Mani sul manubrio e dito sul freno: frenare in moto

Frenare in motocicletta è un’operazione che nasconde parecchie insidie. Sembra così semplice tirare la leva dell’anteriore o pestare il pedale del posteriore, ma in realtà dobbiamo fare i conti con una quantità di variabili pressoché infinita. Di seguito esaminiamo alcuni dei fattori fondamentali di questa manovra, al fine si aumentare la nostra coscienza in merito. Innanzitutto, la moto ha solo due punti di appoggio sulla strada. Questo dimezza l’efficienza della frenata anche se la massa da rallentare è minore rispetto a un'auto, poiché in curva non è quasi possibile fermarsi (l’ultima volta che sono stato costretto a provarci, ho braccato un fagiano ...abbracciandolo). Bisogna tener conto del fatto che durante l’eventuale brusco rallentamento va gestito anche l’equilibrio. Gli pneumatici rischiano di perdere presto aderenza, soprattutto in piega o sul bagnato, minando seriamente la possibilità di controllare il mezzo, poiché in moto non possiamo fare affidamento su una "sbandata controllata". (altro…)

Sarkozy vieta lo scooter ai ministri: è troppo pericoloso. Ma allora la gente comune?…

Leggo sul Corriere.it che Nicolas Sarkozy ha "vietato" ai propri Ministri di usare lo scooter per muoversi in città. La decisione è stata presa perchè viaggiare in sella ad uno scooter è troppo pericoloso, anche per via di un recente incidente in cui è stato coinvolto il Ministro della Cultura, Frédéric Mitterrand, scivolato sul ghiaccio. Sappiamo tutti che viaggiare su due ruote ha una componente di rischio molto elevata (siamo anche qui per farvelo capire) e che quindi vanno prese le opportune "contro misure", tuttavia la decisione di Sarkozy mi sembra esagerata. La domanda che subito mi sorge spontanea è: ma allora l'operaio che usa lo scooter tutti i giorni per andare al lavoro che fa? Si prende l'auto blu pure lui? Magari è pure costretto ad usare lo scooter perchè sia il traffico che il portafogli non lo inducono a comprarsi un'auto. (altro…)

I-Ciuffo un nuovo sistema salva motociclisti

A campionati motociclistici fermi e le moto parcheggiate in garage causa inverno, la speranza è che l'informazione in ambito sicurezza e le riflessioni conseguenti, raccolgano attenzione maggiore di quanto non abbiano fatto nei mesi scorsi. In un Eicma 2009 abbastanza sottotono sotto il profilo delle novità abbiamo potuto registrare un ottimo spazio dedicato alla sicurezza stradale. Non ancora uno spazio, in termini di metri quadrati, personale e servizi, come avremmo voluto fosse, ma di certo un grosso passo in avanti. Il progetto è “Strade più sicure” promosso da BMW Motorrad Italia in collaborazione con la Facoltà di design del politecnico di Milano. L'obiettivo del progetto è creare opportunità per le aziende e sviluppare le idee, le esperienze degli studenti del politecnico. (altro…)

Le quattro stagioni del motociclista, i consigli dell’AMI

Tratto dal libro "Una guida per chi guida" di Marco Guidarini - Volantino da stampare e distribuire tra gli amici Basta qualche giorno di sole… e subito si dimenticano le temperature più rigide dell'inverno. Chi ha la moto (... e soprattutto chi ha la moto nuova!) si prepara con entusiasmo per i tornanti preferiti. Un controllo preliminare: bulloneria, dischi e freni, pneumatici, livello liquidi, controllo e lubrificazione della catena (una ottima occasione per fare controlli è il lavaggio della moto: da fare solo a motore freddo e preferibilmente a mano (cautela con idropulitrici ad alta pressione su vernice e radiatore) poi una leggera pressione sullo starter… e la sentiamo "cantare" (ricordarsi di accendere il cervello prima di accendere il motore!) . Un minuto di riscaldamento da fermo (il tempo necessario per controllare se il casco è ben allacciato, le luci accese, stop e frecce funzionanti) poi si può partire con l'accortezza di mantenere il motore a regimi (non règimi come spesso si sente dire) bassi e medi, nei primi 10 minuti, dato che le diverse parti meccaniche devono raggiungere la temperatura ottimale di esercizio gradualmente (non a calci dal basso verso l'alto!) Prima di ruotare la manopola del gas è consigliabile analizzare i fattori principali: (altro…)

Varese: i Motociclisti propongono, l’ Amministrazione agisce! un buon esempio di collaborazione.

Attivi da tanti anni nel settore dei diritti del Motociclista,  in prima linea su numerose battaglie che rendano giustizia al nostro mondo a due ruote, un gruppo del Coordinamento Motociclisti, ha condotto con successo un'azione di informazione e proposta nei confronti degli Enti Pubblici responsabili della Sicurezza Stradale e della Pubblica Amministrazione. Nel giro di sei mesi, grazie ad un'amministrazione che ha saputo ascoltare e mettere in pratica i giusti suggerimenti, i punti critici sono stati messi in sicurezza. Ecco un estratto dal sito del Coordinamento Motociclisti:
Ad Aprile 2008 il Cordinamento denunciò in modo chiaro che le nuove infrastrutture adottate dalla Provincia di Varese allo svincolo del Ponte di Vedano non corrispondevano a nessun criterio di sicurezza per motociclisti e ciclisti. Attraverso le pagine de "La Provincia" arrivarono le immediate rassicurazioni di Aldo Simeoni, Assessore alla Viabilità, che in pochi mesi si sono concretizzate nell'installazione delle protezioni salva motociclisti nei punti a rischio dei primi 1700 mt della Tangenziale Nord-Est. Le protezioni, del tipo DR46 prodotti dalla Snoline, sono state montate lungo il primo lotto della nuova tangenziale e sulle barriere intorno alla nuova rotonda di Viale Valganna. (altro…)

A Roma più della metà dei centauri ha avuto un incidente

Il 55% dei 'centauri' romani è rimasto coinvolto almeno una volta in un sinistro, e nel 67% dei casi ha riportato lesioni.  E' quanto emerge dal rapporto "La sicurezza dei veicoli a due ruote nel Comune di Roma". Il rapporto dell'ACI è raccapricciante e le statistiche degli incidenti non fanno altro che ricordare quanto sia pericoloso viaggiare su due ruote. Questo non significa che bisogna lasciare la moto a casa (sappiamo benissimo che è la salvezza nel traffico di tutti i giorni) tuttavia vogliamo evidenziare che i motociclisti dovrebbero essere catalogati tra le utenze deboli della strada, quasi alla pari di pedoni e ciclisti. Il nostro modo di concepire le strade è troppo "auto-centrico" e anche il modo di guidare degli automobilisti non è da meno. Tuttavia il rapporto mette in evidenza anche numerose mancanze della categoria dei "due ruotisti" che non solo infrangono costantemente il codice della strada ma sarebbero anche inesperti. (altro…)

In moto senza casco? Ottimo! Vieni a farti la serata… con loro

Ho trovato un video in rete che mi è piaciuto subito, spero vi aiuti a riflettere...

Si fa presto a dire 78! Modificare la moto, risvolti legali

Da diversi anni esiste un nutrito contenzioso a proposito della disinvolta applicazione dell’art. 78, c. 3 del Codice della Strada, per quanto riguarda le modifiche alle caratteristiche costruttive e ai dispositivi d’equipaggiamento e persino a componenti che sicuramente “caratteristiche costruttive”, ai fini della norma, non sono. Le vicende più frequenti riguardano, per le moto, il terminale di scarico, gli specchietti retrovisori, gli indicatori di direzione, il portatarga e, per le auto, le famigerate lampadine blu nei fari, le lucette blu sul cofano, le varie appendici aerodinamiche, i sedili di tipo sportivo, le ruote maggiorate, la carreggiata allargata con distanziali, i vetri oscurati ecc. Troppi operatori, di qualsiasi divisa, vanno giù col 78/3, applicando la sanzione pecuniaria di 389 € e ritirando la carta di circolazione per l’aggiornamento, intimando al conducente di sottoporre il veicolo a visita e prova. Ciò in alcuni casi è giustissimo, in molti altri non lo è. (altro…)

Bambini in moto, una guida su come trasportarli in tutta sicurezza

La legge in merito appare piuttosto lacunosa. L’articolo 170 del Codice della Strada prevede solo che il passeggero-bambino debba avere un’età non inferiore ai 5 anni e che arrivi a toccare le pedane con i piedi. Recentemente è stata paventata anche l’ambigua idea dell’obbligatorietà di utilizzare un seggiolino addirittura fino ai 12 anni del passeggero. (clicca qui per vedere il servizio di Striscia la notizia) Un po’ vaga come norma... e temo che sarebbe anche peggio se tentassero di migliorarla, poiché ritengo che solo un folto gruppo di motociclisti coscienziosi, di esperienza e di buon senso possa tentare di immaginare quale possa essere il sistema per trasportare in sicurezza i bambini in motocicletta. Dal mio punto di vista la soluzione sarebbe semplicissima: se possibile, evitare di scarrozzare i bambini in moto/scooter. Sì, hai letto bene: “evitare”. I motivi sono veramente tantissimi e svariati. Di seguito tenterò di spiegare i più importanti. Innanzi tutto, dobbiamo conoscere quali sono le insidie comuni che il viaggio con un passeggero comporta. A parte per quanto riguarda il peso, tutto quanto scritto nell’articolo “viaggiare in due in tutta sicurezza” è assolutamente valido anche per il trasporto di un bambino. (altro…)

Viaggiare in due in tutta sicurezza

Qual è il carico più pesante, insicuro, destabilizzante e quindi difficile da trasportare? Il passeggero! Detto in gergo anche “zavorra/zavorrina”, essa/o è instabile poiché giustamente viva/o! Per quanto possa essere magra/o, si tratta pur sempre di un essere umano. Quando si viaggia in due sulla stessa motocicletta si consolida una situazione estremamente diversa dal viaggiare soli. Basti pensare che il solo peso del passeggero, in proporzione, aumenta drasticamente la massa totale. Per fare un esempio, è come se caricassimo sul portapacchi di una mini-cooper un armadio settecentesco alto 3 metri e del peso di oltre 300 Kg. L'argomento è notevolmente vasto, molto più di quanto possa apparire. La maggior parte dei motociclisti inesperti crede -in buona fede- che il passeggero sia solo un altro carico da trasportare: niente di più falso. Il nostro compagno di viaggio è vivo! ..quindi sempre in movimento, soggetto a starnuti, spaventi e malumori. Ogni tanto si distrae e lascia il maniglione per sistemare il cinturino del casco, per aprire la visiera, per grattarsi. Dobbiamo sempre considerarlo come un "carico indisciplinato", anche quando si tratta di una persona di esperienza. Ci sono alcuni accorgimenti di cui dobbiamo essere coscienti prima di far salire un passeggero sulla nostra moto: (altro…)