Sinistri stradali: quando l’erario può chiedere i danni?

Chi gira su strada, si imbatte quotidianamente in strutture che in teoria dovrebbero difendere il malcapitato motociclista, ma che invece troppo spesso possono rivelarsi delle vere trappole. E' sempre possibile rivalersi in caso di incidente?

  Potete provare ad affrontare buche, crateri, ghiaino, dossi, pozzanghere … addobbando le vostre Gs e affini con protezioni e ruote artigliate atte ad affrontare il più ostico raid africano, dotandole eventualmente anche di un Uzi sul manubrio per annichilire eventuali ciclisti indisciplinati, ma dovete rassegnarvi, sono sempre in agguato ostacoli più coriacei di voi: fabbricati di svariata natura, tralicci di elettrodotti, portali della segnaletica, alberature, pali dell’ illuminazione pubblica, rocce affioranti, cassonetti etc. (altro…)

Nuove norme europee sugli Airbag. Arriva il testo definitivo, esclusi (per ora) i sistemi elettronici.

Dopo quasi cinque anni di lavoro, arriva il testo definitivo che regolamenta l'utilizzo degli airbag per i motociclisti. Ma solo per quelli meccanici.

La norma, si basa sostanzialmente su due concetti cardine: innocuità e protezione. In pratica il "sacco" non dovrà costituire un pericolo per il corpo umano, arrecando danni di alcun genere, e fornire dunque una reale protezione. (altro…)

Evoluzione dei guard-rail: da ostacolo a protezione

La barriera di sicurezza è un dispositivo di ritenuta che contiene e redireziona i veicoli che sviano dalla carreggiata contenendo i danni ai veicoli e ai suoi occupanti nonché agli altri utenti della strada. Può essere realizzata in cemento, in acciaio o legno (di Giovanna Guiso).

La barriera in acciaio (guard-rail) è costituita da un montante e da un nastro a bi o tripla onda. E’ un tipo di barriera efficace per i veicoli a quattro ruote ma pericolosa per chi viaggia su due ruote perché in caso di impatto il montante scoperto provoca l’effetto “ghigliottina”. Nella maggior parte dei casi questo tipo di barriera aumenta la pericolosità del tratto stradale perché rende le conseguenze dell’incidente ben più gravi dell’evento incidentale stesso: lo dimostra l’elevato numero di motociclisti che ogni anno riporta lesioni gravissime a seguito dell’impatto contro di esse. Per saperne di più ci siamo rivolti all’ingegnere Cesare Sangiorgi, ricercatore del DISTART, settore strade, della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Bologna. (altro…)

Arlen Ness: abbigliamento protettivo omologato in anteprima assoluta per l’Italia

  • Torniamo a parlare di omologazioni con una novità importante
Già da tempo vi parliamo dell’anomalia di mercato per cui esiste abbigliamento per motociclisti omologato come protettivo, eppure il 90% di quello disponibile sulla piazza italiana non lo è. Avete capito bene: giubbotti da motociclisti che acquistate normalmente nei negozi probabilmente sono catalogati solo come “indumenti per il tempo libero”. La strategia principale di questa anomalia consiste nell’indicare con poca chiarezza che soltanto le protezioni interne ai capi (spalle, gomiti, ginocchia, schiena) sono omologate, cioè hanno superato i test previsti dalla normativa CE. Spesso chi compra pensa di avere un capo completamente omologato, ma così non è. Sottoporre ai test tessuti, pellame, cuciture, cerniere e bottoni di giacche, pantaloni e tute è un processo lungo, costoso e anche difficile, per cui tante (troppe) volte si nasconde l’informazione più importante: vale a dire che il capo nella sua interezza non è stato testato per la resistenza all’abrasione, al calore, al taglio, all’esplosione, allo scoppio, al comfort e all’ergonomia – parametri fondamentali per la sicurezza. Si punta invece l’attenzione sul fatto che le protezioni rigide inserite sono omologate. Solo quelle però, e non sempre sono di livello 2 (quando previsto), cioè che garantiscono la massima protezione. Se vi trovaste di fronte alla possibilità di comprare una giacca in pelle protettiva allo stesso prezzo di una “per il tempo libero”: cosa scegliereste? (altro…)

Abbigliamento tecnico, la grande beffa

La quasi totalità dell’abbigliamento tecnico per motociclisti che si trova in vendita nei negozi non è ufficialmente omologato come “protettore”, ma questa realtà è da sempre ben occultata sotto grandi Marchi, piccoli trucchi e prezzi gonfiati.
  • Iniziamo a fare chiarezza

Si tratta di una vera è propria anomalia del mercato. Quasi tutti gli utenti delle due ruote, tra cui molti esperti, credono che per vestire in modo corretto basti affidarsi a grandi marchi del settore. I prezzi e i materiali tecnici giustificherebbero la sicurezza degli indumenti, ma la verità è ben diversa. Per essere considerato un vero e proprio “Protettore” un capo d’abbigliamento specifico per motociclisti deve essere omologato nella sua interezza secondo la specifica norma europea che disciplina i livelli di resistenza agli urti, abrasioni, strappi, etc. Questa “certificazione” è verificabile solo controllando la documentazione fornita con l’articolo che s’intende acquistare. Qui le informazioni sulle etichette, di seguito la spiegazione del problema. (altro…)