“Occhio alla moto”, con Provincia di Milano e ANCMA

Milano maggio 2010 - Maggiore attenzione ai motociclisti: è questo il centro della nuova campagna di sensibilizzazione sulla sicurezza stradale promossa da Confindustria ANCMA e Provincia di Milano. Nella Sala Giunta di Palazzo Isimbardi a Milano, sede della Provincia, l’assessore Giovanni De Nicola ha ospitato il presidente Confindustria ANCMA Corrado Capelli per esporre l’iniziativa “Occhio alla moto”. Il presupposto di questa campagna nasce da sconcertanti dati statistici: nel 2008 in Italia, sono morti 1.461 motociclisti e scooteristi, cioè il 30% del totale degli incidenti stradali. Scorrendo ancora le statistiche, si scopre che nel 70% di questi incidenti sono coinvolte moto e auto, perché i motociclisti non sono correttamente percepiti dagli automobilisti. (altro…)

La BMW K1200 GT rischia di perdere l’uso del freno anteriore

Nuovo richiamo per uno dei modelli di punta della casa tedesca Il problema riguarda l’impianto frenante e le possibili improvvise perdite di liquido frenante che potrebbero annientare l’uso del freno anteriore. La causa di tutto pare siano le vibrazioni del normale uso della moto. Il modello K1200 GT è uno dei più diffusi della casa tedesca e questo è il secondo richiamo ufficiale riguardante (pare) lo stesso motivo. Gli esemplari venduti interessati da questo problema sono circa 122.000. La soluzione adottata in precedenza pare si sia dimostrata inefficace a lungo termine. «Con il passare del tempo, è però emerso che anche gli impianti frenanti su cui si era intervenuti non assicuravano un rimedio al 100 per cento», riferisce il portavoce di BMW. La casa tedesca dichiara anche che non ha avuto segnalazioni di incidenti a causa del fallimento dell’impianto frenante. (altro…)

Roma: due ruote a rischio secondo lo studio dell’ACI

"Saranno presentati in Campidoglio i dati dell'Aci Roma che mettono in luce i rischi per chi si muove su moto e ciclomotori e che serviranno all'amministrazione capitolina per correggere il tiro e mettere in campo soluzioni condivise e concrete volte a potenziare i presidi di controllo, per evitare comportamenti a rischio ed eccessi di velocità, predisporre i necessari interventi sulle infrastrutture, con particolare attenzione al ripristino delle buche, ai guard rail di vecchia concezione e ai cordoli mal posizionati". Lo afferma in una nota il presidente della Commissione Sicurezza del Comune di Roma, Fabrizio Santori, che interverrà alla presentazione del libro "Vite sicure, viaggio tra strade e parole", scritto dalla giornalista Ilaria Guidantoni (libro che, tra le altre cose, parla anche di SicurAUTO.it). (altro…)

Guidare sotto la pioggia

Consigli pratici per motociclisti tosti (o sfortunati)
  • Capita…

La motocicletta non è un mezzo di trasporto estivo. Anche se la maggior parte della quantità dei motoveicoli viaggia durante i mesi più caldi, la maggior parte della qualità viaggia prevalentemente durante la primavera e l’autunno. In ogni caso può comunque capitare, anche d’estate, di finire in mezzo a un acquazzone.
  • Indumenti e coscienza

Guidare la moto sotto la pioggia, o sulla strada bagnata, è pericoloso per via del fatto che cambiano totalmente le condizioni della strada e le condizioni personali (ci si bagna). Per evitare inutili rischi ci sono diversi trucchi e consigli che si basano quasi interamente su due fattori: l’abbigliamento e la coscienza fisica. Grazie all’abbigliamento evitiamo di perdere la concentrazione necessaria in queste particolari condizioni, limitando il problema di inzupparsi, con le spiacevoli sensazioni che ciò comporta a livello sensoriale. Con l’espansione della coscienza fisica impariamo ad anticipare quello che sarebbe il comportamento della moto sulla strada mutata dall’acqua e dai detriti. (altro…)

Volvo e Ben Spies per la sicurezza in pista (e non solo)

Ben Spies sottolinea l’importanza di una guida fluida e senza strappi, di un dosaggio sapiente di acceleratore e frizione, sia nella partenza, sia nell’effettuare curve e sorpassi. Inoltre, è necessario non oltrepassare mai i propri limiti: in questo modo, soprattutto in pista – ma anche usando lo scooter in città – è possibile guidare in maniera sicura per sé e per gli altri.
  • La partenza: ecco la prima lezione di Ben Spies. (altro…)

Clinica Mobile e Volvo: strumenti umani per impegni da eroi

Una carrellata di video tutti per voi. Argomento principe: la Sicurezza. La base del progetto di partnership tra Clinica Mobile e Volvo inizia nel 2009 ed è fondato sulla Sicurezza nel mondo dei motori. I nostri eroi in pista hanno (anche) degli angeli custodi in carne e ossa: i medici della Clinica capitanata dal Dottor Costa. A loro sono stati messe a disposizione diverse tipologie di veicoli per poter affrontare al meglio i loro compiti da eroi. Volvo mette a disposizione dello staff della Clinica Mobile la station wagon V70, la crossover XC60 e il SUV XC90. Due vetture saranno impiegate sui campi di gara del Motomondiale, mentre la rimanente presterà servizio nella serie iridata Superbike. (altro…)

Motociclisti: proteggersi resta (solo) un Diritto

Ritirato l’emendamento 20.2 riguardante l’obbligatorietà delle dotazioni di sicurezza per i Motociclisti. Quest’articolo fa seguito a questo e questo. Il dibattito resta aperto perché le proposte legislative vengono solo accantonate. Pensiamo che lasciare tutto così com’è non sia la soluzione ad alcun problema, tuttavia prendiamo atto del difficile rapporto tra cittadini e Istituzioni, tentando di chiarire alcuni punti fondamentali. Innanzi tutto cogliamo l’occasione per inviare un ringraziamento al Senatore Marco Filippi che, nonostante i contrasti, ha dimostrato di prestare attenzione alle critiche e le proposte dirette del "popolo" (noi tutti). La gratitudine non si riferisce al ritiro dell’emendamento sull’obbligatorietà delle protezioni, ma in particolare all’intenzione di consultare i motociclisti esperti prima di procedere a legiferare su questioni così importanti.
  • La risposta del Sen. Filippi alle critiche

Direttamente dal portale personale del Senatore con le nostre sottolineature e commenti (all'interno e di seguito replichiamo) : (altro…)

Modifiche al CdS: obblighi persi e valori ritrovati

Tra le novità: alcune proposte fatte "dal basso" saranno prese in considerazione.
  • Obblighi persi e…

Il Ministro dei Trasporti Matteoli intende velocizzare i tempi di approvazione delle modifiche relative al Codice della Strada. In questo clima di (giustificata?) fretta si rischia di perdere qualche norma per strada e/o di approvare qualche castroneria. Per fortuna, però, è andata sospesa gran parte della proposta di legge che riguardava l’obbligo di indossare abbigliamento protettivo per chi guida le motociclette. Sia chiaro, indossare il corretto equipaggiamento in termini di protettori non è una pratica scorretta o esagerata! Anzi, dovrebbe essere una questione “automatica”, più che governata da obblighi e leggi più o meno comprensibili. La prima versione di questa proposta legislativa, però, appariva esageratamente soffocante e tempestata di lacune imperdonabili. Vedi qui per approfondire l’argomento.
  • Resta il paraschiena

Per quanto riguarda noi motociclisti, sembra che verrà introdotto solo l’obbligo di indossare il paraschiena (oltre al casco), anche se ancora non è chiaro se questo dovere sia vincolato o meno alla potenza del veicolo. Pare che l’obbligo sopraggiunga guidando motocicli di potenza superiore ai 25 Kw. Saremo inoltre interessati anche da provvedimenti “trasversali” auto/moto, tra cui lo sconto sulle multe pagate subito e il probabile aumento della velocità massima a 150 Km/h nelle sole autostrade dotate di tre corsie e di controllo elettronico della velocità tramite tutor. (altro…)

Giornata Nazionale dell’Autoriduzione del Pedaggio Autostradale

Il 16 Maggio, il  Coordinamento Motociclisti invita i centauri ad autoridursi il pedaggio autostradale in forma di protesta. Scopriamo come, aggiungendoci qualche "perché".
  • La protesta

Il Coordinamento Motociclisti istituisce per il giorno 16 Maggio 2010 la Giornata Nazionale dell’Autoriduzione ed invita tutti i motociclisti a partecipare pagando il pedaggio autostradale nella misura del 20% dell’importo dovuto, da soli o in gruppo. La forma di protesta è legale poiché la somma rimanente può essere versata in un secondo momento comodamente da casa come saldo di un pagamento parziale (in fondo alla pagina le modalità).
  • Un po’ di storia

Le autostrade sono un’invenzione italiana, Sì, proprio così. Nel 1924 fu inaugurato il primo tratto di autostrada d’Italia, la Milano-Laghi, che conduceva da Milano ai laghi lombardi di Como, di Varese e Maggiore. Sul nostro territorio le autostrdade hanno trovato la vita, si sono evolute, espanse, ma anche involute. La regressione in questione riguarda la scomparsa della classe “0” (Zero) che risale al 1990. A questa categoria facevano riferimento i veicoli a due ruote e la tariffa era più bassa rispetto a quella delle automobili.
  • Perché protestare

Come ben sapete l’Italia è uno dei pochi paesi Europei ad applicare alle moto le stesse tariffe autostradali delle auto, con il risultato che chi percorre le Autostrade Italiane con uno scooter 150cc paga lo stesso pedaggio di un SUV 3000 cc pur occupando meno spazio, pesando un decimo, consumando meno asfalto, inquinando molto meno e usufruendo di minori servizi. (altro…)

Proposta per la “Dotazione di sicurezza per i motociclisti”

Questo intervento segue il discorso iniziato nell’articolo dedicato alle possibili modifiche di Legge che imporrebbero ai motociclisti l’uso di abbigliamento protettivo. Una premessa importante: Non affronterò l'argomento solo dal punto di vista della protezione personale e della sicurezza passiva... per fare un favore a Governi che non adeguano la sicurezza delle strade. Prendo in considerazione unicamente questo aspetto, poiché è quello in discussione. La mancanza di attenzione dello Stato per tutto ciò che riguarda la Sicurezza Attiva, la Prevenzione e la manutenzione stradale non sono in discussione. Sappiamo tutti quanto sia disastrosa la situazione nel nostro Paese, tuttavia trovo inutile, se non addirittura Stupido, scrivere o pensare concetti come: “fino a che non aggiustano le strade, non mi proteggo”. A un primo impatto la proposta di modificare il Codice della Strada, per fare in modo che aumenti l’uso dei dispositivi di protezione, mi è apparsa quasi come dovuta, a prescindere dalle motivazioni originali di chi l'ha voluta e proposta. Il motivo è da ricondursi all’immensa ignoranza che popola le (in)coscienze dei motociclisti moderni. A differenza del passato, infatti, oggi ci sarebbero gli strumenti individuali per evitare che una caduta in moto si trasformi in una tragedia personale e familiare. Esistono nuove tecnologie e sistemi in grado di proteggere il motociclista. Basti pensare al momento in cui dovesse sventuratamente concretizzarsi uno dei fatti che ci pongono quasi alla fine della catena alimentare della strada, per rendersi conto che agire sul fattore "passivo" del sinistro è quasi indispensabile; persino in un ipotetico mondo ideale in cui mancherebbero ostacoli fissi e altri mezzi a causare incidenti. La Legge così proposta, però, appare “soffocante” ed è stata definita perlopiù “liberticida” dalla maggior parte degli utenti delle due ruote che sono intervenuti nella discussione (sia qui, sia altrove). Effettivamente, nella norma così concepita, ho individuato tantissime incongruenze e forzature ingiustificate. (altro…)