MotoGP 2018, gara 10: Dominio Ducati

La Repubblica Ceca si tinge di rosso dopo la splendida doppietta a Brno.  

Dovizioso va a prendersi un’importante vittoria, dietro di lui Lorenzo che perde qualcosa nella battaglia con Marquez.  

  • Brno

Gara resa godibile dal gruppo Dovi, Jorge, Marc, Vale che negli ultimi tre giri l’hanno trasformata in un super garone come troppo spesso ci troviamo a sperare di vedere. Purtroppo ormai è sempre più palese che la gara “vera” è quella degli ultimi 3 – 4 giri, mentre i restanti turni sono tristemente spesi a gestire e conservare quegli pneumatici che più di una volta hanno fatto la differenza più dei piloti. Per il resto super trionfo Ducati, che piazza le due Desmosedici ai primi due posti con Dovizioso e Lorenzo. Andiamo a vedere nello specifico cosa hanno fatto i nostri piccoli eroi. 

  • Dovizioso: Casco chiuso al rientro 

Che carino Desmodovi! Dopo aver comandato libere, qualifiche e gara, dopo aver tenuto dietro un Lorenzo e un Marquez a dir poco affamati, torna ai box a visiera abbassata per non tradire qualche sentimento di troppo. Qualcuno dice che sia stato avvantaggiato dal duello che avveniva tra gli spagnoli alle sue spalle… Beh, intanto se lui era avanti e loro dietro, un po’ di merito gli va dato! 

  • Lorenzo: Miracolo sfiorato 

Lorenzo, ottimo pilota, pessimo oratore. Poco prima della gara, rivolgendosi a Dovizioso dichiara: “uno che nella migliore delle sue stagioni al massimo arriva secondo. Ovviamente finisce lui secondo e Dovizioso primo.  
Al di là delle sue solite pessime uscite c’è da dire che il maiorchino, da quando ha avuto quel colpo di fulmine con il nuovo serbatoio, ha sempre dato spettacolo con gare quasi perfette. Il doppio sorpasso di Brno, se fosse riuscito, sarebbe finito senz’altro nella top 3 dei sorpassi più belli della storia, facendo di Lorenzo una piccola star…. Ma non è riuscito. 

  • Marquez: perde la battaglia, ma si prepara a vincere la guerra

Nella bagarre con Dovizioso e Lorenzo, deve un attimino fermarsi ed “accontentarsi” della terza posizione. Ma quello a cui probabilmente Marcolino pensa è che è entrato in pista con +46 punti e ne è uscito con +49. Con tutti questi punti, oltre alla batteria di pentole in acciaio inox, lo spagnolo inizia a mettere al sicuro anche il suo titolo. A Marquez l’unica cosa che mancava era la testa e la capacità di gestire gare e vantaggi. Se ora sa fare anche questo che cosa lo guardiamo più a fare il motomondiale!? 

  • Rossi: la salvezza della Yamaha

Mentre l’attenzione era tutta per il terzetto di testa, Valentino Rossi gabbava all’ultima curva Cal Crutchlow, portandosi a casa –almeno- la 4^ posizione. In gara la solfa è la solita: crollo delle gomme e Vale che da primo si trova terzo in meno di tre curve. Peccato vedere un pilota così, che fino a metà gara ha lottato con i primi, che anzi era primo, costretto a lottare con le unghie e con i denti per un quarto posto che non gli rende onore. Yamaha dovrebbe a questo punto fare solo due cose. La prima è fargli una statua d’oro da esporre a Iwata. La seconda, forse più impellente, rendere questo chiodo competitivo!   

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