Dakar 2019, Day 3: sorprese à gogo

10 gennaio 2019 - 14:05

L’edizione più corta di sempre, ma i colpi di scena sono all’ordine del giorno Sainz perde una ruota, Loeb si perde e Barreda distrugge la sua Honda e insieme a lei il suo sogno di gloria

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Alla presentazione di questa Dakar fu annunciato che l’edizione di quest’anno sarebbe stata più corta, ma che ci sarebbero state parecchie svolte nelle varie giornate. Niente di più vero, e questa terza tappa, che ha portato i piloti da San Juan de Marcona ad Arequipa, ne è un esempio lampante. 798 km, di cui 331 cronometrati, dove i concorrenti hanno fatto la conoscenza delle dune di Acari,  sin da subito rivelaesi non troppo cordiali. Il povero Joan Barreda ancora una volta è stato costretto a salutare gli altri piloti troppo presto. Vincitore della tappa inaugurale e leader sino a ieri in generale, il pupillo della Honda ha alzato bandiera bianca al km 143. Dopo essere caduto in una zona rocciosa, lo spagnolo non è più riuscito a riprendere la corsa. “Bang Bang” ne è uscito illeso ma altrettanto non si poteva dire della sua CRF450. Non ha potuto fare altro quindi che salire sull’elicottero e tornare al bivacco, dicendo nuovamente addio ai suoi sogni di gloria. Buone notizie invece per Xavier De Soultrait. Il francese dopo un inizio in sordina ha concluso la tappa da grande campione in 4h07’42’’, regalando alla Yamaha la prima vittoria di tappa 2019 e scalando la classifica generale da 12° a 6°. Pablo Quintanilla d’altronde non si trovava certo lì per guardare il panorama studiare la fauna peruviana. Il cileno ha concluso con appena 15? di ritardo portando in questo modo la sua Husqvarna in vetta alla generale con anche un certo margine da poter gestire. In terza posizione Kevin Benavides, miglior pilota Honda di giornata a +2’37”. Tappa positiva per Yamaha che vede un’altra moto al quarto posto, quella di Adrien van Beveren, che con un ritardo di 6’42’’ guadagna la stessa posizione anche nella generale.

Ottimi gli italiani

Per quanto riguarda gli italiani, ottimo il 16esimo posto di Jacopo Cerutti a meno di mezz’ora. Un risultato che gli ha permesso di scalare diverse posizioni anche nella generale, che al momento lo vede 17esimo. Il portacolori Husqvarna ha quindi superato anche Laia Sanz, che invece rimane in 19esima piazza con la sua KTM. Buona anche la giornata di Maurizio Gerini, 20esimo di tappa e 22esimo nella generale.

Auto: Mr. Dakar stravince, ma per gli altri tanti guai La terza tappa per le auto è stata una vera ecatombe! Il primo che al km 38 della speciale è stato costretto a dire addio ai suoi buoni propositi è stato Carlos Sainz. Il “matador” ha perso una ruota della sua Mini JCW Buggy, perdendo parecchie ore e probabilmente anche l’eventualità di vincere il titolo. Ma non sono solo sue le rogne: Giniel De Villiers, pilota ufficiale Toyota e leader fino a ieri, si presenta al traguardo a +4h30’45’’. In ultimo, anche per il pluricampione WRC Sebastien Loeb la giornata non gira bene: a causa di errori sulla navigazione accumula un ritardo finale di 42’55’’. Chi invece può chiudere la tappa col sorriso è Mr Dakar Stephane Peterhansel che con la sua Mini JCW Buggy ha surclassato la concorrenza riscattandosi abbondantemente dei 15 minuti persi ieri infossandosi in una duna. I piloti da podio Il francese così torna in corsa nella generale, dove ora occupa la terza piazza, con solo 7 minuti di ritardo. Ottima giornata anche per il “principe del deserto” Nasser Al-Attiyah che a bordo della sua Hilux 4X4 chiude secondo a soli +3’26’’, portandosi in prima posizione nell’assoluta. E se è vero che ora ha qualche minuto di vantaggio da gestire, è altrettanto vero che alle sue spalle c’è un gruppetto di Mini alquanto minaccioso. Tra queste, quella dal polacco Jakub “Kuba” Przygonski, che chiude terzo di tappa a +11’47”, restando in piena corsa per le primissime posizioni di questa Dakar che lo vede al momento quinto. Continua la striscia positiva di Yazeed Al Rajhi, alla guida della Countryman ALL4 ufficiale, che chiude quarto a +12’50’’, salendo addirittura secondo nella generale. Se eviterà di finire in mare come la passata edizione, sicuramente avrà il podio alla portata. Niente male nemmeno Nani Roma, anch’esso su Mini ALL4, quinto di tappa a +18’12” limitando i danni e scivolando solamente dalla terza alla quarta posizione assoluta, con un distacco comunque ancora ridotto.

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