Articoli nella categoria Blog

ABS Obbligatorio e prezzi delle motociclette: a cosa andiamo incontro?

L’introduzione di una norma  europea potrebbe obbligare i costruttori di motociclette a fornire il sistema di assistenza alla frenata ABS di serie. Ok: più sicurezza per tutti, ma come cambieranno i prezzi?

L’obiezione più grande all’introduzione di una regola europea che obblighi l’ABS sulle nuove motociclette prodotte è quella dei produttori stessi. Come vi abbiamo già detto in questo intervento (clicca), l’ACEM teme per l’aumento dei costi di produzione. Alla fine, però, come al solito chi deve temere realmente è l’utente finale: in questo caso, i motociclisti. Possiamo stare un po’ più tranquilli grazie alla crisi... Sì, proprio. Le case costruttrici di motociclette sono in leggera recessione a causa di un calo degli ordinativi. In pratica si vendono poche motociclette. Modelli di lusso a parte, quando la domanda diminuisce i prezzi calano. Per un certo periodo quindi non dovremo temere più di tanto per la possibile speculazione sul costo delle nuove moto. Il rischio è, infatti, quello che con la scusa dell’ABS obbligatorio i prezzi delle motociclette vengano “caricati” di una cifra extra e ingiustificata. (altro…)

Questo inverno catene a bordo obbligatorie a Milano: e i motociclisti?

Qualche consiglio per farsi strada nel ghiaccio Milano, si sa, è la capitale economica d'Italia. Dal capoluogo lombardo passano fiumi di auto e motociclette tutto l’anno. Famosa per l’efficienza e la proverbiale silenziosità dei suoi cunicoli metropolitani, fitti di individui laboriosi, questo inverno si fa intimidire dalla neve e dal ghiaccio. L’esperienza dell'anno scorso, infatti, ha lasciato un segno indelebile nella memoria dei Milanesi (e non solo). Ingorghi chilometrici con diverse zone della città bloccate dalla neve. In queste condizioni è quasi impossibile far lavorare i mezzi spargisale e spalaneve.
  • Resta solo un piccolo dubbio

Non è che con questo provvedimento s’intende limitare la pulizia delle strade o la prevenzione del ghiaccio? (altro…)

La freccia della discordia

Aftermarket, omologate, Led, microscopiche, etc. Fanno bella la moto, ma funzionano? E la multa? Come riconoscere quelle omologate? Immaginate la scena: incrocio, moto ed auto di fronte su corsie opposte, la moto/scooter indica di voler girare a destra, il conducente dell'auto deve girare a sinistra per la stessa strada, quindi invece di stare fermo comincia ad inserirsi in quella traiettoria che dovrebbe restare libera (perchè la moto “sta girando”, non proseguendo dritto)... invece che succede? Beh, siccome la freccia era FALSA (dimenticata!), la moto prosegue dritto per la sua strada imprevedibile e si trova l'auto davanti... collisione quasi inevitabile, e se si scampa il pericolo si aggredisce l'automobilista per aver invaso la “nostra” corsia. Ma NO! Il torto di chi dimentica un indicatore di direzione può essergli fatale, esattamente come chi non lo utilizza e svolta all'improvviso! (ragione per cui ce la prendiamo con tanti automobilisti). Quante volte... a chiedermi il perchè di tanti, che soprattutto in scooter, dimenticano continuamente la freccia inserita a destra o a sinistra, mentre vanno in giro per altri chilometri in mezzo al traffico. Quanti incidenti dipendano dalla errata comunicazione delle intenzioni di manovra, non è dato sapere... ma io penso che anche una sola vittima per una freccia dimenticata accesa sia troppo. Perchè succede? Semplice: perchè non esiste nessun dispositivo obbligatorio che abbia il compito di ricordare al motociclista che ha inserito l'indicatore. Il solo indicatore visivo, poco visibile a causa della luce del giorno, evidentemente NON BASTA! (altro…)

In moto in maniche corte, anche a dicembre!

La moto è pericolosa, non solo a causa del rischio intrinseco, ma anche a causa di chi non trasmette la sicurezza

Non accettiamo critiche sterili: i responsabili rispondano argomentando o subiscano in silenzio Continuiamo a  prendercela con la pubblicità diseducativa. Se Fiorello, dall’alto dei suoi 50 anni, si permette (con Infostrada) di far passare il messaggio che in moto si può andare tranquillamente in maniche corte, allora la gente inesperta ci crederà. È persino inutile scrivere fiumi di parole su riviste di settore (o qui). Quello che proferisce Fiorello (per conto di altri) fa certamente più effetto di una raccomandazione bacchettona. Poco importa la natura scherzosa dello spot televisivo di cui stiamo parlando. Il messaggio (grave) passa, passa comunque. La mente umana è subdola, basta supporre qualcosa che si crede essere “buono” secondo il sentore comune.. e il danno è fatto. (altro…)

In moto in città si muore come stupidi

Durante la presentazione del libriccino “La famiglia in moto” sul trasporto dei bambini in motocicletta (di cui vi abbiamo parlato qui) sono emersi anche alcuni dati interessanti sul lavoro delle Forze dell’Ordine e della Polizia locale. La loro missione è sia quella di prevenire gli incidenti sia quella di prestare soccorso nel momento in cui questi, purtroppo, si verificano. Tra i relatori, erano presenti Elisabetta Mancini (Vice Questore Aggiunto della Polizia di Stato e responsabile delle campagne di sicurezza stradale), Antonio Barbato (direttore della Scuola di Formazione della Polizia locale di Milano), Filippo Aragona (Guardia di Finanza, insignito di un importante riconoscimento per atti di coraggio nel soccorso in gravi incidenti stradali a rischio della propria vita) e l’avvocato Domenico Musicco (Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada). (altro…)

Max Biaggi, un 40enne da invidiare

Matematicamente campione del mondo Superbike. La gara di domenica 26 settembre 2010 ha segnato un doppio successo per Max Biaggi. Triplo se pensiamo che sin dall’inizio aveva dedicato l’eventuale vittoria alla figlia che compie un anno. Quadruplo se pensiamo che a premiarlo è stata la compagna (Eleonora Pedron). Quintuplo se pensiamo che lei è felicemente ancora incinta. Ancora di più perché vince su di una moto italiana. Ancora di più perché il titolo è nostro per la prima volta. Cosa potrebbe volere di più dalla vita? “Niente”, ha appena dichiarato in un intervista. (altro…)

Napoli 7 motociclisti su 10 indossano il casco

Da una nostra recente rilevazione pare che la situazione stia migliorando. Intanto le forze dell'ordine attuano la tolleranza Zero. In realtà chi non usa il casco non è definibile “motociclista”, ma ci serviva la parola nel titolo. Sappiamo bene quanta disparità ci sia tra nord e sud Italia nel rispetto della regola del casco. Nel tempo le leggi, il buon senso e la severità nei controlli e nelle sanzioni hanno quasi azzerato la percentuale di motociclisti che viaggiano senza nell’Italia settentrionale. Al centro e al sud la situazione è sempre stata critica. Insufficienti controlli e tradizioni locali di dubbia moralità favoriscono -ancora oggi- l’insofferenza a tutte quelle regole che agli ignoranti appaiono come inutili o superflue. Indossare il casco non è superfluo. I dati dell’Istituto Superiore della Sanità parlano chiaro: la prima causa di morte fra i giovani di età compresa tra i 15 e i 19 anni sono gli incidenti stradali. La seconda per i ragazzi dai 10 ai 14 e dai 20 ai 24 anni. Un incidente stradale in motocicletta senza casco equivale quasi certamente a un decesso. Si stima, inoltre, che senza adeguate contromisure, entro il 2020 gli incidenti stradali rappresenteranno la terza causa globale di morte e disabilità. (ISS – dati 2009) (altro…)

Roma – 26/09/2010: MOniTOrare le strade di Roma

  • Tutte le buche portano a Roma... 2
La pericolosità delle strade sconnesse e mal tenute provoca incidenti con danni, feriti ed anche morti.Vi segnaliamo una manifestazione che si terrà a Roma, domenica 26 Settembre 2010. Promossa dal Coordinamento Motociclisti, è un'azione volta al monitoraggio delle strade della Capitale, così tristemente famose tra i centauri, per essere in cattive condizioni. I Motociclisti dell'area urbana di Roma scendono in piazza per la seconda volta, per chiedere a gran voce di correre ai ripari. La situazione non è più sostenibile. Non solo protesta: Censimento e denuncia delle zone a rischio: delle buche, dei cantieri aperti non o mal segnalati, sconnessioni del manto stradale... Un'azione volta a far partecipare in prima persona gli utenti delle due ruote che giornalmente percorrono decine di chilometri per strade che talvolta sembrano trazzere di campagna. L'Amministrazione viene obbligata ad intervenire ed è responsabile di incidenti causati dalla cattiva condizione delle strade, SOLO se vi è una denuncia che riguarda quel tratto di strada e quella specifica situazione di pericolo. Da qui la NECESSITA' di denunciare ufficialmente.
  • Riportiamo il Comunicato del Coordinamento Motociclisti: (altro…)

La sicurezza dei motociclisti compie un anno, auguri SicurMOTO!

A circa un anno di distanza dal primo intervento pubblicato su SicurMOTO.it, mi sento di scrivere quattro righe per ringraziare un gruppo di "pazzi visionari" che hanno pensato di poter influenzare positivamente la Sicurezza Stradale per i motociclisti; non sappiamo se ci sono riusciti ma almeno ci hanno provato. Hanno pensato di poter contribuire ad abbandonare l’approvazione di una legge troppo costrittiva e incompleta. Hanno immaginato di poter spingere l’insegnamento alla sicurezza motociclistica obbligatoria sin dalle scuole materne. Sono sempre stati convinti che più che il numero di scritti, contassero la qualità e i contenuti originali. Hanno creduto fermamente nelle omologazioni e nelle certificazioni, ma non si fidavano ciecamente e contribuirono a sollevare un polverone sulla genuinità dei controlli e sulle strategie commerciali di alcuni. (altro…)

RE: Boulton aveva capito tutto

Una risposta all’interessantissimo omonimo articolo del blog “Il Rivolozoico” di Luigi Rivola. (L’articolo di Rivola lo trovate a questo link (clicca)) Stavo indaffarato come al solito su internet. Leggevo qua e la le mirabolanti avventure dei ragazzini impegnati a elaborare i loro motorini. La mia mente vagava tra la giusta idea di “tuning” e la sbagliata percezione del potere e della potenza, quando mi sono imbattuto nel post di Rivola che citava:
<<[…] Matthew Boulton, il pioniere di tutta l’industria moderna, e riporta una frase da lui pronunciata a metà del 1700 ad un congresso di imprenditori del tempo: “Signori, io vendo ciò che tutti desiderano di più al mondo: la potenza”. Boulton era stato il primo a comprendere la portata del motore a vapore perfezionato da James Watt, e ne era diventato socio e primo artefice della sua diffusione.>>
La mia attenzione sale alle stelle e leggo tutto d’un fiato (e ve lo consiglio). Tra le conclusioni Rivola chiude con una riflessione semplice, geniale e molto interessante:
<<Ogni attività è stata profondamente trasformata dal progresso, al punto che oggi spesso gli svantaggi superano i vantaggi. Il desiderio di potenza, perfettamente anticipato dalla citata frase di Boulton, è la guida di tutto, e spiega perché i motociclisti odierni vogliano bolidi di quasi 200 CV per circolare su strade con limiti adatti per i tricicli a vapore dell’800, quando con 50 CV si potrebbe godere egualmente tutto il bello della moto. Frenare la moto si può, e bene, grazie al progresso. Ma è il progresso che in tutti i suoi aspetti, anche quelli negativi, non si può frenare. Avete una soluzione voi? Io non ce l’ho.>> (altro…)