La differenza tra moto e scooter

Fino a pochi anni fa il problema nemmeno si poneva, distinguere una moto da uno scooter era esercizio facile, alla portata praticamente di tutti. Troppo diverse le forme dei due mezzi per non riconoscerli anche con una rapida occhiata, anche senza essere appassionati delle due ruote. Poi, complice il cambiamento del mercato e, conseguentemente, delle strategie di marketing delle Case motociclistiche, sono arrivati prodotti dall’incerta definizione.

Se uno Yamaha T-Max, pur con prestazioni molto vicine e in alcuni casi addirittura superiori a quelle di tante moto, si può ancora incasellare con facilità alla voce scooter, il Gilera GP 800, con la sua trasmissione finale a catena e il tunnel centrale praticamente inesistente, è già più difficile da inserire nei ranghi. Il compito diventa ancora più arduo, per non dire impossibile, quando si parla dell’Honda Integra, che, già nelle sue generalità, evidenzia la volontà di “integrare” due mondi che più diversi non si può.

  • Mezzi diversi
    La differenza tra moto e scooter infatti non sta solo nella tecnica e nelle prestazioni ma risiede soprattutto nell’immagine che questi due mezzi hanno, visto che ormai anche le destinazioni d’uso possono coincidere o scambiarsi quasi alla pari. È molto comune vedere motociclisti urbani, che cavalcano grosse enduro stradali o supersportive, facendole guizzare nel traffico nemmeno fossero cinquantini, magari con il tris di bauletti montati e le buste della spesa settimanale compresse a forza. Allo stesso tempo non è affatto raro vedere gruppi di mototuristi alla guida di maxi-scooter da 50 CV e 250 kg di peso. “Il mondo è bello perché è vario” recita il proverbio, ma attenzione a non confondere, o peggio mischiare, le due categorie. Ho assistito personalmente a interminabili discussioni nate per una frase sbagliata, del tipo “vado a lavoro in moto”, “ah si, che moto hai?”, “un SH 150”. Ascoltata la terribile mistificazione il motociclista di turno inorridisce, si sente punto nell’orgoglio e si affretta a ristabilire le corrette gerarchie, mettendo puntini di marmo sulle “i”.
  • Motociclisti di ogni tipo
    Da motociclista incallito non riesco a biasimare un comportamento del genere, anche se mi rendo conto che in alcuni casi può risultare anacronistico, perché non basta avere una moto per definirsi motociclisti. Personalmente apprezzo di più chi gira mezza Europa con un Burgman 650, che il famigerato “motociclista da bar” che spende anche cifre importanti per la sua due ruote (custom, naked o sportiva che sia), per poi percorrere poche centinaia di chilometri l’anno, che poi sono la somma esatta della distanza tra l’abitazione e il bar, moltiplicata per una ventina di tragitti al massimo.
  • Essere motociclisti è uno stato mentale
    In conclusione, ritengo che moto e scooter siano due mezzi diversi, ognuno con le sue peculiarità e destinazioni d’uso. Ognuno è libero di scegliere quello che più gli piace e usarlo come meglio crede. Alla fine, quello che davvero fa la differenza è il modo in cui si guida e l’atteggiamento che si assume nei confronti degli altri e della vita. Il vero motociclista è quello che sa godersela, senza mettere nessuno in pericolo con manovre sconsiderate, essendo sempre pronto ad aiutare chi è in difficoltà e condividendo la propria passione con quante più persone possibile. Essere motociclisti è uno stato mentale, che prescinde dal tipo di manubrio che si impugna!

8 commenti

  1. Mi è capitato casualmente di leggere questo articolo e, da motociclista, non posso che condividere pienamente. Non puoi definirti motociclista in funzione del mezzo che utilizzi ma essenzialmente per una forma mentale che privilegia l'assoluta libertà ed il continuo e, quando possibile, il prolungato utilizzo del mezzo motorizzato a due ruote. Concordo perfettamente con la definizione di motociclisti da bar di quella stragrande maggioranza di esibizionisti insoddisfatti dei classici 1000 chilometri all'anno su mezzi iperaccessoriati e dal costo da esibizione. Cominciai ad andare in moto 50 anni fa ed ancora ci vado, sia moto che scooter, nel 1972 Torino-Capo Nord in 4 e tutti e 4 in CIAO, 1977 ritorno a Capo Nord con 2 Vespa primavera , 1985 ancora Capo Nord in solitario con Honda 500 Four e l'ultima ( forse) Capo Nord da Asti nel 2015 ormai sessantenne, in due ambedue con Scooter Majesty 250. In tutti i viaggi mai problemi ed oltre questi i vari giri per Europa, Siberia, Marocco Egitto, Iran ecc. ecc. Essere motociclisti è un modo di vivere, una forma mentale.

  2. Interessante lettura per una neofita. Avrei bisogno di sapere se una Harley-Davidson Lightweight si può definire uno scooter, o che altro. mi serve per una traduzione. qualcuno mi può delucidare? Grazie

  3. salve, io trovo ridicoli i motociclisti che ancora si inorridiscono alla visione di uno scooter. lo scooter e in primis un mezzo di trasporto ideale x chi lo usa 12 mesi l'anno, con grande capacita di carico, comodo, te ne freghi se piove o se ci sono zero gradi. io personalmente ci faccio 15000 km l 'anno con consumi che arrivano a 30 km/litro (300 cc). e scontato che la moto offre piu divertimento , piu sicurezza e piu prestazioni, ma sono appunto 2 cose diverse, prova ad andare in moto con la pioggia o farci la spesa. E' come se quando giro con la mia subaru da 250 cv guardassi con disprezzo tutti quelli con il monovolume, mezzi diversi x usi diversi.

  4. Salve la mia opinione sul lo scooter e la moto è che lo scooter non è una moto la moto è tutta un'altra cosa la moto quando la guidi la senti dentro senti il rumore la comandi tu cambiando le marce al momento giusto quando entri in curva la moto la devi sentire nell'anima con tutti i suoi rumori vedi quando sta male una cosa importante è che tu domini lei come quando domini un cavallo selvaggio

  5. D'accordo sullo stato mentale che prevale sul mezzo guidato, e di conseguenza chi compra uno sputer non ha uno stato mentale adatto per definirsi motociclista, altrimenti avrebbe comprato una vera moto!! E soprattutto non avrebbe fatto il pirla in strada soprattutto se vede un motociclista!

  6. bah, per me il vero motociclista è quello che incarna intimamente lo spirito scavezzacollo di Marlon Brando in gioventù bruciata, che poi è lo stesso spirito folle che muove le gesta dei grandi motociclisti da gara.

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