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La qualità e le caratteristiche di un prodotto si misurano meglio nel lungo periodo. Mesi o anni di utilizzo quotidiano portano infatti alla luce la bontà di alcune scelte progettuali, o evidenziano al contrario una scarsa attenzione dei produttori nei confronti di particolari più o meno importanti.
Ciò è ancor più vero se in gioco ci sono la sicurezza ed il confort del motociclista: un capo di abbigliamento, ad esempio, deve poter garantire buone performance anche dopo molto tempo dall’acquisto. Questo è il senso dei test a lungo termine: un aiuto in più per acquistare con consapevolezza.
Giacca Suomy Dual Air Gore-Tex by Arlen Ness
- Periodo di utilizzo: 6 anni
- Condizioni di utilizzo: Inverno, mezza stagione, più raramente nel picco estivo (luglio-agosto), con ogni condizione meterorologica
- Chilometri percorsi: 70.000
- Prezzo alla data di acquisto: 249€
Categoria : Abbigliamento tecnico, Sistemi di sicurezza passivi

Un esempio per tutti: di come NON bisogna andare in moto
Lo spettacolo quotidiano offerto dal popolo dei motociclisti nelle nostre città è disarmante: la quasi totalità ostenta la ferrea convinzione della propria invulnerabilità o, perlomeno, un’incrollabile fiducia nella benevolenza della sorte, secondo il noto principio “Gli incidenti succedono sempre agli altri”.
A parte il casco, dettato più dall’obbligo di legge e dal timore di sanzioni che dalla genuina consapevolezza della sua utilità, l’utente tipo (studente, impiegato, operaio, fattorino, manager ecc.) solca il traffico con il normale abbigliamento della stagione: jeans e maglioncino, o giacca e cravatta, quando va bene.
Giaccone imbottito, ma solo d’inverno, perché fa freddo o piove. Fino all’esplosione estiva di shorts, t-shirt e infradito, anche lungo le arterie che portano ai lidi! Quasi sempre con passeggero/a che sfoggia identico look. Dimenticando che l’asfalto è duro ed abrasivo SEMPRE, 365 giorni all’anno. Che pali, semafori, marciapiedi, cancellate, altri veicoli e tutti gli altri ostacoli che si possono incontrare non commisurano la loro offensività in base a frequenza, durata e scopo delle nostre uscite: basta la classica “vado un attimo a prendere le sigarette” a segnare la differenza fra la normale amministrazione e un incubo senza fine. Continue Reading














