MotoGP 2018, gara 17: il GP delle sorprese!

In Australia finalmente una gara ricca di colpi di scena, con un esito finale che sarebbe stato difficile prevedere

Tra la Yamaha che vince, Marquez a zero punti, Iannone sul podio e Bautista che fa il fenomeno, c’è mancato solo il Gabibbo che impenna sul Booster e le avremmo viste davvero tutte

  • Phillip Island

Gara FINALMENTE avvincente. Sorpassi, controsorpassi, rimonte e finanche uno Zarco che atterra sul codone di Marquez dopo un contatto a 300 all’ora, che volete di più!? Per un attimo ci siamo addirittura dimenticati che quelli che vediamo sono piloti che stanno andando al 70% delle loro possibilità, più preoccupati di fare arrivare le gomme al traguardo che di mettere le ruote davanti a tutti. Il buon Dovi ci riporta alla realtà con la sua dichiarazione post gara: «Sono davvero contento perché sono riuscito a essere nel posto giusto al momento giusto risparmiando per il fine gara, visto che siamo arrivati tutti senza gomme». “Risparmio”, “gomme”, “gestione”, “strategia”; a questo punto fateli correre con 6 lt di benzina e vediamo chi arriva alla fine. Poi magari cambiate il nome da “Motomondiale” a “In moto con parsimonia”.

  • Vinales: Sicuri sia una Yamaha?

Prima di tutto, promuoviamo un minuto di silenzio per Maverik che dopo un campionato vinto in Moto3 e 8 anni di Motomondiale ancora non ha imparato a partire dalla griglia senza perdere almeno una decina di posizioni. Fatta questa doverosa premessa, continuiamo col dire che questa volta dopo il flop iniziale non solo ha recuperato, ma ha condotto la gara da vero maestro finendo per mettere tra lui e gli altri 4 secondi di distacco (salvo poi dover rallentare causa gomme). Il buon Mav torna alla vittoria dopo 525 giorni ma la sua impresa non è questa, quanto piuttosto quella di riportare una Yamaha in prima posizione dopo ben 26 gran premi. Onore a lui.

  • Iannone: peccato per il motore

Ottima gara dell’ex fidanzato di Belen (è per questo che lo conosciamo no?). Scherzi a parte il pilota abbruzzese si è reso protagonista di un ottimo weekend, dimostrando più volte che il suo passo era forse addirittura il migliore. Peccato che il deficit di motore lo costringa ad osare troppo, costringendolo ad un paio di rimonte di troppo. I tre secondi recuparati a Vinales in soli 4 giri di pista libera ci fanno supporre che se ci fosse stato meno traffico, AndVea avrebbe potuto sicuramente puntare al primo posto.

  • Dovizioso: Tabù sconfitto

Considerato che Phillip Island è da sempre ostile sia alla Desmosedici sia al Dovi, questo terzo posto suona come una vittoria. Certo con Marquez out, Lorenzo fuori, e un Bautista che per la prima volta su una GP18 fa i numeri, il forlivese di certo sperava in qualcosa di meglio del gradino più basso del podio. In ogni caso la consolazione è quella di aver messo un altro po’ di punti tra lui e il Dottore per la lotta al secondo posto in campionato.

  • Bautista: che numeri!

Menzione d’onore per Alvaro Bautista che, chiamato a sostituire Lorenzo infortunato, ha avuto l’occasione per mettersi in mostra e far vedere di che pasta è fatto. Prossimo alla migrazione in Superbike vuole mettere una pulce nell’orecchio al team Ducati come a voler dire “Siete sempre convinti che Lorenzo era la scelta migliore?”. In effetti Giorgione alla sua prima esperienza “in rosso” raccolse un undicesimo posto alla prima gara e zero punti alla seconda. Qui abbiamo un Alvaro che parte dodicesimo e recupera come un pazzo fino a raggiungere i piedi del podio, mica poco. Pilota sottovalutato in MotoGP e forse sprecato in SBK, dove però ci e gli auguriamo di potersi finalmente esprimere.

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