5 commenti

bruce0wayne
0:00, 5 giugno 2010

va bene Ceryx, ma senza attenzione ANCHE alla sicurezza passiva si rischia di ammazzarsi a causa di una svista o di un imprevisto o di un vero e proprio “incidente”, vale a dire una concentrazione di cause che ha un effetto generalmente grave.

Se questo sito avesse un lato oscuro ti suggerirei di leggere e commentare questo articolo: http://www.sicurmoto.it/paginanera/2010/04/24/ignoranza-la-legge-e-le-protezioni/
😉

Guardrail “Salva Motociclisti” ANAS finalmente ci siamo | SicurMOTO.it
0:00, 3 giugno 2010

[…] pensare: “prima mettete in sicurezza le strade e poi chiedetemi di proteggermi“! (vedi commenti all’articolo sulle protezioni obbligatorie). L’AMI da tantissimi anni si batte su questo problema e, piano piano, incassa le sue giuste […]

Motociclisti: proteggersi resta (solo) un Diritto | SicurMOTO.it
0:00, 3 maggio 2010

[…] fa seguito a questo e questo. Il dibattito resta aperto perché le proposte legislative vengono solo accantonate. Pensiamo che […]

Astrid V.
0:00, 23 aprile 2010

@ Atrent, di motocivismo.it:

forse non hai letto bene, questo articolo fa’ un’analisi della situazione e non propone affatto le stesse cose della tanto discussa Legge in esame al Senato (vedi altro articolo).

Il vostro ed il nostro impegno, come quello delle altre associazioni, CM ed AMI in testa, deve avere degli obiettivi comuni.

Dobbiamo arrivare al risultato di proteggere i Motociclisti ed evitare rischi inutili. Non per niente la maggior parte di noi scriventi, attivi Motociclisti, porta tendenzialmente l’abbigliamento protettivo da sé, senza che ciò sia un obbligo.

“io non voglio morire” è stato il motto della campagna del Coordinamento Motociclisti contro i guard-rails assassini… Lo stesso principio, secondo me, riguarda tutto il resto.
Salendo su una moto sappiamo cosa rischiamo, e sappiamo anche come diminuire i rischi.

Poi certo, ognuno è padrone di fare come gli pare, visto che la prevenzione si fa’ quasi soltanto a colpi di autovelox, qui in Italia.

Nella nostra analisi, infatti abbiamo dato per scontato che lo Stato debba, per essere credibile, attivarsi in tutti gli altri aspetti in cui la Sicurezza Stradale è solo sbandierata e nella realtà dei fatti ignorata in modo criminale sia da chi legifera, sia da chi gestisce le infrastrutture.

Astrid V.
0:00, 23 aprile 2010

@ Atrent, di motocivismo.it:

forse non hai letto bene, questo articolo fa’ un’analisi della situazione e non propone affatto le stesse cose della tanto discussa Legge in esame al Senato (vedi altro articolo).

Il vostro ed il nostro impegno, come quello delle altre associazioni, CM ed AMI in testa, deve avere degli obiettivi comuni.

Dobbiamo arrivare al risultato di proteggere i Motociclisti ed evitare rischi inutili. Non per niente la maggior parte di noi scriventi, attivi Motociclisti, porta tendenzialmente l’abbigliamento protettivo da sé, senza che ciò sia un obbligo.

“io non voglio morire” è stato il motto della campagna del Coordinamento Motociclisti contro i guard-rails assassini… Lo stesso principio, secondo me, riguarda tutto il resto.
Salendo su una moto sappiamo cosa rischiamo, e sappiamo anche come diminuire i rischi.

Poi certo, ognuno è padrone di fare come gli pare, visto che la prevenzione si fa’ quasi soltanto a colpi di autovelox, qui in Italia.

Nella nostra analisi, infatti abbiamo dato per scontato che lo Stato debba, per essere credibile, attivarsi in tutti gli altri aspetti in cui la Sicurezza Stradale è solo sbandierata e nella realtà dei fatti ignorata in modo criminale sia da chi legifera, sia da chi gestisce le infrastrutture.