Ghigliottinato dal guard-rail: un altro centauro muore dopo motoraduno

Un'altra vittima dei guard rail, un altro centauro che perde la vita in modo orribile ed assurdo, a causa di un sistema di protezione, il guard-rail, ormai da tempo notoriamente inadatto alle esigenze di protezione dei motociclisti.

Invano da anni ci si batte per una modifica a questo  tipo di struttura, ma gli amministratori sembrano non volere recepire quale sia la effettiva pericolosità di queste vere  e proprie lame piazzate ai bordi delle nostre strade. La battaglia dell'Associazione Motociclisti Incolumi resta ancora inascoltata, salvo pochi casi virtuosi. Capita così, che uno sfortunato motociclista (l'ennesimo), perda la vita in modo orribile, in una domenica qualunque, a causa di un incidente che avrebbe potuto avere ben altre conseguenze se si fosse trovato di fronte un sistema di protezione tra quelli che da anni vengono proposti come modifica agli attuali e maledetti guard-rail. Forse c'entra anche la velocità ma questo non significa che debbano esserci strade "che non perdonano" (come dice sempre Marco Guidarini). (altro…)

Guardrail pericolosi sin da 30 Km/h

Alcuni dicono che la colpa è nostra che “corriamo troppo”, ma il problema guardrail si pone già a 30 Km/h

Capita spesso di ascoltare discussioni o leggere commenti in cui si fa riferimento al costo della sostituzione dei guardrail per rendere le strade più sicure per i motociclisti. Addirittura alcuni centauri affermano che se guidassimo tutti con più prudenza e attenzione, a velocità moderate, si potrebbe evitare di mettere in sicurezza i guardrail o che – in ogni caso – non si tratta di una priorità. Effettivamente i guardrail non sono la prima causa di lesioni negli incidenti, questo va ribadito per chiarezza e dovere di cronaca. Tuttavia ci sentiamo di rispedire al mittente queste considerazioni, con i puntini sulle “i”. Questo perché se è vero che qualche motociclista “corre troppo” è vero anche che un guardrail inadeguato può fungere da ghigliottina (o rasoio, a scelta) anche a velocità moderate. (altro…)

Ostacoli fissi in Spagna: tutto il mondo è paese, il nostro un po’ di più

Arriva dalla Spagna una piccola ma importante testimonianza di come NON posizionare la segnaletica verticale negli incroci. La situazione italiana? La Spagna, si sa, è uno dei Paesi maggiormente impegnati per quanto riguarda le battaglie per la sicurezza dei motociclisti. Sono stati tra i primi ad adottare i nuovi guardrail (che non mozzano le teste). Da loro avvengono manifestazioni che noi sogniamo. Contano più partecipanti, sono più incisive delle nostre e portano a veri risultati. Pare che il loro spirito motociclistico sia più “evoluto”, oppure semplicemente il loro sistema politico è meno complesso del nostro (ancora non l’abbiamo capito, ndr). (altro…)

Le “strade che non perdonano”: la denuncia dell’AMI

Il titolo, lo so, è violento. Duro come un pugno nello stomaco, come l’impatto che ha, su ognuno di noi, la notizia amarissima di un incidente. Il titolo è  come la verità, come la realtà delle strade italiane perse nel dissesto, nella subcultura dell’ipocrisia o, peggio ancora, della fatalità, dell’accusa indefessa alla velocità come causa unica di lesione e non di incidente, della corruzione, dell’ignoranza od imperizia di progettisti e  manutentori. Il quadro, seppure dipinto di fretta è di quelli che lasciano attoniti, il quadro è un labirinto di strade, quelle che ognuno di noi percorre ogni giorno, vive, anima in moto, in auto, a piedi oppure in bici. Il quadro è un groviglio di sensazioni, emozioni, un groviglio arruffato di desideri spinosi: la moto. Finalmente qualcuno si muove o meglio, finalmente qualcuno si accorge di chi, da tempo ormai, si muove. In altre occasioni, sulle pagine di SicurMOTO.it avete potuto leggere di sicurezza stradale e, più specificatamente, delle iniziative di AMI, Associazione Motociclisti Incolumi, con cui noi stessi abbiamo collaborato a più riprese. Ultimo evento: il viaggio che, qualche giorno fa, ha visto il sottoscritto protagonista di una settimana in moto con Marco Guidarini, presidente AMI. Una settimana a spasso per il centro Italia, spesa a suon di spunti di riflessione, paesaggi, gente, storie di cui avremo ancora modo di parlare: Marche, Abruzzo, Lazio, Toscana, Umbria; 7 giorni, migliaia di chilometri per capire, vedere, toccare, imparare. (altro…)

Appello dell’AMI: basta demagogie, via gli ostacoli fissi!

A.M.I. (www.motociclisti-incolumi.com) per il “Diritto alla Salute”da 0 a 40 anni! Con la presente si richiedono provvedimenti urgenti per ciò che dalla Organizzazione Mondiale della Sanità e dalla Comunità Europea (ma non dall’Italia) è considerato “un obiettivo prioritario”: dimezzare il numero di vittime sulle strade entro il 2010 (ora 2012)… con pesanti sanzioni per i paesi inadempienti! Le vittime della strada (come in Aeronautica, sul lavoro…o per calamità naturali) sono dovute, in oltre il 90% dei casi al comportamento umano, che è il principale responsabile di una “catena di eventi”: (imprudenze, imperizie, negligenze) che ne condizionano gli esiti  sulla Salute. Sulle strade si fa sempre riferimento all’ errore umano degli utenti “dimenticando” le pesanti responsabilità di chi costruisce (black-points, guard-rail ghigliottina ed infrastrutture killer), usando gli stessi criteri e standard di sicurezza della “Casa dello Studente” dell’AQUILA: (non è stato il terremoto ad uccidere ma la imperizia e la negligenza di chi ha costruito!). Lo stesso vale per tutte le strade mal progettate, mal costruite e maltenute definibili tecnicamente “Strade senza riserva di sicurezza!” o “No forgiving roads”. Una analisi scientifica delle dinamiche sviluppata da A.M.I,. riconosce “Cause di incidenti” e “Cause di lesioni”; mentre gli “effetti”vanno chiamati: “conseguenze di imprudenza, imperizia, negligenza” (C.I.I.N.). La strategia più efficace su “Uomo/ Macchina/Ambiente: (altro…)

Il parere dell’A.M.I. sulla modifica dell’art. 171 CdS

Riceviamo e pubblichiamo una lettera dell'amico Marco Guidarini, presidente dell'Associazione Motociclisti Incolumi, riguardo il disegno di legge 1720 che mira a modificare ANCHE l'articolo 171 del CdS.
Una cultura medioevale non risolverà mai un dramma moderno come gli incidenti sulle strade! I politici italiani (...tranne rare eccezioni) hanno come principale obiettivo quello di scaricare le responsabilità delle proprie inadempienze sui sudditi... (ma guardandosi bene da responsabilizzare chi costruisce strade con standard di sicurezza del 1950!). Lo scaricabarile è uno sport più difffuso del calcio...(in Italia)...quindi le dimostrazioni si sprecano: "Disegni di legge" senza conoscere minimamente la materia. Se almeno si intravedesse l'umiltà di acquisire un minimo di cultura della prevenzione e del risk-management ci sarebbero molte meno vittime, molti meno incoscienti patentati, meno criminali liberi che continuano a guidare ringraziando dei giudici indulgenti e meno professionisti (Medici, Ingegneri, Poliziotti, Carabinieri)... mortificati nella propria professione. Le strade universali (e scientificamente collaudate) per risultati concreti sulla sicurezza sono sintetizzabili nell' acronimo R.I.S.P.A.C. = Ricerca, Innovazione, Sviluppo (per una viabilità sicura e sostenibile) Preparazione, Allenamento, Controlli. (altro…)

Le quattro stagioni del motociclista, i consigli dell’AMI

Tratto dal libro "Una guida per chi guida" di Marco Guidarini - Volantino da stampare e distribuire tra gli amici Basta qualche giorno di sole… e subito si dimenticano le temperature più rigide dell'inverno. Chi ha la moto (... e soprattutto chi ha la moto nuova!) si prepara con entusiasmo per i tornanti preferiti. Un controllo preliminare: bulloneria, dischi e freni, pneumatici, livello liquidi, controllo e lubrificazione della catena (una ottima occasione per fare controlli è il lavaggio della moto: da fare solo a motore freddo e preferibilmente a mano (cautela con idropulitrici ad alta pressione su vernice e radiatore) poi una leggera pressione sullo starter… e la sentiamo "cantare" (ricordarsi di accendere il cervello prima di accendere il motore!) . Un minuto di riscaldamento da fermo (il tempo necessario per controllare se il casco è ben allacciato, le luci accese, stop e frecce funzionanti) poi si può partire con l'accortezza di mantenere il motore a regimi (non règimi come spesso si sente dire) bassi e medi, nei primi 10 minuti, dato che le diverse parti meccaniche devono raggiungere la temperatura ottimale di esercizio gradualmente (non a calci dal basso verso l'alto!) Prima di ruotare la manopola del gas è consigliabile analizzare i fattori principali: (altro…)