In moto in città si muore come stupidi

Durante la presentazione del libriccino “La famiglia in moto” sul trasporto dei bambini in motocicletta (di cui vi abbiamo parlato qui) sono emersi anche alcuni dati interessanti sul lavoro delle Forze dell’Ordine e della Polizia locale. La loro missione è sia quella di prevenire gli incidenti sia quella di prestare soccorso nel momento in cui questi, purtroppo, si verificano. Tra i relatori, erano presenti Elisabetta Mancini (Vice Questore Aggiunto della Polizia di Stato e responsabile delle campagne di sicurezza stradale), Antonio Barbato (direttore della Scuola di Formazione della Polizia locale di Milano), Filippo Aragona (Guardia di Finanza, insignito di un importante riconoscimento per atti di coraggio nel soccorso in gravi incidenti stradali a rischio della propria vita) e l’avvocato Domenico Musicco (Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada). (altro…)

La Famiglia in moto, 66 pagine per (in)formare

MILANO - Martedì 14 settembre.  Nella sede del Consiglio di Zona 9 di Milano è stato presentato il libretto “La famiglia in moto. Come trasportare i bambini in moto in sicurezza”, destinato ai baby-passeggeri delle classi terza, quarta e quinta elementare e ai loro genitori. Il volumetto verrà distribuito nelle scuole del Consiglio di Zona 9 e negli oratori milanesi durante gli eventi “Motoratorio”. L’iniziativa ha ricevuto il patrocinio di: Ministero della Gioventù, Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, Ministero dell’Interno, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Polizia di Stato, Provincia di Milano, Consiglio di Zona 9 (Milano), Polizia locale di Milano, Federazione Motociclistica Italiana e Fondazione Oratori Milanesi. A presentare l’evento: Roberto Rasia Dal Polo Il dato di partenza è allarmante: in Italia, ogni anno, 130 bambini muoiono per le conseguenze di incidenti stradali e 11.000 sono i feriti – con conseguenze anche permanenti – nella fascia d’età compresa tra O e 14 anni (dati ISTAT). Giovanna Guiso, giornalista e ideatrice del progetto, ritiene che la causa principale di un numero così alto di vittime sia dovuta all’inesperienza o all’incuria dei genitori, che trasportano i propri figli in maniera inadeguata (non utilizzo dei seggiolini in auto[1]; mancato utilizzo di protezioni adeguate al bambino[2], trasporto dei piccoli passeggeri sulla pedana degli scooter, trasporto di bambini di età inferiore ai cinque anni, manovre azzardate per evitare il traffico, piccolini che viaggiano masticando chewing-gum o caramelle o indossando lo zainetto sulle spalle durante il tragitto casa-scuola-casa, ...)[2]. (altro…)