Comparativa sottocasco: meglio tecnico o economico?
Mettiamo a confronto varie soluzioni improvvisate, contro un sottocasco tecnico. La differenza di prezzo vale la spesa?
Mettiamo a confronto varie soluzioni improvvisate, contro un sottocasco tecnico. La differenza di prezzo vale la spesa?
Chi usa la moto d’estate (ma visto il cambiamento climatico questa considerazione vale anche per l’autunno) conosce benissimo la sensazione orribile di infilare un casco bagnato di sudore. Non lo fareste mai con una maglietta o un paio di calzini: perché farlo con il casco? La soluzione al problema c’è ed è il sottocasco: un accessorio sottovalutato, ma indispensabile per rendere più confortevole la vita su due ruote.
LA STRADA PER IL SOTTOCASCO
Le temperature tropicali a cui ci stiamo abituando, fanno diventare il casco uno strumento di tortura. I meno esperti o i più pigri, risolvono con soluzioni artigianali: dai fazzolettini usati come papaline ai cappellini con la visiera, indossati all’interno del casco. Ma nemmeno d’inverno il casco ha una vita facile. Tra lo sporco quotidiano e l’abitudine di riporci dentro i guanti usati, bisogna rifare lo shampoo ogni volta che si scende dalla moto.
Solo quando si sceglie un sottocasco tecnico, si capisce di aver sprecato tempo e denaro. Per fortuna, a indicarvi la strada giusta ci siamo noi di SICURMOTO.it e, per fare una comparativa seria, abbiamo guidato per tre giorni con tre soluzioni diverse: un sottocasco da bici, uno “motociclistico” ma super economico, proveniente da un negozio cinese, e un vero sottocasco tecnico da moto, il sottocasco Calottina Leggero della linea estiva Sixs BT.

IL SOTTOCASCO DA BICI
In bici si va piano e si suda molto, quindi il sottocasco ciclistico è leggero e traforato. Più che assorbire il sudore, ne evita la formazione.
Testato sotto il sole di questo strascico d’estate napoletana, ha lasciato la testa solo leggermente umida. Il tessuto si asciuga in pochi minuti e solo in caso di sosta brevissima mantiene ancora un minimo di umidità tra le fibre. Una volta a casa, basta un lavaggio rapido a mano e una stesura veloce per averlo di nuovo pronto.
Il suo limite è la forma, corta e adatta al caschetto da bici. In più ci sono le cuciture, pronunciate e marcate contro l’imbottitura del casco. Il cordone che preme sulla fronte e sulle tempie, può dare veramente fastidio. Soprattutto se abbiamo un casco molto nuovo, che calza ben aderente, oppure un casco dal carattere sportivo, che ha l’imbottitura più rigida del solito.
IL SOTTOCASCO SUPER ECONOMICO
Stesso problema per un capo acquistato da un rivenditore generalista. Invece del cordone, qui abbiamo un grosso risvolto, che preme solo sulla fronte e in modo meno fastidioso. L’imbottitura lo accoglie meglio e dopo qualche giorno si sente a malapena: con un po’ di uso può diventare confortevole.
Il suo vero limite è la qualità del tessuto. Con i climi quasi sempre estivi dovuti al riscaldamento globale, servono soluzioni tecniche adeguate. Questo sottocasco fa il suo lavoro ma non rinfresca, si inzuppa e dopo soste brevi, vi restituisce quell’effetto bagnato che dovrebbe evitare. Molto probabile che dia il meglio di sé nella stagione invernale.

IL SOTTOCASCO TECNICO
È ovvio che un capo studiato apposta per una funzione la svolga meglio degli altri. Il vero dubbio è se la differenza di costo valga la spesa. Partiamo quindi dicendo che un sottocasco tecnico di marca costa circa 20-25 €. Non una cifra alla Briatore. In più, i migliori sono senza o con meno cuciture possibili, evitando sempre fronte e tempie.
All’utilizzo, l’esperienza di guida con il nostro Sixs Breeze Touch è sensibilmente migliore degli altri prodotti. La calzata in testa è morbida e la sensazione di un tessuto di qualità si sente. Ancora di più, se una folta capigliatura è un ricordo che appartiene al passato.
La ventilazione è circa la stessa del caschetto da bici, ma il tessuto è più piacevole e la calzata più ampia protegge meglio la testa dal contatto con la fodera interna del casco. In più abbiamo scoperto che fa molto figo, quando togliamo il casco e sfoggiamo il capo tecnico. Parecchi amici si sono avvicinati per chiedere informazioni.

L’IMBOTTITURA NEL CASCO
Una soluzione ibrida, è quella di aggiungere nel casco una fodera accessoria, che faccia passare aria e sia facilmente lavabile. Questo tipo di soluzioni restano ferme nel casco con delle toppe in velcro, che si aggrappano all’imbottitura. La calottina viene via facilmente per essere lavata, ma piano piano perde aderenza.
L’idea è buona in se, ma crea spessore e può funzionare al meglio solo con un casco che stia largo in testa. La contraddizione è che il casco non deve mai vestire largo e se nel tempo ha preso gioco, è assolutamente da cambiare.

CHI TROPPO VUOL RISPARMIARE, SPENDE IL DOPPIO
Guidare comodi è fondamentale per restare concentrati e rendere al meglio, quando siamo in sella. È uno dei concetti chiave della sicurezza attiva e l’umile sottocasco, nel suo piccolo, può fare tanto per i nostri tragitti quotidiani.
Chiarito questo, va visto se la spesa del sottocasco tecnico vale veramente la pena. La risposta è “dipende”. Da cosa? Non dalla vostra tasca, come sicuramente stavate pensando. Come abbiamo detto, la spesa di un sottocasco di qualità non manda in rovina nessuno.
Dipende invece dalla vostra capacità di concentrazione. Se siete persone distratte, che perdono tutto facilmente, perdere il Sixs o un altro accessorio specialistico due o tre volte l’anno, può essere scocciante. Se invece riuscite a stare un minimo attenti e siete capaci a farvi durare le cose, sarebbe una sciocchezza restare nell’ambito delle situazioni arrangiate. A voi la scelta.
IL SOTTOCASCO SUPER ECONOMICO