Incidente in moto per Emanuele Filiberto, l’incidente capita davvero a tutti

Leggo sul Corriere qui che:
PARIGI (FRANCIA) - Emanuele Filiberto di Savoia è rimasto ferito questa mattina a Parigi in un incidente stradale. Emanuele Filiberto ha avuto un incidente di moto, è caduto ed è stato trasportato in ambulanza all'ospedale Georges Pompidou, non lontano dalla Tour Eiffel, per alcune ferite. I medici sono già intervenuti per ricucire una ferita al mento e stanno procedendo per un taglio sopra l'occhio.
Come si vede l'incidente può capitare davvero a tutti, ricchi o poveri che si possa essere. Troppo spesso vedo persone molto benestanti che, sentendosi quasi onnipotenti, camminano senza casco e sprezzanti di ogni pericolo. Forse perchè il loro status sociale li porta a pensare che i soldi possano comprare anche una specie di immunità... Ovviamente non significa che tutti siano così, anzi. Tuttavia quando leggo che anche i VIP restano coinvolti in incidenti stradali non riesco a non ricordare che l'incidente possa capitare a tutti. Pertanto occhio!

Presentato lo studio realizzato dal DISTART dell’Ateneo bolognese per migliorare la Sicurezza Stradale dei motociclisti

Infrastrutture inadeguate, strade mal progettate e mal tenute mettono a rischio l'incolumità di tutti gli utenti della strada ma soprattutto dei motociclisti, gli utenti deboli. Per ridurre l'incidentalità stradale che ogni anno miete innumerevoli vittime tra i motociclisti, soprattutto giovani dai 20 ai 30 anni, i ricercatori del Dipartimento di Ingegneria delle Strutture, dei Trasporti, delle Acque, del Rilevamento e del Territorio (DISTART), settore Strade, della Facoltà di Ingegneria dell'Università di Bologna hanno presentato, durante una conferenza svoltasi nell'Aula Magna, lo studio "La sicurezza dei motociclisti: linee guida per Chi progetta e costruisce le infrastrutture stradali", realizzato con la collaborazione della Provincia di Forlì-Cesena, dell' Associazione Motociclisti Incolumi (A.M.I.) e dell'Osservatorio per l'educazione stradale e la sicurezza della Regione Emilia-Romagna. Per l'importanza e l'attualità della tematica, la conferenza è stata patrocinata dal ministero della Pubblica Amministrazione e l'Innovazione, dal ministero dello Sviluppo economico, dalla Direzione Generale per la Vigilanza e Sicurezza nelle Infrastrutture del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dalla Regione Emilia-Romagna, dalla Provincia di Bologna e dalla Federazione Motociclistica Italiana. (F.M.I.) Alla conferenza sono intervenuti Pier Paolo Diotallevi, preside della Facoltà di Ingegneria, Francesco Ubertini, direttore DISTART, Giulio Dondi, Ordinario di Costruzioni Stradali e coordinatore dello studio, Guglielmo Russo, vice presidente della Provincia di Forlì-Cesena, Emanuela Bergamini Vezzali, presidente dell'Osservatorio per l'educazione stradale e la sicurezza della Regione Emilia-Romagna, Marco Guidarini, medico traumatologo e Presidente dell'Associazione Motociclisti Incolumi, Franco Uncini, Riders Safety Delegate per i circuiti MotoGP e campione del Mondo 1982 classe 500, Enrico Garino, responsabile del dipartimento educazione stradale della Federazione Motociclistica Italiana, Daniele Giocondi, dirigente della Polizia Stradale di Bologna e Stefano Ravaioli, direttore SITEB. Ha moderato l'incontro Mauro Coppini, direttore editoriale Nuvolari Sky TV. (altro…)

Mi è arrivata una multa! Come faccio a far valere i miei diritti?

Premessa: la maggior parte delle contravvenzioni si basa su un’oggettiva e sacrosanta rilevazione delle infrazioni, accertate e contestate con professionalità ed imparzialità dai tutori dell’ordine e chi sbaglia deve pagare, senza cercare sotterfugi per sottrarsi alle proprie responsabilità. Nondimeno, l’ordinamento giuridico predispone, da sempre, strumenti di tutela contro gli errori della Pubblica Amministrazione, pur sempre composta da esseri umani e, per questo, fallibili. Il sistema del contenzioso e dei ricorsi, amministrativi e giurisdizionali, serve per far valere le proprie ragioni quando effettivamente sussistono i presupposti per opporsi a verbali erronei ed infondati o per rappresentare l’esistenza di motivi che, a norma di legge, ne consentono l’archiviazione, perché quella “multa” non doveva essere fatta. E’ moralmente biasimevole ricorrere sempre e “a prescindere”, intasando le prefetture e le segreterie dei Giudici di Pace, pur nella consapevolezza di avere torto, confidando nella benevolenza di chi deve decidere o, peggio, appigliandosi a cavilli formali o, ancora, sperando che il ricorso si perda nei meandri della burocrazia, venendo accolto per decorrenza dei termini. Ma, se crediamo di avere ragione, è utile sapere come muoversi.

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Capita sempre più spesso: tornate a casa e il portiere, serafico, aspetta che siate saliti, poi vi chiama al citofono: “Dotto’, c’è una raccomandata… non c’è bisogno che scende, ho già firmato io”. Già dal colore verdognolo della busta, intuite che si tratta di rogne. Leggendo l’indicazione del mittente (Comando Polizia Municipale di…, Sezione Polizia Stradale di… o addirittura “Montepaschi SE.RI.T. – Concessionario per la provincia di…”), scompare ogni dubbio: si tratta proprio di rogne. Dopo aver strappato malamente la busta e letto il contenuto, iniziate ad imprecare, prima mentalmente, poi sottovoce, poi ad alta voce, interrompendovi solo un attimo per un distratto “Buongiorno, signora” alla dirimpettaia che, scandalizzata, corre in chiesa per abbondanti abluzioni auricolari con l’acqua benedetta. (altro…)

Conosci te stesso?

La risposta non è scontatamente “SI”, come normalmente si pensa in questi casi. La vita moderna ci ha abituato a credere di possedere i SuperPoteri: sempre al massimo, sempre svegli, sempre di corsa. Si passano giornate intere strizzate tra casa, lavoro, studio, figli, mogli, mariti, suocere, cani, bollette, riunioni condominiali e sedute dallo strizzacervelli. Nel tempo che resta si pensa alle nostre passioni, hobby e divertimenti: la vita, insomma. Le energie non sono infinite però… (Questo discorso vale anche per chi si può permettere di passare le giornate a pettinare le bambole o a fare shopping. Leggi più avanti, ndr) Non sto parlando della solita stanchezza. Mi riferisco alla capacità di combattere, della resistenza, del morale, dell’equilibrio, della forza d’animo, della memoria, dell’udito e della vista: dell’abilità nel pilotare, insomma, nel vero senso del termine. La condizione psico-fisica è un elemento essenziale nella sicurezza alla guida. Per i motociclisti è ancora più vitale. Guidare la moto comporta un notevole lavoro del corpo e della mente, molto più che in auto. No, non bisogna farsi fare una TAC ogni volta che si vuole guidare la moto! Il brevissimo test comporta pochi secondi di “autodiagnosi” che poi diventa un’automatica e quasi involontaria (buona) abitudine. Nessuno è sempre al massimo. (altro…)

Conosci la strada?

Purtroppo la strada non è facile come nel video che segue, in cui c'è un chiaro avvertimento per ogni possibile pericolo che incontra il protagonista... tranne che per l'ultimo imprevisto 8-) Conosci la strada che stai percorrendo? Anche se la risposta è SI, rallenta! Qui dove abito io (ma un po' ovunque in realtà) c'è il problema della strada pulita adesso... zozza dopo. Ci sono trattori che passano e spargono terra e argilla ovunque (ma sarà solo terra? :-| ). La legge vieterebbe di lasciare l'asfalto in queste condizioni, ma siamo in Italia... (altro…)

Cari motociclisti vi faccio l’identikit!

Questo articolo va letto in chiave comica perchè ad una lettura disattenta può sembrare irriverente, mentre lo spirito è solo quello di farsi due risate. Questo sito fa della sicurezza la sua missione e se in qualche momento dell'artico può sembrare che vengano presi in giro quelli che si vestono di tutto punto sappiate che è detto solo per ridere. Forse sarebbe stato più semplice non pubblicare l'articolo penserete, mentre io ritengo che sapersi mettere in gioco e ridere di se stessi sta alla base di una sana voglia di conoscenza. (Claudio Cangialosi fondatore del Blog e di SicurAUTO.it)
“Sara, svegliati, è primavera…” “Mmh… che ora è?” “Sara, sono le sette e tu devi andare a scuola.” “Uffa, che p…izza!” “Oh oh oh, Sara, raccogli tutti i libri ed accendi il motorino. Ma stai attenta a non investire un bambino.” Raccomandazione inutile. Sara, come la stragrande maggioranza degli utenti della strada, a due, tre, quattro e più ruote, affronta la giornata seguendo un immutabile copione: si alza, va in bagno, fa colazione, si lava i denti, si veste, si mette alla guida e, dopo un certo lasso di tempo, variabile fra pochi minuti e diverse ore, si sveglia. Nel traffico caotico dell’ora di punta il “pilota automatico”, in genere, funziona a meraviglia, pur con qualche inevitabile defaillance, universalmente accettata come un destino ineluttabile: una strisciatina sulla fiancata, qualche graffio sui paraurti, un fanalino spaccato, una portiera ammaccata… Gli automobilisti se la cavano con poco, tutt’al più un’arrabbiatura e un fastidioso mal di portafogli. Per chi procede seduto su una sella in (precario) equilibrio dinamico, invece, le conseguenze degli incontri troppo ravvicinati, anche a bassa velocità, non sono quasi mai indolori, più per gli effetti della probabile caduta che per l’impatto vero e proprio. (altro…)

D-air Racing e D-air Strada – gli AIRBAG per Motociclisti

L' ingegneria lavora per la Sicurezza del Motociclista, a cominciare dal mondo delle Corse, dove tutto è estremo: la velocità, i materiali, i rischi. Il fatto, anzi, la grande Verità che la pista sia di gran lunga più sicura della strada, è data, oltre che dall'assenza di ostacoli, altri veicoli, imprevisti tipici della circolazione stradale, anche dagli equipaggiamenti delle stesse moto (impianto frenante, gomme, dispositivi di controllo elettronici), sia da un abbigliamento tecnico a prova di caduta, volo, collisione, rotolamento, sfregamento.... e tutto ciò a ben oltre 250 km/h.

La cosa molto positiva è che dal "patrimonio" tecnologico, costato miliardi a tutte le case costruttrici e sperimentato sulle piste, molti sistemi trovano successivamente applicazione sulle moto (ed auto) "di serie", avvantaggiando poi tutti noi, utenti finali della strada. Quando da piccola chiedevo a mio padre perchè non gli piacesse il calcio ma adorasse le gare motociclistiche e automobilistiche (lui stesso ha fatto il pilota), mi diceva: "Vedi, a differenza del Calcio, ... (altro…)

Guard rail per motociclisti, ne esistono anche in legno. Ecco i video del crash test

Nel nostro nuovo canale Youtube abbiamo pubblicato due interessanti video di crash test relaviti ad un attenuatore d'urto per motociclisti. In alcune zone d'Italia, per ragioni estetiche, è necessario installare solo guard rail in legno. Tuttavia, come abbiamo già visto, i tradizionali guard rail sono delle vere e proprie trappole per i motociclisti. A studiare la soluzione più idonea per situazioni del genere è stata la Margaritelli che già da un anno ha studiato una soluzione "amica" dei motociclisti per le proprie barriere in legno. La stessa azienda ha poi provveduto a far testare il prodotto dal laboratorio LAST, presso il Politecnico di Milano. Ecco i video della prova. Anche se non sono stati forniti dettagli tecnici sul risultato ho avuto modo di vedere di presenza il casco utilizzato per la prova. Beh, quando l'ho preso in mano ci ho messo un po' per credere che quello fosse il casco utilizzato. Sembrava ancora nuovo...

Contatto fisico, saper calcolare le giuste distanze

Tenete le distanze di sicurezza, il più possibile. Perché per fermare la moto a 70Km/h ci vuole un determinato spazio. Per arrestare lo stesso veicolo a 75 Km/h ce ne vuole molto di più! Ho voluto iniziare con questo video poiché dimostra chiaramente quanto la realtà sia differente dalla proiezione nella mente di ognuno di noi. In questo contributo sono stati utilizzati evidenti trucchi cinematografici per ricostruire la presenza di un uomo in piedi al centro della scena. Tutto il resto, l’impatto e il relativo differente risultato, sono assolutamente realistici e reali come il monitor che stai guardando. (altro…)

Fuga per la vittoria. Cosa comporta non fermarsi all’ALT

“Quando vedi la paletta tu spalanca la manetta!” E’ diventato persino uno slogan e, spesso, compare in alcuni forum, nella firma di ragazzi che cercano di far credere di essere intelligenti! Il sottrarsi con la fuga ad una sanzione, a volte anche irrisoria, sembra diventato una specie di sport nazionale: si contano ormai a migliaia gli episodi di giovani centauri che, incappando in un posto di controllo, invertono di colpo la marcia o cercano di forzarlo, spesso riuscendoci, a volte no. Nel primo caso è possibile che la cosa finisca lì e costituisca immediatamente oggetto di vanto da sfoggiare con autocompiacimento con gli amici per la propria bravata: che soddisfazione, che smacco per gli “sbirri”, che bravi che siamo stati a sfuggire alla trappola di quelle sanguisughe! (altro…)