Caschi ai Raggi X: Caberg Trip, tu mi fai girar la testa

Caschi ai Raggi X: Caberg Trip, tu mi fai girar la testa

Oggi i Caschi ai Raggi X provano su strada il Caberg Trip, un modulare ribaltabile di nuova generazione dal quale ci aspettiamo moltissimo

 

Oggi i Caschi ai Raggi X provano su strada il Caberg Trip, un modulare ribaltabile di nuova generazione dal quale ci aspettiamo moltissimo

8 Maggio 2026 - 14:30

Caberg è un nome importante nel settore dei modulari apribili. Per questo su a Bergamo ci hanno pensato bene, prima lanciare il loro primo flip-back. Noi di SICURMOTO l’abbiamo testato a fondo e senza pietà, in città e in autostrada, prima di dedicargli una puntata della rubrica Caschi ai Raggi X. Ecco le nostre impressioni sul Caberg Trip, con una conclusione del tutto personale.

CABERG TRIP: ESTETICA E DESIGN

La casa italiana è stata una delle prime a puntare sul design dei suoi caschi. I Caberg non hanno mai linee banali e anche il Trip, che si rivolge a un pubblico motociclisticamente maturo, ha una sua personalità.

Questo Caberg Trip è un casco imponente, dominato da una grossa mentoniera, ma senza quei lunghi spoiler e quelle linee scolpite, che a volte servono solo a compiacere il pubblico millenial.

Gli snodi della parte anteriore sono elegantemente carenati da un blocchetto, che allunga la linea della visiera. La presa d’aria superiore invece, guida l’occhio verso  i due estrattori posteriori, accoppiati a una micro aletta, che stabilizza le turbolenze posteriori e crea un lieve vuoto d’aria, necessario per aspirare l’aria dall’interno.

Guardando il casco dal davanti, si nota la notevole larghezza del modulo mentoniera. Si tratta di una necessità tecnica, ma per snellire visivamente il casco, il designer ha rifinito tutto il gruppo cerniere in nero, su tutte le grafiche disponibili. In giro comunque, c’è di peggio.

La visiera ha una forma a occhiale, squadrata come piace a Caberg, ma soprattutto sporge tantissimo rispetto alla fronte del casco.

L’interno è semplice ma curato, senza grossi sforzi di tessuti e finiture, ma con una retina che nasconde la calotta in polistirolo. Bene ma non benissimo.

Casco Caberg Trip

CABERG TRIP: CARATTERISTICHE TECNICHE

Due parole vanno dette: i caschi modulari sono quei caschi con la scocca divisa in due parti. Di solito, calotta e mentoniera. Esistono modulari scomponibili e modulari apribili. Questi ultimi, per anni, sono stati progettati con la parte anteriore che si sollevava sulla fronte.

Più recentemente, questo tipo di caschi si è evoluto, con la mentoniera che ruota all’indietro. Per distinguerli dagli apribili o flip-up, questi nuovi caschi sono chiamati rovesciabili o flip-back.

Caberg è stata tra le primissime case a credere nel concept del modulare apribile, dove è in un settore di leadership. Per questo ha atteso parecchio prima di lanciarsi nel settore dei rovesciabili.

Il Caberg Trip è il suo primo flip-back e noi lo analizzeremo con particolare attenzione, anche se a parte il sistema mentoniera, si tratta di un casco abbastanza tradizionale.

La calotta in ABS è stampata in una sola misura, per taglie dalla XS alla XXL. Una scelta di budget, per un casco che rischiava di costare come uno scooter. La visiera principale ha il sistema di sgancio e viene fornita con la Pinlock Max Vision, già montata di serie.

Il trasparente si comanda con un dentino anteriore, e il suo movimento è disaccoppiato dalla mentoniera. Aprire e chiudere le due parti indipendentemente è una comodità enorme. Per esempio si può viaggiare a casco aperto con la visiera giù. Per evitare che però vadano in conflitto, serve un complicato sistema di molle, che quando serve, sposta la visiera, dal raggio d’azione della mentoniera.

Notevole l’impiego di guarnizioni tutto intorno al trasparente, sia sulla fronte che davanti al naso, dove la gomma ha una strana forma a scaletta. La visiera parasole si guida con un piccolo cursore sul bordo sinistro del casco.

Come in altri Caberg recenti, anche il Trip ha un sistema NFC nella parte posteriore. È lo stesso principio con cui paghiamo accostando il cellulare al POS. Se però il telefono è di un soccorritore e nel casco ci siamo noi, sul telefono del sanitario si aprirà una pagina SOS, sulla quale avremo registrato tutti i nostri dati medici.

Secondo noi di SICURMOTO dovrebbe essere obbligatorio, nel frattempo grazie Caberg!

CABERG TRIP: LA RADIOGRAFIA

Si tratta di una delle immagini radiografiche più complesse fino a oggi. Partendo dalle cose semplici, notiamo che la calotta in ABS è perfettamente trasparente ai Raggi X.

Come in altri caschi, è facile vedere il filo di acciaio che guida la visiera parasole, mentre non si può non notare un uso massivo di perni e bottoni metallici.

Nella mentoniera, che abbiamo rovesciato all’indietro, troviamo dei ganci di blocco davvero enormi, guidati da una coppia di fili metallici, collegati al pulsante centrale.

Il microchip del sistema NFC è nella parte posteriore del casco, ma forse è troppo piccolo per essere visibile in radiografia.

CABERG TRIP: LA PROVA SU STRADA

Non è il nostro primo Caberg e la comodità degli interni non ci sorprende. È una delle caratteristiche migliori del marchio. Dopo solo un paio di giorni poi, il  Trip ha preso definitivamente la forma della nostra testa ed è come se l’avessimo sempre avuto.

A casco aperto, possiamo viaggiare con il trasparente aperto, che non è lunghissimo ma ripara comunque gli occhi dal vento. Muovere la seconda visiera è semplice ma il comando ha bisogno di essere rodato, perché all’inizio è duro e a volte dobbiamo tirare giù la visierina con la mano.

La mentoniera è bloccata da un dentino rosso sulla destra, lo sblocchiamo e chiudiamo tutto. Per evitare interferenze, una molla alza contemporaneamente la visiera trasparente. È una cosa normale in questo tipo di caschi.

Allo stesso modo, se vogliamo aprire la mentoniera tenendo la visiera chiusa, il sistema le disaccoppia con un sonoro scatto, che all’inizio ci ha fatto temere il peggio. Per fortuna è tutto normale (altrimenti chi lo sente il direttore?)

L’abitabilità interna è ampia, ma sviluppata soprattutto in laterale. La visibilità buona e la pellicola antiappannamento Pinlock fa ottimamente il suo lavoro.

Le prese d’aria si maneggiano anche con i guanti e il flusso di vento è subito buono, ma oggi fa caldo e in città vogliamo viaggiare con la parte anteriore aperta.

Siamo nel traffico e la calzata avvolgente del Caberg Trip aiuta il casco a seguire fedelmente i movimenti della testa. Il bilanciamento del peso ovviamente segue la posizione della mentoniera, ma ve lo diciamo per pignoleria, perchè si tratta di una caratteristica di tutti i flip-back che abbiamo provato fino a oggi.

L’insonorizzazione funziona bene e la visibilità laterale è ok. L’unico limite del casco purtroppo è il peso, che abbiamo misurato a 1.780 g nella taglia M. Noi siamo veri biker e certe cose ci fanno un baffo, ma è comunque un valore elevato.

Sullo scorrimento veloce invece scopriamo le grandi qualità acustiche di questo casco, che in pieno vento risulta davvero molto silenzioso. Un risultato ancor più notevole per un ribaltabile, perché la sua struttura complicata è sempre soggetta a spifferi e turbolenze. In questo risultato vediamo il grande uso di guarnizioni, che Caberg ha applicato tutto intorno alla visiera, senza risparmiare.

L’ampia sezione frontale non crea un particolare effetto vela e le prese d’aria lavorano davvero alla grande. Anche quella sulla mentoniera, che non ha nessuna deviazione. Abbassando lo sguardo, infatti, possiamo vedere il serbatoio della moto.

CABERG TRIP: SÌ O NO?

Il modulare apribile, anche se è giunto ad un livello di evoluzione altissimo, oggi deve cedere il passo ai nuovi ribaltabili, che hanno sempre avuto il punto debole della visiera accoppiata alla mentoniera. Per questo solo i flip-back sono davvero paragonabili, in maniera definitiva, sia ai caschi jet, che agli integrali.

Per non restare indietro in un settore nel quale è al top, Caberg non poteva aspettare oltre a presentare un suo modello. Solo che secondo noi, il Caberg Trip è solo un primo passo. Un ambasciatore, mandato a fare esperienza e sentire che aria tira, a livello commerciale.

La calotta in ABS e un paio di sottigliezze migliorabili da subito, ci fanno immaginare che il Caberg Trip sia un modello di transizione, verso un vero top. Al livello di quel gioiello che è il Levo.

A chi lo consigliamo e a chi lo sconsigliamo? Come tipologia motociclistica, sicuramente è un ottimo casco da viaggio. Perfetto anche per percorsi a lungo raggio, anche su una naked.

Per stile, tipologia o caratteristiche tecniche, non lo vediamo adatto a moto vintage o molto sportive.

Infine è un ottimo integrale da città. Con il limite del peso importante, ma con la praticità di poterlo aprire per brevi tratti, ma poi chiuderlo velocemente sui viali cittadini o sulle tangenziali.

Il Caberg Trip costa da 299 a 349 € a listino e tutto sommato lo troviamo concorrenziale, quindi chiedete a voi stessi: preferisco prezzo leggero e casco pesante, o prezzo pesante e casco leggero?

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