2010
12.09

È successo a Ortisei, sulle piste da sci. La vittima è Maddalena Ploner, esperta e figlia d’arte

Probabilmente ha perso il controllo degli sci, come spesso accade sulle piste innevate. È successo mercoledì 8 dicembre scorso. Non indossava il casco protettivo, obbligatorio solo per i bambini fino a 14 anni. Le sue condizioni sono subito apparse gravi. In elicottero è stata subito soccorsa e ricoverata all’ospedale di Bolzano dove però è deceduta poco dopo. L’impatto le è stato fatale proprio per le ferite riportate al cranio. Si tratta del primo incidente sciistico mortale della stagione sulle Dolomiti. L’incidente è avvenuto per l’esattezza sulla pista Sant’Anna del Seceda, in un tratto pianeggiante.

Maddalena era la figlia di Peppi Ploner, vicecampione del mondo con la staffetta azzurra di fondo nel 1985. Quella pista l’aveva già percorsa numerose volte e presumibilmente era esperta. Con ogni probabilità si è trattato di un errore, uno di quelli che “capitano”.

  • Gli ostacoli fissi

Sono quegli oggetti inamovibili presenti a bordo pista o a bordo strada,

Prosegui la lettura >>

2010
12.01

I sedicenti esperti e protetti da una parte, i principianti inconsapevoli dall’altra. In mezzo? Presunzione ed egoismo

Alcuni sono come principianti lasciati a loro stessi. I loro genitori non avevano la moto e non gli interessava, gli amici nemmeno, tuttavia loro si sentono “strani”, come se gli mancasse qualcosa. Fino a quando non salgono – quasi per sbaglio – su una moto o un motorino. Da quel momento sentono che devono procurarsene uno, senza sapere il perché e senza avere la minima idea di che tipo di moto vogliono. In quel momento nasce un amore che si consoliderà poi nel tempo, diventerà duraturo e fonte di soddisfazioni incredibili. La loro vita non sarebbe stata la stessa senza quel casuale incontro.

Non conoscono nemmeno l’esistenza di abbigliamento protettivo e non sanno a chi rivolgersi per avere consigli a riguardo. Sono come i bambini. La loro “ignoranza” è giustificata dal fatto che nessuno, nemmeno a scuola, ha mai parlato di questi argomenti. Li vedi quindi viaggiare in maniche corte e pantaloncini anche a velocità sostenute.

Gli “integralisti” della protezione li sfottono dicendo: “Quelli non sono veri motociclisti…”, “Per essere motociclisti bisogna viaggiare con millemila protezioni super omologate certificate famose sconosciute e perfettamente conservate”. Gli “integralisti della protezione” non ci parlano con i motociclisti inconsapevoli, li considerano una categoria di idioti. “Che si ammazzino, così capiranno che devono nascere imparati come noi”, dicono, omettendo però che loro stessi hanno iniziato a proteggersi dopo aver grattugiato le chiappe sull’asfalto. Non erano così esperti prima.

Lo scopo degli “integralisti della protezione” non è quello di diffondere la sicurezza per i motociclisti. Loro vogliono diffondere il fatto che solo loro “ne sanno” e tutti gli altri sono venduti o inaffidabili.

Io ho imparato, invece, che

Prosegui la lettura >>

2010
11.10

Leggi le Avvertenze prima di visionare questo video

2010
09.22

L’incidente vicino allo svincolo con la statale 16. Il giovane è stato sbalzato dalla due ruote ed è finito sul guard rail

ROVIGO (20 settembre) – Un morto e un ferito grave: questo il bilancio dell’incidente avvenuto alle 19 di ieri a Rovigo, sulla rotatoria “della Fattoria” all’altezza dello svincolo con la statale 16. A perdere la vita Gianluca Masiero, 23 anni, di Villadose. Ferito F.B., la cui identità ed età non sono ancora state rese note.

L’esatta dinamica dell’incidente è al vaglio dei carabinieri. Stando ad una prima ricostruzione Masiero si è immesso nella rotonda dove stava transitando l’altro motociclista assieme ad altri due centauri. Nella rotonda è avvenuto l’urto tra i due: Masiero è stato sbalzato dalla sua due ruote ed è finito contro il guard rail morendo all’istante; l’altro motociclista è caduto riportando gravi ferite.

Prosegui la lettura >>

2010
09.16

Hans-Robert Kreutz, direttore della commissione medica della federazione internazionale di motociclismo, getta nuove ombre sulla morte del pilota giapponese

RIMINI – La Procura di Rimini continua ad indagare sulle circostanze della morte di Shoya Tomizawa, morto durante il Gran Premio di San Marino a Misano Adriatico: il sospetto degli investigatori e’ che il pilota sia deceduto durante il tragitto in ambulanza verso l’ospedale, e non dopo essere giunto nel nosocomio di Riccione.

L’impressione e’ che la morte del pilota sia giunta prima dell’orario ufficiale comunicato dagli organizzatori della gara, le 14.19. Questo per evitare l’interruzione della gara di Moto2. Secondo Hans-Robert Kreutz, direttore della commissione medica della federazione internazionale di motociclismo (Fim), i primi soccorso a Tomizawa non sarebbero stati fatti secondo le regole previste e la corsa sarebbe dovuta essere interrotta. Kreutz ha comunque ammesso che dalle analisi delle immagini dell’incidente si e’ compreso come la sorte di Tomizawa non sarebbe potuta essere diversa da quanto accaduto, vista la gravita’ delle ferite riportate.

Prosegui la lettura >>

2010
09.09

La Dorna, che organizza il mondiale, ha mentito sull’orario della morte. I primi risultati dell’autopsia parlano chiaro

di VINCENZO BORGOMEO (notizia tratta da Repubblica)
Le indagini sono ancora in corso. Ed ‘ presto per dare giudizi. Ma una cosa è certa: Tomizawa non è morto alle 14.19 come è stato dichiarato dai medici. E’ morto in ambulanza ed è arrivato cadavere al ‘Ceccarini’ di Riccione.

Sono questi i primi risultati dell’inchiesta aperta dalla Procura di Rimini sulla morte di Shoya durante il Gran Premio di San Marino domenica scorsa sul circuito di Santamonica a Misano Adriatico. I risultati dell’autopsia insomma parlano chiaro e spiegano che la Dorna, organizzatrice del motomondiale, aveva mentito dando come orario della morte le 14,19, in ospedale. Una brutta storia perché ora prende corpo l’accusa di aver voluto nascondere un fatto del genere per mandare avanti “come se nulla fosse” lo show della MotoGp. Non solo: da quello che si è capito sembra che la notizia della morte di Tomizawa si arrivata addirittura prima della fine della gara della Moto2, dove poi si è anche festeggiato sul podio.

Prosegui la lettura >>

2010
09.08

(ANSA) – RIMINI – E’ stata eseguita l’autopsia sul corpo del pilota giapponese Shoya Tomizawa, morto domenica a Misano nel Gp di San Marino categoria Moto2. L’esame ha confermato che la causa del decesso e’ stata lo schiacciamento della cassa toracica, che ha compresso irrimediabilmente cuore e polmoni. Il corpo del ragazzo, 19 anni, ora tornera’ in patria come richiede da giorni la famiglia, che non ha voluto nominare un perito di parte proprio per tornare quanto prima in Giappone e dare sepoltura.

Una piccola riflessione: ma non avevano detto tutti in coro che la morte era stata lenta perchè causata da traumi cranici? L’ipotesi cranica dava spazio alle dichiarazioni di Dorna sulla morte in ospedale. Questa versione, quella vera, no.

Riposa In Pace Shoya.

Prosegui la lettura >>

2010
09.08

l giallo dell’ora del decesso. Un collega: «E’ stato alle 13, ma gli organizzatori hanno deciso di nascondere la notizia»

Ieri e oggi siamo stati costretti a parlare del dramma di Tomizawa. I tre articoli di ieri li trovate sul web. Ecco l’inchiesta di oggi.

Misano Adriatico (Rimini)

La morte di Shoya Tomizawa, su cui è stata disposta un’inchiesta e sul cui corpo verrà effettuata l’autopsia, è circondata da aspetti controversi. Non convince l’atteggiamento della Dorna. L’ora del decesso è dubbia. Molti indizi lasciano presupporre che il pilota sia morto prima di essere portato fuori dal circuito di Misano. Il suo incidente non è stato forse solo una fatalità. E la gara si poteva (doveva?) interrompere.

Quando è morto veramente Tomizawa dopo l’incidente sulla pista di Misano?
L’incidente è avvenuto alle ore 12,36. La morte è stata dichiarata alle 14,19. Molti però pensano che sia deceduto sul colpo. Chi era nell’ambulanza ha confidato che «è morto almeno dieci volte». Qualcuno giura di averlo visto con il lenzuolo sul volto prima di partire per Riccione. Carmelo Ezpeleta, boss Dorna, alle 13,15 aveva affermato che il pilota era gravissimo ma vivo. Un altro pilota ha però confidato: «Sapevano che era morto già alle 13. Hanno voluto tenere segreta la cosa».

Prosegui la lettura >>

2010
09.05

In Moto2 tragico incidente con il pilota del Team Suter investito da due piloti: le condizioni sono apparse subito gravissime, ma la gara non è stata interrotta

MISANO, 5 settembre 2010 – Il pilota giapponese, che aveva 20 anni, non ce l’ha fatta. Aveva perso il controllo della sua moto che è stata centrata in pieno da Alex De Angelis, mentre Redding sembra che non abbia potuto evitare Tomizawa già finito.

“E’ stata la caduta più brutta della mia carriera – ha detto De Angelis – quello è un punto dove siamo in pieno, quando Tomizawa è caduto ho fatto di tutto per prendere la sua moto e non lui, io sono illeso, è incredibile”.

La gara incredibilmente non è stata fermata nonostante le condizioni di Tomizawa sono apparse subito piuttosto serie. Il pilota ha riportato molteplici traumi, anche alla testa. “E’ molto grave, lotta con la morte” hanno spiegato i dottori del circuito di Misano. “E’ in condizioni critiche, stiamo lottando per tenerlo in vita”, hanno concluso.

Poi, nel corso della MotoGp la tragica notizia. Mediaset ha annunciato la morte del giapponese nel corso della diretta.

La dinamica dell’incidente è troppo simile a quella che settimana scorsa ha portato alla morte il piccolo Peter Lenz: investito da chi lo seguiva dopo aver perso il controllo della moto.

Questa volta, però, non ci sono genitori da incolpare. Il capo della sicurezza del MotoGP dice -in diretta- che gli incidenti di questo tipo non sono prevedibili e quindi evitabili. Noi siamo certi che si poteva fare di più per rendere i soccorsi più efficaci. Bastava fermare la gara.

2010
08.29

Lenz si schianta nel giro di prova e il papà lo ricorda su Facebook «Il mondo ha perso una stella»

Sul Gran Premio di Indianapolis del motomondiale si allunga una triste ombra per la morte di Peter Lenz, centauro 13enne rimasto coinvolto oggi in un incidente durante il giro di ricognizione di una gara di contorno. Dopo un laconico annuncio sulla pagina Facebook del ragazzo, il padre, che si è firmato «Dad», ha commentato la triste notizia dalla stessa pagina rivolgendo un pensiero al figlio e all’altro centauro coinvolto nell’incidente, il newyorchese Xavier Zayat.

Prosegui la lettura >>

2010
08.19

Carlo Luigi Fiocco, 37 anni di S.Giuseppe, è finito come un missile contro il guard rail. La moglie lo seguiva su un’altra moto

Dritto, quasi senza frenare, a tutta velocità contro il guard rail. E’ morto sul colpo Carlo Luigi Fiocco, 37 anni, originario di Este ma residente a Treviso. La sua moto ha tagliato una curva e si è disintegrata contro le barriere della nuova strada veloce tra Feltre e Seren del Grappa, poco prima dell’incrocio di Rasai. Dietro di lui, su un’altra moto, c’era la moglie. Ha provato a soccorrerlo, poi è crollata sull’asfalto tenendo la mano del marito senza vita.

La trovano così, i primi soccorritori. E così rimane, Sabrina Maso, 33 anni, per più di un’ora, al punto che i vigili del fuoco arriveranno a stendere un telo sopra di lei, per proteggerla dal sole. Sotto choc, schiacciata da un dolore talmente grande e inaccettabile da impedirle perfino di piangere. Immobile, appoggiata al guard rail fra i resti della moto di suo marito esplosi in un raggio di cinquanta metri, continua a tenerlo per mano, sotto le barriere metalliche. Lui coperto da un lenzuolo bianco, con un braccio fuori. Lei attaccata all’ultimo brandello di una vita che non c’è già più.

Prosegui la lettura >>

2010
07.08

Una guida su come (non) rendersi orribili proprio nella stagione degli amori.

I caschi “a scodella” sono quelli più leggeri e piccoli rispetto ai classici modelli omologati. Non coprono la faccia, la mandibola, la nuca e le orecchie. Spesso sono scelti dai motociclisti più incoscienti (o inconsapevoli) per la loro agilità, ma la comodità può trasformarsi in orrore estetico (può far diventare orrendi).

Ormai si è capito, che il titolo non c’entra molto con quello che intendiamo comunicare in quest’ articolo. Tuttavia non siamo bugiardi e truffaldini, per cui eccovi la risposta:

La multa ammonta a circa 70,00 Euro. Oltre alla sanzione amministrativa scatta il sequestro della moto (o motorino) per due (2) mesi. Inoltre vengono scalati cinque (5) punti dalla patente di guida. In caso il controllo avvenga in circostanze che possano (anche lontanamente) far pensare alla “guida pericolosa” la penale potrebbe essere aggravata a discrezione del pubblico ufficiale.

Perdere un altro minuto della tua vita per leggere il resto sarebbe troppo noioso? Clicca qui o chiudi questa pagina. Se invece vuoi un consiglio per evitare di diventare un mostro inguardabile continua la lettura.

Prosegui la lettura >>

2010
06.08

Il padre della ragazza ricostruisce la scena della tragedia «Monito contro le stragi, lo porteremo anche nelle disco»

Si tratta di una notizia non più nuova, tuttavia troviamo doveroso riportarla in queste pagine.

FONTE (Treviso) – Lei ha i jeans strappati. Anche le perline del ricamo sono macchiate di sangue. E il piede destro ha perso la calzatura marchiata D&G, sicché si vede il calzino bianco imbrattato di rosso. Pure lui ha i denim lacerati. Sotto i brandelli di tela si scorgono delle ferite. Ma entrambe le scarpe gli sono rimaste addosso, come il giubbotto da centauro che ha gli stessi colori della motocicletta, bianco, argento e blu. Eccoli Chiara Filippin e Omar Artuso, nell’istante fatale in cui la due ruote sulla quale viaggiavano a velocità sostenuta, la sera del 12 luglio 2009 a Vedelago, si scontrò con l’auto di un cinese sbucato da una laterale senza dare la precedenza.

Prosegui la lettura >>

2010
06.02

ROVIGO – Il Gabriele Sella, 47 anni, padovano, sei volte campione italiano di ciclismo su pista, e’ morto oggi in un incidente stradale nel rodigino. Sella era alla guida di una Kawasaki Ninja quando a Fasana, nei pressi di Adria, ha perso il controllo del mezzo all’altezza di una curva, uscendo di strada e schiantandosi contro il muretto di recinzione di una casa. Sella e’ morto sul colpo. L’incidente potrebbe essere stato causato dall’alta velocita’.

2010
05.26

Brindisi – E’ passato quasi un anno dall’incidente in cui Claudio Margherito, 20enne brindisino, ha rischiato di perdere la vita. Rimase coinvolto in un incidente in via Nicola Brandi, al rione Casale, mentre era a bordo del suo scooter Aprilia 50. Indossava il casco. Era ben allacciato ma non era omologato. Andò a sbattere con la testa contro un palo dell’illuminazione, perse i sensi e rimase in coma per oltre quindici giorni. 

Prosegui la lettura >>

2010
05.23

Leggi le avvertenze prima di guardare il secondo video, grazie.

2010
04.28

2010
04.24

<<È troppo facile lamentarsi che le strade son pericolose per poi guidare la moto senza protezioni… è come lamentarsi che il fumo fa male con una sigaretta in bocca>>  

L’ignoranza

Si sa che “la Legge non ammette ignoranza”. Comunemente questa espressione sta a indicare che non si potrebbe ignorare l’esistenza di una Legge dello Stato.

I motociclisti esperti e coscienziosi sono bene informati che per quanto riguarda la sicurezza passiva nel campo delle due ruote c’è ancora un’inconsapevolezza che sfiora il ridicolo.

Gli “ignoranti”, che spesso sono semplicemente principianti, credono che cadere in moto in città comporti al massimo una sbucciatura di ginocchio o la spelatura di un gomito o dei jeans. In realtà il migliore tessuto denim in commercio resiste solo pochi millesimi di secondo al contatto con l’asfalto a una velocità di molto inferiore ai canonici 50 Km/h. Le stesse articolazioni del nostro corpo sono molto più fragili di quanto non immaginiamo. Possono danneggiarsi in modo permanente perfino da fermi a causa del solo nostro peso appoggiato malamente, immaginiamo per via di una caduta a velocità superiori a 20/30 Km/h.

Prosegui la lettura >>

2010
04.10

Nasce la Pagina Nera di SicurMOTO.it con l’intento di racchiudere tutti quei contenuti di cui non vorremmo mai apprendere l’esistenza, che per la loro natura potrebbero turbare gli animi più sensibili, ma che sono anche l’unico modo per comunicare con alcune tipologie di individui e possono dare spunto di riflessione agli altri.

Diversi lettori, infatti, appaiono completamente indifferenti alle normali comunicazioni riguardanti la Sicurezza. Credono di essere immortali, ed è in questa convinzione che guidano la motocicletta: nella totale incoscienza, in costante condizione di pericolo fino a che la fortuna li assiste, fino a che non restano coinvolti in terribili disgrazie più o meno inconsapevolmente bramate.

<<E’ un vero peccato che impariamo le lezioni della vita solo quando non ci servono più.>> (Oscar Wilde)

È tremendamente vano rendersi conto di quanto sarebbe stato utile un pizzico di prudenza in più, in seguito a un incidente. Dopo l’infortunio, se sopravviviamo, magari parzialmente o completamente invalidi, la prudenza non serve più.

<<Si è sempre responsabili di quello che non si è saputo evitare.>>

Fosse anche solo per una notizia non pubblicata, che manca così d’incutere quel poco di prudenza in più che può salvare una vita, un braccio, un occhio, una spina dorsale: si tratterebbe di un’omissione che non ci perdoneremmo.

Alcuni argomenti, poi, sono tremendamente delicati e non possono che essere affrontati con parole forti. Questa sarà la sede di tutto ciò e altro. Cronaca e notizie inquietanti. Sapere come è andata in un incidente può darci informazioni e strumenti per evitarne di simili in futuro.

Per non fare che le bruttissime esperienze restino solo tali, per imparare dai nostri errori, per denunciare situazioni terribili o semplicemente per dare sfogo al lato oscuro che è in ognuno di noi: nasce La Pagina Nera di SicurMOTO.it

(nome in codice= “sm-LPN”)

In SicurMOTO.it non troverete facili riferimenti a queste pagine. Se volete leggerle, vi toccherà tornare di proposito.

In questa sezione potrebbero comparire periodicamente e casualmente anche degli enigmi, dei link nascosti e informazioni scomode. Quando questa sarà la forma designata per tali tematiche: siamo sicuri ne comprenderete i ragionevoli motivi.