In Moto2 tragico incidente con il pilota del Team Suter investito da due piloti: le condizioni sono apparse subito gravissime, ma la gara non è stata interrotta
MISANO, 5 settembre 2010 – Il pilota giapponese, che aveva 20 anni, non ce l’ha fatta. Aveva perso il controllo della sua moto che è stata centrata in pieno da Alex De Angelis, mentre Redding sembra che non abbia potuto evitare Tomizawa già finito.
“E’ stata la caduta più brutta della mia carriera – ha detto De Angelis – quello è un punto dove siamo in pieno, quando Tomizawa è caduto ho fatto di tutto per prendere la sua moto e non lui, io sono illeso, è incredibile”.
La gara incredibilmente non è stata fermata nonostante le condizioni di Tomizawa sono apparse subito piuttosto serie. Il pilota ha riportato molteplici traumi, anche alla testa. “E’ molto grave, lotta con la morte” hanno spiegato i dottori del circuito di Misano. “E’ in condizioni critiche, stiamo lottando per tenerlo in vita”, hanno concluso.
Poi, nel corso della MotoGp la tragica notizia. Mediaset ha annunciato la morte del giapponese nel corso della diretta.
La dinamica dell’incidente è troppo simile a quella che settimana scorsa ha portato alla morte il piccolo Peter Lenz: investito da chi lo seguiva dopo aver perso il controllo della moto.
Questa volta, però, non ci sono genitori da incolpare. Il capo della sicurezza del MotoGP dice -in diretta- che gli incidenti di questo tipo non sono prevedibili e quindi evitabili. Noi siamo certi che si poteva fare di più per rendere i soccorsi più efficaci. Bastava fermare la gara.
Lenz si schianta nel giro di prova e il papà lo ricorda su Facebook «Il mondo ha perso una stella»
Sul Gran Premio di Indianapolis del motomondiale si allunga una triste ombra per la morte di Peter Lenz, centauro 13enne rimasto coinvolto oggi in un incidente durante il giro di ricognizione di una gara di contorno. Dopo un laconico annuncio sulla pagina Facebook del ragazzo, il padre, che si è firmato «Dad», ha commentato la triste notizia dalla stessa pagina rivolgendo un pensiero al figlio e all’altro centauro coinvolto nell’incidente, il newyorchese Xavier Zayat.
Carlo Luigi Fiocco, 37 anni di S.Giuseppe, è finito come un missile contro il guard rail. La moglie lo seguiva su un’altra moto
Dritto, quasi senza frenare, a tutta velocità contro il guard rail. E’ morto sul colpo Carlo Luigi Fiocco, 37 anni, originario di Este ma residente a Treviso. La sua moto ha tagliato una curva e si è disintegrata contro le barriere della nuova strada veloce tra Feltre e Seren del Grappa, poco prima dell’incrocio di Rasai.Dietro di lui, su un’altra moto, c’era la moglie. Ha provato a soccorrerlo, poi è crollata sull’asfalto tenendo la mano del marito senza vita.
La trovano così, i primi soccorritori. E così rimane, Sabrina Maso, 33 anni, per più di un’ora, al punto che i vigili del fuoco arriveranno a stendere un telo sopra di lei, per proteggerla dal sole. Sotto choc, schiacciata da un dolore talmente grande e inaccettabile da impedirle perfino di piangere. Immobile, appoggiata al guard rail fra i resti della moto di suo marito esplosi in un raggio di cinquanta metri, continua a tenerlo per mano, sotto le barriere metalliche. Lui coperto da un lenzuolo bianco, con un braccio fuori. Lei attaccata all’ultimo brandello di una vita che non c’è già più.
Una guida su come (non) rendersi orribili proprio nella stagione degli amori.
I caschi “a scodella” sono quelli più leggeri e piccoli rispetto ai classici modelli omologati. Non coprono la faccia, la mandibola, la nuca e le orecchie. Spesso sono scelti dai motociclisti più incoscienti (o inconsapevoli) per la loro agilità, ma la comodità può trasformarsi in orrore estetico(può far diventare orrendi).
Ormai si è capito, che il titolo non c’entra molto con quello che intendiamo comunicare in quest’ articolo. Tuttavia non siamo bugiardi e truffaldini, per cui eccovi la risposta:
La multa ammonta a circa 70,00 Euro. Oltre alla sanzione amministrativa scatta il sequestro della moto (o motorino) per due (2) mesi. Inoltre vengono scalati cinque (5) punti dalla patente di guida. In caso il controllo avvenga in circostanze che possano (anche lontanamente) far pensare alla “guida pericolosa” la penale potrebbe essere aggravata a discrezione del pubblico ufficiale.
Perdere un altro minuto della tua vita per leggere il resto sarebbe troppo noioso? Clicca qui o chiudi questa pagina. Se invece vuoi un consiglio perevitare di diventare un mostro inguardabile continua la lettura.
Il padre della ragazza ricostruisce la scena della tragedia «Monito contro le stragi, lo porteremo anche nelle disco»
Si tratta di una notizia non più nuova, tuttavia troviamo doveroso riportarla in queste pagine.
FONTE (Treviso) – Lei ha i jeans strappati. Anche le perline del ricamo sono macchiate di sangue. E il piede destro ha perso la calzatura marchiata D&G, sicché si vede il calzino bianco imbrattato di rosso. Pure lui ha i denim lacerati. Sotto i brandelli di tela si scorgono delle ferite. Ma entrambe le scarpe gli sono rimaste addosso, come il giubbotto da centauro che ha gli stessi colori della motocicletta, bianco, argento e blu. Eccoli Chiara Filippin e Omar Artuso, nell’istante fatale in cui la due ruote sulla quale viaggiavano a velocità sostenuta, la sera del 12 luglio 2009 a Vedelago, si scontrò con l’auto di un cinese sbucato da una laterale senza dare la precedenza.
ROVIGO – Il Gabriele Sella, 47 anni, padovano, sei volte campione italiano di ciclismo su pista, e’ morto oggi in un incidente stradale nel rodigino. Sella era alla guida di una Kawasaki Ninja quando a Fasana, nei pressi di Adria, ha perso il controllo del mezzo all’altezza di una curva, uscendo di strada e schiantandosi contro il muretto di recinzione di una casa. Sella e’ morto sul colpo. L’incidente potrebbe essere stato causato dall’alta velocita’.
Brindisi – E’ passato quasi un anno dall’incidente in cui Claudio Margherito, 20enne brindisino, ha rischiato di perdere la vita. Rimase coinvolto in un incidente in via Nicola Brandi, al rione Casale, mentre era a bordo del suo scooter Aprilia 50. Indossava il casco. Era ben allacciato ma non era omologato. Andò a sbattere con la testa contro un palo dell’illuminazione, perse i sensi e rimase in coma per oltre quindici giorni.
<<È troppo facile lamentarsi che le strade son pericolose per poi guidare la moto senza protezioni… è come lamentarsi che il fumo fa male con una sigaretta in bocca>>
L’ignoranza
Si sa che “la Legge non ammette ignoranza”. Comunemente questa espressione sta a indicare che non si potrebbe ignorare l’esistenza di una Legge dello Stato.
I motociclisti esperti e coscienziosi sono bene informati che per quanto riguarda la sicurezza passiva nel campo delle due ruote c’è ancora un’inconsapevolezza che sfiora il ridicolo.
Gli “ignoranti”, che spesso sono semplicemente principianti, credono che cadere in moto in città comporti al massimo una sbucciatura di ginocchio o la spelatura di un gomito o dei jeans. In realtà il migliore tessuto denim in commercio resiste solo pochi millesimi di secondo al contatto con l’asfalto a una velocità di molto inferiore ai canonici 50 Km/h. Le stesse articolazioni del nostro corpo sono molto più fragili di quanto non immaginiamo. Possono danneggiarsi in modo permanente perfino da fermi a causa del solo nostro peso appoggiato malamente, immaginiamo per via di una caduta a velocità superiori a 20/30 Km/h.