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Arriva il casco Schuberth C3 Lady

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Categoria : News, Tecnologia

In arrivo nei negozi italiani la versione femminile del famoso casco tedesco

Il modello C3 di Schuberth è stato adattato in un modello apposito per la fisionomia femminile.

La versione “Lady” conserva tutte le caratteristiche della serie C3: peso ridotto, calotta compatta, estrema silenziosità e buona qualità dei materiali. In più gli interni sono studiati per adattarsi alle linee del volto femminile. Diventa una valida scelta per le motocicliste che viaggiano molto e non vogliono risparmiare sul comfort. Vi ricordiamo che il modello C3 di Schuberth è un casco apribile (modulare) famoso per la qualità e la silenziosità specie per il lunghi viaggi.

La caratteristica di adattamento al volto è stata realizzata con uno studio sulle misure antropometriche femminili. L’adattamento finale è, come di consueto, affidato al calore emesso dalla testa.

Attivazione elettronica per airbag moto: esperimento difficile

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Categoria : Abbigliamento tecnico, Sistemi di sicurezza passivi, Tecnologia

Altri due dispositivi testati da ADAC per la protezione del collo, uno è ad attivazione elettronica.

Criteri di prova simili al test che vi abbiamo illustrato in questo intervento (clicca per leggere) sono stati utilizzati per verificare l’effettiva utilità di due sistemi di protezione del collo: APC Casco-airbag (prodotto da APC SystemsBCN – Barcellona) e Leatt Brace GPX Club (prodotto da Leatt Corporation – Sudafrica)

APC Casco-airbag. Si tratta di un protettore per il collo prodotto da APC. Simbolo del piccolo fallimento dell’operazione è il prezzo che scende a 445 euro contro gli 899 di partenza. Sicuramente il futuro dell’attivazione dei protettori gonfiabili ad uso motociclistico è elettronico. Forse però l’affidabilità richiede che passi ancora un po’ d’acqua sotto i ponti.

Buona l’idea di sperimentare l’attivazione elettronica dell’airbag, ci mancherebbe. Tuttavia l’esperimento è andato decisamente male per via di alcune imprecisioni, ma soprattutto della posizione del protettore gonfiabile: il casco!

Casco elettronico approvato in via sperimentale

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Categoria : News, Sistemi di sicurezza attivi, Sistemi di sicurezza passivi, Tecnologia

Blocca il motore se non indossato correttamente e chiama i soccorsi in caso d’incidente.

In attesa di pubblicare un elenco chiaro e completo delle modifiche introdotte nel codice della strada e che riguardano noi motociclisti (leggi qui per il resto), ci affacciamo sull’art. 49 del DDL che introduce il “casco protettivo elettronico”.

La richiesta arriva proprio da alcuni lettori che, come al solito, dopo essersi imbattuti in descrizioni criptiche o copincollate, tornano qui nella speranza di apprendere la notizia in moto comprensibile :)

Il sistema in pratica è descritto nel sottotitolo di quest’articolo: “Il casco elettronico, se non indossato o non correttamente allacciato, blocca l’avviamento del motore della moto”. Il dubbio più grande riguarda l’eventuale violazione della privacy dovuta al fatto che questo dispositivo dovrebbe** essere in grado di rilevare la posizione geografica del motociclista e le eventuali condizioni di emergenza al fine di contattare i soccorsi.

SuperSkin, il casco con la pelle

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Categoria : Abbigliamento tecnico, Blog, Crash test, Tecnologia

Un secolo fa nella regale Inghilterra nasceva il privo brevetto per un casco di protezione per motociclisti: s’indossava questa «scodella» e successivamente, attraverso una valvola posta nella parte superiore, si aspirava tutta l’aria interna in modo da lasciarla attaccata al capo. Ingegnoso metodo, ma altrettanto scomodo e decisamente obsoleto. Sicurezza zero. In cento anni progresso e tecnica hanno fatto passi da gigante: i caschi sono diventati ipertecnologici e le case produttrici continuano mettere a punto brevetti bizzarri. Come la Lazer che ha lanciato sul mercato Superskin: skin come pelle, ma questa volta la funzione non ha nulla a che fare con estetiche modaiole. I caschi SuperSkin, sviluppati da PHPS e da Lazer, secondo quanto dichiarato dalla stessa casa produttrice, ridurrebbero del 67,5% i rischi di lacerazione intracerebrale. In traumi intracerebrali sono quelli, che si verificano, in caso di caduta, e che interessano i movimenti del cervello all’interno della scatola cranica.

Guidare sotto la pioggia

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Categoria : Guida Sicura e Difensiva, Video

Consigli pratici per motociclisti tosti (o sfortunati)

  • Capita…

La motocicletta non è un mezzo di trasporto estivo. Anche se la maggior parte della quantità dei motoveicoli viaggia durante i mesi più caldi, la maggior parte della qualità viaggia prevalentemente durante la primavera e l’autunno. In ogni caso può comunque capitare, anche d’estate, di finire in mezzo a un acquazzone.

  • Indumenti e coscienza

Guidare la moto sotto la pioggia, o sulla strada bagnata, è pericoloso per via del fatto che cambiano totalmente le condizioni della strada e le condizioni personali (ci si bagna). Per evitare inutili rischi ci sono diversi trucchi e consigli che si basano quasi interamente su due fattori: l’abbigliamento e la coscienza fisica.

Grazie all’abbigliamento evitiamo di perdere la concentrazione necessaria in queste particolari condizioni, limitando il problema di inzupparsi, con le spiacevoli sensazioni che ciò comporta a livello sensoriale.
Con l’espansione della coscienza fisica impariamo ad anticipare quello che sarebbe il comportamento della moto sulla strada mutata dall’acqua e dai detriti.

Proposta per la “Dotazione di sicurezza per i motociclisti”

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Categoria : Abbigliamento tecnico, Blog, LPN, Normative e Leggi

Questo intervento segue il discorso iniziato nell’articolo dedicato alle possibili modifiche di Legge che imporrebbero ai motociclisti l’uso di abbigliamento protettivo.

Una premessa importante: Non affronterò l’argomento solo dal punto di vista della protezione personale e della sicurezza passiva… per fare un favore a Governi che non adeguano la sicurezza delle strade. Prendo in considerazione unicamente questo aspetto, poiché è quello in discussione.

La mancanza di attenzione dello Stato per tutto ciò che riguarda la Sicurezza Attiva, la Prevenzione e la manutenzione stradale non sono in discussione. Sappiamo tutti quanto sia disastrosa la situazione nel nostro Paese, tuttavia trovo inutile, se non addirittura Stupido, scrivere o pensare concetti come: “fino a che non aggiustano le strade, non mi proteggo”.

A un primo impatto la proposta di modificare il Codice della Strada, per fare in modo che aumenti l’uso dei dispositivi di protezione, mi è apparsa quasi come dovuta, a prescindere dalle motivazioni originali di chi l’ha voluta e proposta. Il motivo è da ricondursi all’immensa ignoranza che popola le (in)coscienze dei motociclisti moderni.

A differenza del passato, infatti, oggi ci sarebbero gli strumenti individuali per evitare che una caduta in moto si trasformi in una tragedia personale e familiare. Esistono nuove tecnologie e sistemi in grado di proteggere il motociclista. Basti pensare al momento in cui dovesse sventuratamente concretizzarsi uno dei fatti che ci pongono quasi alla fine della catena alimentare della strada, per rendersi conto che agire sul fattore “passivo” del sinistro è quasi indispensabile; persino in un ipotetico mondo ideale in cui mancherebbero ostacoli fissi e altri mezzi a causare incidenti.

La Legge così proposta, però, appare “soffocante” ed è stata definita perlopiù “liberticida” dalla maggior parte degli utenti delle due ruote che sono intervenuti nella discussione (sia qui, sia altrove). Effettivamente, nella norma così concepita, ho individuato tantissime incongruenze e forzature ingiustificate.

Motociclisti: Diritto o Dovere di proteggersi?

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Categoria : Abbigliamento tecnico, Normative e Leggi

Ci sarà l’obbligo di indossare abbigliamento protettivo? Scopriamo come e perché in parole semplici.

Sono al vaglio del Parlamento Italiano alcune modifiche al Codice della Strada che riguardano noi motociclisti molto da vicino. Il disegno di legge (si tratta di un emendamento) è il n° 1720 ed è in via di approvazione. Se tutto va come programmato, potrebbe entrare in vigore anche entro la fine del 2010. La parte che interessa il mondo della moto sono le modifiche all’articolo 171 CdS.

Il motivo di tanta attenzione per noi utenti delle 2 ruote (normalmente ignorati) è da imputarsi al fatto che nemmeno la patente a punti è servita a diminuire le conseguenze degli incidenti stradali. Si parla di “conseguenze” dei sinistri perché le modifiche legislative prendono in esame quasi esclusivamente la sicurezza passiva e i relativi danni che la mancanza di protezioni adeguate arreca alle casse dello stato sotto forma di assistenza sanitaria. Tutto ciò è vagamente triste, poiché è quasi come ammettere che non vi sono altri metodi per evitare infortuni sulla strada. Esiste anche la prevenzione, ma pare che questo “argomento” sia stato completamente dilapidato dai nostri governanti.

  • L’articolo 171

È la parte del Codice della Strada che attualmente (aprile 2010) s’intitola: “Uso del casco protettivo per gli utenti di veicoli a due ruote” e che obbliga i centauri di ogni genere a indossare il casco. Con le attuali modifiche diventerebbe: “Dotazione di sicurezza per la conduzione di veicoli a due ruote”, che è tutto un altro dire…

  • Dettaglio delle modifiche all’Articolo 171 (fonte)

La “dotazione di sicurezza minima” varierà in base alla tipologia e alla potenza della moto. (Come se non sapessimo che ci si può uccidere anche con un qualsiasi motorino, ndr). In ogni caso a grandi linee questa “scalabilità” pare accettabile. Non possiamo certo immaginare uno scooterista sul 50ino da 1000 euro che viaggia imbardato con 1500 euro di attrezzatura tecnica indosso (ma perchè no, ndr). Ovviamente il casco resterà obbligatorio, ma ne verrà disciplinata la tipologia (jet/integrale).

Il testo al vaglio del Senato è il seguente:

Brembo “Automatic Fit Belt” – il casco come una cintura di sicurezza

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Categoria : Abbigliamento tecnico, News

Vi segnaliamo un nuovo tipo di casco, con sistemi di sicurezza e comfort innovativi, che ci auguriamo siano d’ ispirazione alle altre case Costruttrici.

L’azienda produttrice (New Max, in collaborazione con Brembo) è piemontese, ma come ben sappiamo esporta in tutto il mondo.

Si tratta di caschi pensati per un uso cittadino, studiati per rendere più pratico possibile l’utilizzo un accessorio come il casco,  indispensabile per tutti i motociclisti/scooteristi, anche e soprattutto in città.

Diamo un’occhiata, traendo le informazioni direttamente dal sito del Produttore:

“Innovativo sistema automatico di chiusura per i caschi Brembo prodotti dalla italiana New Max s.r.l.

L’allacciatura Automatic Fit Belt, di cui è stata depositata domanda di brevetto da Brembo e Newmax, è stata sviluppata da Sabelt - azienda del gruppo Brembo – leader mondiale nella progettazione e nella produzione di cinture di sicurezza, di sedili e di abbigliamento tecnico per il racing. I caschi sono di due tipi: integrale e jet.

Condannati 5 Produttori/Distributori di caschi

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Categoria : News

Ecco la notizia di alcune irregolarità verificate, giudicate e multate, da parte di Produttori o Distributori di caschi moto.

Qui non siamo nel campo delle ipotesi, fatte recentemente su un’altra questione, quella relativa ai caschi che non superavano i test di sicurezza.

E’ una faccenda distinta e separata da quella da noi trattata precedentemente, che essendo nata diverso tempo fa’  ha seguito l’ iter di Legge previsto. Ci pare quindi opportuno segnalarla per dimostrare che sulla nostra Sicurezza, ed in questo caso sui caschi, non bisogna abbassare la guardia ma tenersi sempre informati e vigilare.

Ecco come è finita per 5 Aziende produttrici o distributrici di caschi, scoperte a commettere alcune irregolarità in fatto di Omologazioni e Certificazioni.

Arai Lucedentro, intravediamo un barlume

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Categoria : Abbigliamento tecnico, News, Tecnologia

Si tratta dei modelli Arai “Zebra”. Arai Viper GT è il nome di quello integrale ed SZ-F della versione Jet. Nascono dalla collaborazione tra il mitico designer Aldo Drudi, l’azienda Lucedentro, l’importatore Ber Racing Italy e -naturalmente- Arai.

L’Arai Zebra è recentemente apparso sulla popolare rivista a diffusione internazionale Newsweek, come protagonista di una pagina pubblicitaria dedicata alle diverse applicazioni della vernice fotoluminescente di Lucedentro, quali il settore dell’arredamento, del design e delle imbarcazioni.

Lo scopo è quello di accrescere la visibilità del motociclista dotandolo di un casco dalle proprietà foto luminescenti. Grazie a una esclusiva tecnologia applicata in una speciale vernice, i caschi Arai-Lucedentro durante le ore notturne sono in grado di emettere luce propria nel colore studiato dal produttore.

Non si tratta di vernice fluorescente o catarifrangente: è vera e propria luce effusa.

Sicurezza caschi moto. Altroconsumo diffida il Ministero Trasporti e ricorre al TAR

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Categoria : Crash test, Sistemi di sicurezza passivi

logo_altroconsumoAltroconsumo ha appena emanato un comunicato stampa dove dichiara:

Ancora nessuna risposta efficace sulla sicurezza caschi moto dal ministero delle Infrastrutture e Trasporti.

Altroconsumo ha diffidato il dicastero guidato da Roberto Castelli a fornire riscontri concreti sul test sulla sicurezza dei caschi jet, resi noti lo scorso 27 gennaio, e annuncia il ricorso al TAR per inadempienza sull’effettuazione di contro prove tecniche sui caschi integrali, test realizzato da Altroconsumo un anno fa.

Della questione dei caschi non sicuri abbiamo ampiamente parlato qui, qui e qui. Questa la replica di uno dei produttori, seguita dalle nostre, non poche, perplessità…

La risposta di Shark ai test di Altroconsumo

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Categoria : News

Una breve premessa:
SicurMOTO contesta – nei casi in specie – la provenienza del prodotto da sottoporre a test di sicurezza: i motociclisti generalmente non si recano nel “tal magazzino” a comprare il casco della “tal misura” o “tale cod. lotto”. Piuttosto vanno in negozio, come si fa per le mozzarelle, a chiedere il casco “X” o “Y”, ne provano diversi e poi scelgono in base a vari parametri. Pertanto riteniamo che i test di sicurezza – per poter essere davvero affidabili – debbano essere svolti sui caschi presi casualmente e direttamente dal mercato, senza alcuna regola predeterminata.  (ndr)

shark rsjShark, noto produttore di caschi, è stato chiamato in causa nella celebre vicenda dei nodelli “jet” risultati non idonei nei test di sicurezza eseguiti “anonimamente” per conto di Altroconsumo. Ci siamo esaustivamente occupati della faccenda nelle news precedenti (clicca).

Oltre a riportare la situazione, ci siamo posti alcuni dubbi sulle incomprensibili motivazioni per cui lo stesso modello di casco (jet, nel caso in specie) possa risultare idoneo e Sicuro per le autorità e non all’altezza, invece, in test  certificati eseguiti successivamente (quelli di Altroconsumo).

Shark ha controrisposto ad Altroconsumo rieseguendo i test di Omologazione e pubblicandone le modalità  e i risultati. Il fatto ci rincuora, sì, ma solo un poco, poiché le nostre perplessità rimangono intatte. Di seguito vi spieghiamo il perché.

Replica poco costruttiva dei Produttori ad Altroconsumo

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Categoria : Crash test, News

test altroconsumo scalzamentoConfindustria ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) e ACEC (Associazione Costruttori Europei Caschi) pubblica una risposta riguardante la vicenda dei caschi risultati “non sicuri” ai test eseguiti per conto di Altroconsumo e di cui abbiamo parlato in questo articolo di ieri.

Replica legittima, ma che rafforza il dubbio che SicurMOTO ha avanzato in precedenza.
Vi riportiamo lo scritto così com’è stato diffuso sottolineando la parte fondamentale che rafforza le nostre perplessità:

In moto senza casco? Ottimo! Vieni a farti la serata… con loro

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Categoria : Blog, Video

Ho trovato un video in rete che mi è piaciuto subito, spero vi aiuti a riflettere

Omologazione caschi. Attenzione a ciò che acquistiamo!

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Categoria : Abbigliamento tecnico, Sistemi di sicurezza passivi

Riporto qui due articoli un po’… inquietanti, sui risultati prove effettuate da Altroconsumo per noi consumatori Motociclisti sui CASCHI INTEGRALI.

La cosa interessante è che il primo articolo venne redatto nel 2004, ed il secondo, del 2009, presenta esattamente lo stesso problema, anzi forse un peggioramento delle percentuali di inaffidabilità dei caschi testati!

Altroconsumo per la sicurezza stradale: caschi moto integrali pericolosi 26-03-2004

Non sicuri 2 su 20 messi alla prova

Su 20 caschi integrali per moto due non hanno superato le prove di sicurezza, pur essendo modelli omologati secondo la più recente versione del regolamento europeo (ECE/ONU-22/05). E’ quanto emerge dalle prove realizzate da Altroconsumo, associazione indipendente di consumatori, per il test comparativo sui modelli di caschi integrali più diffusi sul mercato in Italia. Questi i due modelli dello stesso marchio che non hanno superato le prove di assorbimento degli urti e tenuta del cinturino: NZI Astron 600 e NZI Trend R 600.