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BMW K1600 Adaptive Light Control, come funziona?

Con l'ammiraglia di casa BMW, la K1600, fa il suo esordio anche in campo moto il sistema auto-adattativo dei fari già introdotto da qualche anno in campo auto.

Data la sua grande tradizione con le berline di alta gamma, non c'è da stupirsi se sia stata proprio la casa bavarese a presentare per prima questo sistema anche per le  sue moto. L'Adaptive Light Control, è una integrazione alle luci allo Xenon già di serie per questo modello. E' costituito da un proiettore centrale girevole integrato ad uno specchio riflettente che orienta il fascio luminoso verso l'interno della curva. Il sistema proiettore girevole/specchio permette un orientamento del fascio luminoso su due piani di illuminazione: alto/basso e destra/sinistra. Questo evidentemente per il fatto che la moto, a differenza dell'auto, si inclina  in curva oltre a variare la traiettoria dalla sola linea retta. La combinazione di questi due piani di lavoro consente al pilota di avere la massima visibilità in ogni condizione di marcia. (altro…)

Raleri LightShade FogStop, la visiera anti appannante: il test

Freddo, umidità, pioggia, specialmente nella stagione invernale, sono compagne inseparabili per chi si trova ad usare un mezzo a due ruote. In queste condizioni sembra davvero difficile evitare uno dei fastidi più comuni per il motociclista: l'appannamento della visiera.

Non bisogna dimenticare che avere una visuale più chiara e ampia possibile sulla strada è il primo e insuperabile fattore di sicurezza attiva nella guida di un veicolo. Per far fronte a questo problema esistono in commercio pellicole anti appannamento universali che, applicate sulla visiera del nostro casco, promettono di risolvere il problema in maniera economica. Ma quanto è efficace questo sistema? Per rispondere a questa domanda abbiamo testato LightShade FogStop di Raleri, uno dei più diffusi antifog presenti sul mercato. Disponibile in tre taglie differenti, si adatta a tutti i tipi di caschi, con o senza pin-lock. (altro…)

Ecco perché i giovani guidano ubriachi

Una breve ma intensa riflessione attorno a una realtà apparentemente incomprensibile, ma che si fonda sulla natura umana

Nella fascia di età tra i 18  e i 24 anni, 1 persona su 5 dichiara di mettersi abitualmente alla guida dopo aver bevuto troppo, senza temere i controlli della Forze dell’Ordine. E' quanto emerge da una recente ricerca Eurisko che ci racconta di molti giovani che mettono a rischio la propria vita e non solo. Si tratta di spavalderia? Mancata percezione del rischio? Carenza di informazioni? Dipendenza e perdita momentanea della capacità di giudizio? Probabilmente c'è anche dell'altro. Quando si parla di morti e feriti si pensa sempre che debba accadere solo agli altri, soprattutto lo pensano i neopatentati. La gioia e la libertà della patente soffocano la percezione del rischio che resta un rischio solo “degli altri”. (altro…)

Comprare il casco online e all’estero: attenzione alle omologazioni e alle fregature!

Prezzi e modelli invitanti invogliano all’acquisto esotico, ma a conti fatti può non essere così conveniente o Sicuro

La prima motivazione che spinge a comprare un casco online è il prezzo. La svalutazione della moneta unica europea non è l’unico motivo per cui alcuni oggetti costano meno all’estero. Spesso si tratta proprio di numero inferiore di “passaggi di mano”, ma anche minori controlli e regole più permissive nella procedura di fabbricazione. L’Europa è il continente con i controlli più severi in materia di omologazioni. Non è un caso che molti produttori di abbigliamento tecnico omologato vendano all’estero i loro capi con il marchio “CE”. Ne fanno vanto e garanzia di maggiore qualità e controlli.
  • Problema Omologazione

Il primo problema nell’acquistare un casco online è proprio questo: l’omologazione. Per essere utilizzabile in Europa un casco deve essere omologato secondo le procedure europee. Ciò significa che all’interno del casco ci deve essere l’etichetta con la lettera “E” cerchiata e la relativa indicazione del numero di omologazione. Ogni numero corrisponde a uno stato europeo. (altro…)

Ecco l’airbag per motociclisti ad attivazione elettronica di Bering

Già in vendita in Francia e in arrivo nel resto d'Europa nei prossimi mesi

Dispositivo ormai irrinunciabile su un'automobile, l'airbag sta sempre più prendendo piede anche in campo motociclistico. Molte sono le aziende specializzate in abbigliamento tecnico che stanno sperimentando nuovi sistemi di questo genere. L'ultima proposta in ordine di tempo la presenta la francese Bering. I primi test risalgono al 2008 e ora, dopo un ulteriore sviluppo culminato nella presentazione sulla pista collaudo di Montlhéry (Francia) lo scorso settembre, il gilet è in vendita in Francia e sarà presto disponibile nel resto d'Europa. La prova di settembre, svolta con l'aiuto di stuntman professionisti, è stata l'occasione per mostrare l'efficacia dell'airbag in versione definitiva. Il prodotto è stato testato nei casi di urto frontale contro un ostacolo e di scivolata su fondo stradale reso viscido dall'acqua, che rappresentano rispettivamente il 70% e il 20% di incidenti che vedono motociclisti coinvolti (dati forniti da Bering). Caratterizzato da una linea molto semplice e da una efficace vestibilità, il giubbetto Bering offre protezione frontale, della schiena e del collo. Il capo contiene al suo interno una piccola bombola di azoto compresso a 600 bar che, in caso di incidente, gonfia l'airbag in meno di un decimo di secondo. (altro…)

La Clinica Mobile come non l’avete mai vista

SicurMOTO.it entra all'interno della clinica mobile e vi racconta com'è fatta

Vedere un tir parcheggiato all’interno di un padiglione fieristico suscita curiosità. Soprattutto se, avvicinandosi, si scopre che si tratta della mitica Clinica Mobile, di cui tanto sentiamo parlare durante le gare di motociclismo. Euromoto ha fatto conoscere questo straordinario ospedale su ruote a tutti gli appassionati di corse e delle 2 ruote in generale: i tantissimi visitatori hanno avuto la possibilità di entrare e vedere dal “di dentro” la Clinica Mobile della Superbike, sotto l‘occhio vigile del signor Franco, l'autista di questo mastodonte. Anche noi di SicurMoto.it siamo entrati e abbiamo così potuto fotografare questo luogo simbolo della medicina sportiva. (altro…)

Tangenziale di Roma va verso il pedaggio, criticando le statistiche sugli incidenti. A MI si paga già

Il Presidente dell’ANAS critica le statistiche sui “punti neri” delle strade italiane dicendo che la tangenziale di Roma è più sicura di quanto non si pensi, però si pagherà.

Forse si raggiungerà un accordo sul pedaggio del GRA di Roma: pagherà solo chi lo utilizzerà arrivando dall’autostrada. Le associazioni dei consumatori non sono affatto d’accordo con questa soluzione e promettono altre battaglie. Curioso il fatto che praticamente quasi nessuno abbia fatto notare che i milanesi sono ormai da tempo immemorabile obbligati a pagare per usare alcuni tratti della tangenziale. (altro…)

Ostacoli fissi in Spagna: tutto il mondo è paese, il nostro un po’ di più

Arriva dalla Spagna una piccola ma importante testimonianza di come NON posizionare la segnaletica verticale negli incroci. La situazione italiana? La Spagna, si sa, è uno dei Paesi maggiormente impegnati per quanto riguarda le battaglie per la sicurezza dei motociclisti. Sono stati tra i primi ad adottare i nuovi guardrail (che non mozzano le teste). Da loro avvengono manifestazioni che noi sogniamo. Contano più partecipanti, sono più incisive delle nostre e portano a veri risultati. Pare che il loro spirito motociclistico sia più “evoluto”, oppure semplicemente il loro sistema politico è meno complesso del nostro (ancora non l’abbiamo capito, ndr). (altro…)

Quando cadere in moto in centro storico è colpa del comune

Una sentenza della Cassazione apre nuovi fronti di attacco per garantire manutenzione stradale da parte dello Stato
Le strade italiane fanno schifo. Questo è un dato di fatto confermato persino da componenti del Governo che lo hanno ammesso quasi pubblicamente (davanti ai nostri occhi e orecchie). Per la precisione, è stato ammesso che le strade sono “sicure” per le automobili (?) ma sono inadatte all’uso delle moto. I motociclisti e le associazioni più responsabili hanno tentato (e stanno tentando) per anni di spingere lo Stato a cambiare atteggiamento, ricevendo però risposte diplomaticamente evasive. Recentemente una sentenza della Corte di Cassazione (riportata in fondo all’articolo) ha sancito un piccolo ma importante principio che può fare la differenza nella “guerra” alle amministrazioni comunali irresponsabili: il Comune è ritenuto responsabile se si cade in motocicletta nel centro storico. (altro…)