C’era una volta l’ABS (3)

Concludiamo la nostra guida all’innovazione

Dopo le prime due parti, (eccole: uno due), continuiamo ad analizzare i componenti elettronici delle moto di ultima generazione.

  • Il Quick Shifter

Stanchi di utilizzare la frizione? Ebbene il Quick Shifter è una soluzione tecnica che rilassa il guidatore e permette di velocizzare la cambiata. Con il QS il pilota può tralasciare la leva frizione e la chiusura del gas quando aumenta la marcia, mentre le moto dotate anche di downshifter permettono anche la scalata. Il lavoro del quickshifter è abbastanza semplice: quando si aziona la leva per cambiare marcia, il micro-interruttore posto sul comando manda un segnale elettrico alla centralina che toglie corrente per un decimo di secondo, permettendo al motore di tagliare la potenza per il tempo strettamente necessario ad innestare la marcia, ma sempre con il gas spalancato. In scalata il gas è tassativamente chiuso e il sistema downshifting infatti può essere installato solo nelle moto dotate di Ride-by-Wire ed è meno popolare del quickshift “in salita”. In questo caso il micro-interruttore segnala la scalata alla centralina che apre le farfalle per favorire l’innesto della marcia inferiore.

  • Il Ride-by-Wire

È un sistema derivato dalla tecnologia aeronautica che ha trovato larga applicazione anche in campo motociclistico. Girando la manopola dell’acceleratore si aziona un potenziometro che provvede a mandare impulsi ad una centralina che, in funzione della mappatura scelta, elabora il comando imposto dal pilota trasmettendolo ad un motorino elettrico che comanda l’apertura del gas. In pratica con la rotazione della manopola il pilota trasmette alla centralina due parametri: l’angolo e la velocità di rotazione della manopola stessa; questi parametri vengono messi in relazione con quelli della mappatura scelta e con i parametri rilevati provenienti dalla piattaforma inerziale e dai sensori del motore, così vengono determinati i reali valori di velocità e angolo di apertura dei corpi farfallati. Il risultato è un’erogazione fluida del motore, con una drastica riduzione dell’effetto on-off, e una miscela ottimale di aria/benzina ottenendo così anche un miglioramento nei consumi e di conseguenza una maggiore facilità nel rispettare le norme antinquinamento sempre più restrittive.

  • Le sospensioni elettroniche

Le sospensioni elettroniche sono in grado di cambiare i loro settaggi durante la marcia, in funzione delle condizioni di guida e dell’asfalto. Il sistema semi-attivo permette di mantenere un assetto costante indipendentemente dal fondo stradale, minimizzando le oscillazioni del telaio, che è una massa sospesa ed aumentando in maniera significativa comfort e sicurezza. Il sistema intelligente installato sulla centralina elimina, senza alcun compromesso su prestazioni e sicurezza, molti degli effetti negativi derivanti da un settaggio troppo morbido o troppo duro. La centralina analizza i dati forniti da numerosi sensori posti sulle masse sospese e non sospese (cioè ruote, forcella e forcellone) per attuare lo smorzamento necessario dell’idraulica per ottenere la modalità di funzionamento più fluida possibile. Nella parte posteriore è invece presente un sensore che misura direttamente l’escursione della sospensione. Il sistema elabora queste informazioni attraverso un algoritmo di controllo che, considerando un immaginario punto di riferimento, attua regolazioni istantanee dei freni idraulici al fine di minimizzare i movimenti del veicolo rispetto a questo punto. Per ridurre i trasferimenti di carico prodotti dall’alternarsi di frenate e accelerazioni, a beneficio della stabilità di marcia.

  • Finito? Non credo

Abbiamo analizzato gli ultimi componenti elettronici presenti sulle moto, ma siamo solo all’inizio.  Andando avanti con gli anni avremo un’elettronica sempre più presente sulle nostre amate due ruote, c’è solo da imparare ad apprezzarla e conviverci amabilmente. Noi di SicurMOTO.it saremo sempre pronti a seguire queste incredibili trasformazioni tecnologiche, continuate a seguirci!

Non ci sono commenti

lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *