Si salvi chi puo’… con il casco fluò

Che l’abbigliamento renda il motociclista più sicuro è fatto ormai ampiamente consolidato. Ma il casco fluorescente, per favore, quello no. Pare infatti che alcune aziende produttrici – non certo di quelle da «banchetto di Porta Portese» - stiano mettendo a punto caschi iridescenti. Si avete capito bene. Luminosi. Infatti visto che le grafiche di molti «salva testa» non sono visibili al buio, si è pensato (che grande trovata ndr) di rivestirle di una sostanza simili trizio che di giorno assorbono tutta la luce, mentre di notte la rilasciano ininterrottamente per circa otto ore. Niente batterie, ne tanto meno pannelli solari inseriti tra visiera e prese d’aria. Solo pigmenti di colore che si eccitano al sole. Ma riuscite a immaginarvi un casco «racing replica» da mille euro con grafiche da Avatar, perdere tutta la sua bellezza per una colata di trizio verdino? (altro…)

Philips MotoVision, per vedere e farsi vedere meglio

Si parla spesso di quanto sia fondamentale rendersi il più possibile “visibili” quando si viaggia in motocicletta. Se n’è parlato tanto che l’argomento passa tristemente per scontato e le relative note vengono ormai lette svogliatamente. A riguardo vi sono anche dei falsi miti e luoghi comuni come per esempio l’efficienza degli xeno di giorno. A renderci la vita ancor più difficile ci pensa persino la legge: punendo pesantemente chi mette anche solo una lucetta in più sulla propria moto. No, questo non è il solito articolo sulle strisce catarifrangenti o sulle luci accese anche di giorno e non è nemmeno un messaggio promozionale. Si tratta del risultato della mia esperienza diretta alla guida di una moto dotata di lampade specifiche per l’uso motociclistico. Di seguito vi spiego in dettaglio. (altro…)

Vedere o non vedere, questo è il dilemma!

  • Premessa
Quando si guida vedere non significa solo avere 10/10 di visus ma anche - se non soprattutto - la consapevolezza dei limiti dell’occhio umano e della capacità del cervello di selezionare cosa osservare e poi elaborare quanto visto. La specie umana si è evoluta nel corso di millenni per far fronte a esigenze vitali, alcune tra queste imponevano vista acuta, capacità di valutare distanza e velocità del target. Negli ultimi secoli queste capacità, divenute meno selettive, sono parzialmente regredite. Purtroppo l’uomo, conservate o meno le capacità primitive, normalmente ha limiti fisici che lo rendono poco idoneo a operare alle velocità richieste dall'uso dei veicoli, salvo comportarsi da Homo Sapiens, adottando una guida predittiva che gli consenta, con interventi razionali, di aumentare i margini di sicurezza adattandoli alle situazioni potenzialmente pericolose via via individuate. (altro…)