2010
05.26

Brindisi – E’ passato quasi un anno dall’incidente in cui Claudio Margherito, 20enne brindisino, ha rischiato di perdere la vita. Rimase coinvolto in un incidente in via Nicola Brandi, al rione Casale, mentre era a bordo del suo scooter Aprilia 50. Indossava il casco. Era ben allacciato ma non era omologato. Andò a sbattere con la testa contro un palo dell’illuminazione, perse i sensi e rimase in coma per oltre quindici giorni. 

Oggi, a distanza di quasi un anno Claudio Margherito è ancora sotto stretto controllo medico, non può svolgere lavori manuali e non è ancora in perfetta forma fisica. Quell’incidente, però, gli ha cambiato la vita.

Che tipo di ragazzo sei adesso? Ho solo vent’anni, sono un ragazzo come tutti gli altri ma di certo più responsabile e più maturo.  La moto? Non sono mai più salito su uno scooter e non ne ho nessuna intenzione. Ho rischiato di non rivedere più la mia famiglia e i miei amici.

So che hanno sofferto molto quando ero in coma e nessuno sapeva se sarei sopravissuto.  Indossavi il casco ma non era omologato. Come mai? Perché quello omologato me lo rubarono. Non potevo permettermene uno nuovo e ne acquistai uno “a scodella” . Quando ho fatto l’incidente il casco era ben allacciato ma non è servito a niente. Cosa ricordi dell’incidente?  Ancora adesso, a distanza di un anno, non ricordo nulla. Non so perché persi il controllo dello scooter. So solo che avevo appena finito di lavorare e avevo imboccato via Nicola Brandi per tornare a casa. Poi mi sono risvegliato in un letto di ospedale e ho scoperto che dal 17 aprile erano trascorsi più di quindici giorni. Del periodo di coma? Nulla di nulla.

Fonte

  1. [...] un casco integrale o Jet ripara la nuca nella maggior parte dei possibili impatti. Il casco “a scodella” non copre la nuca, ma che importa: fa caldo [...]