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	<title>La pagina nera di SicurMOTO.it</title>
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	<description>Quello che non avreste mai voluto vedere e sapere</description>
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		<title>Muore a 21 anni contro un ostacolo fisso, come un motociclista</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Dec 2010 20:10:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dark side of bruce0wayne</dc:creator>
				<category><![CDATA[Incidenti]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[incidente morale]]></category>
		<category><![CDATA[Maddalena Ploner]]></category>
		<category><![CDATA[ostacoli fissi]]></category>

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		<description><![CDATA[È successo a Ortisei, sulle piste da sci. La vittima è Maddalena Ploner, esperta e figlia d’arte
Probabilmente ha perso il controllo degli sci, come spesso accade sulle piste innevate. È successo mercoledì 8 dicembre scorso. Non indossava il casco protettivo, obbligatorio solo per i bambini fino a 14 anni. Le sue condizioni sono subito apparse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="font-weight: normal; font-size: 13px;"><em>È successo a Ortisei, sulle piste da sci. La vittima è Maddalena Ploner, esperta e figlia d’arte</em></span></h1>
<p><a href="http://www.sicurmoto.it/paginanera/wp-content/uploads/2010/12/maddalenaploner.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-265" title="maddalena ploner" src="http://www.sicurmoto.it/paginanera/wp-content/uploads/2010/12/maddalenaploner-271x300.jpg" alt="" width="190" height="210" /></a>Probabilmente ha perso il controllo degli sci, come spesso accade sulle piste innevate. È successo mercoledì 8 dicembre scorso. Non indossava il casco protettivo, obbligatorio solo per i bambini fino a 14 anni. Le sue condizioni sono subito apparse gravi. In elicottero è stata subito soccorsa e ricoverata all&#8217;ospedale di Bolzano dove però è deceduta poco dopo. L’impatto le è stato fatale proprio per le ferite riportate al cranio. Si tratta del primo incidente sciistico mortale della stagione sulle Dolomiti. L’incidente è avvenuto per l’esattezza sulla pista Sant’Anna del Seceda, in un tratto pianeggiante.</p>
<p>Maddalena era la figlia di <strong>Peppi Ploner</strong>, vicecampione del mondo con la staffetta azzurra di fondo nel 1985. Quella pista l’aveva già percorsa numerose volte e presumibilmente era esperta. Con ogni probabilità si è trattato di un errore, uno di quelli che “capitano”.</p>
<ul>
<li>
<h2>Gli ostacoli fissi</h2>
</li>
</ul>
<p>Sono quegli oggetti inamovibili presenti a bordo pista o a bordo strada, <span id="more-264"></span>per quanto riguarda i motociclisti. Non fanno differenze tra sciatori o biker. Alcuni sono naturali, come l’albero su cui è andata a sbattere Maddalena. Altri sono installati (più o meno <strong>volutamente</strong>) da chi costruisce le strade che percorriamo in auto e in moto tutti i giorni.</p>
<p>Spesso quando si parla di “ostacoli fissi” i motociclisti meno esperti non sanno con precisione qual è l’argomento di cui si discute. Niente di misterioso: si tratta di pali, paletti, cartelli, guardrail taglienti e …alberi. Situati troppo spesso nelle vie di fuga delle curve pericolose e delle rotatorie (tipo <a href="http://www.sicurmoto.it/2010/12/02/ostacoli-fissi-in-spagna-tutto-il-mondo-e-paese-il-nostro-un-po%E2%80%99-di-piu/">qui</a>). <strong>Il rischio derivante da queste presenze in prossimità della strada è quello di finire uccisi, tagliati a pezzi o a causa di gravi ferite causate dall’impatto violento contro un punto fisso e sottile.</strong> Il motociclista che scivola in curva, infatti, non si ferma subito, ma continua a muoversi nella direzione in cui stava viaggiando la moto in quel momento. Quando si sta in curva la caduta è verosimilmente direzionata proprio verso i pali, i cartelli o gli alberi: gli ostacoli fissi, insomma.</p>
<p>Un pensiero per Maddalena e un consiglio a tutti i motociclisti sciatori: indossate il casco anche quando sciate, anche se avete più di 14 anni.</p>
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		<title>I motociclisti inconsapevoli e gli integralisti</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Dec 2010 17:52:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dark side of bruce0wayne</dc:creator>
				<category><![CDATA[Redazione]]></category>
		<category><![CDATA[cultura della sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[inconsapevoli]]></category>
		<category><![CDATA[integralisti]]></category>
		<category><![CDATA[invidia]]></category>

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		<description><![CDATA[I sedicenti esperti e protetti da una parte, i principianti inconsapevoli dall’altra. In mezzo? Presunzione ed egoismo
Alcuni sono come principianti lasciati a loro stessi. I loro genitori non avevano la moto e non gli interessava, gli amici nemmeno, tuttavia loro si sentono “strani”, come se gli mancasse qualcosa. Fino a quando non salgono – quasi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="font-weight: normal; font-size: 13px;"><em>I sedicenti esperti e protetti da una parte, i principianti inconsapevoli dall’altra. In mezzo? Presunzione ed egoismo</em></span></h1>
<p><a href="http://www.sicurmoto.it/paginanera/wp-content/uploads/2010/12/socialimin.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-253" title="socialimin" src="http://www.sicurmoto.it/paginanera/wp-content/uploads/2010/12/socialimin.jpg" alt="" width="226" height="230" /></a>Alcuni sono come principianti lasciati a loro stessi. <a href="http://www.sicurmoto.it/2010/08/23/i-giovani-motociclisti-sono-tutti-orfani/" target="_blank">I loro genitori non avevano la moto e non gli interessava</a>, gli amici nemmeno, tuttavia loro si sentono “strani”, come se gli mancasse qualcosa. Fino a quando non salgono – quasi per sbaglio – su una moto o un motorino. Da quel momento sentono che devono procurarsene uno, senza sapere il perché e senza avere la minima idea di che tipo di moto vogliono. In quel momento nasce un amore che si consoliderà poi nel tempo, diventerà duraturo e fonte di soddisfazioni incredibili. <a href="http://www.sicurmoto.it/2010/11/28/il-bambino-motociclista-che-e-in-noi/" target="_blank">La loro vita non sarebbe stata la stessa senza quel casuale incontro</a>.</p>
<p><strong>Non conoscono nemmeno l’esistenza di abbigliamento protettivo e non sanno a chi rivolgersi per avere consigli a riguardo. Sono come i bambini. La loro “ignoranza” è giustificata dal fatto che nessuno, nemmeno a scuola, ha mai parlato di questi argomenti. Li vedi quindi viaggiare in maniche corte e pantaloncini anche a velocità sostenute.</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.sicurmoto.it/paginanera/wp-content/uploads/2010/12/incidente-signoressa2.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-250" title="incidente-signoressa2" src="http://www.sicurmoto.it/paginanera/wp-content/uploads/2010/12/incidente-signoressa2-300x201.jpg" alt="" width="240" height="161" /></a>Gli “integralisti” della protezione</strong> li sfottono dicendo: <em>“Quelli non sono veri motociclisti…”</em>, <em>“Per essere motociclisti bisogna viaggiare con millemila protezioni super omologate certificate famose sconosciute e perfettamente conservate”</em>. <strong>Gli “integralisti della protezione” non ci parlano con i motociclisti inconsapevoli, li considerano una categoria di idioti.</strong> <em>“Che si ammazzino, così capiranno che devono nascere imparati come noi”</em>, dicono, omettendo però che loro stessi hanno iniziato a proteggersi dopo aver grattugiato le chiappe sull’asfalto. Non erano così esperti prima.</p>
<p>Lo scopo degli &#8220;integralisti della protezione&#8221; non è quello di diffondere la sicurezza per i motociclisti. Loro vogliono diffondere il fatto che solo loro &#8220;ne sanno&#8221; e tutti gli altri sono venduti o inaffidabili.</p>
<p>Io ho imparato, invece, che <span id="more-246"></span>basta fornire le informazioni di base per proteggersi e i “motociclisti inconsapevoli”, pian piano, si adattano. Anche senza provare una caduta sulla propria pelle, si rendono conto che la moto è una passione che può trasformarsi in incubo a causa di una buca o di una foglia bagnata in curva. Alcuni di questi ex-inesperti si trasformano in consiglieri per altri nuovi “inconsapevoli”. In realtà, <strong>credo che questi ex-novizi siano migliori degli integralisti che se la suonano e se la cantano da soli, sempre tra loro, sempre con la critica pronta per tutti.</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.sicurmoto.it/paginanera/wp-content/uploads/2010/12/saluto_in_moto.jpg"><img class="size-full wp-image-255 alignnone" title="saluto_in_moto" src="http://www.sicurmoto.it/paginanera/wp-content/uploads/2010/12/saluto_in_moto.jpg" alt="" width="586" height="565" /></a><br />
</strong></p>
<p><strong>&#8211;</strong></p>
<p><strong><em>Alberto B.</em></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Una banalissima curva cieca allungata può voler dire la morte</title>
		<link>http://www.sicurmoto.it/paginanera/2010/11/10/una-banalissima-curva-cieca-allungata-puo-voler-dire-la-morte/</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Nov 2010 11:07:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dark side of bruce0wayne</dc:creator>
				<category><![CDATA[Incidenti]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[distrazione]]></category>
		<category><![CDATA[incidente mortale]]></category>
		<category><![CDATA[velocità]]></category>

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		<description><![CDATA[Leggi le Avvertenze prima di visionare questo video

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Leggi le <a href="http://www.sicurmoto.it/paginanera/avvertenze/" target="_blank">Avvertenze</a> prima di visionare questo video</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="640" height="505" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/cq0FodA5TL4?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="505" src="http://www.youtube.com/v/cq0FodA5TL4?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Scontro tra due moto in rotonda: morto un 23enne</title>
		<link>http://www.sicurmoto.it/paginanera/2010/09/22/scontro-tra-due-moto-in-rotonda-morto-un-23enne/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 Sep 2010 18:45:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dark side of bruce0wayne</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[guard rail]]></category>
		<category><![CDATA[incidente mortale]]></category>
		<category><![CDATA[Incidenti]]></category>
		<category><![CDATA[rovigo]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;incidente vicino allo svincolo con la statale 16. Il giovane è stato sbalzato dalla due ruote ed è finito sul guard rail
ROVIGO (20 settembre) &#8211; Un morto e un ferito grave: questo il bilancio dell&#8217;incidente avvenuto alle 19 di ieri a Rovigo, sulla rotatoria &#8220;della Fattoria&#8221; all&#8217;altezza dello svincolo con la statale 16. A perdere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>L&#8217;incidente vicino allo svincolo con la statale 16. Il giovane è stato sbalzato dalla due ruote ed è finito sul guard rail</h2>
<p><a href="http://www.sicurmoto.it/paginanera/wp-content/uploads/2010/09/20100920_gianluca_masiero_incidente.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-212" title="20100920_gianluca_masiero_incidente" src="http://www.sicurmoto.it/paginanera/wp-content/uploads/2010/09/20100920_gianluca_masiero_incidente-300x144.jpg" alt="" width="244" height="117" /></a>ROVIGO (20 settembre) &#8211; Un morto e un ferito grave: questo il bilancio dell&#8217;incidente avvenuto alle 19 di ieri a <strong>Rovigo</strong>, sulla rotatoria &#8220;della Fattoria&#8221; all&#8217;altezza dello svincolo con la statale 16. A perdere la vita <strong>Gianluca Masiero</strong>, 23 anni, di <strong>Villadose</strong>. Ferito F.B., la cui identità ed età non sono ancora state rese note.</p>
<p>L&#8217;esatta dinamica dell&#8217;incidente è al vaglio dei carabinieri. Stando ad  una prima ricostruzione Masiero si è immesso nella rotonda dove stava  transitando l&#8217;altro motociclista assieme ad altri due centauri. Nella  rotonda è avvenuto l&#8217;urto tra i due: Masiero è stato sbalzato dalla sua  due ruote ed è finito contro il guard rail morendo all&#8217;istante; l&#8217;altro  motociclista è caduto riportando gravi ferite.<span id="more-211"></span></p>
<p><a href="http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=119521" target="_blank">Fonte</a></p>
<p>Vi riportiamo questa notizia perché, nella sua tragicità, racchiude informazioni importanti per tutti i motociclisti. Innanzitutto la velocità: era certamente non elevata. Per quanto velocemente si possa affrontare una rotonda, non la si affronta mai nemmeno come un rettilineo in città. Questo fattore fa riflettete, così come fa riflettere la causa della morte di Gianluca Masiero: il guard rail, ancora una volta, Sì. Sia chiaro: queste barriere non sono la principale causa di morte dei motociclisti (e ciclisti), tuttavia fanno la loro parte, costantemente e tragicamente, da troppo tempo.</p>
<p>Le istituzioni europee hanno già raggiunto un accordo per mettere in sicurezza queste maledette barriere. Accordo concordato con le associazioni di motociclisti. I tempi di applicazione di questi provvedimenti rischiano però di diventare biblici.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Rimini &#8211; &#8220;Tomizawa soccorso irregolarmente&#8221;</title>
		<link>http://www.sicurmoto.it/paginanera/2010/09/16/rimini-tomizawa-soccorso-irregolarmente/</link>
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		<pubDate>Thu, 16 Sep 2010 10:52:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dark side of bruce0wayne</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Falsificazione del certificato di morte]]></category>
		<category><![CDATA[Moto2]]></category>
		<category><![CDATA[Shoya Tomizawa]]></category>

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		<description><![CDATA[Hans-Robert Kreutz,  direttore della commissione medica della federazione internazionale di  motociclismo, getta nuove ombre sulla morte del pilota  giapponese
RIMINI &#8211; La Procura di Rimini continua ad indagare sulle  circostanze della morte di Shoya Tomizawa, morto durante il Gran Premio di San  Marino a Misano Adriatico: il sospetto degli investigatori e&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.sicurmoto.it/paginanera/wp-content/uploads/2010/09/socc.jpg"><img class="size-medium wp-image-206 alignleft" title="soccorsi" src="http://www.sicurmoto.it/paginanera/wp-content/uploads/2010/09/socc-300x121.jpg" alt="" width="300" height="121" /></a>Hans-Robert Kreutz,  direttore della commissione medica della federazione internazionale di  motociclismo, getta nuove ombre sulla morte del pilota  giapponese</em></p>
<p><strong>RIMINI</strong> &#8211; La Procura di Rimini continua ad indagare sulle  circostanze della morte di Shoya Tomizawa, morto durante il Gran Premio di San  Marino a Misano Adriatico: il sospetto degli investigatori e&#8217; che il pilota sia  deceduto durante il tragitto in ambulanza verso l&#8217;ospedale, e non dopo essere  giunto nel nosocomio di Riccione. <strong><br />
</strong></p>
<p><strong>L&#8217;impressione e&#8217; che la morte del pilota sia giunta prima dell&#8217;orario  ufficiale</strong> comunicato dagli organizzatori della gara, le 14.19. Questo  per evitare l&#8217;interruzione della gara di Moto2. Secondo Hans-Robert Kreutz,  direttore della commissione medica della federazione internazionale di  motociclismo (Fim), i primi soccorso a Tomizawa non sarebbero stati fatti  secondo le regole previste e la corsa sarebbe dovuta essere interrotta. Kreutz  ha comunque ammesso che dalle analisi delle immagini dell&#8217;incidente si e&#8217;  compreso come la sorte di Tomizawa non sarebbe potuta essere diversa da quanto  accaduto, vista la gravita&#8217; delle ferite riportate.<span id="more-203"></span></p>
<p><strong>Tomizawa sara&#8217; sepolto domani nella sua citta&#8217; natale</strong>,  Asahi, a 40 chilometri da Tokyo. La salma del 19enne pilota nipponico, dopo  l&#8217;autopsia svolta in Italia, e&#8217; stata rimpatriata in Giappone dai suoi  genitori.</p>
<p><a href="http://www.romagnanoi.it/News/Romagna/Rimini/Cronaca/articoli/221095/Tomizawa-soccorso-irregolarmente.asp" target="_blank">Fonte</a></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Tomizawa morto in ambulanza Primi risultati dell&#8217;indagine</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Sep 2010 22:58:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dark side of bruce0wayne</dc:creator>
				<category><![CDATA[Incidenti]]></category>
		<category><![CDATA[Moto2]]></category>
		<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Shoya Tomizawa]]></category>

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		<description><![CDATA[La Dorna, che organizza il mondiale, ha mentito sull&#8217;orario della morte. I primi risultati dell&#8217;autopsia parlano chiaro
di VINCENZO BORGOMEO (notizia tratta da Repubblica)
Le indagini sono ancora in corso. Ed &#8216; presto per dare giudizi. Ma una  cosa è certa: Tomizawa non è morto alle 14.19 come è stato dichiarato  dai medici. E&#8217; morto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>La Dorna, che organizza il mondiale, ha mentito sull&#8217;orario della morte. I primi risultati dell&#8217;autopsia parlano chiaro</h2>
<p><a href="http://www.sicurmoto.it/paginanera/wp-content/uploads/2010/09/Tomi33.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-200" title="I soccorsi" src="http://www.sicurmoto.it/paginanera/wp-content/uploads/2010/09/Tomi33.jpg" alt="" width="230" height="134" /></a><em>di VINCENZO BORGOMEO (notizia tratta da Repubblica)</em><br />
Le indagini sono ancora in corso. Ed &#8216; presto per dare giudizi. Ma una  cosa è certa: Tomizawa non è morto alle 14.19 come è stato dichiarato  dai medici. E&#8217; morto in ambulanza ed è arrivato cadavere al &#8216;Ceccarini&#8217;  di Riccione.</p>
<p>Sono questi i primi risultati dell&#8217;inchiesta aperta  dalla Procura di Rimini sulla morte di Shoya durante il Gran Premio di  San Marino domenica scorsa sul circuito di Santamonica a Misano  Adriatico. I risultati dell&#8217;autopsia insomma parlano chiaro e spiegano  che la Dorna, organizzatrice del motomondiale, aveva mentito dando come  orario della morte le 14,19, in ospedale. Una brutta storia perché ora  prende corpo l&#8217;accusa di aver voluto nascondere un fatto del genere per  mandare avanti &#8220;come se nulla fosse&#8221; lo show della MotoGp. Non solo: da  quello che si è capito sembra che la notizia della morte di Tomizawa si  arrivata addirittura prima della fine della gara della Moto2, dove poi  si è anche festeggiato sul podio. <span id="more-199"></span></p>
<p>L&#8217;indagine in ogni caso non è  conclusa e cerca anche di capire se fra la caduta del centauro e la sua  morte, gli siano state apportate tutte le cure necessarie, senza ritardi  o omissioni. L&#8217;esame autoptico, ha anche appurato la causa della morte:  schiacciamento del torace e degli organi interni in seguito al  passaggio sul suo corpo delle moto di Alex De Angelis e Scott Redding,  entrambi indagati per omicidio colposo come &#8216;atto dovuto&#8217;.</p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/sport/moto-gp/2010/09/09/news/tomizawa_morto_in_ambulanza_primi_risultati_dell_indagine-6917108/?ref=HRERO-1" target="_blank">Fonte</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Autopsia di Tomizawa: è morto per schiacciamento del torace</title>
		<link>http://www.sicurmoto.it/paginanera/2010/09/08/autopsia-di-tomizawa-e-morto-per-schiacciamento-del-torace/</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 19:37:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dark side of bruce0wayne</dc:creator>
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		<category><![CDATA[News]]></category>
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		<description><![CDATA[(ANSA) &#8211;                           RIMINI            &#8211;  E&#8217; stata eseguita l&#8217;autopsia sul corpo del pilota giapponese Shoya Tomizawa, morto domenica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sicurmoto.it/paginanera/wp-content/uploads/2010/09/shoya-tomizawa-career.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-196" title="shoya-tomizawa" src="http://www.sicurmoto.it/paginanera/wp-content/uploads/2010/09/shoya-tomizawa-career-300x205.jpg" alt="" width="221" height="151" /></a>(ANSA) &#8211;                           RIMINI            &#8211;  E&#8217; stata eseguita l&#8217;autopsia sul corpo del pilota giapponese Shoya Tomizawa, morto domenica a Misano nel Gp di San Marino categoria Moto2. L&#8217;esame ha confermato che la causa del decesso e&#8217; stata lo schiacciamento della cassa toracica, che ha compresso irrimediabilmente cuore e polmoni. Il corpo del ragazzo, 19 anni, ora tornera&#8217; in patria come richiede da giorni la famiglia, che non ha voluto nominare un perito di parte proprio per tornare quanto prima in Giappone e dare sepoltura.</p>
<p>Una piccola riflessione: ma non avevano detto tutti in coro che la morte era stata <em>lenta </em>perchè causata da traumi cranici? L&#8217;ipotesi cranica dava spazio alle dichiarazioni di Dorna sulla morte in ospedale. Questa versione, quella vera, no.</p>
<p>Riposa In Pace Shoya. <span id="more-195"></span></p>
<p><a href="http://www.sicurmoto.it/paginanera/wp-content/uploads/2010/09/Shoya-Tomizawa2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-197" title="Shoya Tomizawa" src="http://www.sicurmoto.it/paginanera/wp-content/uploads/2010/09/Shoya-Tomizawa2.jpg" alt="" width="294" height="244" /></a></p>
<p><!-- google_ad_section_end --></p>
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		<title>Tomizawa, il pilota morto dieci volte</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 23:45:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dark side of bruce0wayne</dc:creator>
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		<description><![CDATA[l giallo dell&#8217;ora del decesso.  Un collega: «E&#8217; stato alle 13,  ma gli organizzatori hanno deciso di nascondere la notizia»
Ieri  e oggi siamo stati costretti a parlare del dramma di Tomizawa. I tre  articoli di ieri li trovate sul web. Ecco l&#8217;inchiesta di oggi.

Misano Adriatico (Rimini)
La morte di Shoya Tomizawa, su [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>l giallo dell&#8217;ora del decesso.  Un collega: «E&#8217; stato alle 13,  ma gli organizzatori hanno deciso di nascondere la notizia»</em></p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.lastampa.it/cmstp/rubriche/admin/immagine.asp?ID_blog=241&amp;ID_file=565" alt="" width="330" height="250" />Ieri  e oggi siamo stati costretti a parlare del dramma di Tomizawa. I tre  articoli di ieri li trovate sul web. Ecco l&#8217;inchiesta di oggi.</p>
<div>
<p>Misano Adriatico (Rimini)</p>
<p>La morte di Shoya Tomizawa, su cui è stata disposta un’inchiesta e sul  cui corpo verrà effettuata l’autopsia, è circondata da aspetti  controversi. Non convince l’atteggiamento della Dorna. L’ora del decesso  è dubbia. Molti indizi lasciano presupporre che il pilota sia morto  prima di essere portato fuori dal circuito di Misano. Il suo incidente  non è stato forse solo una fatalità. E la gara si poteva (doveva?)  interrompere.</p>
<p><strong>Quando è morto veramente Tomizawa dopo l’incidente sulla pista di Misano?</strong><br />
L&#8217;incidente è avvenuto alle ore 12,36. La morte è stata dichiarata alle  14,19. Molti però pensano che sia deceduto sul colpo. Chi era  nell&#8217;ambulanza ha confidato che «è morto almeno dieci volte». Qualcuno  giura di averlo visto con il lenzuolo sul volto prima di partire per  Riccione. Carmelo Ezpeleta, boss Dorna, alle 13,15 aveva affermato che  il pilota era gravissimo ma vivo. Un altro pilota ha però confidato:  «Sapevano che era morto già alle 13. Hanno voluto tenere segreta la  cosa».<span id="more-190"></span></p>
<p><strong>Perché era sbagliata la data del decesso riportata dal comunicato Dorna?</strong><br />
Nel testo, arrivato in sala stampa alle ore 14,35, si specificava che  Tomizawa era morto il 6 settembre. Non il 5. Non è solo un refuso. La  Dorna ha stampato frettolosamente il comunicato perché, poco prima, il  medico Claudio Costa aveva ufficializzato il decesso. Colta alla  sprovvista, la Dorna ha sbagliato data e orario (14,20 e non 14,19).  Probabilmente la Dorna avrebbe atteso ancora, come per Peter Lenz a  Indianapolis: per informare prima i famigliari o perché lo spettacolo  proseguisse?</p>
<p><strong>Perché il luogo del decesso del pilota diventa un elemento importante?</strong><br />
Non è un dettaglio da poco. Se si fosse affermato che il pilota era  deceduto all’interno del circuito, la gara sarebbe stata interrotta (e  la prova della MotoGp annullata). In questo modo, invece, dichiarando  che Tomizawa è morto a Riccione non ci sono stati danni economici. Si è  giusto evitato lo champagne nella MotoGp (ma in Moto2 si è festeggiato).  E’ una vicenda simile a quella di Ayrton Senna (morto a Imola nel 1994)  in Formula 1. In entrambi i casi, avvenuti in Italia, ufficializzare  che i piloti sono morti in ospedale e non sul tracciato ha fatto sì che  il protocollo previsto non variasse.</p>
<p><strong>E’ stata soltanto una tragica fatalità o la morte di Tomizawa si poteva evitare?</strong><br />
La morte di Tomizawa è stata una casualità generata da un errore del  pilota. Non c’entrano circuito, soccorsi e Moto2. La morte per  investimento non è evitabile. Al tempo stesso, due considerazioni. La  prima è che la Moto2 è una neo-categoria caratterizzata da un numero  spropositato di partecipanti: 40, in circuiti abilitati per 30. La  seconda è il calendario schizofrenico (voluto dalla Dorna). Ci sono  periodi in cui non si corre per un mese, poi di colpo tre gare in  quattro settimane. Misano è arrivato 7 giorni dopo Indianapolis, con i  piloti non certo lucidi, sballottati da voli aerei infiniti e vittime  del jet-lag.</p>
<p><strong>Era davvero impossibile interrompere le gare previste dal programma?</strong><br />
No, è stata una volontà precisa. La Moto2 non è stata fermata perché &#8211;  Dorna dixit &#8211; il circuito era sgombro e Tomizawa poteva essere soccorso  senza creare pericoli per nessuno. L’ambulanza però è rimasta ferma a  lungo (almeno per 6-7 giri della gara): perché il pilota stava ricevendo  le cure d’urgenza o perché tanto non c’era più nulla da fare per  salvargli la vita? Riguardo poi alla MotoGp, scattata alle ore 14,  nessuno ha pensato ad annullarla. Non i piloti (che sapevano), non gli  addetti ai lavori. Sarebbe stato un gesto etico, anche se concretamente  «inutile». E avrebbe significato criticare apertamente la Dorna, cosa  che ai piloti &#8211; e seguito annesso &#8211; certo non conviene.</p>
<p><a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&amp;ID_articolo=322&amp;ID_sezione=640&amp;sezione=" target="_blank">di Andrea Scanzi: Fonte</a></p>
</div>
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		<title>MotoGp, Misano: è morto Shoya Tomizawa</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Sep 2010 12:43:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dark side of bruce0wayne</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In Moto2 tragico incidente con il pilota del Team Suter investito da  due piloti: le condizioni sono apparse subito gravissime, ma la gara  non è stata interrotta
MISANO, 5 settembre 2010 &#8211; Il pilota giapponese, che aveva 20 anni, non ce l&#8217;ha fatta. Aveva perso il controllo della sua moto che è stata centrata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>In Moto2 tragico incidente con il pilota del Team Suter investito da  due piloti: le condizioni sono apparse subito gravissime, ma la gara  non è stata interrotta</h2>
<p>MISANO, 5 settembre 2010 &#8211; Il pilota giapponese, che aveva 20 anni, non ce l&#8217;ha fatta. Aveva perso il controllo della sua moto che è stata centrata in pieno da  Alex De Angelis, mentre Redding sembra che non abbia potuto evitare  Tomizawa già finito.</p>
<p>&#8220;E&#8217; stata la caduta più brutta della mia carriera &#8211;  ha detto De Angelis &#8211; quello è un punto dove siamo in pieno, quando  Tomizawa è caduto ho fatto di tutto per prendere la sua moto e non lui,  io sono illeso, è incredibile&#8221;.</p>
<p>La gara incredibilmente non è stata  fermata nonostante le condizioni di Tomizawa sono apparse subito  piuttosto serie. Il pilota ha riportato molteplici traumi, anche alla  testa. &#8220;E&#8217; molto grave, lotta con la morte&#8221; hanno spiegato i dottori del  circuito di Misano. &#8220;E&#8217; in condizioni critiche, stiamo lottando per  tenerlo in vita&#8221;, hanno concluso.</p>
<p>Poi, nel corso della MotoGp la tragica  notizia. Mediaset ha annunciato la  morte del giapponese nel corso della diretta.</p>
<p><a href="http://www.sicurmoto.it/paginanera/wp-content/uploads/2010/09/shoya-tomizawa.jpg"><img class="size-full wp-image-181 alignleft" title="shoya tomizawa" src="http://www.sicurmoto.it/paginanera/wp-content/uploads/2010/09/shoya-tomizawa.jpg" alt="" width="250" height="376" /></a>La dinamica dell&#8217;incidente è<strong> troppo simile</strong> a quella che settimana scorsa ha portato alla morte il piccolo <strong>Peter Lenz</strong>: investito da chi lo seguiva dopo aver perso il controllo della moto.</p>
<p>Questa volta, però, non ci sono genitori da incolpare. Il capo della sicurezza del MotoGP dice -in diretta- che gli incidenti di questo tipo non sono prevedibili e quindi evitabili. Noi siamo certi che si poteva fare di più per rendere i soccorsi più efficaci. Bastava fermare la gara.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="640" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/QiDyZ0ZvpRI&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xd0d0d0&amp;hl=en_US&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="385" src="http://www.youtube.com/v/QiDyZ0ZvpRI&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xd0d0d0&amp;hl=en_US&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Muore a 13 anni al Gp di Indianapolis</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Aug 2010 19:12:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dark side of bruce0wayne</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lenz si schianta nel giro di prova e il papà lo ricorda su Facebook «Il mondo ha perso una stella»
Sul Gran Premio di Indianapolis del motomondiale si allunga una triste  ombra per la morte di Peter Lenz, centauro 13enne rimasto coinvolto oggi  in un incidente durante il giro di ricognizione di una gara [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Lenz si schianta nel giro di prova e il papà lo ricorda su Facebook «Il mondo ha perso una stella»</em></p>
<p><a href="http://www.sicurmoto.it/paginanera/wp-content/uploads/2010/08/lenz.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-171" title="lenz" src="http://www.sicurmoto.it/paginanera/wp-content/uploads/2010/08/lenz-300x227.jpg" alt="" width="280" height="212" /></a>Sul Gran Premio di Indianapolis del motomondiale si allunga una triste  ombra per la morte di Peter Lenz, centauro 13enne rimasto coinvolto oggi  in un incidente durante il giro di ricognizione di una gara di  contorno. Dopo un laconico annuncio sulla pagina Facebook del ragazzo,  il padre, che si è firmato «Dad», ha commentato la triste notizia dalla  stessa pagina rivolgendo un pensiero al figlio e all’altro centauro  coinvolto nell’incidente, il newyorchese Xavier Zayat.<span id="more-170"></span></p>
<blockquote><p>«Peter è  deceduto stamattina dopo essere stato apparentemente colpito da un altro  pilota», ha scritto il padre di Lenz: «È morto facendo quello che amava  e quando è sceso in pista aveva quell’espressione tipica di quando  voleva andare veloce. Il mondo oggi ha perso una delle sue stelle più  luminose. Dio benedica Peter e l’altro pilota coinvolto. Il numero 45  ora è su un’altra strada che noi possiamo soltanto sperare di  raggiungere. Mi manchi ragazzino».</p></blockquote>
<p>Dopo l’incidente i commissari  di gara avevano fatto intendere la gravità della situazione parlando di  «lesioni traumatiche». Lenz, 13enne proveniente dallo stato di  Washington, dopo essere finito a terra era stato travolto dalla moto di  Zayat. I paramedici avevano applicato al giovane centauro un collarino  per poi tentare un massaggio cardiaco prima del trasferimento presso  l’ospedale Metodista di Indianapolis. &#8211; <em>Notizia tratta da &#8220;La Stampa&#8221;</em></p>
<p><a href="http://www.sicurmoto.it/paginanera/wp-content/uploads/2010/08/LenzDadFB.png"><img class="size-medium wp-image-172 alignleft" title="Lenz FB" src="http://www.sicurmoto.it/paginanera/wp-content/uploads/2010/08/LenzDadFB-300x228.png" alt="" width="300" height="228" /></a></p>
<h2><span style="color: #ff6600;">Un nostro breve commento:</span></h2>
<p><span style="color: #ff6600;">Forse appare un po&#8217; squallido lasciare un pensiero per il proprio figlio appena morto su Facebook. A me appare ancor più assurdo il totale silenzio della stampa che ruota attorno all&#8217;evento in pista. La notizia della morte giunta per dovere di cronaca, poi 45 secondi d&#8217;imbarazzo generale seguiti dal normale svolgimento di tutte le gare.</span></p>
<p><span style="color: #ff6600;">Mentre scrivo il MotoGP è ancora in corso. Sono le 21.06 in punto. Scommetto che se di Lenz si vuole parlare, lo si farà dopo, quando non ci saranno più soldi da perdere sottraendo tempo alla preziosa pubblicità&#8230;. anzi, forse si utilizzerà questa notizia per non perdere audience.</span></p>
<p><span style="color: #ff6600;">Perdere la vita in motocicletta a soli 13 anni? Si può, legalmente.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff6600;"><a href="http://www.sicurmoto.it/paginanera/wp-content/uploads/2010/08/Lenz2.jpg"><img class="size-full wp-image-178 aligncenter" title="Lenz" src="http://www.sicurmoto.it/paginanera/wp-content/uploads/2010/08/Lenz2.jpg" alt="" width="400" height="240" /></a><br />
</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>muore in moto sotto gli occhi della moglie</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Aug 2010 11:56:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dark side of bruce0wayne</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Carlo Luigi Fiocco, 37 anni di S.Giuseppe, è finito come un missile contro il guard rail. La moglie lo seguiva su un&#8217;altra moto
Dritto, quasi senza frenare, a tutta velocità contro il guard rail. E&#8217;  morto sul colpo Carlo Luigi Fiocco, 37 anni, originario di Este ma  residente a Treviso. La sua moto ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Carlo Luigi Fiocco, 37 anni di S.Giuseppe, è finito come un missile contro il guard rail. La moglie lo seguiva su un&#8217;altra moto</em></p>
<p><a href="http://www.sicurmoto.it/paginanera/wp-content/uploads/2010/08/jpg_2200836.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-161" title="." src="http://www.sicurmoto.it/paginanera/wp-content/uploads/2010/08/jpg_2200836.jpg" alt="" width="300" height="172" /></a>Dritto, quasi senza frenare, a tutta velocità contro il guard rail. E&#8217;  morto sul colpo Carlo Luigi Fiocco, 37 anni, originario di Este ma  residente a Treviso. La sua moto ha tagliato una curva e si è  disintegrata contro le barriere della nuova strada veloce tra Feltre e  Seren del Grappa, poco prima dell&#8217;incrocio di Rasai.<strong> <span style="color: #ff6600;">Dietro di lui, su  un&#8217;altra moto, c&#8217;era la moglie. Ha provato a soccorrerlo, poi è crollata  sull&#8217;asfalto tenendo la mano del marito senza vita.</span></strong><strong></p>
<p></strong> <span style="color: #ff6600;"><strong>La trovano così, i primi soccorritori. E così rimane, Sabrina Maso, 33  anni, per più di un&#8217;ora, al punto che i vigili del fuoco arriveranno a  stendere un telo sopra di lei, per proteggerla dal sole.</strong></span> Sotto choc,  schiacciata da un dolore talmente grande e inaccettabile da impedirle  perfino di piangere. <span style="color: #ff6600;"><strong>Immobile, appoggiata al guard rail fra i resti  della moto di suo marito esplosi in un raggio di cinquanta metri,  continua a tenerlo per mano, sotto le barriere metalliche. Lui coperto  da un lenzuolo bianco, con un braccio fuori. Lei attaccata all&#8217;ultimo  brandello di una vita che non c&#8217;è già più.</strong></span><span id="more-160"></span></p>
<p>La dinamica  dell&#8217;incidente, ricostruita dalla polizia stradale e dai carabinieri, è  perfino banale nella sua evidenza. E&#8217; mezzogiorno, i due coniugi, su due  moto Suzuki 750 identiche, viaggiano a pochi metri di distanza sulla  nuova strada a scorrimento veloce, da Feltre verso Fonzaso. Cento metri  prima dello svincolo per Rasai, Carlo Luigi Fiocco taglia una curva di  ampio raggio, tutt&#8217;altro che insidiosa. Va dritto, attraversa la corsia  opposta e si schianta contro il guard rail. La moto si disintegra: la  ruota anteriore riprende la corsia giusta e si ferma cinquanta metri più  avanti, la carenatura si frantuma in mille pezzi, il motore si spezza  in tre parti.</p>
<p>E&#8217; la scena di un dramma. A pochi passi dal punto  dello schianto, proprio nel mezzo della strada, quel che resta della  moto e uno stivale. Il motociclista finisce oltre le barriere  protettive.</p>
<p>La moglie affronta la stessa curva pochi istanti  dopo il marito. Assiste alla scena da dietro. <span style="color: #ff6600;"><strong>La vede tutta, impotente.  Inutile accelerare, inutile urlare. L&#8217;unica cosa che le viene in mente  di fare è seguire la traccia lasciata dalla moto del marito, tagliare la  strada e soccorerlo.</strong></span><br />
Lo fa. Scende dalla moto e prova invano a  dargli aiuto. <span style="color: #ff6600;"><strong>Un&#8217;auto di passaggio chiama i soccorsi. Ma quando arriva,  il medico può solo certificare quello che Sabrina Maso ha già capito  prima di crollare sull&#8217;asfalto.</strong></span> Per Carlo Luigi Fiocco non c&#8217;è più  niente da fare. <span style="color: #ff6600;"><strong>E&#8217; morto sul colpo.</strong></span><br />
[...]<br />
Erano partiti di mattina presto dalla villetta  di via Menegazzi, a San Giuseppe. La casa dove abitavano da quando si  erano sposati, dieci anni fa. I vicini li conoscevano bene, «una coppia  giovane e amabile» col pallino delle due ruote. «Infilavano tute e  caschi quasi tutte le domeniche &#8211; racconta il dirimpettaio &#8211; ognuno con  la sua moto, ma vicini».</p>
<p><a href="http://tribunatreviso.gelocal.it/stampa-articolo/2200823" target="_blank">FONTE</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Quant&#8217;è la multa se mi beccano col casco a scodella?</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 18:38:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dark side of bruce0wayne</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Normative e Leggi]]></category>
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		<description><![CDATA[Una guida su come (non) rendersi orribili proprio nella stagione degli amori.
I caschi “a scodella” sono quelli più leggeri e piccoli rispetto ai classici modelli omologati. Non coprono la faccia, la mandibola, la nuca e le orecchie. Spesso sono scelti dai motociclisti più incoscienti (o inconsapevoli) per la loro agilità, ma la comodità può trasformarsi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Una guida su come (non) rendersi orribili proprio nella stagione degli amori.</em></p>
<p><a href="http://www.sicurmoto.it/paginanera/wp-content/uploads/2010/07/dgm.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-143" title="dgm - scodella" src="http://www.sicurmoto.it/paginanera/wp-content/uploads/2010/07/dgm.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>I caschi “a scodella” sono quelli più leggeri e piccoli rispetto ai classici modelli omologati. Non coprono la faccia, la mandibola, la nuca e le orecchie. Spesso sono scelti dai motociclisti più incoscienti (o inconsapevoli) per la loro agilità, ma la comodità può trasformarsi in <strong>orrore estetico</strong> <em>(può far diventare orrendi)</em>.</p>
<p>Ormai si è capito, che il titolo non c’entra molto con quello che intendiamo comunicare in quest’ articolo. Tuttavia <a href="http://www.sicurmoto.it/info/" target="_blank">non siamo bugiardi e truffaldini</a>, per cui <strong>eccovi la risposta:</strong></p>
<blockquote><p><span style="color: #ccffff;">La <strong>multa</strong> ammonta a circa <strong>70,00 Euro</strong>. Oltre alla sanzione amministrativa scatta il <strong>sequestro della moto</strong> (o motorino) per due (2) mesi. Inoltre vengono scalati <strong>cinque</strong> (5) <strong>punti dalla patente</strong> di guida. In caso il controllo avvenga in circostanze che possano (anche lontanamente) far pensare alla “guida pericolosa” la penale potrebbe essere aggravata a discrezione del pubblico ufficiale.</span></p></blockquote>
<p><span style="color: #ffff99;"><strong>Perdere un altro minuto della tua vita per leggere il resto sarebbe troppo noioso?</strong></span> Clicca <a href="http://www.google.it/#hl=it&amp;source=hp&amp;q=consigli+di+bellezza&amp;aq=o&amp;aqi=&amp;aql=&amp;oq=&amp;gs_rfai=&amp;fp=ffefc6ee55d865bc">qui</a> o chiudi questa pagina. Se invece vuoi un consiglio per<span style="color: #ffff99;"> <strong>evitare di diventare un mostro inguardabile</strong></span> continua la lettura.<span id="more-124"></span></p>
<p>Si sa che gli inconvenienti in moto/motorino uccidono solo gli sconosciuti. Al massimo colpiscono qualche persona che si conosce di vista. Quelle per cui bisogna dire <em>“era un bravo ragazzo”</em> o <em>“era una brava ragazza”</em>, giusto per far contenti i genitori, poverini. Queste cose invece non capitano a <em>“noi”</em>, per cui di mettere un <a href="http://www.sicurmoto.it/tag/casco-moto/" target="_blank">casco omologato</a> quando fa caldo non se ne parla.</p>
<blockquote><p><em>“Al massimo mi prendo una botta alla coscia, come mi ha raccontato quell’amico mio”.</em></p></blockquote>
<p><strong>Beh, non proprio.</strong> In effetti la testa non è sempre la prima parte a strusciarsi a terra in caso di caduta. Spesso si grattugiano prima le <strong>mani</strong>, le <strong>ginocchia</strong>, il <strong>sedere</strong>, i <strong>piedi </strong>e i <strong>gomiti</strong>. Poi tocca al <strong>volto</strong>, a partire dal <strong>naso </strong>e dalla <strong>mandibola</strong>.</p>
<p>Una cosa che bisogna sapere, però, delle <strong>abrasioni </strong>da caduta è che l<span style="text-decoration: underline;">a pelle grattata via dall’asfalto non torna quasi mai più alla sua forma e colore originali</span>. In quel punto del corpo non ci si abbronza più, restano macchie e solchi che spesso non sono correggibili nemmeno con costosissime operazioni di chirurgia plastica che bisogna pagarsi di tasca propria <em>(il SSN non copre interventi non indispensabili)</em>. Spesso, la cute non c&#8217;è proprio più, e bisogna ricorrere ad autotrapianti di pelle&#8230; e indovinate un po&#8217; da che parte del corpo viene presa? <em>(Sì, proprio da la sotto, <a href="http://www.sicurmoto.it/2009/11/04/labbigliamento-tecnico-non-e-un-optional/" target="_blank">li dove non batte il sole</a>. La gente avrebbe ragione a dire che si ha una faccia da c&#8230;)</em></p>
<p><a href="http://www.sicurmoto.it/paginanera/wp-content/uploads/2010/07/denti.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-145" title="denti" src="http://www.sicurmoto.it/paginanera/wp-content/uploads/2010/07/denti.jpg" alt="" width="132" height="132" /></a>I denti e le orecchie saltano via facilmente in caso d’impatto con la strada, marciapiede, palo, automobile o qualsiasi altro <a href="http://www.sicurmoto.it/2010/07/07/appello-dellami-basta-damogogie-servono-investimenti/" target="_blank">ostacolo fisso</a> presente sulla nostra strada. <a title="Guida per i passeggeri in moto" href="http://www.sicurmoto.it/passeggero/" target="_blank">Una ragazza può essere seducente, anche se ha la dentiera a 16 anni?</a> O il viso sfigurato? O le gambe ridotte a un campo arato? Certamente, come no. O che dire del più figo della compagnia ridotto a mangiare omogeneizzati con la cannuccia, perché si è rotto la mandibola (e probabilmente anche i denti)? E la fasciatura immobilizzante che lo fa sembrare una mummia? Fa molto sexy.</p>
<p><a href="http://www.sicurmoto.it/paginanera/wp-content/uploads/2010/07/ff.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-150" title="gamba" src="http://www.sicurmoto.it/paginanera/wp-content/uploads/2010/07/ff-300x225.jpg" alt="" width="218" height="163" /></a><a href="http://www.sicurmoto.it/paginanera/wp-content/uploads/2010/07/cosciabrasione.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-157" title="coscia abrasione" src="http://www.sicurmoto.it/paginanera/wp-content/uploads/2010/07/cosciabrasione-297x300.jpg" alt="" width="226" height="229" /></a></p>
<p>Il naso rotto si può aggiustare in 3/6 mesi di cure dolorosissime, sempre che non si <span style="text-decoration: underline;"><strong>stacchino dei pezzi</strong></span>. Per allora l’estate sarà finita, ma che importa. Può essere un problema, però, se si prende <strong>una botta diretta</strong>, in quel caso il setto nasale potrebbe <strong>invadere la scatola cranica provocando la morte</strong>… un po’ come avviene nella parte finale del divertente video che segue:</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/noZcC0qlkW8&amp;hl=it_IT&amp;fs=1?rel=0&amp;color1=0xe1600f&amp;color2=0xfebd01" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/noZcC0qlkW8&amp;hl=it_IT&amp;fs=1?rel=0&amp;color1=0xe1600f&amp;color2=0xfebd01" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Anche <span style="text-decoration: underline;"><strong>un colpo secco alla nuca può uccidere</strong></span>. È accaduto tante, troppe volte, purtroppo. A <span style="color: #ffff99;">Craig Jones</span>, un bravissimo e grandioso pilota, nel video che segue non è bastato nemmeno il casco integrale. Probabilmente a causa della velocità e della dinamica dell’incidente:</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/znt0WJRNgfQ&amp;hl=it_IT&amp;fs=1?rel=0&amp;color1=0xe1600f&amp;color2=0xfebd01" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/znt0WJRNgfQ&amp;hl=it_IT&amp;fs=1?rel=0&amp;color1=0xe1600f&amp;color2=0xfebd01" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>In condizioni di guida “normali” un casco <a title="caschi comodi" href="http://www.sicurmoto.it/2010/03/12/brembo-automatic-fit-belt-il-casco-come-una-cintura-di-sicurezza/" target="_blank">integrale o Jet</a> ripara la nuca nella maggior parte dei possibili impatti. Il casco <a title="esempio di cosa può fare una scodella" href="http://www.sicurmoto.it/paginanera/2010/05/26/una-scodella-e-per-sempre/" target="_blank">“a scodella”</a> non copre la nuca, ma che importa: fa caldo no?</p>
<p><strong>Curiosità:</strong></p>
<ol>
<li>I caschi DGM non sono omologati <em>(sono di tipo &#8220;a scodella&#8221;)*</em></li>
<li>Esistono caschi integrali omologati come jet (costano poco e proteggono come i Jet: meno degli integrali)</li>
<li>Viaggiare in 2 su un motorino non omologato al trasporto del passeggero aumenta il rischio di incidente del 270% **</li>
<li>In caso d’incidente non bisogna mai togliere il casco alla persona ferita, bisogna solo assicurarsi che riesca a respirare senza forzarla ad alzarsi <a title="Link al manuale di primo soccorso su SicurAUTO.it" href="http://www.sicurauto.it/manuale-di-primo-soccorso.htm" target="_blank">(vedi manuale primo soccorso)</a></li>
<li>In caso d’incidente con un minorenne alla guida, i danni al <a title="manuale del passeggero di una moto" href="http://www.sicurmoto.it/passeggero" target="_blank">passeggero</a> devono essere risarciti dalla famiglia del conducente.*</li>
<li>Fino a pochi anni fa la medicina non era in grado di curare il trauma cranico e la rottura della testa, anche in modo lieve, equivaleva alla morte</li>
<li>I traumi cranici sono diminuiti del 65% con l’introduzione del casco omologato obbligatorio ***</li>
<li>I caschi jet, anche se omologati, non proteggono in nessun modo il volto e la mandibola.</li>
<li>Il casco non allacciato o non indossato correttamente può creare più danni del viaggiare senza.*</li>
<li>Esistono ragazzini talmente idioti che rifiutano di scambiare a costo Zero un casco a scodella con un casco omologato</li>
</ol>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;"><strong>E pensare che la soluzione sarebbe semplice come indossare un casco integrale, omologato.</strong></span></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/oNMBHG32xww&amp;hl=it_IT&amp;fs=1?rel=0&amp;color1=0xe1600f&amp;color2=0xfebd01" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/oNMBHG32xww&amp;hl=it_IT&amp;fs=1?rel=0&amp;color1=0xe1600f&amp;color2=0xfebd01" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/sjCPS10LROY&amp;hl=it_IT&amp;fs=1?rel=0&amp;color1=0xe1600f&amp;color2=0xfebd01" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/sjCPS10LROY&amp;hl=it_IT&amp;fs=1?rel=0&amp;color1=0xe1600f&amp;color2=0xfebd01" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/l_Ej-qvcBek&amp;hl=it_IT&amp;fs=1?rel=0&amp;color1=0xe1600f&amp;color2=0xfebd01" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/l_Ej-qvcBek&amp;hl=it_IT&amp;fs=1?rel=0&amp;color1=0xe1600f&amp;color2=0xfebd01" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: xx-small;">== Fonti e Note: ==<br />
* Fonte: Arma dei Carabinieri<br />
**</span> <span style="font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: xx-small;">Relazione del colonnello  Rinaldo Ventriglia, comandante del Nucleo Radiomobile dei Carabinieri di Roma al convegno &#8220;Trauma Cranico&#8221; presso le scuole medie superiori di Roma nel 2002</span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: xx-small;">*** Relazione del professor  Andrea Costanzo, della Clinica Ortopedica dell’Università          la Sapienza durante il convegno &#8220;Trauma Cranico&#8221; presso le scuole medie superiori di Roma</span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: xx-small;">== Note ==<br />
Il linguaggio del presente articolo è volutamente ironico, tuttavia tutti i messaggi in esso contenuti rappresentano il vero e provengono da fonti accurate.<br />
</span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: xx-small;"><a href="http://www.sicurmoto.it">Se possiedi un motorino e non hai superato i 21 anni di età: il protagonista sei TU. Per essere considerati &#8220;motociclisti&#8221; non bisogna per forza avere una Yamaha R1, uno scooter basta e avanza: i rischi a cui andiamo in contro sono gli stessi.</a></span></p>
<p>&#8211;</p>
<p>La versione video di questo post (se vuoi diffonderlo velocemente):<br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ICKnC150eNo?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/ICKnC150eNo?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Moto, vestiti e sangue</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 21:32:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dark side of bruce0wayne</dc:creator>
				<category><![CDATA[Incidenti]]></category>
		<category><![CDATA[incidente mortale]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>

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		<description><![CDATA[Il padre della ragazza ricostruisce la scena della tragedia «Monito contro le stragi, lo porteremo anche nelle disco»
Si tratta di una notizia non più nuova, tuttavia troviamo doveroso riportarla in queste pagine.
FONTE (Treviso) – Lei ha i jeans strappati. Anche le perline del ricamo sono macchiate di sangue. E il piede destro ha perso la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il padre della ragazza ricostruisce la scena della tragedia «Monito contro le stragi, lo porteremo anche nelle disco»</em></p>
<p><span style="color: #0000ff;">Si tratta di una notizia non più nuova, tuttavia troviamo doveroso riportarla in queste pagine.</span></p>
<p><a href="http://www.sicurmoto.it/paginanera/wp-content/uploads/2010/06/lisolachenonce.jpg"><img class="alignright size-full  wp-image-92" title="l'isola che non c'è" src="http://www.sicurmoto.it/paginanera/wp-content/uploads/2010/06/lisolachenonce.jpg" alt="" width="190" height="130" /></a>FONTE (Treviso) – Lei ha i jeans strappati. Anche le perline del ricamo sono macchiate di sangue. E il piede destro ha perso la calzatura marchiata D&amp;G, sicché si vede il calzino bianco imbrattato di rosso. Pure lui ha i denim lacerati. Sotto i brandelli di tela si scorgono delle ferite. Ma entrambe le scarpe gli sono rimaste addosso, come il giubbotto da centauro che ha gli stessi colori della motocicletta, bianco, argento e blu. Eccoli Chiara Filippin e Omar Artuso, nell’istante fatale in cui la due ruote sulla quale viaggiavano a velocità sostenuta, la sera del 12 luglio 2009 a Vedelago, si scontrò con l’auto di un cinese sbucato da una laterale senza dare la precedenza.<span id="more-91"></span></p>
<p><a href="http://www.sicurmoto.it/paginanera/wp-content/uploads/2010/06/lei.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-93" title="lei" src="http://www.sicurmoto.it/paginanera/wp-content/uploads/2010/06/lei.jpg" alt="" width="180" height="140" /></a>Ma questa non è una fotografia della polizia stradale, buona al massimo a finire dimenticata in qualche fascicolo della procura. No: questo, che il prossimo 26 febbraio sarà inaugurato davanti ad una scuola di Fonte, è un monumento-choc contro le stragi della strada.</p>
<p>Un’installazione in cui la quasi normalità dei rottami di un veicolo si carica dell’assoluto turbamento provocato dalla presenza di due manichini, vestiti con gli abiti squarciati ed insanguinati effettivamente indossati dai due fidanzati di San Zenone degli Ezzelini, la domenica in cui la 23enne ed il 24enne morirono di ritorno da una gita al mare. Il pranzo tutti insieme a Caorle, per festeggiare il diploma da geometra conseguito quella stessa settimana da Chiara, il secondo dopo la licenza linguistica. Una scelta anche d’affetto per papà Italo, affermato architetto ad Onè.</p>
<p>Poi il pomeriggio in spiaggia, i parenti a ponente e la giovane coppia a levante, in un delicato gesto d’intimità. Quindi il ritorno a casa: gli altri in macchina e loro in moto, «con il casco ed il giubbotto da motociclista», come ricordano i familiari dei due ragazzi nel pannello che narra gli antefatti e spiega le finalità del simulacro, tre metri per due e cinquantacinque di dolore e coraggio.</p>
<p>Perché ci deve volere davvero una grande forza d’animo, per superare lo strazio della sofferenza, e farsi dissequestrare i rottami di una Yamaha semidistrutta, e farsi restituire degli indumenti impregnati di morte. E poi ricomporle, quelle lamiere e quelle stoffe, su una pedana di legno che ricostruisce la tremenda scena di un duplice incidente mortale.</p>
<p><a href="http://www.sicurmoto.it/paginanera/wp-content/uploads/2010/06/lui.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-94" title="lui" src="http://www.sicurmoto.it/paginanera/wp-content/uploads/2010/06/lui.jpg" alt="" width="180" height="140" /></a>Un puzzle di cronaca e monito, in cui le foto dei giorni felici si incastrano con un mezzo devastato dallo schianto, i caschi graffiati dall’urto, una scarpa slacciata, una cassetta postale per il recapito di eventuali messaggi, gli articoli di giornale. E quei due fantocci con le facce blu-viola solcate di sangue, avatar di quello che però non è un film, adagiati perpendicolarmente l’uno all’altro, con le teste vicine ma gli sguardi che non si incroceranno mai più. Il monumento è stato chiamato <strong>«L’isola che non c’è»</strong>. Ovvero <strong>«il luogo dove risiedono i desideri, dove mai si potrebbe verificare quanto accaduto, ma anche il luogo dei pensieri, della riflessione sulla realtà degli accadimenti che a volte si dissociano crudamente dall’apparenza, la fabbrica di quello che si vorrebbe fosse e della bellezza»</strong>. Perché «l’isola che non c’è è abitata solo da giovani e Chiara ed Omar sono nella parte più bella!».</p>
<p>Ecco, ci vuole fegato anche per mettere un punto esclamativo, in fondo a questa specie di epigrafe che spiega il senso di un’installazione che turba.</p>
<blockquote><p>«Me ne sono accorto guardando gli studenti che collaboravano con me nell’allestimento: non scherzavano più, non parlavano neanche, semplicemente si fermavano a guardare e pensare»,</p></blockquote>
<p>racconta Italo Filippin, anima di un’iniziativa concordata con il centro di formazione professionale della Fondazione Opera Montegrappa, l’istituto in cui aveva studiato Omar. Un’operazione concordata con la sezione di Treviso dell’Associazione nazionale vittime della strada, che conta di portare il memento davanti a tutte le scuole della Marca e, in estate, pure fuori dalle discoteche.</p>
<p><a href="http://video.corriere.it?vxSiteId=af93f391-342b-4a64-9f9c-b3923872f90e&amp;vxChannel=Delveneto%5FCronache&amp;vxClipId=2524_105421&amp;vxBitrate=300" target="_blank">VIDEO</a></p>
<p><a href="http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2010/11-febbraio-2010/moto-vestiti-sangue-monumento-choc-scuola-corpi-fidanzati-morti-1602443758003.shtml" target="_blank">FONTE</a></p>
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		<title>Muore il ciclista Gabriele Sella</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Jun 2010 19:20:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dark side of bruce0wayne</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Gabriele Sella]]></category>
		<category><![CDATA[Incidenti]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>

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		<description><![CDATA[ROVIGO &#8211; Il Gabriele Sella, 47 anni, padovano, sei volte  campione italiano di ciclismo su pista, e&#8217; morto oggi in un incidente  stradale nel rodigino. Sella era alla guida di una Kawasaki Ninja quando  a Fasana, nei pressi di Adria, ha perso il controllo del mezzo  all&#8217;altezza di una curva, uscendo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sicurmoto.it/paginanera/wp-content/uploads/2010/06/knsella.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-88" title="il Kawa di Sella" src="http://www.sicurmoto.it/paginanera/wp-content/uploads/2010/06/knsella.jpg" alt="" width="190" height="130" /></a>ROVIGO &#8211; Il Gabriele Sella, 47 anni, padovano, sei volte  campione italiano di ciclismo su pista, e&#8217; morto oggi in un incidente  stradale nel rodigino. Sella era alla guida di una Kawasaki Ninja quando  a Fasana, nei pressi di Adria, ha perso il controllo del mezzo  all&#8217;altezza di una curva, uscendo di strada e schiantandosi contro il  muretto di recinzione di una casa. Sella e&#8217; morto sul colpo. L&#8217;incidente  potrebbe essere stato causato dall&#8217;alta velocita&#8217;.</p>
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		<title>Una scodella è per sempre</title>
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		<pubDate>Wed, 26 May 2010 19:17:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dark side of bruce0wayne</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abbigliamento tecnico]]></category>
		<category><![CDATA[caschi]]></category>
		<category><![CDATA[conseguenze incidenti]]></category>
		<category><![CDATA[scodella]]></category>
		<category><![CDATA[sopravissuti]]></category>

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		<description><![CDATA[Brindisi – E’ passato quasi un anno dall’incidente  in cui Claudio Margherito, 20enne brindisino, ha rischiato di perdere la  vita. Rimase coinvolto in un incidente in via Nicola Brandi, al rione  Casale, mentre era a bordo del suo scooter Aprilia 50. Indossava il  casco. Era ben allacciato ma non era omologato. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sicurmoto.it/paginanera/wp-content/uploads/2010/05/claudio-margherito1.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-81" title="claudio margherito" src="http://www.sicurmoto.it/paginanera/wp-content/uploads/2010/05/claudio-margherito1.jpg" alt="" width="207" height="207" /></a>Brindisi – E’ passato quasi un anno dall’incidente  in cui Claudio Margherito, 20enne brindisino, ha rischiato di perdere la  vita. Rimase coinvolto in un incidente in via Nicola Brandi, al rione  Casale, mentre era a bordo del suo scooter Aprilia 50. Indossava il  casco. Era ben allacciato ma non era omologato. Andò a sbattere con la  testa contro un palo dell’illuminazione, perse i sensi e rimase in coma  per oltre quindici giorni.  <span id="more-80"></span></p>
<p>Oggi, a distanza di quasi un anno Claudio  Margherito è ancora sotto stretto controllo medico, non può svolgere  lavori manuali e non è ancora in perfetta forma fisica. Quell’incidente,  però, gli ha cambiato la vita.</p>
<p>Che tipo di ragazzo sei adesso? Ho solo  vent’anni, sono un ragazzo come tutti gli altri ma di certo più  responsabile e più maturo.  La moto? Non sono mai più salito su uno  scooter e non ne ho nessuna intenzione. Ho rischiato di non rivedere più  la mia famiglia e i miei amici.</p>
<p><a href="http://www.sicurmoto.it/paginanera/wp-content/uploads/2010/05/scodella-assassina.jpg"><img class="size-full wp-image-83 alignleft" title="scodella assassina" src="http://www.sicurmoto.it/paginanera/wp-content/uploads/2010/05/scodella-assassina.jpg" alt="" width="113" height="140" /></a>So che hanno sofferto molto quando ero  in coma e nessuno sapeva se sarei sopravissuto.  Indossavi il casco ma  non era omologato. Come mai? Perché quello omologato me lo rubarono.   Non potevo permettermene uno nuovo e ne acquistai  uno “<a href="http://www.sicurmoto.it/paginanera/wp-content/uploads/2010/05/clooney-canalis.jpg" target="_blank">a scodella</a>” . Quando ho fatto l’incidente il casco era ben  allacciato ma non è servito a niente. Cosa ricordi dell’incidente?   Ancora adesso, a distanza di un anno, non ricordo nulla. Non so perché  persi il controllo dello scooter. So solo che avevo appena finito di  lavorare e avevo imboccato via Nicola Brandi per tornare a casa. Poi mi  sono risvegliato in un letto di ospedale e ho scoperto che dal 17 aprile  erano trascorsi più di quindici giorni. Del periodo di coma? Nulla di  nulla.</p>
<p><a href="http://www.senzacolonne.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=6029:qmettiamocelo-bene-in-testaq&amp;catid=90:cronaca-brindisi&amp;Itemid=280" target="_blank">Fonte</a></p>
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		<title>Credersi infallibili non significa esserlo</title>
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		<pubDate>Sun, 23 May 2010 21:25:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dark side of bruce0wayne</dc:creator>
				<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[alterazione dello stato emotivo]]></category>
		<category><![CDATA[panariello]]></category>
		<category><![CDATA[percezione]]></category>

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		<description><![CDATA[
Leggi le avvertenze prima di guardare il secondo video, grazie.

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/IJV0ZfQGyw0&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/IJV0ZfQGyw0&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Leggi le <a href="http://www.sicurmoto.it/paginanera/avvertenze/" target="_blank">avvertenze</a> prima di guardare il secondo video, grazie.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Z2mf8DtWWd8&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/Z2mf8DtWWd8&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>(in)Giustizia</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Apr 2010 23:52:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dark side of bruce0wayne</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ingiustizie legali]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[ingiustizie]]></category>
		<category><![CDATA[omicidio volontario]]></category>
		<category><![CDATA[pirati della strada]]></category>
		<category><![CDATA[report]]></category>

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		<description><![CDATA[

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="640" height="505" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ATC6gFmMVf4&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="505" src="http://www.youtube.com/v/ATC6gFmMVf4&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="640" height="505" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/uBRexPQJftc&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="505" src="http://www.youtube.com/v/uBRexPQJftc&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>L’ignoranza, la Legge e le protezioni</title>
		<link>http://www.sicurmoto.it/paginanera/2010/04/24/ignoranza-la-legge-e-le-protezioni/</link>
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		<pubDate>Sat, 24 Apr 2010 05:30:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dark side of bruce0wayne</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abbigliamento tecnico]]></category>
		<category><![CDATA[Normative e Leggi]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[ipocrisia popolare]]></category>
		<category><![CDATA[Articolo specchio]]></category>

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		<description><![CDATA[&#60;&#60;È troppo facile lamentarsi che le strade son pericolose per poi guidare la moto senza protezioni&#8230; è come lamentarsi che il fumo fa male con una sigaretta in bocca&#62;&#62;  
L&#8217;ignoranza
Si sa che “la Legge non ammette ignoranza”. Comunemente questa espressione sta a indicare che non si potrebbe ignorare l’esistenza di una Legge dello Stato.
I motociclisti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em>&lt;&lt;È troppo facile lamentarsi che le strade son pericolose per poi guidare la moto senza protezioni&#8230; è come lamentarsi che il fumo fa male con una sigaretta in bocca&gt;&gt;</em> <strong> </strong></p></blockquote>
<h1><strong>L&#8217;ignoranza</strong></h1>
<p><a href="http://www.sicurmoto.it/paginanera/wp-content/uploads/2010/04/jekyll-hyde.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-35" title="jekyll-hyde" src="http://www.sicurmoto.it/paginanera/wp-content/uploads/2010/04/jekyll-hyde-256x300.jpg" alt="" width="203" height="237" /></a>Si sa che “la Legge non ammette ignoranza”. Comunemente questa espressione sta a indicare che non si potrebbe ignorare l’esistenza di una Legge dello Stato.</p>
<p>I motociclisti esperti e coscienziosi sono bene informati che per quanto riguarda la sicurezza passiva nel campo delle due ruote c’è ancora <strong>un’inconsapevolezza che sfiora il ridicolo</strong>.</p>
<p>Gli “ignoranti”, che spesso sono semplicemente <strong>principianti</strong>, credono che cadere in moto <strong>in città</strong> comporti al massimo una sbucciatura di ginocchio o la spelatura di un gomito o dei jeans. In realtà il migliore tessuto <a title="che roba e?" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Denim" target="_blank"><em>denim</em></a> in commercio <strong>resiste solo pochi millesimi di secondo</strong> al contatto con l’asfalto a una velocità di molto inferiore ai canonici 50 Km/h. Le stesse articolazioni del nostro corpo sono molto più fragili di quanto non immaginiamo. Possono danneggiarsi in modo permanente perfino da fermi a causa del solo nostro peso appoggiato malamente, immaginiamo per via di una caduta a velocità superiori a 20/30 Km/h.<span id="more-30"></span></p>
<p>I professionisti sanno che cadere in città può significare perdere alcune dita delle mani, l’uso di un piede, di un braccio. <strong>Si può rimanere azzoppati o paralizzati</strong> per tutta la vita a causa di una caduta a 50Km/h, ma anche morire per un <strong>colpo di faccia</strong> su un marciapiede o sul cofano di un’auto che invade la corsia.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/78dtmiiYRh0&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/78dtmiiYRh0&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"> </embed></object></p>
<blockquote><p><em>&lt;&lt;E&#8217; un vero peccato che impariamo le lezioni della vita solo quando non ci servono più.&gt;&gt; (Oscar Wilde)</em></p></blockquote>
<p>Non dimentichiamo che in città si verifica la stragrande maggioranza degli incidenti, che le città sono zeppe di ostacoli fissi che tagliano letteralmente via braccia e gambe (o la testa). Una volta sfuggiti alla giungla urbana non siamo ancora al sicuro, no: è la volta dei guardrail affilati come rasoi che se ne stanno fermi a lato della strada aspettando che un ciclista o un motociclista scivoli e si faccia <strong>mozzare la testa</strong>.</p>
<p><strong>L’ignoranza</strong> cui faccio riferimento è anche e soprattutto quella relativa alle modalità per proteggersi dai traumi fisici che costituiscono <strong>rischi concreti</strong> per tutti i motociclisti e per i loro <strong>passeggeri, a prescindere dalle condizioni della strada</strong>. So per certo, infatti, che mentre i motociclisti esperti burocrati e intellettuali passano il tempo a scegliere quale politico insultare, i principianti perdono l’uso di un braccio o di una gamba perché <strong>non conoscono l’esistenza dell’abbigliamento protettivo</strong>. Credono si tratti di attrezzature da usare solo se si ha una moto supersportiva, credono che sia roba per gente che in moto fa MilleMila Km al giorno, <strong>sono indotti a pensare che solo il casco sia a loro appannaggio</strong>, al loro livello, <strong>perché quello è l’unico di cui la Legge obbliga l’uso a tutti</strong>.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/7JpoS5OUGdI&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/7JpoS5OUGdI&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Sia chiaro, da un guardrail assassino non ci si protegge:</strong></span> anche le <a href="http://www.sicurmoto.it/2010/03/23/abbigliamento-tecnico-la-grande-beffa/" target="_blank">migliori tute omologate</a> servirebbero a poco. Bisogna che gli ominidi che stanno al Potere si evolvano e ascoltino i messaggi che tutti i <a href="http://www.motociclisti-incolumi.com" target="_blank">motociclisti coscienti</a> gli mandano da anni.</p>
<p>Tuttavia, nascondersi dietro a un <em>“non mi proteggo perché non mettono in sicurezza le strade”</em> è tanto da idioti come dire: <em>“le strade sono pericolose e io, per dispetto, rischio ancora di più”</em>. Personalmente invece penso: <strong>“intanto che ci battiamo per far adeguare le strade ai minimi standard di sicurezza, facciamo anche in modo di arrivare vivi almeno a metà dell’opera.”</strong> <strong></strong></p>
<h1><strong>La Legge</strong></h1>
<p>Ho constatato direttamente che <span style="text-decoration: underline;">un’eventuale Legge che preveda l&#8217;obbligatorietà di qualsivoglia forma di abbigliamento protettivo è quantomeno <strong>malvista</strong> dalla maggioranza degli utenti delle due ruote italiani</span> (in alcuni Paesi esteri esistono).</p>
<p>Tuttavia penso che potrebbe quantomeno contribuire a far circolare la (veritiera) voce che <strong>l’abbigliamento protettivo è una parte integrante della moto</strong>.</p>
<p>Per tutelare gli incoscienti, la Legge obbligherebbe a un comportamento responsabile tale per cui il padre di famiglia non dovrebbe potersi uccidere perché maldestro con la pistola, guida l&#8217;auto senza cinture o usa la moto senza alcuna protezione.</p>
<p>In realtà, quindi, non sarebbe poi così “terribile” se fosse imposto un minimo di protezione basilare oltre al casco, come per esempio il paraschiena e/o un indumento tecnico che protegga le articolazioni.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="297" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/HZjedtKWqU0&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="297" src="http://www.youtube.com/v/HZjedtKWqU0&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<h1><strong>Le protezioni</strong></h1>
<p>Una buona parte di (sedicenti) motociclisti esperti si nasconde dietro a un pugno di parole retoriche: afferma di usare personalmente i dispositivi di protezione passiva, <em>quando serve</em>, ma non si rende conto che tutti gli altri (principianti e non) non ne fanno uso… e non gliene importa nulla: né agli uni, né agli altri</p>
<blockquote><p><em>&lt;&lt;La vita è un insieme di avvenimenti, di cui l&#8217;ultimo potrebbe anche cambiare il senso di tutto l&#8217;insieme.&gt;&gt; (Italo Calvino)</em></p></blockquote>
<p>Non possiamo parlare di sicurezza se diciamo ai nostri figli o fratelli che &#8220;la protezione è facoltativa&#8221;. <span style="text-decoration: underline;">Educhiamoli a credere che sia obbligatoria, a prescindere dalle Leggi, per tutelare loro stessi</span>. Facciamo delle prossime generazioni delle persone evolute senza che ci sia bisogno di differenziarsi dalle scimmie auto-imponendoci vincoli talvolta assurdi.</p>
<p>Forse, ripeto forse, chi non sopporta il casco integrale non è idoneo alla guida di una moto in situazioni potenzialmente pericolose, esattamente come non si può guidare un caccia bombardiere se si porta la dentiera. Facciamocene una ragione senza cadere nella <strong>falsa</strong> libertà del <em>&#8220;non metto le protezioni&#8221;</em> che &#8221;<em>fa tanto America&#8221;</em>, in cui in alcuni Stati, almeno fino a poco tempo fa, per la bicicletta il casco era un Dovere e per la moto invece era (ed è?) facoltativo.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.sicurmoto.it/paginanera/wp-content/uploads/2010/04/saluto-moto-motociclista.jpg"><img class="size-medium wp-image-44  aligncenter" title="saluto moto motociclista" src="http://www.sicurmoto.it/paginanera/wp-content/uploads/2010/04/saluto-moto-motociclista-300x176.jpg" alt="" width="300" height="176" /></a></p>
<blockquote><p><em>&lt;&lt;Si è sempre responsabili di quello che non si è saputo evitare.&gt;&gt;</em></p></blockquote>
<p>Pochi usano l&#8217;integrale sullo scooter, ma diciamoci la verità: se chi non lo usa e non lo userebbe mai, fosse stato cresciuto con un fratello maggiore che l’avesse informato -<strong>senza forzature</strong>- che l&#8217;integrale è meglio&#8230; lo indosserebbe senza nemmeno farci caso. E&#8217; un po&#8217; come le cinture di sicurezza per chi adesso ha 20 anni: la maggior parte non s&#8217;immaginerebbe di girare in automobile senza e non si chiede nemmeno perché.</p>
<p>Facciamo che la sicurezza diventi un automatismo che non necessiti giustificazioni, che non richieda l’esistenza di regole auto-impositive e categoriche.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/cvrgXUzdHH4&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/cvrgXUzdHH4&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Nasce la pagina nera di SicurMOTO.it</title>
		<link>http://www.sicurmoto.it/paginanera/2010/04/10/nasce-la-pagina-nera-di-sicurmoto/</link>
		<comments>http://www.sicurmoto.it/paginanera/2010/04/10/nasce-la-pagina-nera-di-sicurmoto/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 10 Apr 2010 14:38:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Redazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sicurmoto.it/paginanera/?p=4</guid>
		<description><![CDATA[Nasce la Pagina Nera di SicurMOTO.it con l&#8217;intento di racchiudere tutti quei contenuti di cui non vorremmo mai apprendere l’esistenza, che per la loro natura potrebbero turbare gli animi più sensibili, ma che sono anche l’unico modo per comunicare con alcune tipologie di individui e possono dare spunto di riflessione agli altri.
Diversi lettori, infatti, appaiono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nasce la Pagina Nera di SicurMOTO.it con l&#8217;intento di racchiudere tutti quei contenuti di cui non vorremmo mai apprendere l’esistenza, che per la loro natura potrebbero turbare gli animi più sensibili, ma che sono anche l’unico modo per comunicare con alcune tipologie di individui e possono dare spunto di riflessione agli altri.</p>
<p>Diversi lettori, infatti, appaiono completamente indifferenti alle normali comunicazioni riguardanti la Sicurezza. Credono di essere immortali, ed è in questa convinzione che guidano la motocicletta: nella totale incoscienza, in costante condizione di pericolo fino a che la fortuna li assiste, fino a che non restano coinvolti in terribili disgrazie più o meno inconsapevolmente bramate.</p>
<blockquote><p><em>&lt;&lt;E&#8217; un vero peccato che impariamo le lezioni della vita solo quando non ci servono più.&gt;&gt; (Oscar Wilde)</em></p></blockquote>
<p>È tremendamente vano rendersi conto di quanto sarebbe stato utile un pizzico di prudenza in più, in seguito a un incidente. Dopo l’infortunio, se sopravviviamo, magari parzialmente o completamente invalidi, la prudenza non serve più.</p>
<blockquote><p><em>&lt;&lt;Si è sempre responsabili di quello che non si è saputo evitare.&gt;&gt;</em></p></blockquote>
<p>Fosse anche solo per una notizia non pubblicata, che manca così d’incutere quel poco di prudenza in più che può salvare una vita, un braccio, un occhio, una spina dorsale: si tratterebbe di un’omissione che non ci perdoneremmo.</p>
<p>Alcuni argomenti, poi, sono tremendamente delicati e non possono che essere affrontati con parole forti. Questa sarà la sede di tutto ciò e altro. Cronaca e notizie inquietanti. Sapere come è andata in un incidente può darci informazioni e strumenti per evitarne di simili in futuro.</p>
<p>Per non fare che le bruttissime esperienze restino solo tali, per imparare dai nostri errori, per denunciare situazioni terribili o semplicemente per dare sfogo al lato oscuro che è in ognuno di noi: nasce La Pagina Nera di SicurMOTO.it</p>
<h4>(nome in codice= “sm-LPN”)</h4>
<p>In SicurMOTO.it non troverete facili riferimenti a queste pagine. Se volete leggerle, vi toccherà tornare di proposito.</p>
<p>In questa sezione potrebbero comparire periodicamente e casualmente anche degli enigmi, dei link nascosti e informazioni scomode. Quando questa sarà la forma designata per tali tematiche: siamo sicuri ne comprenderete i ragionevoli motivi.</p>
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