Le tute in pelle: pregi, difetti e costi

22 marzo 2011 - 9:48

Perchè viene utilizzata la pelle animale per la realizzazione delle nostre amate tute  (eo giacche),  quali sono i criteri adottati da una azienda nella realizzazione di questo importantissimo accessorio per la nostra sicurezza? Il principio “più spendi meno spendi” vale anche per l’abbigliamento protettivo?

Negli ultimi anni molti sono stati i tentativi di soppiantare la pelle animale con pelle sintetica. I risultati però non sono stati molto incoraggianti. Non tanto perchè un capo sintetico non garantisce la medesima protezione di un capo naturale, il problema sono i costi. Un capo realizzato in materiale sintetico non offre superiore caratteristiche meccaniche rispetto, ad esempio, ad un capo in pelle di mucca o canguro. Tuttavia vi è un costo superiore di 3 o 4 volte rispetto a un capo tradizionale. Insomma il gioco non vale la candela.

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La pelle animale rappresenta senza dubbio la materia prima fondamentale per costruire un’ottima tuta e che sappia garantire doti di sicurezza vestibilità e confort. La qualità di un capo in pelle è determinata da vari fattori: la pelle stessa, il modo in cui viene trattata, le cuciture, gli inserti e le protezioni

  • La pelle

In genere viene usata pelle di bovino, canguro o capra con uno spessore che, nelle realizzazioni migliori, varia da 1,4mm per il bovino a 1,2 mm per il canguro. Anche se meno spessa, la pelle del canguro costa in media di più, non tanto per le maggiori doti di leggerezza e resistenza a pari spessori di pelle, ma per il dato che da ogni canguro si ricava meno pellame che da un bovino, con un rapporto di 1:4.  Dalla capra ancora meno, infatti viene utilizzata più per gli inserti, magari nei palmi dei guanti.

  • Trattamenti

Altro fattore che determina il prezzo di una tuta pur mantenendo la stessa tipologia di pelle e spessore, è rappresentato dal tipo di lavorazione che determina il prezzo e qualità della pelle. Il processo di concia della pelle è molto importante. In genere il prodotto viene pulito dal grasso e dalla peluria e poi trattato per una ulteriore sgrassatura.  La  sgrassatura  è operata con bagni in solventi chimici che, è bene dirlo, non sono salutari per la nostra salute (tuttavia alcuni produttori più attenti evitano l’uso di prodotti dannosi per la pelle). Questi solventi sgrassano le conce, ma vengono pure assorbiti in piccole quantità da esse, e ciò non è il massimo considerando che poi questa pelle verrà a contatto con la nostra. Alcune aziende operano la sgrassatura con semplice acqua. Il processo è più costoso, ma garantisce una sicurezza passiva molto elevata.

Finiti questi trattamenti la pelle è pronta per essere lavorata. Verranno foderati su di essa altri strati di materiale che, a prodotto finito, conferiranno alla tuta le caratteristiche di traspirabilità e confort alle alte o basse temperature.

  • Le cuciture

Essenziale è in questo caso il filo utilizzato. Deve essere resistente agli strappi,  ed alle abrasioni, caratteristiche che ritroviamo in alcuni multifili in nylon che abbinano anche una ulteriore resistenza ai raggi UV. Fondamentali poi sono il numero di cuciture e la quantità di punti per una data misura. Troppo pochi e la cucitura non risulterà efficente nel mantenere i capi ben uniti tra loro, molti ed  il capo sarà fragile con il rischio di strapparsi in caso di scivolata. Importantissima e delicatissima è la fase di cucitura di pezzi di diverso materiale. Ormai le varie aziende producono tute con inserti elastici ed in Keprotec per un migliore confort e vestibilità e resistenza in zone soggette a sfregamento e in parti a contatto con la moto (sedere, interno cosce, zone dorsali).

  • Le protezioni

Elemento imprescindibile per ogni tuta o giubotto che sia degno di rispetto sono le protezioni. Poste in zone  più sensibili in caso di cadute, possono essere in materiale composito, in carbonio, titanio, alluminio. Non c’è una soluzione di materiale migliore dell’altra. In genere comunque le protezioni in composito sono quelle interne, più confortevoli, quelle in lega metallica sono quelle esterne che garantiscono una maggiore resistenza allo sfregamento sull’asfalto. Importante comunque che siano omologate CE (ma attenzione perchè anche qui purtroppo gli inganni sono sempre in agguato, specialmente perchè i produttori di abbigliamento omologano le singole protezioni ma quasi mai i capi interi. Per maggiori info leggi la nostra inchiesta sull’abbigliamento non omologato
e come riconoscere un abbigliamento omologato
) e siano bene aderenti al corpo e non si spostino facendo forza. Ne va della nostra pelle.

In conclusione, i fattori che determinano una tuta in pelle sono molteplici. Risparmiare non sempre è saggio, e non serve neanche vedere delle foto sul web per deciderne l’acquisto. Saggio è toccare con mano e rendersi conto da subito di come certe tute siano inferiore ad altre.  Per ora vi diciamo di diffidare di marche poco conosciute e puntare su aziende ben note e che operano con serietà. Ma attenzione, anche qui (spesso) ci possono essere delle sorprese. Ne riparleremo!

 

 

 

4 commenti

luca
0:00, 29 aprile 2012

Buongiorno avete un test sulle tute di pelle da pista?cosa ne dite di rewin che vorrei comprare e che ho visto avere spessore da 1,1 1,2 mm?

Auguri “Nonna” Moto Guzzi, 90 anni di innovazione e sicurezza! | SicurMOTO.it
0:00, 24 marzo 2011

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0:00, 23 marzo 2011

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