L’abbigliamento tecnico non è un optional

4 novembre 2009 - 16:00

Pur non essendo ancora obbligatorio per legge… l’abbigliamento tecnico non è un optional! Moltissime tra le persone che viaggiano in moto si dimostrano banalmente ignoranti, tralasciando l’uso del giusto equipaggiamento, compiendo quindi un acquisto parziale e/o incosciente.

Spesso si tratta di un errore inconsapevole, ma in legge e nella sicurezza: l’ignoranza non è ammessa.

La moto è composta da 2 ruote, un motore, un telaio, altre parti varie, un pilota e il relativo abbigliamento tecnico. Girare in moto senza indossare protezioni è come saltare da un palazzo all’altro senza trucchi cinematografici e cavi di sostegno: il minimo errore può causare gravi conseguenze.more

Quando (e se) viaggiate in automobile, vi sono alcune caratteristiche di sicurezza passiva e sicurezza attiva che vi circondano proteggendovi in caso di spiacevoli “inconvenienti”. Si tratta di airbag, barre anti-intrusione, cinture di sicurezza, deformazione programmata, cristalli, assorbitori d’urto, elettronica e tanto tanto altro.


Quando siete in moto la parte dedicata alla sicurezza passiva sono le vostre chiappe… vi pare abbastanza? Provate a strofinare energicamente un polso su di un muro liscio, coprendolo solo con uno strato di stoffa sottile: vi sembrerà di prendere fuoco. Ora immaginate caviglie/polsi/schiena/gomiti/spalle che strofinano sull’asfalto (nella migliore delle ipotesi) a 50 Km/h, coperti solo da una maglia estiva oppure dal nulla… l’effetto – oltre che abrasivo – è ustionante.

Il modo migliore per rischiare tutte le dita dei vostri piedi è viaggiare in motocicletta con gli infradito (orrore!), ciabatte, mocassini o con altre calzature non adeguate. Le stesse ginocchia vanno protette, assolutamente; perché se una caduta dall’altezza di 2 scalini può causare gravi problemi, figuratevi da un motociclo in movimento.


Non sottovalutiamo poi il crescere esponenziale della violenza dell’eventuale tonfo all’aumentare dalla velocità. Un impatto a 50 Km/h equivale a buttarsi dal 3° piano di un edificio; a 70Km/h siamo già al 5° piano (!!)

Se ancora avete dubbi sulle possibili conseguenze… recatevi da un amico sfasciacarrozze e provate a prendere a ginocchiate, gomitate, testate, spallate, pedate le automobili demolite e l’asfalto (sono serio!)

Molto meno serio è invece il comportamento di alcuni operatori della comunicazione che producono, approvano e divulgano pubblicità televisive in cui una ragazza sale su una moto con gambe e piedi praticamente nudi, quindi esposti a gravi rischi, come facilmente rilevabile nel famoso video che segue (dal fotogramma 350 in poi).

L’acquisto di una moto (o comunque l’uso) ne comporta necessariamente un adeguato equipaggiamento. Personalmente ritengo che il minimo indispensabile sia: Casco, guanti, giacca con protezioni alle articolazioni e alla schiena, scarpe apposite (o almeno stivaletti).


L’abbigliamento tecnico è composto di materiali speciali che non si scaldano fronteggiando l’eventuale attrito con l’asfalto, non si strappano facilmente, resistono ai tagli, alle torsioni e allo schiacciamento da (enorme) peso. Le calzature motociclistiche non si “scalzano” in caso di manovra di emergenza o in caso di caduta: restano al loro posto, proteggendo anche le caviglie.

NO: le giacche da sci/snowboard non sono adatte: l’asfalto non è ghiaccio; quel tipo di tessuto, oltre a non proteggere affatto, rischia di fondersi sulla pelle con l’attrito (dell’attrezzatura tecnica da sci/snow potete eventualmente riciclare paraschiena, parastinchi e ginocchiere, se previsto dal produttore).


L’abbigliamento (fortemente) consigliato comprende il paraschiena integrale al posto di quello eventualmente integrato nella giacca, casco integrale, stivali, pantaloni con protezioni alle ginocchia e alle gambe.

L’abbigliamento corretto comprende anche: pantaloni con protezioni alle articolazioni, gambe, ginocchia e anche (nel senso anatomico). I soldi (che spesso scarseggiano) non sono una scusa accettabile: se avete 2.000/5.000/18.000 euro a disposizione per la moto, calcolate che una percentuale *deve* finire in abbigliamento.

E’ scomodo vestirsi d’estate? Fa caldo nella giacca (estiva) sotto il sole? Si suda nel casco integrale? I pantaloni tecnici sono scomodi quando si scende dalla moto? Voglio essere sincero: la risposta ovviamente è Si. Dobbiamo pensare però che le conseguenze del viaggiare senza protezioni possono essere molto più fastidiose, dolorose, ma soprattutto -purtroppo- permanenti.


Attenzione all’acquisto: non tutti i prodotti fabbricati da marche note per l’abbigliamento motociclistico sono effettivamente protettivi. Verificate che il modello che intendete acquistare sia effettivamente destinato all’uso stradale e/o chiedete consiglio al negoziante, ad un amico o anche qui.

Attenzione! Le stesse identiche considerazioni fatte per i piloti valgono in egual modo per l’eventuale passeggero.


5 commenti

Vadopiano
0:00, 25 aprile 2011

Ho acquistato l’anno scorso un paio di pantaloni protettivi di marca Dainese. Per la protrusione dell’addome non proporzionata alla lunghezza degli arti inferiori ho dovuto procurarmi la taglia 52 al posto della 50 o 48 che sarebbe più adatta alla mia statura. In tal modo le protezioni destinate alle ginocchia, in posizione eretta, sono poste più in basso. Il venditore affermava (e dimostrava) che peraltro in moto, per la flessione delle ginocchia, le protezioni si trovavano al punto giusto. Ma in caso di caduta? Mi conviene dimagrire e sostituire le braghe o posso star tranquillo?
Sempre grazie mai sufficienti per l’impegno profuso.

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