7 commenti

fa147
0:00, 6 gennaio 2010

Caro pacotom come te faccio parte di smanettoni.net
oltre che far oarte del direttivo di un motoclub fmi, devo esser sincero il vostro articolo mi ha divertito molto…
…Chi ha scritto l’articolo è stato tanto bravo che mi pareva di vedere le immagini…
Mi permetto d’intervenire per far riflettere chi si è sentito “ferito” dall’articolo: “Faccio parte di un motoclub misto (custom, race replica, enduro, naked, c’è di tutto un pò) e mettendomi una mano sulla coscienza (ed invito tutti a fare lo stesso) mi rendo conto che corrispondo a pennello alla descrizione del racer… (mi spiace ma sulla mia strada non ho ancora incontrato “un mio simile” che si attenesse al codice della strada al 100%…) così come ho notato grandi somiglianze anche nelle altre descrizioni.
Lamps a tutti

pacotom
0:00, 27 novembre 2009

Ben fatto, Claudio. Grazie Astrid!

Ellis
0:00, 26 novembre 2009

Gentile Claudio,
ti ringrazio della risposta, apprezzo le scuse, prendo in seria considerazione la politica editoriale e *non la discuto*, ma continuo a ritenere che forse il post andava scritto con un punto di vista diverso.

Non si tratta di permalosità dei motociclisti (ho solo preso ALCUNI esempi, ma posso fare lo stesso con gli scooteristi), ma di buon senso. Non è ironico, non è comico: è offensivo.
Si è messo nello stesso calderone comportamenti discutibili e pericolosi e comportamenti che non c’entrano *nulla* coll’essere dei deficienti per strada. Qual è lo scopo di *ridicolizzare* chi ha come hobby il restauro di un certo tipo di moto, o il tipo di moto che uno usa, chi si veste in un certo modo, chi fa vestire adeguatamente il passeggero, se sceglie di usare tutte le protezioni possibili immaginabili per sentirsi più sicuro – visto che è l’unica cosa che può controllare al 100%? Non è qualcosa di divertente: è idiota.
Non si prende in giro soltanto un comportamento scorretto sulla strada, che va stigmatizzato con decisione, qui si giudica la persona per quello che decide di fare – e che è nel suo pieno diritto fare – senza causare danno ad alcuno, con quali prerogative non mi è chiaro.
Il messaggio che passa, purtroppo, e lo sottolineo – purtroppo –, è che ci sia uno che si sente figo e che dice ad altri di essere sfigati. Perché scelgono moto custom, vanno in giro in scooter con una seduta comoda, hanno la passione delle moto d’antan, decidono di andare in giro sempre e comunque con le protezioni adeguate. Che cosa c’è di comico o di costruttivo in questo, sinceramente, non lo so.
Ci sono tanti tanti tanti problemi sulla strada, è difficilissimo far passare l’idea che non si è immortali e che le disgrazie non capitano solo agli altri. Poi si arriva qui, e in un contesto ben preciso in cui si fa di tutto per veicolare un determinato messaggio “salvavita”, si leggono giudizi che piovono così, senza nessun motivo.
Mi spiace davvero leggere queste banalizzazioni qui, dove TUTTI (PACO INCLUSO), state facendo un buon lavoro, che meriterebbe maggiore diffusione e maggiore considerazione. Ho letto altri articoli PRIMA di questo, dove si vede il vostro impegno nel far passare il messaggio che la *sicurezza è tutto*, e so che si tratta di un passo chiamiamolo “infelice”, e continuerò a leggere il blog; ma chi legge solo questo post, che cosa può pensare? Passare per questo sito non gli avrà insegnato nulla, se non che c’è qualcuno che lo ritiene sfigato non solo per eventuali comportamenti idioti *sulle due ruote* ma anche e soprattutto per cose che non hanno nulla a che fare con l’andare per strada, senza dargli spunti di riflessione. E continuerà ad andare per strada come ha sempre fatto: se è una persona dotata di buon senso, problemi non ce ne sono; se invece ha sempre messo in pericolo sé e gli altri, qualche problema può crearlo: a sé ma soprattutto agli altri. Tra i quali – ti ricordo – ci siamo io, te, la redazione, chi legge e tutti gli utenti della strada. Se questo è essere permalosi, ok lo sono. Spero solo che il mondo sia pieno di permalosi come me, permalosi sul fatto che la propria sicurezza viene prima di tutto e che la propria vita non debba essere messa a repentaglio da nessun idiota.
Con questo “simpatico” articolo, che cosa si è risolto?

Lamps (rilassàti e non permalosi ;))!

Astrid V.
0:00, 26 novembre 2009

Ottimo Claudio! 😀 una scelta equilibrata e responsabile, come sempre. 😉

pacotom
0:00, 25 novembre 2009

Sono pervenute alcune lamentele sul tenore del pezzo, giudicato troppo graffiante. Ritengo opportuno quindi puntualizzare.
L’articolo è stato scritto da un 50enne che va in moto da quando aveva 14 anni e che ha sempre vissuto la moto come una passione, non come un semplice mezzo di trasporto, per cui è impensabile che “ce l’abbia coi motociclisti” e abbia voluto metterli alla berlina.
Il pezzo va letto in chiave autoironica, che è sempre sintomo di positività. In ogni caso il messaggio non è indirizzato indiscriminatamente a TUTTI i motociclisti, ma esclusivamente a coloro (e ce ne sono, purtroppo) che fanno di tutto per screditare la categoria, come era evidente nella premessa: “Il variegato popolo dei “dueruotisti” si compone di diverse categorie e, in ciascuna di esse, accanto a ragazzini giudiziosi e prudenti, giovani maturi e pacati padri di famiglia, convivono alcuni esemplari poco edificanti”. Il termine “alcuni” avrebbe dovuto fugare possibili perplessità. Ciascuno di noi si porta dietro il proprio bagaglio culturale e di esperienza ed i propri modelli esistenziali, che traspaiono sempre e comunque, qualsiasi cosa guidi e dovunque si trovi a transitare. In sintesi, il maleducato, l’incivile, il superficiale si riveleranno come tali indipendentemente dal numero di ruote che usano.
Ho voluto prendere di mira questi utenti, descrivendone i comportamenti che chiunque può osservare ogni giorno, su qualsiasi strada, leggendo i quotidiani o davanti a qualsiasi Pronto Soccorso. Senza voler in alcun modo coinvolgere nello stesso calderone TUTTI i motociclisti, la maggior parte dei quali sono/siamo rispettosi delle norme del codice e degli altri utenti. Ma prima ancora, sono dotati di materia grigia e sanno che guidare con prudenza ed attenzione abbassa enormemente il livello di rischio.
Se la strada è irta di pericoli, è anche “grazie” a una minoranza di “dueruotisti” che avrebbe bisogno di riflettere sul proprio approccio quotidiano alla guida e verso la quale dovrebbe indirizzarsi la giusta indignazione della “categoria”, giornalmente screditata dai loro atteggiamenti deplorevoli.
Un lampeggio a tutti.

Claudio Cangialosi
0:00, 25 novembre 2009

Gentile Ellis,
premesso che ti ringrazio per le critiche, sicuramente costruttive che hai scritto.

Tuttavia mi permetto di “difendere” (anche se non ne ha assolutamene bisogno) l’autore dell’articolo che personalmente ho scelto di pubblicare perchè l’ho ritenuto comico e non ironico.

Mi spiace davvero che questo sia stato travisato e mi scuso se qualcuno si possa essere offeso.

Nessuno ha voluto sminuire i consigli che, sapientemente, TUTTI gli autori (Paco incluso) stanno scrivendo su questo Blog.

Io che confesso di non essere motociclista nel senso stretto (guido scooter da sempre causa traffico abbominevole) e personalmente mi sono solo fatto una risata quando ho letto l’articolo.

Tuttavia ho il limite di non sentirmi dentro la categoria dei motociclisti in senso stretto, quindi non sono la persona giusta per giudicare al 100% il tuo punto di vista.

Certo che siete proprio dei permalosoni! 😀

Luciano67
0:00, 24 novembre 2009

ma che film e’?!