EICMA 2018: Le novità di Kawasaki

Dopo Intermot, ad EICMA la casa di Akashi lancia altre 5 novità 

Alla fiera meneghina Kawasaki non è avida di rivelazioni, segno che il mercato europeo ricopre un ruolo importante per il costruttore. Tra stradali e sportive ce n’è per tutti i gusti

  • Ninja ZX-6R 2019 

La Ninja arriva nella sua più classica livrea, quella verde d’ordinanza. Altro “standard” confermato di questa icona è la caratteristica cilindrata “oversize” di 636 centimetri cubi, che già può dare ad intendere un prossimo arrivo di una versione “RR” dedicata alle competizioni. La nuova Ninja dopo la sua assenza non poteva certo fare capolino senza novità sostanziali, ecco quindi il quickshifter (anche se solo in innesto), il controllo di trazione KTRC, l’antibloccaggio KIBS, e la possibilità di scegliere fra due diverse mappature per la risposta del motore. Per quanto concerne il reparto ciclistica, Kawasaki continua ad affidarsi a Showa per la forcella, una BFF con funzioni idrauliche separate fra i due steli. Belli i dischi freno a margherita lavorati da pinze ad attacco radiale. Sorpresa positiva è anche il prezzo, che andando contro il trend generale, è sorprendentemente più basso rispetto alla precedente edizione: 11.890 euro per la versione base, 12.090 euro per la verisone KRT Edition.

  • Kawasaki W800 Street e Café 

Mancava a molti, la forse unica reale concorrente alla Bonneville. Una storia, quella delle Kawasaki “classiche” che va avanti da anni, prima con la W650, poi con la W800. C’è da dire che questa presentata ad EICMA condivide con il vecchio modello solamente il 10% della componentistica. Moto completamente nuova dunque, nel telaio, nel motore e nella ciclistica. Come per la Z900RS, anche in questo caso le versioni presentate sono due: W800 Street, completamente nuda; W800 Cafè, con cupolino e sella sportiva come vuole la moda. La cavalleria dovrebbe rientrare nei 35kW per rientrare nei limiti della patente A2.

  • Z400 

Sull’onda della Ninja 400, arriva la sua versione Naked. La Z400 va a prendere il posto della fortunata Z300, e rispetto a quest’ultima si presenta con una potenza aumentata (+6 cv) e un peso più contenuto (-3 kg). Come per la sorella carenata, anche la nuda è spinta dal già noto bicilindrico parallelo raffreddato a liquido, accreditato di 45 CV a 10.000 giri e 38 Nm a 8.000 giri. Medesima anche la dotazione ciclistica, con la forcella a steli tradizionali da 41 mm di diametro e il monoammortizzatore a gas regolabile nel precarico. L’impianto frenante è composto da un singolo disco di 310 mm all’avantreno e un disco a 220 mm sulla ruota posteriore, entrambi morsi da una pinza a doppio pistoncino, più che adeguati alle prestazioni di questa piccola Zeta.

  • Ninja H2 SX SE+ 

Ad EICMA 2018 si aggiunge alle due versioni della H2 SX il modello SE+ che offre le sospensioni a controllo elettronico e altri aggiornamenti che ne fanno la più completa delle tre sorelle biposto sovralimentate. Immutato il motore, già forte di 210 cv a 11.000 giri (con sistema RAM Air in pressione), rimane la stessa anche la sofisticata e impronunciabile dotazione elettronica che prevede il Kawasaki Cornering Management Function, il KTRC (controllo di trazione e anti-wheeling), KLCM (launch control), KIBS (cornering ABS), KEBC (freno motore) e il KQS (quick shifter anche in scalata). A questi va ad aggiungersi anche il controllo semi attivo delle sospensioni KECS (Kawasaki Electronic Control Suspensionche replica quello che ha debuttato l’anno scorso sulla 2018 Ninja ZX-10R SE, con elettrovalvola a solenoide con attuazione diretta in un 1 millisecondo grazie ai sensori anteriore e posteriore che dialogano con la piattaforma inerziale IMU e con la centralina FI ECU per regolare dinamicamente ed in tempi rapidissimi la taratura delle sospensioni a seconda dell’andatura e delle condizioni del percorso; UN ROBOT INSOMMA! Come per la Ninja 636, la forcella è una Showa BFF di 43mm di diametro, mentre al retrotreno troviamo lo stesso ammortizzatore BPRC usato sulla Ninja ZX-10R SE ma con la provvidenziale aggiunta del precarico regolabile elettronicamente. La taratura di partenza delle sospensioni viene dettata dal Riding Mode selezionato (sono quattro: Sport, Road, Rain oppure quello manuale chiamato Rider, tutti selezionabili in marcia) ma è comunque possibile selezionare tre livelli di carico (pilota, pilota con passeggero, pilota con passeggero e bagagli). L’impianto frenante si rafforza con delle pinze Brembo Stylema Con l’app Rideology, poi sulla H2 SX SE+ ogni funzione e parametro di funzionamento della moto può essere raggiunto, modificato o controllato da smartphone via bluetooth, consentendo di monitorare i dati di viaggio (Gps), le informazioni del veicolo (scadenze di manutenzione, consumi, percorrenza), setting del veicolo (unità di misura, formato data e tutto quello che riguarda la strumentazione) oltre alla notevole possibilità di poter configurare sullo smartphone le preferenze sui Riding Mode, magari a casa, e poi caricare sulla moto i dati. Come sulla sorella arrabbiata H2 R, anche qui troviamo la vernice autorigenerante che dovrebbe consentire al rivestimento di ricoprire da sé piccoli graffi sulla superficie.

  • Versys 1000 

La nuova Versys 1000 si fa in 2! Stesso motore di 1043 cc per 120 CV stessa ciclistica con ruote da 17 pollici, ma da quest’anno si potrà scegliere tra Versys 1000 e Versys 1000 SE, quest’ultima più accessoriata, ancora più adatta ai lunghi viaggi e con elettronica più evoluta.  Le due versioni condividono parecchie novità: il nuovo controllo elettronico dell’acceleratore che permette di implementare il Cruise Control ma anche buona parte dell’upgrade del reparto elettronico attraverso l’adozione del KCMF Kawasaki Cornering Management Function che attraverso la piattaforma inerziale Bosch monitora i parametri provenienti da motore e ciclistica agendo in tempo reale per regolare la forza frenante e la potenza del motore aiutando il pilota a tracciare esattamente la traiettoria che ha in mente con maggior sicurezza ed efficacia; tutto questo prevede sofisticati livelli di integrazione hardware e software e l’interazione dei sistemi KTRC, KIBSKEBC e KQS (quick shifter, optional ma di serie sulla Versys SE). Altro importante aggiornamento in comune alle due versioni è l’adozione di pinze freno radiali alle anteriori comandate da pompe anch’esse radiali. Interessantissima novita introdotta con la Versys SE a dispetto della versione base sono le sospensioni semi attive a controllo elettronico KECS che hanno ovviamente portato in dote la regolazione del precarico elettronica. Basato sul sistema introdotto anche sulla H2 SX SE+, il KECS si integra e interfaccia con i Riding Mode. Anche qui, come sulla H2 SX SE+, è possibile connettere la moto al proprio smartphone con l’app Rideology . Sulla Versys SE trovano posto parecchi aggiornamenti che sono solo optional sulla versione base. Abbiamo di serie infatti il quick shifter bidirezionale, il cupolino più ampio, le manopole riscaldate e i paramani. Solo per la SE invece è disponibile la vernice autorigenerante, in questo caso differenziata per zone della moto: per serbatoio, convogliatori laterali e fiancatine è usata la Highly Durable Matte Paint che presenta una notevole resistenza all’abrasione, mentre sul resto delle sovrastrutture verniciate è stesa la Highly Durable Paint per così dire “convenzionale” che si autorigenera riparando da sé i piccoli graffi.

Non ci sono commenti

lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *