MotoGP 2018, gara 14: Marquez vince, ma che Dovizioso!

Marc con questa vittoria piazza un bell’allungo in classifica generale, probabilmente quello decisivo 

Fonti ufficiali di Yamaha ci raccontano che la casa di Iwata abbia deciso di dare priorità alla produzione di batterie e pianoforti, stanziando per la gestione del settore motorsport 16€/anno e tre buoni pasto per gli ingegneri

  • Aragon 

Ormai la MotoGP è (purtroppo) sempre più vicina alla F1, strategie, consumo gomme e piani d’azione si traducono in un solo scenario: gara morta per due terzi e solo gli ultimi 5/6 giri che realmente fanno ricordare allo spettatore che quello che sta guardando non è “Sottovoce” di Gigi Marzullo. Lorenzo seccato da tutto ciò ben pensa di volersi ribellare a questa monotonia decide di organizzarsi col compagno di biscotti per un’uscita alla prima curva. Complimenti a Suzuki che cresce anno dopo anno, gara dopo gara. Di Yamaha è meglio non parlare perché siamo pur sempre su un sito aperto anche ai più piccoli.  Ma vediamo un po’ come si sono comportati i piloti.

  • Marquez: gomma morbida e si va 

Il piccolo Marc non si accontenta, non stavolta davanti al pubblico spagnolo. Smessi i panni del saggio ragioniere si butta nella mischia già dalla prima curva, in cui aiuta Lorenzo a trovare la ghiaia. Si prosegue con l’avvincente duello Marc – Dovi, almeno fino agli ultimi tre giri, dove il Cabroncito rifila tre decimi e mezzo a tornata al buon Andrea. Secondo il n°93 parte del merito va alla scelta della posteriore morbida: “Ho visto che la gomma dura, quella che uso di solito mi calava molto nel warm up e abbiamo discusso al box perché mi dicevano tutti che una Honda con la gomma morbida non ha alcun senso”. Chissà se ai box proveranno più a contraddire il piccolo Marc.

  • Dovizioso: ci prova fino alla fine 

Se non ci fosse stato Marquez la sua sarebbe stata una gara perfetta, e in realtà ci si è andati parecchio vicino. Parte, si porta avanti, gestisce ed amministra con sapienza e saggezza. Se avesse dato prima il “la” a questa scia di ottime gare oggi la sua situazione sarebbe sicuramente più rosea. Ad oggi la situazione è chiara: la mera aritmetica ci illude che i 72 punti di distacco da Marquez non siano irrecuperabili; la logica elementare ci dice che a meno che Marc non abbia un’improvvisa epifania e parta per il Tibet ormai ha già il trofeo in bacheca.

  • Iannone: buongiorno Andrea 

Due Suzuki nei primi quattro posti, e la prima è quella del buon Andvea. Chissà se per tentare di far rinnamorare Belen, fatto sta che The Maniac ha dato spettacolo. La gomma posteriore morbida come Marquez ha sicuramente pagato e gli ha anche consentito qualche “numero” tipo il doppio sorpasso insieme a Dovizioso su Marquez. In rettilineo la Suzuki perde ancora qualcosa, ma la strada è quella giusta.

Appuntamento tra due settimane per il GP Thailandese a Buriram. Fateci sapere come al solito la vostra nei commenti.

Non ci sono commenti

lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *