Caschi ai Raggi X: HJC RPHA 91, originalità a ogni costo?
Oggi proviamo il prestigioso HJC RPHA 91, un modulare tra i più raffinati e specialistici sul mercato. Abbiamo aspettative enormi
Oggi proviamo il prestigioso HJC RPHA 91, un modulare tra i più raffinati e specialistici sul mercato. Abbiamo aspettative enormi
HJC non vuole essere una comparsa, nel competitivo e affollato settore dei caschi. Vuole un ruolo da protagonista e per averlo, combatte con le unghie, con i denti e con la creatività. I suoi prodotti non sono mai banali, né come grafiche e né come soluzioni tecniche. Chi compra un HJC è un motociclista specializzato, che sa trovare qualità anche al di fuori dei soliti tre o quattro marchi di alta gamma. Per distinguersi, però HJC percorre sentieri inesplorati e rischia forte. In questa puntata di Caschi ai Raggi X, la rubrica di SICURMOTO.it che ‘viviseziona’ i migliori caschi sul mercato, abbiamo messo sotto esame il modulare RPHA 91. Uno dei loro caschi più originali e “rischiosi”.
HJC RPHA 91: ESTETICA E DESIGN
Le foto non rendono la caratteristica principale di questo prestigioso top di gamma: il frontale largo e piatto, invece della solita forma a punta della concorrenza. È una scelta tecnica di grande efficacia, che vi spiegheremo nel prossimo punto, ma fa sembrare tutto il casco più grande. Un effetto che la concorrenza sta cercando di evitare. Qualità o apparenza? A voi la scelta.
A parte questo, abbiamo una calotta tonda, lineare, con pochi spigoli e solo un accenno di spoiler posteriore. Look classico per un casco dedicato a un pubblico adulto e poco interessato a dare nell’occhio. Anche le scelte grafiche sono più sobrie della media HJC, più che altro orientate verso le colorazioni ufficiali dei marchi motociclistici più prestigiosi.
Molto sobrio, forse anche troppo, l’interno grigio in tinta unita, smontabile e lavabile. Forse in HJC pensavano che tanto nessuno lo guarda, ma non avevano previsto noi dei Caschi ai Raggi X…
Però li perdoniamo, perché il cinturino micrometrico ha una fibbia e una linguetta in lega leggera, che sono dei piccoli gioielli.


HJC RPHA 91: SOLUZIONI TECNICHE
Avete mezz’ora? Sedetevi e cominciamo dalla mentoniera con movimento ellittico. Si tratta di una soluzione estremamente complessa, che porta la parte anteriore ad arretrare e abbassarsi, quando viene sollevata. Il risultato è che viaggiando con il casco aperto, non c’è la vela di Luna Rossa a sventolare sopra la nostra testa. Per farlo, oltre a una cerniera a due movimenti, ci vuole una mentoniera dalla forma più larga, che si adatti alla sommità del casco. Capito?
Nessuna soluzione ardita per la visiera trasparente, anzi non abbiamo apprezzato la scelta della linguetta laterale, che ci è sembrata poco funzionale sia per aprire che per chiudere il casco. Diffusa, ma sempre apprezzata, la predisposizione Pinlock, con la pellicola fornita di serie.
Molta più tecnologia, abbiamo trovato nella visiera parasole, che vanta un meccanismo a tre stadi, sia per regolare l’altezza del plexi, che la distanza dal viso. Una innovazione assoluta, molto figa ma dall’utilità relativa.
Molto utile invece la potente ventilazione, un estrattore posteriore e ben quattro prese d’aria anteriori, di cui due sopra la visiera, per potenziare il ricambio dell’aria tra il viso e la visiera. Tutte le aperture sono regolabili o escludibili, per personalizzare l’effetto.
Per ultimo, abbiamo lasciato il comando di blocco mentoniera, che è separato in due. Un cursore a spinta blocca la mentoniera in alto ed un altro aziona una molletta che sblocca il primo e libera la mentoniera.
Il nostro HJC RPHA 91 pesa 1.730 grammi, che non sono pochi. Senza tante ricercatezze, forse avrebbe risparmiato almeno un etto.
HJC RPHA 91: LA RADIOGRAFIA
L’immagine ai Raggi X del nostro casco, ci mostra subito la trama del tessuto delle fibre, che compongono la scocca. Nascoste all’interno invece troviamo un’infinità di parti metalliche. Tantissimi bottoni di bloccaggio della fodera e innumerevoli vitine per fissare le prese d’aria.
Nella parte anteriore, vediamo l’elaborato sistema di aggancio della mentoniera, che ha dei fermi a ghigliottina a forma di falce, bloccati da piccole molle e comandati dal bottone centrale, tramite due fili metallici. Una molla singola si intravede, in parte coperta da un bottone, subito dietro la visiera. È quella che sblocca il blocco mentoniera.
Doppio filo di ferro anche per la visiera parasole, probabilmente per pilotare con precisione il movimento a più posizioni. In conclusione, questo HJC si rivela un casco molto complesso, anche sottopelle.

HJC RPHA 91: LA PROVA SU STRADA
Da un casco di questa categoria, figlio di scelte così precise e raffinate, ci aspettavamo moltissimo e le nostre attese non sono state deluse. La calzata è comoda, ampia e la forma interna molto regolare. L’imbottitura è abbondante dove serve e i tessuti forse non saranno bellissimi, ma hanno un aspetto molto robusto e sono piacevoli sul viso.
Nonostante la calotta in fibra, l’HJC RPHA 91 non è una piuma, in più sentiamo il bilanciamento decisamente anteriore. Strano. Proviamo a sollevare la visiera e forse anche grazie al movimento ellittico, il casco diventa neutro. Capiamo quindi che tutto il progetto è finalizzato a viaggiare con la mentoniera aperta. Grazie alla doppia omologazione P/J è ampiamente consentito, ma noi non ve lo consigliamo.
Il comfort di marcia è il vero jolly del nostro modulare coreano, che vorremmo per andare in vacanza. Lo spazio davanti al viso è praticamente un monolocale, arioso e arieggiato, grazie a ben tre prese d’aria dedicate. La mentoniera si comanda con semplicità, mentre il sistema di blocco è nascosto nella cerniera e ha due comandi separati. Uno per bloccare ed uno per sbloccare. Ma una cosa semplice, no?
Siamo su strada e il casco si comporta molto bene. Attutisce i rumori e consente ampia visibilità, ma capiamo che vuole qualcosa di più. Sullo scorrimento veloce infatti trova la sua dimensione. L’effetto del vento alleggerisce tantissimo il casco sulla testa e riequilibra il bilanciamento. Questa è la sua dimensione e sfruttiamo le regolazioni della ventilazione, per creare il giusto microclima interno, anche in queste giornate di inverno due punto zero.
Ultimo argomento a favore è il silenzio generale, davvero elevato e adatto a macinare km senza stress. Il casco ha la predisposizione a un sofisticato sistema intercom della HJC, che consigliamo assolutamente.

HJC RPHA 91: SI O NO?
Di solito i modulari sono caschi versatili e nessuno vi impedirà di andare in scooter nel traffico con l’HJC RPHA 91. Sarebbe però come andare nel centro storico con un Hummer. La sua dimensione è l’autostrada, per andare lontano godendosi il viaggio.
Lo consigliamo quindi ai routard, quelli che ogni occasione è buona per scappare dalla città. Grazie a queste caratteristiche, ci sembra altrettanto valido per i pendolari all’americana, quelli che abitano a un’ora di autostrada dal lavoro. Meno consigliato per chi guida una moto sportiva ed ha bisogno di un casco leggero.
Il nostro esotico modulare coreano costa da 549 € a salire, a seconda delle grafiche.