Le microcar sono più sicure degli scooter?

Alquanto costose, vengono scelte dai genitori per la loro apparente protezione. In realtà, le statistiche italiane smentiscono questa sensazione. Manca una norma unica/europea più severa per i controlli di sicurezza passiva

L’indice di mortalità delle microcar, in Italia, è il triplo di quello automobilistico e il doppio rispetto a quello motociclistico. Siamo sicuri che siano sicure? (dati Istat 2007/2008) Le minicar: nel 2007 sono state protagoniste di 135 sinistri, quasi uno ogni tre giorni. Il numero più alto a livello nazionale, sia in termini assoluti, che in rapporto al numero di veicoli circolanti. Basti pensare che i quadricicli coinvolti in incidenti sono l’1,5%, contro lo 0,8% delle auto.

Ogni altra statistica che non tenga conto del rapporto tra numero di veicoli circolanti e numero di incidenti è totalmente inaffidabile: non bisogna contare il numero dei sinistri ma quanto questi siano in proporzione al numero di veicoli di quel tipo in circolazione.

La prima premessa dovuta riguarda il frequente errore di paragone che i “fanboy” delle minicar accusano la stampa di commettere in continuazione. Le minicar non sono automobili, questo noi lo sappiamo bene e lo premettiamo proprio qui all’inizio. Quello che però gli amanti (e produttori e venditori) di questi quadricicli -a volte- non considerano è la ovvia tendenza dei consumatori a credere che le microcar siano delle micro-car (appunto): vale a dire delle piccole automobili.

  • Il pericolo numero 1 è la sensazione di sicurezza

Il paragone con le auto, quindi, è sbagliato ma non possiamo non tenerne conto. Chiariamoci meglio: sarebbe giusto far finta di niente se ci fosse una consapevolezza popolare diffusa del fatto che auto e minicar non sono paragonabili, se si facesse più informazione e si dicesse (ovunque e in continuazione) che le minicar sono delle pesanti motociclette a 4 ruote ricoperte da una talvolta fragile struttura. Gli utenti proprio non vogliono capirlo e i sostenitori di questi mezzi di trasporto si affidano ciecamente alle parole dei costruttori che di certo non ammetterebbero mai un errore di comunicazione (forse bastava essere più chiari con il marketing iniziale, ndr). Insomma, rispondono tutti con la stessa frase standard (che vi riportiamo sotto) che però (secondo noi) non è abbastanza chiara. Si scrive che “non sono paragonabili”, punto. Perfetto, ma diciamo anche il perché in parole semplici.

I produttori, gli stessi dei motocicli, sostengono che:

“E’ concettualmente scorretto e fuorviante paragonare la sicurezza delle minicar, che sono ciclomotori a quattro ruote, con quella delle autovetture. I quadricicli sono veicoli che sottostanno a normative comunitarie in materia di sicurezza ed omologazione”. Sì, va bene, ma perché? E che significa?

Il motivo reale, in soldoni, consiste nel fatto che questi quadricicli devono essere considerati al pari delle motociclette (eventualmente) e non delle automobili, perché non sono in grado di garantire alcuna protezione minimamente paragonabile a quella delle auto. Al contrario, la non esigenza di indossare il casco, o qualsiasi altro accessorio protettivo, fa sì che siano delle motociclette in cui non ci si bagna se piove, ma non ci si possa nemmeno proteggere in altro modo. Fermo restando che esiste una qualche forma di protezione  data dalla presenza dei pannelli di plastica che formano la carrozzeria e, solo in alcuni casi, una cellula protettiva in alluminio. La cellula in alluminio non è per nulla resistente come quella in acciaio delle auto, ma per esigenze di peso non è possibile fare altrimenti.

  • Pericolo conducente

Il primo fattore di rischio per la guida delle minicar consiste, esattamente come per i motorini, nella diffusa inadeguatezza del conducente. La Legge a oggi permette la guida di questi quadricicli anche senza patente: basta il Certificato di idoneità alla guida dei Ciclomotori. Il fattore di rischio è lo stesso dunque? Non proprio. Le microcar sono a forma (e quasi dimensione) di automobili e, rispetto agli scooterini, sono dotate di una scarsa maneggevolezza. Questi fattori fanno sì che debbano circolare – come le auto –  tra le auto e i camion alla loro stessa esposizione al rischio. Più difficile, per un inesperto, schivare un impatto o “sentire” un pericolo standosene chiusi nella carrozzeria apparentemente sicura.

La scarsa conoscenza delle regole della strada è stata recentemente documentata in un servizio de “Le Iene” su Italia 1. Qui potete trovare il video (inizia dopo la pubblicità, bisogna pazientare 30 secondi). L’indagine è stata fatta a Roma, dove queste vetture sono molto diffuse. I dati risultanti sono incredibili: hanno avuto tutti un minimo di 2 incidenti all’anno e praticamente nessuno di loro conosce i segnali stradali.

Ribadiamo che i ragazzini alla guida di minicar sono soggetti anche a tutti gli altri rischi che abbiamo accertato in quest’altra inchiesta (clicca per leggere)

  • Crash test approssimativi

Quasi tutti i sistemi di sicurezza presenti sulle microcar sono ancora in fase di sviluppo. Ci teniamo anche a far presente che il progresso di tali sistemi è stato alimentato a suon di vite umane; vale a dire dopo l’apertura di indagini della magistratura scaturite dall’elevatissimo tasso di mortalità in caso di incidente. La tecnologie delle auto non sono direttamente applicabili alle microcar e vanno adeguate per via del peso e dei costi. Questo lascia intuire che tutte le vetture di questo tipo in commercio e in circolazione siano dotate di protezioni fortemente migliorabili. Per esempio: nelle prime versioni, le cinture di sicurezza installate non erano sottoposte ad alcuna prova. Oggi esiste l’obbligo di testarle, ma singolarmente: solo le cinture insomma e punti d’attacco sulla carrozzeria. Non c’è una procedura ufficiale per fare eventuali crash test integrali e non esiste nemmeno l’obbligo di eseguire queste prove.

I controlli alle cinture vengono generalmente effettuati senza manichini a verificare le reali conseguenze di un impatto. In caso di scontro frontale o di ribaltamento, la mancanza di una cellula di sicurezza indeformabile rende la protezione praticamente inesistente. Alcuni esperti hanno fatto notare come la presenza del manichino nei test sia fondamentale, poiché da prove non ufficiali si evinceva che nonostante la tenuta delle cinture, il piantone dello sterzo rischia di sfondare la cassa toracica del guidatore.

Fanno positiva eccezione (ma mancano delle prove indipendenti) alcuni marchi che abbiamo avuto modo di contattare direttamente a EICMA 2010 (in questi giorni).

  • Grecav (Italia) sottopone le sue mini-vetture a test di sicurezza più severi rispetto alle normative vigenti. I loro crash test sono integrali ed eseguiti con la presenza di manichini e a velocità superiori rispetto a quelle a cui le minicar potrebbero viaggiare. Le microcar Grecav sono dotate di cellula di sicurezza in alluminio ed anche i pannelli di riverstimento sono in alluminio (non in plastica).
  • Aixam (Francia) esegue crash test integrali con manichini nonostante nemmeno la normativa francese li preveda. Effettuano test di maneggevolezza e installano di serie sistemi di sicurezza attiva come il lampeggiamento di emergenza degli indicatori di direzione in caso di frenata improvvisa e le luci diurne. Le minicar Aixam sono dotate di uno speciale serbatoio ultraresistente e della scocca in alluminio.

Appare quantomeno ovvio che serva una norma unica/europea più severa per i controlli di sicurezza per TUTTE le minicar

Se sei un produttore o distributore di minicar/microcar e vuoi comunicarci informazioni riguardanti la sicurezza ed i test eseguiti sui vostri mezzi, scrivi a redazione@sicurmoto.it

  • Agilità

Investire o essere investiti, questo è il problema. Alla guida di un mezzo poco agile diventa difficile evitare un bambino che attraversa la strada. Pensiamo anche ad altri mezzi di trasporto come l’apecar (trasformato recentemente in minicar). Quando alla guida c’è un 14enne che ha esperienza solo con la bicicletta, non possiamo aspettarci alcuna preparazione e adeguata reazione per evitare l’impatto.

Un altro rischio sottovalutato è quello del rimanere incastrati nella vettura a seguito di un piccolo impatto e, quindi, il non poter scappare da un potenziale rischio più alto.

La persona che sta scrivendo questo articolo si è salvata la vita in motocicletta diverse volte, infilandosi a fianco delle auto in coda per evitare di essere tamponato da automobili, camion e autobus che sopraggiungevano a folle velocità da dietro. Se ai tempi fossi stato alla guida di una minicar, insomma, probabilmente non sareste qui a leggere questo articolo.

  • L’auto-convincimento degli acquirenti

In giro per il web leggiamo commenti decisamente fuori luogo di genitori che recentemente hanno acquistato la microcar per i loro figli. Non accettano l’idea che quella bella automobilina sia -in realtà- solo uno scooter coperto. Le frasi sono diverse, ma i concetti sono gli stessi: insistono nello scrivere che le loro microcar sono sicure perché sono chiuse come le automobili. Oppure (peggio) sostengono che il modello in cui è morto il ragazzo finito sui giornali non è lo stesso che hanno acquistato loro e quindi non corrono alcun rischio: errore di valutazione evidentissimo. Tutti i rischi che vi abbiamo elencato in questa pagina sono tali per via della tipologia del mezzo di trasporto e non tanto per la marca o il modello. I sistemi di sicurezza che alcune marche adottano sono validissimi, tuttavia non sono minimamente paragonabili a quelli delle auto che andrebbero a impattare sulle minicar in caso di incidente.

Forse diventa troppo difficile ipotizzare di aver fatto un errore di valutazione dopo aver speso 15.000 € ? In commercio ci sono automobili che costano molto meno, e molto più sicure delle microcar, ma i minorenni non possono guidarle perché non sono ritenuti capaci… perché dovrebbero essere perfettamente in grado di guidare minicar?

  • Insomma: sono più sicure degli scooter?

Noi pensiamo che dipenda molto dal tipo di incidente. Certamente urtare un guardrail con la minicar espone a rischi minori rispetto a uno scooter qualsiasi, in più non c’è il rischio di sbilanciarsi e cadere. Tuttavia non dobbiamo dimenticare che la carrozzeria non garantisce efficiente protezione, ma impedisce di indossare abbigliamento protettivo e dà una falsa idea di sicurezza. In più non è possibile “sfuggire” ad alcune pericolose situazioni che si verificano a causa di rallentamenti improvvisi, per esempio, in cui con uno scooter è più facile svincolarsi.

A voi la scelta, insomma, ma che sia una decisione informata. Secondo alcuni di noi, forse è meglio spendere 4.000 euro per una moto e 2.000 per abbigliamento protettivo e  1.000 in corsi di guida sicura, piuttosto che 10/15.000 per uno scooter in scatola. Ma è pur vero che  noi pensiamo da Motociclisti… :)

Un consiglio importante che ci sentiamo di darvi è di frequentare comunque corsi di guida sicura: se hai trovato 13.000 euro per una minicar, puoi spenderne altri 3/400 per aumentare drasticamente la consapevolezza del suo guidatore. Specie si tratta di tuo figlio.

INCIDENTI IN ITALIA
Tipo veicolo veicoli Morti Feriti Indice di mortalità
Automobili 272.150 2.098 177.140 0,77
Velocipedi/biciclette 15.636 288 14.533 1,84
Ciclomotori 28.665 294 28.216 1,03
Motocicli 55.320 1.086 55.086 1,96
Minicar 682 18 558 2,64
dati Aci-Istat  – anno 2008

3 commenti

  1. [...] Per forme e dimensioni, ma anche per posizione di guida, sono sfavoriti rispetto ai cugini più piccoli, nelle manovre da fermo e nella guida in mezzo al traffico, che comunque risulta di molto più redditizia rispetto ad una piccola utilitaria o microcar (vai all’articolo: le microcar sono più sicure degli scooter?). [...]

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