MotoGP: il duello per il 3° posto in Giappone sotto accusa per questioni di Sicurezza

Valentino ha giocato sporco?  Non sembra. Forse il vero problema è stato anticipare così tanto l’apertura del MotoMercato

L’epico duello per il terzo posto al MotoGP del Giappone ha sollevato qualche polemica riguardante la condotta di Rossi nei confronti del compagno di squadra Lorenzo. L’accusa parte proprio da quest’ultimo che alla stampa spagnola ha dichiarato: “Valentino non ha giocato pulito, ed io ho anche un po' temuto per la mia integrità fisica”. "Ho tentato di arrivare terzo - ha detto Lorenzo - però sempre in modo pulito, senza fare pazzie o cercare di superarlo con manovre al limite della legalità. Lui ha fatto una buona corsa, girando rapido e frenando forte, però credo che i sorpassi che mi ha fatto non siano stati molto puliti".
"Quando ti appoggi ad un altro pilota e lo spingi via non è illegale perchè non lo hai fatto cadere, però..... Mi sono riunito con gente dello staff della Yamaha e anche loro pensano che Valentino non sia stato corretto e mi hanno garantito che gli faranno un richiamo. Ora credo che nei prossimi duelli non solo io ma anche altri saremo più aggressivi nei confronti di Rossi" (altro…)

Qatar: rischio comune su asfalto straordinario

È certamente spettacolare il MotoGP che si corre in Qatar, questo lo devo proprio dire. Sin dall’inizio di questa “nuova” tappa, però, ho sempre pensato che si trattasse di una forzatura fondamentalmente inutile. Perché correre in mezzo al deserto? Perché cedere ai capricci di qualche Sultano? Era proprio necessario far passare il grande carrozzone del MotoGP -nottetempo- nel giardino di casa di qualche imperatore ottomano che vi ha fatto costruire una pista?
  • La sicurezza

La commissione che si occupa della sicurezza dei piloti (della quale in piccola parte rientrano i piloti stessi) ha dovuto lavorare d’inventiva su questo circuito. Dapprima il problema sabbia, risolto spruzzandoci sopra della colla; poi quello dell’illuminazione, affidato alla MegaDitta americana “Musco Lighting”. Prima ancora i dubbi sulla reazione alla luce artificiale, affidata agli esami oculistici passivi del Dottor Vittorio Romagnoli, in supporto al Dottor Costa.