Articoli nella categoria Normative e Leggi

Tuning legale: l’Italia si sta attrezzando, ma con calma…

In occasione del Bike Expo 2011 si sono svolti degli incontri tra addetti ai lavori, sul tema riguardante le omologazioni delle parti aftermarket per le moto. Ma lo stato delle cose qual è?

Questo è un tema che sta molto a cuore a tutti gli appassionati, ma anche alle aziende produttrici di parti speciali. In Italia sono in vigore delle norme che regolamentano a nostro parere in modo castrante il campo del tuning, non solo estetico, ma anche e soprattutto quello funzionale. Secondo sudette norme, ogni parte che viene sostituita, deve essere poi riportata su libretto di cicrcolazione, previo collaudo presso le varie motorizzazioni. Ciò per esempio non accade in Germania. Dove la sostituzione di parti speciali è pressocchè libera da parte del'utente, con un ente statale o convenzionato che provvede all'omologazione dei componenti a monte della vendita. Una soluzione simile è stata adottata di recente in Italia, ma limitata al solo impianto frenante (al link tutte le istruzioni su come fare). (altro…)

Corsie preferenziali aperte ai motociclisti di Milano

A Milano sono state aperte al traffico delle motociclette 30 corsie preferenziali in tutta la città. L’intervento mira a migliorare le condizioni di sicurezza, smog e traffico.

Dall’inizio dell’anno a Milano è possibile utilizzare alcune corsie preferenziali in motocicletta. Si tratta delle carreggiate normalmente riservate al trasporto pubblico. Il Comune ha divulgato l’elenco il 6 gennaio (lo trovate a fondo pagina). Questo tipo di iniziativa, spiega il vice Sindaco di Milano Riccardo De Corato, serve ad agevolare il più possibile lo spostamento dei cittadini che scelgono moto e scooter. “[…] questi mezzi, infatti, non creano ingorghi e sono meno ingombranti: basti pensare che una moto occupa circa un metro quadrato, mentre un'auto ne occupa mediamente sei, con tutto ciò che questo comporta in termini di aumento del traffico, di dilatazione dei tempi di percorrenza e di aumento dello smog”. Tempo fa ci siamo occupati di questa possibilità nelle città italiane e abbiamo (altro…)

Comprare il casco online e all’estero: attenzione alle omologazioni e alle fregature!

Prezzi e modelli invitanti invogliano all’acquisto esotico, ma a conti fatti può non essere così conveniente o Sicuro

La prima motivazione che spinge a comprare un casco online è il prezzo. La svalutazione della moneta unica europea non è l’unico motivo per cui alcuni oggetti costano meno all’estero. Spesso si tratta proprio di numero inferiore di “passaggi di mano”, ma anche minori controlli e regole più permissive nella procedura di fabbricazione. L’Europa è il continente con i controlli più severi in materia di omologazioni. Non è un caso che molti produttori di abbigliamento tecnico omologato vendano all’estero i loro capi con il marchio “CE”. Ne fanno vanto e garanzia di maggiore qualità e controlli.
  • Problema Omologazione

Il primo problema nell’acquistare un casco online è proprio questo: l’omologazione. Per essere utilizzabile in Europa un casco deve essere omologato secondo le procedure europee. Ciò significa che all’interno del casco ci deve essere l’etichetta con la lettera “E” cerchiata e la relativa indicazione del numero di omologazione. Ogni numero corrisponde a uno stato europeo. (altro…)

Uccisi dal silenzio degli innocenti: togliere il dbkiller può far bene?

Non modificare lo scarico della moto rende "innocenti", ma con alcune nuove motociclette automobilisti e pedoni rischiano di non sentirci arrivare e urtarci o farsi investire, soprattutto d’inverno

Il dbkiller è una parte del terminale di scarico (marmitta) della moto. Serve a limitare il rumore emesso dal motore in fase di accelerazione (ma non solo). Togliere il dbkiller è un'usanza piuttosto diffusa tra i motociclisti, soprattutto quelli della domenica. In questo modo si conferisce al motore un rumore più corposo, più cupo, più possente. Non c’è un altro motivo per togliere questo “tappo” dalla marmitta: le prestazioni non aumentano. Sta di fatto che, con gli scarichi di serie, alcune nuove motociclette ci rendono ancora più invisibili. (altro…)

Quando cadere in moto in centro storico è colpa del comune

Una sentenza della Cassazione apre nuovi fronti di attacco per garantire manutenzione stradale da parte dello Stato
Le strade italiane fanno schifo. Questo è un dato di fatto confermato persino da componenti del Governo che lo hanno ammesso quasi pubblicamente (davanti ai nostri occhi e orecchie). Per la precisione, è stato ammesso che le strade sono “sicure” per le automobili (?) ma sono inadatte all’uso delle moto. I motociclisti e le associazioni più responsabili hanno tentato (e stanno tentando) per anni di spingere lo Stato a cambiare atteggiamento, ricevendo però risposte diplomaticamente evasive. Recentemente una sentenza della Corte di Cassazione (riportata in fondo all’articolo) ha sancito un piccolo ma importante principio che può fare la differenza nella “guerra” alle amministrazioni comunali irresponsabili: il Comune è ritenuto responsabile se si cade in motocicletta nel centro storico. (altro…)

ABS Obbligatorio e prezzi delle motociclette: a cosa andiamo incontro?

L’introduzione di una norma  europea potrebbe obbligare i costruttori di motociclette a fornire il sistema di assistenza alla frenata ABS di serie. Ok: più sicurezza per tutti, ma come cambieranno i prezzi?

L’obiezione più grande all’introduzione di una regola europea che obblighi l’ABS sulle nuove motociclette prodotte è quella dei produttori stessi. Come vi abbiamo già detto in questo intervento (clicca), l’ACEM teme per l’aumento dei costi di produzione. Alla fine, però, come al solito chi deve temere realmente è l’utente finale: in questo caso, i motociclisti. Possiamo stare un po’ più tranquilli grazie alla crisi... Sì, proprio. Le case costruttrici di motociclette sono in leggera recessione a causa di un calo degli ordinativi. In pratica si vendono poche motociclette. Modelli di lusso a parte, quando la domanda diminuisce i prezzi calano. Per un certo periodo quindi non dovremo temere più di tanto per la possibile speculazione sul costo delle nuove moto. Il rischio è, infatti, quello che con la scusa dell’ABS obbligatorio i prezzi delle motociclette vengano “caricati” di una cifra extra e ingiustificata. (altro…)

Polemiche sull’ABS obbligatorio per le motociclette

Tra centauri e operatori del settore fioriscono favorevoli e contrari.

Come vi avevamo anticipato in questo intervento (clicca) l’Unione Europea è sempre più intenzionata a varare una norma per cui diventerebbe obbligatorio l’ABS su tutte le nuove motociclette prodotte. Questa ipotesi, sempre più vicina, ha suscitato dubbi e perplessità tra i costruttori di motociclette e i centauri europei. L’ACEM (Associazione Europea Costruttori Motocicli) in questi ultimi periodi è sotto stress per via della crisi di mercato della vendita di motociclette. Di fronte all’ipotesi del dover costruire solo veicoli dotati di ABS ha dichiarato, con non poca preoccupazione, che questo provvedimento farebbe inevitabilmente lievitare i costi di produzione delle motociclette, rischiando di aumentare le loro difficoltà. Anche per le automobili c’è stato il momento di passare all’ABS obbligatorio, ma l’ACEM fa notare che i produttori automobilistici hanno sempre avuto a disposizione più risorse da sfruttare per far fronte a questi cambiamenti (hanno più giro di affari e non soffrono di fronte a un obbligo del genere). (altro…)

Dal 12 ottobre i caschi a scodella sono fuorilegge, anche sui 50ini

Multe salatissime e fermo amministrativo, anche per i cinquantini

Da martedì 12 ottobre 2010 i caschi a scodella vengono definitivamente messi al bando anche per i cinquantini. Il divieto vale anche per i modelli acquistati prima del 2001. Non ci sono più scuse per giustificare il loro uso e non basterà un “non lo sapevo”. Il percorso che ha portato al bando questi pericolosi caschi è iniziato infatti 9 anni fa: impossibile non averne sentito mai parlare. Del rischio che l’uso di questi caschi comporta ne avevamo parlato in più occasioni, la più famosa si rivolgeva proprio agli utenti dei motorini. Sin dal 2001 la Legge ne vietava la vendita, ma l’uso era ancora consentito sui cinquantini. Questa “falla” nella normativa era una delle tristi tradizioni legislative introdotte per non creare troppo danno alle industrie produttrici di motociclette. Con l’introduzione del casco obbligatorio avevano infatti previsto un crollo delle vendite. La possibilità di usare il casco a scodella per i motorini doveva servire a evitare questo tracollo (che a dire il vero non si era nemmeno intravisto). La “crisi” degli utenti per l’uso obbligatorio del casco sui motorini durò poco meno di 2 anni. (altro…)

TUNING libero: modificare i freni, vediamo come fare

Novità nella Legge italiana a partire dal 24 settembre 2010 In breve: la novità consente di sostituire l’impianto frenante originale della motocicletta con uno aftermarket senza incorrere in multe o sanzioni. Per essere in regola basta seguire una semplice procedura ed è sufficiente che la nuova parte sia fornita di omologazione pubblica. La nuova normativa NON si applica ai cinquantini. Prima dell’attuazione delle modifiche all’articolo 75 del Codice della Strada, infatti, per modificare l’impianto frenante della propria motocicletta bisognava seguire una procedura costosa e complicata, che prevedeva – tra l’altro – una nuova prova di omologazione presso la Motorizzazione Civile. Oltretutto prima era obbligatorio che la casa costruttrice del motoveicolo concedesse il famigerato “nulla osta” per poter sostituire la parte. La nuova legge (del 27 febbraio 2009, con D. attuativo del 10 settembre 2010) cambia radicalmente la situazione, permettendo ai costruttori di impianti frenanti di ottenere un’omologazione autonoma. La responsabilità di validare la parte di ricambio non originale non spetta più quindi alle case costruttrici di motociclette, ma ricade solo sui produttori delle parti. A pensarci bene, non è difficile immaginare perché prima praticamente nessun produttore di motoveicoli s’interessasse a omologare sui propri veicoli una parte prodotta da terzi (che interesse poteva averne?). (altro…)

In moto in città si muore come stupidi

Durante la presentazione del libriccino “La famiglia in moto” sul trasporto dei bambini in motocicletta (di cui vi abbiamo parlato qui) sono emersi anche alcuni dati interessanti sul lavoro delle Forze dell’Ordine e della Polizia locale. La loro missione è sia quella di prevenire gli incidenti sia quella di prestare soccorso nel momento in cui questi, purtroppo, si verificano. Tra i relatori, erano presenti Elisabetta Mancini (Vice Questore Aggiunto della Polizia di Stato e responsabile delle campagne di sicurezza stradale), Antonio Barbato (direttore della Scuola di Formazione della Polizia locale di Milano), Filippo Aragona (Guardia di Finanza, insignito di un importante riconoscimento per atti di coraggio nel soccorso in gravi incidenti stradali a rischio della propria vita) e l’avvocato Domenico Musicco (Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada). (altro…)