2010
12.01

I sedicenti esperti e protetti da una parte, i principianti inconsapevoli dall’altra. In mezzo? Presunzione ed egoismo

Alcuni sono come principianti lasciati a loro stessi. I loro genitori non avevano la moto e non gli interessava, gli amici nemmeno, tuttavia loro si sentono “strani”, come se gli mancasse qualcosa. Fino a quando non salgono – quasi per sbaglio – su una moto o un motorino. Da quel momento sentono che devono procurarsene uno, senza sapere il perché e senza avere la minima idea di che tipo di moto vogliono. In quel momento nasce un amore che si consoliderà poi nel tempo, diventerà duraturo e fonte di soddisfazioni incredibili. La loro vita non sarebbe stata la stessa senza quel casuale incontro.

Non conoscono nemmeno l’esistenza di abbigliamento protettivo e non sanno a chi rivolgersi per avere consigli a riguardo. Sono come i bambini. La loro “ignoranza” è giustificata dal fatto che nessuno, nemmeno a scuola, ha mai parlato di questi argomenti. Li vedi quindi viaggiare in maniche corte e pantaloncini anche a velocità sostenute.

Gli “integralisti” della protezione li sfottono dicendo: “Quelli non sono veri motociclisti…”, “Per essere motociclisti bisogna viaggiare con millemila protezioni super omologate certificate famose sconosciute e perfettamente conservate”. Gli “integralisti della protezione” non ci parlano con i motociclisti inconsapevoli, li considerano una categoria di idioti. “Che si ammazzino, così capiranno che devono nascere imparati come noi”, dicono, omettendo però che loro stessi hanno iniziato a proteggersi dopo aver grattugiato le chiappe sull’asfalto. Non erano così esperti prima.

Lo scopo degli “integralisti della protezione” non è quello di diffondere la sicurezza per i motociclisti. Loro vogliono diffondere il fatto che solo loro “ne sanno” e tutti gli altri sono venduti o inaffidabili.

Io ho imparato, invece, che basta fornire le informazioni di base per proteggersi e i “motociclisti inconsapevoli”, pian piano, si adattano. Anche senza provare una caduta sulla propria pelle, si rendono conto che la moto è una passione che può trasformarsi in incubo a causa di una buca o di una foglia bagnata in curva. Alcuni di questi ex-inesperti si trasformano in consiglieri per altri nuovi “inconsapevoli”. In realtà, credo che questi ex-novizi siano migliori degli integralisti che se la suonano e se la cantano da soli, sempre tra loro, sempre con la critica pronta per tutti.


Alberto B.

  1. ciao son pierdo da vigevano e son daccordissimo con l articolo sull importanza delle protezioni,credo anche che la maggior parte dei motociclisti ognuno per la propria esperienza cerchi di dare buoni consigli a chi si avvicina a questa meravigliosa passione,la moto,che poi diventa anche un modo di vivere.reputo comunque necessario che da piuparti esempio scuola,stato,venditori di moto e mass media ,si faccia informazione a riguardo magari dando il giusto risalto al fattore sicurezza che dev essere sempre la prima cosa da osservare.purtroppo e’anche vero che ci sono tra noi motociclisti dei perfetti idioti che se ne vanno in giro rombando in sella a supermoto in canotta,shorts e infradito,dando una immagine distorta dei motociclisti e quel che e’peggio dando il peggiore degli esmpi possibili ai ns ragazzi che si avvicinano al mondo delle due ruote.atsalut,pierdo62

  2. ciao da un “integralista della protezione”

    proprio ieri ad un raduno da motociclisti (anche con più anni, km ed esperienza di me) quasi tutti vestiti in maglietta e bermuda mi sono sentito dire più volte battute del tipo:

    ma non ti fa caldo?
    stai fresco con quelli stivaloni?
    ma chi sei robocop?

    bhè non è facile spiegare ad un ragazzino che si sta avvicinando al mondo delle moto l’importanza delle protezioni in questi frangenti e sempre più spesso mi vedo costretto a starmene zitto proprio perché spesso chi si protegge (magari a volte esagerando) è a tutti gli effetti considerato un idiota, almeno fin quando qualcuno non cade e hai difronte un esempio pratico (che per fortuna ieri è mancato)

    tanto per la cronaca ad un paio di amici di quelli che “no io il casco integrale non lo sopporto, uso solo caschi aperti” gli ho fatto cambiare idea mostrandogli la mentoniera grattugiata del mio

    ciao da uno che ha grattugiato le chiappe sull’asfalto ma si è rialzato grazie alle protezioni