5 commenti

Jonny
0:00, 4 marzo 2011

Credo sia un’ottima idea. Troppe volte si sente dire: “Non ti avevo visto”.

carlo hans trivellone
0:00, 29 settembre 2010

L’attenta analisi di Bruceowayne rende merito all’acutezza dell’estensore che già in passato ho avuto modo di apprezzare per i vari articoli pubblicati sul tema della siurezza attiva.
Mi sono permesso di aprire un commento all’articolo “Si salvi chi può…con il casco fluò” identificandomi nel tema ispiratore citato da Bruce “…questo genere di innovazioni, soprattutto nella loro applicazione, debba essere affrontato nel migliore dei modi e con la dovuta professionalità” in quanto nello stesso articolo comparivano vari errori ed inesattezze di ordine tecnico che ho cercato di puntualizzare.
In seguito al commento ricevuto da Gigioligio che svuotando il discorso del tema tecnico e riconducendolo al solo marketing (peraltro sulla base di cifre alla d.o. sprovviste di qualsiasi riscontro) ho cercato di ricondurre all’origine il concetto.
Ringrazio quindi Bruceowayne per l’attenzione al tema della sicurezza attiva e della visibilità notturna, argomento per il quale ogni innovazione, studio o ritrovato saranno sempre benemeriti.
Saluti

Carlo Hans Trivellone
0:00, 21 settembre 2010

A scanso di equivoci e per estrema chiarezza, in risposta a Gigioligio, mi preme precisare che i caschi con coating a tecnologia fotonica non raggiungono questi prezzi.
Vero è che un coating intermedio foto-attivo ha un prezzo notevolmente più elevato di un corrispondente inerte ma occorre anche considerare che tutta la ricerca e la sperimentazione vengono condotte sui componenti base del formulato ed i costi risultano quindi “spalmati” sulle diverse applicazioni che spaziano dalla sicurezza al risparmio energetico.
Ritengo quindi che trattando di un argomento di importanza vitale quale la sicurezza, risulta dannoso diffondere questo genere di voci che possono solo ingenerare confusione al pari delle pubblicità poco chiare richiamate nel commento precedente.
Cordialità

Gigioligio
0:00, 19 agosto 2010

Tutte belle e interessanti queste iniziative, ma quanto verrà a costare un equipaggiamento del genere?
Parlo del casco “ipertecnologico”.
Se devo spendere tre o quattromila euro ( si parla di queste cifre) per tutto questo “ambaradan” faccio anche a meno dello scooter.
(Chissà che il tutto, nelle intenzioni, non serva proprio a questo).
Cabrones.

Carlo Hans Trivellone
0:00, 30 luglio 2010

Buongiorno,
premesso che ogni azione in tema di sicurezza resta sempre benemerita e che lo spirito che mi spinge a scrivere è quello del massimo apprezzamento per l’interesse dimostrato dall’estensore dell’articolo, mi permetto qualche precisazione.
i) Fluorescenza, Iridescenza e Luminescenza sono 3 fenomeni ottici completamente differenti
ii) Trizio è una sostanza radioattiva, utilizzata negli orologi subacquei in sostituzione del più pericoloso Radio, ma che non può essere utilizzata senza l’adatta schermatura
iii) Colata di “trizio” verdino: esistono in commercio coating fotoluminescenti trasparenti che permettono di ammirare di giorno le splendide grafiche e che le esaltano di notte mantenendone le caratteristiche grazie ad una sorta di “esoluminescenza”.
Spero con queste poche righe di aver portato un barlume di chiarezza in un argomento che, complici le pubblicità poco chiare, risulta invero ancora confuso.
Buon lavoro !