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Targa inclinata? Moto ferma 3 mesi

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Categoria : Blog, Normative e Leggi

  • Moto intestata a un parente? Non importa

L’inasprimento del codice della strada colpisce anche i più furbi. Prima, infatti, la sanzione consisteva esclusivamente in una multa di 78 euro. Ora invece chi inclina la targa per sfuggire agli autovelox viene punito con il fermo amministrativo della moto per tre mesi.

Il fermo amministrativo non è uguale alla confisca. Nel casco della confisca, per farsi restituire la motocicletta basta che il proprietario sia una persona diversa da chi ha commesso l’infrazione (in questo caso, da chi semplicemente era alla guida). Il fermo amministrativo, invece, viene applicato in ogni caso, a meno che la moto non sia stata rubata, con tanto di denuncia alle forze dell’ordine. In caso la moto sia stata “sottratta” da un familiare, bisogna provare che ciò sia avvenuto a insaputa dell’intestatario del motoveicolo.

Codice della Strada 2010, le novità per le moto

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Categoria : News, Normative e Leggi

Facciamo il punto della situazione in modo chiaro e semplice.

Una lista delle modifiche e delle norme più importanti cui è stata messa mano dagli ultimi lavori del parlamento. Il nostro elenco arriva in ritardo di qualche giorno rispetto alla tipica massa mediatica, tuttavia ne è valsa la pena. In giro per la rete sono rimbalzate per giorni notizie imprecise o addirittura false.

  • Eliminato il limite di velocità di 60 Km/h durante il trasporto di bambini fino a 12 anni. Vi ricordiamo, inoltre, che è comunque vietato trasportare bambini di età inferiore a 5 anni. L’eliminazione di questo limite non ci piace, ma proprio per niente. Il viaggiare a max 60 Km/h era un po’ confusionale, ma fondamentalmente corretto. Il rischio aumenta esponenzialmente con la velocità e i bambini non possiedono una corretta percezione del rischio.
  • Niente più seggiolino per i bambini in moto. Cancellata la norma che prevedeva l’uso di seggiolini per il trasporto di bambini fino ai 12 anni di età. Ottima idea, visto che abbiamo sempre avuto decisamente troppi dubbi sull’effettiva utilità di questi seggiolini e sulla loro eventuale pericolosità. Oltretutto non erano chiare le caratteristiche tecniche dei dispositivi in questione. Inoltre la confusione che si sarebbe creata attorno alla faccenda – visti i tempi strettissimi per dotarsi delle attrezzature necessarie- avrebbe certamente mandato in tilt il popolo.
  • Alcool e Droghe. Raddoppiate tutte le pene per chi provoca incidenti dopo aver fatto uso di alcool o droghe. Divieto assoluto di bere per chi ha meno di 21 anni oppure meno di 3 anni di patente. Divieto assoluto di fare uso di qualsiasi sostanza alcolica o stupefacente anche per i conducenti di mezzi atti al trasporto di persone o cose per motivi professionali.
  • Obbligo di lenti anche per la guida di motocicli e microcar. Arriva l’obbligo di usare le lenti anche per i possessori del “certificato di idoneità alla guida dei ciclomotori” nonché il famoso “patentino“.
  • Multe più pesanti per chi vende ciclomotori truccati. Multe anche per chi li modifica per farli correre più velocemente. Da 78,00 a 311,00 1.000 a 4.000 euro per i fabbricanti o distributori; da 779,00 a 3.119,00 euro per chi apporta le modifiche. Chi circola con un motorino truccato viene sanzionato con  una multa da 389,00 a 1.559,00 euro (contro i 38,00 – 55,00 precedenti).

Casco elettronico approvato in via sperimentale

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Categoria : News, Sistemi di sicurezza attivi, Sistemi di sicurezza passivi, Tecnologia

Blocca il motore se non indossato correttamente e chiama i soccorsi in caso d’incidente.

In attesa di pubblicare un elenco chiaro e completo delle modifiche introdotte nel codice della strada e che riguardano noi motociclisti (leggi qui per il resto), ci affacciamo sull’art. 49 del DDL che introduce il “casco protettivo elettronico”.

La richiesta arriva proprio da alcuni lettori che, come al solito, dopo essersi imbattuti in descrizioni criptiche o copincollate, tornano qui nella speranza di apprendere la notizia in moto comprensibile :)

Il sistema in pratica è descritto nel sottotitolo di quest’articolo: “Il casco elettronico, se non indossato o non correttamente allacciato, blocca l’avviamento del motore della moto”. Il dubbio più grande riguarda l’eventuale violazione della privacy dovuta al fatto che questo dispositivo dovrebbe** essere in grado di rilevare la posizione geografica del motociclista e le eventuali condizioni di emergenza al fine di contattare i soccorsi.

Progetto Europeo “ROSA” (ROad SAfety)

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Categoria : Eventi e Manifestazioni, News

Un’iniziativa per ridurre gli incidenti dei motociclisti

Il Progetto “ROSA”, co-finanziato dalla Commissione Europea, ha il principale obbiettivo di ridurre il numero di incidenti che, nei Paesi dell’UE, vedono coinvolti i motociclisti, attraverso la realizzazione e la diffusione su larga scala di un Manuale sulle pratiche e abitudini che consentono di aumentare la sicurezza nella guida della moto.

Per sviluppare il progetto si è costituito un consorzio formato da importanti realtà del motociclismo europeo: RFME (Real Federacion Española de Motociclismo, promotrice del progetto), FMP (Federação Motociclismo Portugal), AMM (Asociaciòn Mutua Motera), CM (Coordinamento Motociclisti), DORNA Sports s.l. (organizzatrice del Campionato del Mondo MotoGP), ERF (European Road Federation) e Fundación CIDAUT (Fondazione spagnola dedicata a ricerca e sviluppo di sistemi per la sicurezza stradale).

La presentazione ufficiale è avvenuta lo scorso aprile a Jerez de la Frontera, in occasione del MotoGP.

Niente seggiolino per le moto, la Camera lo boccia

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Categoria : News, Normative e Leggi

E’ notizia di queste ore l’eliminazione, da parte della Camera, dell’obbligo relativo al seggiolino per le moto.

Sinceramente nutrivo varie perplessità sin da quando avevo letto il testo approvato dal Senato (qui trovate la guida con tutte le novità del codice della strada), quindi secondo me hanno fatto bene ad eliminare tale novità.

Per di più la norma, per come era stata scritta, avrebbe dato solamente 30 giorni di tempo a tutti i centauri per mettersi in regola con l’acquisto del seggiolino.

Insomma un pasticcio su quale è stato posto rimedio dalla Camera, in attesa di soluzioni maggiormente percorribili (se ci saranno).

Voi che ne pensate?

Motociclisti: proteggersi resta (solo) un Diritto

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Categoria : News, Normative e Leggi

Ritirato l’emendamento 20.2 riguardante l’obbligatorietà delle dotazioni di sicurezza per i Motociclisti.

Quest’articolo fa seguito a questo e questo. Il dibattito resta aperto perché le proposte legislative vengono solo accantonate. Pensiamo che lasciare tutto così com’è non sia la soluzione ad alcun problema, tuttavia prendiamo atto del difficile rapporto tra cittadini e Istituzioni, tentando di chiarire alcuni punti fondamentali.

Innanzi tutto cogliamo l’occasione per inviare un ringraziamento al Senatore Marco Filippi che, nonostante i contrasti, ha dimostrato di prestare attenzione alle critiche e le proposte dirette del “popolo” (noi tutti). La gratitudine non si riferisce al ritiro dell’emendamento sull’obbligatorietà delle protezioni, ma in particolare all’intenzione di consultare i motociclisti esperti prima di procedere a legiferare su questioni così importanti.

  • La risposta del Sen. Filippi alle critiche

Direttamente dal portale personale del Senatore con le nostre sottolineature e commenti (all’interno e di seguito replichiamo) :

Modifiche al CdS: obblighi persi e valori ritrovati

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Categoria : News, Normative e Leggi

Tra le novità: alcune proposte fatte “dal basso” saranno prese in considerazione.

  • Obblighi persi e…

Il Ministro dei Trasporti Matteoli intende velocizzare i tempi di approvazione delle modifiche relative al Codice della Strada. In questo clima di (giustificata?) fretta si rischia di perdere qualche norma per strada e/o di approvare qualche castroneria. Per fortuna, però, è andata sospesa gran parte della proposta di legge che riguardava l’obbligo di indossare abbigliamento protettivo per chi guida le motociclette.

Sia chiaro, indossare il corretto equipaggiamento in termini di protettori non è una pratica scorretta o esagerata! Anzi, dovrebbe essere una questione “automatica”, più che governata da obblighi e leggi più o meno comprensibili. La prima versione di questa proposta legislativa, però, appariva esageratamente soffocante e tempestata di lacune imperdonabili. Vedi qui per approfondire l’argomento.

  • Resta il paraschiena

Per quanto riguarda noi motociclisti, sembra che verrà introdotto solo l’obbligo di indossare il paraschiena (oltre al casco), anche se ancora non è chiaro se questo dovere sia vincolato o meno alla potenza del veicolo. Pare che l’obbligo sopraggiunga guidando motocicli di potenza superiore ai 25 Kw. Saremo inoltre interessati anche da provvedimenti “trasversali” auto/moto, tra cui lo sconto sulle multe pagate subito e il probabile aumento della velocità massima a 150 Km/h nelle sole autostrade dotate di tre corsie e di controllo elettronico della velocità tramite tutor.

Proposta per la “Dotazione di sicurezza per i motociclisti”

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Categoria : Abbigliamento tecnico, Blog, LPN, Normative e Leggi

Questo intervento segue il discorso iniziato nell’articolo dedicato alle possibili modifiche di Legge che imporrebbero ai motociclisti l’uso di abbigliamento protettivo.

Una premessa importante: Non affronterò l’argomento solo dal punto di vista della protezione personale e della sicurezza passiva… per fare un favore a Governi che non adeguano la sicurezza delle strade. Prendo in considerazione unicamente questo aspetto, poiché è quello in discussione.

La mancanza di attenzione dello Stato per tutto ciò che riguarda la Sicurezza Attiva, la Prevenzione e la manutenzione stradale non sono in discussione. Sappiamo tutti quanto sia disastrosa la situazione nel nostro Paese, tuttavia trovo inutile, se non addirittura Stupido, scrivere o pensare concetti come: “fino a che non aggiustano le strade, non mi proteggo”.

A un primo impatto la proposta di modificare il Codice della Strada, per fare in modo che aumenti l’uso dei dispositivi di protezione, mi è apparsa quasi come dovuta, a prescindere dalle motivazioni originali di chi l’ha voluta e proposta. Il motivo è da ricondursi all’immensa ignoranza che popola le (in)coscienze dei motociclisti moderni.

A differenza del passato, infatti, oggi ci sarebbero gli strumenti individuali per evitare che una caduta in moto si trasformi in una tragedia personale e familiare. Esistono nuove tecnologie e sistemi in grado di proteggere il motociclista. Basti pensare al momento in cui dovesse sventuratamente concretizzarsi uno dei fatti che ci pongono quasi alla fine della catena alimentare della strada, per rendersi conto che agire sul fattore “passivo” del sinistro è quasi indispensabile; persino in un ipotetico mondo ideale in cui mancherebbero ostacoli fissi e altri mezzi a causare incidenti.

La Legge così proposta, però, appare “soffocante” ed è stata definita perlopiù “liberticida” dalla maggior parte degli utenti delle due ruote che sono intervenuti nella discussione (sia qui, sia altrove). Effettivamente, nella norma così concepita, ho individuato tantissime incongruenze e forzature ingiustificate.

Motociclisti: Diritto o Dovere di proteggersi?

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Categoria : Abbigliamento tecnico, Normative e Leggi

Ci sarà l’obbligo di indossare abbigliamento protettivo? Scopriamo come e perché in parole semplici.

Sono al vaglio del Parlamento Italiano alcune modifiche al Codice della Strada che riguardano noi motociclisti molto da vicino. Il disegno di legge (si tratta di un emendamento) è il n° 1720 ed è in via di approvazione. Se tutto va come programmato, potrebbe entrare in vigore anche entro la fine del 2010. La parte che interessa il mondo della moto sono le modifiche all’articolo 171 CdS.

Il motivo di tanta attenzione per noi utenti delle 2 ruote (normalmente ignorati) è da imputarsi al fatto che nemmeno la patente a punti è servita a diminuire le conseguenze degli incidenti stradali. Si parla di “conseguenze” dei sinistri perché le modifiche legislative prendono in esame quasi esclusivamente la sicurezza passiva e i relativi danni che la mancanza di protezioni adeguate arreca alle casse dello stato sotto forma di assistenza sanitaria. Tutto ciò è vagamente triste, poiché è quasi come ammettere che non vi sono altri metodi per evitare infortuni sulla strada. Esiste anche la prevenzione, ma pare che questo “argomento” sia stato completamente dilapidato dai nostri governanti.

  • L’articolo 171

È la parte del Codice della Strada che attualmente (aprile 2010) s’intitola: “Uso del casco protettivo per gli utenti di veicoli a due ruote” e che obbliga i centauri di ogni genere a indossare il casco. Con le attuali modifiche diventerebbe: “Dotazione di sicurezza per la conduzione di veicoli a due ruote”, che è tutto un altro dire…

  • Dettaglio delle modifiche all’Articolo 171 (fonte)

La “dotazione di sicurezza minima” varierà in base alla tipologia e alla potenza della moto. (Come se non sapessimo che ci si può uccidere anche con un qualsiasi motorino, ndr). In ogni caso a grandi linee questa “scalabilità” pare accettabile. Non possiamo certo immaginare uno scooterista sul 50ino da 1000 euro che viaggia imbardato con 1500 euro di attrezzatura tecnica indosso (ma perchè no, ndr). Ovviamente il casco resterà obbligatorio, ma ne verrà disciplinata la tipologia (jet/integrale).

Il testo al vaglio del Senato è il seguente:

Gli automobilisti non “ci” vedono!

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Categoria : Blog, Rapporto tra automobilisti e Motociclisti

ops!Gli automobilisti non vedono noi motociclisti, non ci notano, non guidano con abbastanza attenzione, ma questo già lo sapevamo. Quello che forse non si sapeva, anche se fortemente sospettato, è che non ci vedono proprio per niente!

Uno studio del 2009 realizzato dall’Università Milano-Bicocca conferma il fatto che i conducenti di auto (e moto) sono pressoché delle talpe anche quando sono perfettamente sobri e attenti. Dall’analisi universitaria emerge che un automobilista su tre non rispetta i requisiti minimi di capacità visive imposte dalla legge per poter stare alla guida di un autoveicolo.

Durante le ore notturne, poi, la situazione peggiora drasticamente poiché si perde la naturale capacità di distinguere le forme. L’occhio fatica a percepire tutti i colori della gamma “alta” dal bianco in giù. Uno dei pochi colori che rimane distinguibili è il rosso, motivo per cui i fanalini posteriori dei veicoli sono di questa tinta.

No, le corsie preferenziali non sono La Soluzione per la sicurezza cittadina dei motociclisti

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Categoria : News

moto-preferenzialiNegli ultimi tempi alcune importanti città italiane hanno aperto alla proposta di lasciar viaggiare le motociclette nelle corsie preferenziali normalmente riservate a Bus, taxi e veicoli comunali. Parliamo principalmente di Roma e Genova.

Alla base delle motivazioni di tale idea ci sarebbe la necessità di rendere più sicuro l’uso delle moto in città, nel traffico esagerato e nel tipico caos urbano.

È proprio nei centri abitati, infatti, che si consuma il maggior numero di incidenti (non solo motociclistici). Oltretutto, ci tocca far notare -amaramente- che gli utenti cittadini delle due ruote sono i meno educati e protetti in assoluto, scooteristi in primis.

casco? no, non cado mai! (Lurphy docet)Si vede spesso viaggiare il tipico uomo d’affari in scooter con indosso solo un casco jet di dubbia omologazione  o il ragazzino sulla moto 50/125 che sfreccia tra le auto in infradito e pantaloncini svolazzanti.  A certe latitudini del nostro Paese, inoltre, una percentuale di utenti delle due ruote circola a tutt’oggi, impunemente, senza casco.

Ben vengano proposte in merito alla Sicurezza del Motociclista, certo, ma vediamo di riflettere bene prima di prendere questa notizia per una “buona notizia”. Di seguito, ecco le nostre (ma non solo) perplessità.

Si fa presto a dire 78! Modificare la moto, risvolti legali

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Categoria : Blog

hayabusaDa diversi anni esiste un nutrito contenzioso a proposito della disinvolta applicazione dell’art. 78, c. 3 del Codice della Strada, per quanto riguarda le modifiche alle caratteristiche costruttive e ai dispositivi d’equipaggiamento e persino a componenti che sicuramente “caratteristiche costruttive”, ai fini della norma, non sono. Le vicende più frequenti riguardano, per le moto, il terminale di scarico, gli specchietti retrovisori, gli indicatori di direzione, il portatarga e, per le auto, le famigerate lampadine blu nei fari, le lucette blu sul cofano, le varie appendici aerodinamiche, i sedili di tipo sportivo, le ruote maggiorate, la carreggiata allargata con distanziali, i vetri oscurati ecc.

Troppi operatori, di qualsiasi divisa, vanno giù col 78/3, applicando la sanzione pecuniaria di 389 € e ritirando la carta di circolazione per l’aggiornamento, intimando al conducente di sottoporre il veicolo a visita e prova. Ciò in alcuni casi è giustissimo, in molti altri non lo è.

Mi è arrivata una multa! Come faccio a far valere i miei diritti?

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Categoria : Blog

moto vigili3Premessa: la maggior parte delle contravvenzioni si basa su un’oggettiva e sacrosanta rilevazione delle infrazioni, accertate e contestate con professionalità ed imparzialità dai tutori dell’ordine e chi sbaglia deve pagare, senza cercare sotterfugi per sottrarsi alle proprie responsabilità. Nondimeno, l’ordinamento giuridico predispone, da sempre, strumenti di tutela contro gli errori della Pubblica Amministrazione, pur sempre composta da esseri umani e, per questo, fallibili. Il sistema del contenzioso e dei ricorsi, amministrativi e giurisdizionali, serve per far valere le proprie ragioni quando effettivamente sussistono i presupposti per opporsi a verbali erronei ed infondati o per rappresentare l’esistenza di motivi che, a norma di legge, ne consentono l’archiviazione, perché quella “multa” non doveva essere fatta. E’ moralmente biasimevole ricorrere sempre e “a prescindere”, intasando le prefetture e le segreterie dei Giudici di Pace, pur nella consapevolezza di avere torto, confidando nella benevolenza di chi deve decidere o, peggio, appigliandosi a cavilli formali o, ancora, sperando che il ricorso si perda nei meandri della burocrazia, venendo accolto per decorrenza dei termini. Ma, se crediamo di avere ragione, è utile sapere come muoversi.

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Capita sempre più spesso: tornate a casa e il portiere, serafico, aspetta che siate saliti, poi vi chiama al citofono: “Dotto’, c’è una raccomandata… non c’è bisogno che scende, ho già firmato io”. Già dal colore verdognolo della busta, intuite che si tratta di rogne. Leggendo l’indicazione del mittente (Comando Polizia Municipale di…, Sezione Polizia Stradale di… o addirittura “Montepaschi SE.RI.T. – Concessionario per la provincia di…”), scompare ogni dubbio: si tratta proprio di rogne. Dopo aver strappato malamente la busta e letto il contenuto, iniziate ad imprecare, prima mentalmente, poi sottovoce, poi ad alta voce, interrompendovi solo un attimo per un distratto “Buongiorno, signora” alla dirimpettaia che, scandalizzata, corre in chiesa per abbondanti abluzioni auricolari con l’acqua benedetta.

Fuga per la vittoria. Cosa comporta non fermarsi all’ALT

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Categoria : Blog

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“Quando vedi la paletta tu spalanca la manetta!”

E’ diventato persino uno slogan e, spesso, compare in alcuni forum, nella firma di ragazzi che cercano di far credere di essere intelligenti!

Il sottrarsi con la fuga ad una sanzione, a volte anche irrisoria, sembra diventato una specie di sport nazionale: si contano ormai a migliaia gli episodi di giovani centauri che, incappando in un posto di controllo, invertono di colpo la marcia o cercano di forzarlo, spesso riuscendoci, a volte no.

Nel primo caso è possibile che la cosa finisca lì e costituisca immediatamente oggetto di vanto da sfoggiare con autocompiacimento con gli amici per la propria bravata: che soddisfazione, che smacco per gli “sbirri”, che bravi che siamo stati a sfuggire alla trappola di quelle sanguisughe!