Un anno per l’investitore di Nicky Hayden

L’auto andava a 70 Km/h invece di 50, ma il campione non rispettò lo stop

Gli avvocati credevano in un’assoluzione, ma ora la famiglia punta al maxirisarcimento da 6 milioni di euro

  • Un anno fa

Il dramma si è consumato il 17 Maggio 2017 quando il campione, reduce dalla gara di Imola di pochi giorni prima, si stava allenando in bici nei dintorni di Rimini. Giunto ad un incrocio cieco della provinciale Nicky, forse distratto dalle cuffiette, non ha rispettato uno stop ed una Peugeot, guidata da un trentenne della zona, lo ha travolto. Pochi giorni di agonia sono stati il calvario del campione, che il 22 Maggio ha lasciato la sua famiglia ed i tifosi. (all’epoca dei fatti ne abbiamo parlato QUI)

  • Le perizie

La perizia d’ufficio ha accertato la velocità dell’automobile in 72,8 Km/h in un tratto con limite a 50. Riguardo la dinamica, invece, il perito del tribunale dice che rispettando il limite si sarebbe potuto evitare l’incidente, ma una controperizia della difesa dice che l’incidente non si sarebbe evitato nemmeno andando a 30 all’ora. Il capo della municipale, d’altro canto, ha dichiarato che la strada su cui procedeva la macchina “ha diverse uscite cieche” e nell’incrocio fatale “c’è una recinzione, non c’è assolutamente visibilità e quindi è necessario assolutamente fermarsi allo stop“.

  • La sentenza

Il giudice di Rimini ha condannato l’automobilista ad un anno, con pena sospesa, al ritiro della patente ed al pagamento delle spese giudiziarie, ma anche se inzialmente era stato imputato per omicidio stradale, il giovane non era al cellulare ed è risultato negativo ad alcool e droghe, quindi gli avvocati aspettano la sentenza depositata per valutare il ricorso in appello, perchè per loro la sentenza di primo grado sarebbe stata viziata dalla notorietà della vittima. La famiglia Hayden, intanto, ha chiesto il massimo previsto dalla legge in seguito a danni provocati da incidenti stradali: 6 milioni di euro.

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