della faccenda nelle news precedenti (clicca). Oltre a riportare la situazione, ci siamo posti alcuni dubbi sulle incomprensibili motivazioni per cui lo stesso modello di casco (jet, nel caso in specie) possa risultare idoneo e Sicuro per le autorità e non all’altezza, invece, in test  certificati eseguiti successivamente (quelli di Altroconsumo). Shark ha controrisposto ad Altroconsumo rieseguendo i test di Omologazione e pubblicandone le modalità  e i risultati. Il fatto ci rincuora, sì, ma solo un poco, poiché le nostre perplessità rimangono intatte. Di seguito vi spieghiamo il perché. (altro…)

Replica poco costruttiva dei Produttori ad Altroconsumo

Confindustria ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) e ACEC (Associazione Costruttori Europei Caschi) pubblica una risposta riguardante la vicenda dei caschi risultati "non sicuri" ai test eseguiti per conto di Altroconsumo e di cui abbiamo parlato in questo articolo di ieri. Replica legittima, ma che rafforza il dubbio che SicurMOTO ha avanzato in precedenza. Vi riportiamo lo scritto così com’è stato diffuso sottolineando la parte fondamentale che rafforza le nostre perplessità: (altro…)

Altroconsumo: alcuni caschi “jet” non passano i nuovi test di Sicurezza!

Ci risiamo, nuovi Test di Sicurezza sui caschi con risultati negativi. Non tutti, certo, ma quanto basta per essere piuttosto, anzi diremmo molto pensierosi. L'ultimo test di Altroconsumo (2010) sui caschi da moto tipo jet boccia ben 8 modelli su 15. A Novembre scorso ci eravamo già occupati della questione, riportando dei altri test effettuati per conto della rivista Altroconsumo, sia nel 2004 che nel 2009, su caschi integrali che non avevano superato le varie prove di Sicurezza, nonostante fossero omologati, sfoggiando tanto di etichetta CE (quella che ci si raccomanda sempre di controllare che ci sia!). Le ultime prove di laboratorio sono state eseguite sui caschi Jet, quindi senza mentoniera, tipicamente utilizzati dagli utenti degli scooter e/o per lo più in città. (altro…)

I freni, questi sconosciuti

Quando la velocità è sostenuta e si avvicina una curva che si fa? Comunemente freniamo per poterci inserire nella curva alla giusta velocità, è ovvio no? Bene, questo è più che appurato (a meno che non vogliate provare il brivido di affrontare una curva a una velocità eccessiva con estremi rischi...), quello che purtroppo s’ignora, nella maggior parte dei casi, è che c'è modo e modo di frenare e non sempre i freni rispondono sempre allo stesso modo: perché? Il motivo si può riassumere (nel limite del possibile) nella breve spiegazione che segue. I freni di una moto, nella stragrande maggioranza dei casi, sono di tipo idraulico: vale a dire che la forza frenante è trasportata dalla pressione di un liquido. Parlo del liquido frenante (non è acqua!) contenuto nel piccolo serbatoio posto sul manubrio e che è messo in pressione dal movimento della leva del freno. Quest’ultima va a spingere un pistoncino all'interno di un cilindretto, in modo da pompare l’olio nei tubi di pressione. Il pistoncino mette in pressione (appunto) il liquido, esattamente come accade per una siringa per uso medico. (altro…)

La “guerriglia urbana” tra automobilisti e Motociclisti

Da tanto tempo faccio delle riflessioni su questo argomento... Ma possibile che ogni giorno si consumi sotto gli occhi di tutti, una “sorta di guerriglia urbana” fra automobilisti e motociclisti? Siamo dunque troppo abituati a ritenere “normali” tali e tante storture della vita moderna e cittadina, da non accorgersi di ciò che ci succede, tantomeno del “perché” succede? Mi sa proprio di sì… I conduttori di auto e moto si fronteggiano, si confrontano, si invidiano, si detestano a vicenda… si lanciano improperi irripetibili, si affrontano… ed ogni tanto si feriscono a si UCCIDONO a vicenda per colpe di entrambi (non in parti uguali, di solito...). Apriamo gli occhi, che siano dentro una visiera di casco oppure dietro al parabrezza di una quattro-ruote e chiediamoci il PERCHE’ DI TUTTO CIO'! (altro…)

In arrivo nuovi guard-rail per motociclisti a Firenze

Riportiamo integralmente una news pubblicata dalla Provincia di Firenze:
Approvata, all’unanimità, la mozione dei consiglieri Lazzerini (Sinistra per la Provincia) e Tondi (UDC) sulla sicurezza stradale e guard-rail per i motociclisti. “Sulla base della nascita del Motoclub della Provincia, con obiettivi ludici ma anche per portare all’attenzione alcune problematiche che sono inerenti al campo delle due ruote, abbiamo pensato che le strade di per sé, a partire dai guard-rail, ma anche la segnaletica orizzontale e verticale, pali, paletti e quant’altro, sono veramente delle trappole mortali per quanto riguarda i motociclisti. Faccio un esempio: sotto il sottopassaggio della Fortezza, la via che viene contromano, dove ci passano gli autobus, è piena di paletti verticali con segnaletica rettangolare e sono delle vere alabarde per i motociclisti. I dati degli ultimi anni sono terribili: nel 2005 si sono registrati quasi 45 mila decessi per incidenti stradali, senza contare gli invalidanti, in tutta Europa. E la cosa che fa ancora più specie è che la maggior parte avviene a persone sotto i 40 anni. Quindi la situazione di per sé è molto grave. La stessa Comunità Europea, pur avendo proclamato di voler dimezzare le vittime per incidenti stradali entro il 2010, non ha ancora emanato una normativa che racchiuda le normative stesse riguardo ai motociclisti. Solo la Spagna si è attrezzata autonomamente, facendo anche una serie di crash test, e praticamente ha fatto una normativa ad uso e consumo della Spagna stessa, e quindi qualsiasi strada di nuova e vecchia progettazione viene adeguata a questa problematica. (altro…)

Security check – Controllare la moto prima di (ri)metterla in strada

Conosci la tua moto? Domanda banale, ma che deve avere una sola possibile risposta: . In questo articolo vorrei affrontare un argomento che solitamente passa come per scontato nei tagliandi di manutenzione chilometrici/stagionali: i controlli periodici alla meccanica della motocicletta. In realtà c’è una sola e unica fonte affidabile a cui demandare questo compito: voi stessi …anche se non v’intendete più di tanto di motori, ciclistica e affini. Si, perché in verità la pigrizia e l’avarizia sovrastano sempre la buona volontà delle officine meccaniche che non eseguono praticamente mai alcuni controlli fondamentali per l’affidabilità della nostra moto che per sua natura (ciclistica) è più soggetta a usura e relativi vizi, rispetto ad altri mezzi stradali.
Attenzione! I consigli presenti in questa pagina non sono proprio “tutti”. Se vuoi contribuire scrivi pure la tua commentando l’articolo! Attenzione! Questa breve guida è validissima anche in caso di acquisto di una motocicletta usata.
  • Se non m’intendo di meccanica?
Ahi te! Nel senso che per poter guidare bene un qualsiasi mezzo, bisogna necessariamente conoscerne (almeno) le basi del funzionamento. In ogni caso, per effettuare la maggior parte di questi controlli non serve essere un meccanico: bastano 15/20 minuti di tempo totale e un po’ di fiuto.
  • Perché controllare?

Perché le motociclette sono più soggette a usura rispetto a tutti gli altri mezzi stradali. Perché si tratta di controlli fondamentali e, vi garantisco, a mio rischio e pericolo, che normalmente non vengono eseguiti nelle officine meccaniche (nemmeno quelle BMW, ndr), nemmeno nelle migliori e nemmeno quando vi garantiscono spudoratamente ed espressamente di aver fatto questo o quel controllo. La risposta del moderno meccanico medio è “automatica” (=”si”). (altro…)

Sentenza di Cassazione: ditta appaltatrice tenuta a risarcire

Sicurezza stradale, incidenti. Purtroppo spesso portagonisti i centauri: noi. La legge vuole che l'incidente causato da qualche anomalia sulla strada debba avvenire in maniera "imprevista", che la buca, il dissesto più in generale, debba "costituire tranello". Se si cade in pieno giorno, per una buca in città, o altrove, non si viene risarciti o si è risarciti in parte: si era tenuti a vedere il pericolo. La buca, nell'esempio qui sopra, è visibile, il centauro non deve cadere. Tragicomicità di una legge, triste realtà: no, non è un film, è la vita del motociclista medio, sono tantissime sentenze a sfavore di chi, fra l'altro, è rimasto offeso. Chi vi scrive ne è stato protagonista ma è stato risarcito: per fortuna fu di notte e in appena, (sottile amara ironia ) 6 anni si è arrivati alle sentenza. Stavolta a chiarire la situazione ci pensa la Corte di Cassazione che condanna la società manutentrice a pagare in quanto resposabile di non aver opportunamente segnalato il dissesto. Seppure di giorno il motociclista si aspetta il manto stradale in stato coerente con la segnaletica esposta. (altro…)

Mani sul manubrio e dito sul freno: frenare in moto

Frenare in motocicletta è un’operazione che nasconde parecchie insidie. Sembra così semplice tirare la leva dell’anteriore o pestare il pedale del posteriore, ma in realtà dobbiamo fare i conti con una quantità di variabili pressoché infinita. Di seguito esaminiamo alcuni dei fattori fondamentali di questa manovra, al fine si aumentare la nostra coscienza in merito. Innanzitutto, la moto ha solo due punti di appoggio sulla strada. Questo dimezza l’efficienza della frenata anche se la massa da rallentare è minore rispetto a un'auto, poiché in curva non è quasi possibile fermarsi (l’ultima volta che sono stato costretto a provarci, ho braccato un fagiano ...abbracciandolo). Bisogna tener conto del fatto che durante l’eventuale brusco rallentamento va gestito anche l’equilibrio. Gli pneumatici rischiano di perdere presto aderenza, soprattutto in piega o sul bagnato, minando seriamente la possibilità di controllare il mezzo, poiché in moto non possiamo fare affidamento su una "sbandata controllata". (altro…)