Motogp 2018, gara 9: Marquez suona la “nona”

Trionfo quasi scontato per lo spagnolo. Anzi, ci saremmo stupiti del contrario. 

Rossi continua a ricordarci che per vederlo giocare a briscola al bar dello sport dobbiamo aspettare ancora qualche anno. Lorenzo e Dovizioso forse credevano di essere ancora al venerdì di prove libere. 

  • Sachsenring

Nona gara del Mondiale e nona gara di fila vinta qui da Marquez: una in 125, due in Moto2 e ben 6 in MotoGP. Con quest’altra coppa portata a casa il piccolo Marc inizia a poggiare la prima mano sul titolo iridato di quest’anno. Basti pensare che l’anno scorso dopo il Sachsenring, in classifica c’erano 4 piloti in 10 punti, oggi il secondo in classifica ne ha 46. Forse, per chi è alla ricerca del brivido, è giunto il momento di rivalutare quel campionato di Zip truccati che avevamo perso di vista. 

  • Marquez: sempre al top 

Il Cabroncito si assicura ancora una volta che nessuno vinca in Germania se non lui. Dalle prove libere alla gara, passando per le qualifiche, ha dettato tempi e regole. Teniamo anche presente che la seconda Honda dopo di lui è quella dell’ormai uscente Pedrosa, ferma all’ottavo posto. Il piccolo “93” non è certo un personaggio scevro da critiche, ma bisogna riconoscere che come pilota ad oggi è sulla cima dell’Olimpo. Anno dopo anno continua ad affinarsi, a maturare ed a crescere. Addirittura voci di corridoio dicono che con quest’ultimo successo abbia guadagnato il permesso dalla madre di partire per le vacanze da solo con gli amici.  

  • Rossi: il 46 a –46 

Miglior risultato stagionale per il buon Vale. C’è chi dopo un podio si siede un po’ sugli allori, e chi come il Dottore non è mai appagato. Mai soddisfatto, neanche dopo 9 titoli iridati e aver corso per 20 anni contro ogni campione esistente. Dietro di Marquez, in Germania, ci saremmo dovuti aspettare di vedere un Lorenzo affamato, un Dovizioso, un Iannone che centra la gara. Invece c’era zio Vale, che ogni domenica toglie la coppola e il golfino e va ad insegnare a tutti la differenza tra un ottimo pilota ed una leggenda.  

  • Vinales: è il momento di provare qualche partenza 

Niente da fare, la partenza è una manovra che a Vinales proprio non riesce. Certo, il rimontone che poi mette in atto, come spesso accade, è magnifico: risale fino al terzo posto dovendosi arrendere solo a Rossi; ma per una volta ci piacerebbe vedere cosa sarebbe in grado di fare senza doversi occupare di fare super-rimonte da metà gruppo a salire. Nessuna traccia del capotecnico Ramon Forcada al parco chiuso dopo le accuse di Vinales e il loro conseguente divorzio. Povero Maverik non deve essere una sensazione rilassante, correre a 300 all’ora con la moto preparata da uno che hai fatto licenziare!  

  • Petrucci: la prima Ducati è la sua 

Petrux per poco non agguanta il podio, e comunque è quello a portare la Ducati più in alto. Danilo accusa Jorge per il contatto al 25° giro: “Mi ha fatto perdere tempo, forse il podio”. Non sapremo mai se ne aveva per il podio, ma l’importante è che non cada nella trappola della guerra ai microfoni. Le “vostre cose” si risolvono in pista Petrux, non davanti la telecamera a disquisire su chi è intelligente e chi no.  

  • Lorenzo: il fumo c’è. L’arrosto? 

Un weekend da drago, ottime qualifiche, partenza top, al comando per dodici giri, e poi?  
Il solito crollo. Che questa scelta delle “morbide” non sia la più azzeccata penso ormai sia chiaro anche ad un tasso. Che Petrucci abbia ragione?  

Il campionato si ferma tre settimane per le vacanze dei nostri cari piloti. L’appuntamento è per il 5 agosto a BRNO, mi raccomando puntuali. Intanto qui potete trovare gli articoli delle gare precedenti. Diteci la vostra, aspettiamo i vostri commenti! 

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