Prova su strada Moto Guzzi V85 TT: bella e forte

La Moto Guzzi V85 TT è una moto polivalente. Ecco pro e contro nella prova su strada della guzzona con bicilindrico a V da 853cc.

29 marzo 2019 - 8:30

La Moto Guzzi V85 TT è una moto diversa da qualunque altre e sin dai primi km del nostro test ride, ci è sembrata più umana di quanto ci fosse apparso nei saloni. La parola chiave per capire le linee disegnate da Marco Lambri è “proporzione”. Ovviamente il punto di partenza è stato il motore a V che, per dimensioni e forma, aveva bisogno di un serbatoio altrettanto largo, il quale a sua volta ha voluto un cupolino dalle dimensioni importanti, sotto cui bisognava mettere qualcosa. Allora ecco il parafango alto, che fa anche da “becco”, praticamente obbligatorio in questa categoria di moto. Il posteriore snello è valorizzato dal traliccio del portapacchi ma, osservandola più da vicino si notano tanti particolari chic, come le prese d’aria sul serbatoio, il gruppo ottico anteriore con la luce di posizione ad aquila o quella posteriore ad effetto 3D.

In sella

La posizione di guida è comoda, con la sella ampia e piatta. Il manubrio è più basso e stradale di come ce l’aspettavamo, mentre pedane, serbatoio e motore accolgono bene anche le gambe lunghe. Il passeggero ha una sella rialzata e comoda, con grandi maniglie a cui aggrapparsi. Partire per un viaggio non sarà un problema, con la Moto Guzzi V85 TT. I blocchetti sono leggermente più complicati del solito, ma le moto moderne hanno le loro esigenze, come l’immancabile cruscotto TFT a colori da 4,3″, che adatta la luminosità alla luce esterna tramite un sensore. Il display è chiaro e leggibile, comprende tutte le info principali e le spie del MIA.

Lei è MIA

Il sistema Moto Guzzi MIA è la nuova interfaccia per gestire interfono, navigatore e le funzioni del cellulare tramite il cruscotto. Noi però non dimentichiamo l’app Guzzi Multimedia Platform II, con la quale si possono tenere sotto controllo una lunghissima serie di parametri (ne abbiamo già parlato in questo articolo). L’elettronica di bordo si basa su tre riding mode (Strada, Pioggia ed Off-Road) che agiscono contemporaneamente su motore, livello del controllo di trazione, freno motore ed ABS, che solo in modalità Off viene spento al posteriore e può essere escluso anche all’anteriore.

In moto

Il bicilindrico a V di 90° da 853 cc si accende in un attimo, con il tipico borbottio Guzzi e la tendenza a spostare la moto verso destra quando si accelera. Vibrazioni? Chi ama le Guzzi le pretende e chi non ha mai guidato una guzzona dovrebbe farlo, almeno una volta. Ma la V85 è una moto moderna e deve scendere a compromessi con i millennials, quindi a bassi giri “fa la Guzzi” ma salendo di regime le vibrazioni spariscono completamente. La frizione a secco è morbida ed il cambio fluido: nessun impuntamento corrisponde al sonoro “clock” che sentiamo ad ogni marcia.

Qualche numero

Partiamo e la personalità della moto si fa sentire subito. Il motore sale di giri “alla Guzzi”, più massiccio che nervoso. Diremmo più Bud Spencer, che Bruce Lee. Guardando i numeri, 80 Cv a 7750 giri (ma tira forte fino ad 8500) ed 80 Nm a 5000 giri non sono numeri da impazzire, ma come dicono gli appassionati “sono cavalli Guzzi” ed è assolutamente vero. Anche in questo caso bisogna guidare, per capire. La differenza di guida tra i Riding Mode non è enorme ed anche con la mappa più sportiva, la coppia è molto lineare, con un piccolo scalino dai 3500 in poi.

In curva

Tecnicamente la Guzzi V85 TT sarebbe una endurona, ma a lei nessuno lo ha detto e così si è convinta di essere una motard. Entrare in curva è un attimo ed alla Guzzi piace talmente tanto, che è quasi difficile rimetterla dritta subito, come le vecchie Ducati. Nel misto strettissimo la massa di 228 Kg in OdM non aiuta, ma nel guidato veloce questa crossover può dare filo da torcere a tante motociclettone che hanno bisogno del rettilineo per svegliarsi dal sonno. Secondo noi le percentuali di attitudine di questa moto sono 75% strada e 25% off, penalizzata in questo dal manubrio basso e dall’assetto caricato in avanti.

Strada aperta

Ottima anche la resa in autostrada, dove il cupolino regolabile, la sella comoda ed una splendida predisposizione ai curvoni, fanno della 850 una vera arma da viaggio, alla faccia di chi senza un 1200 non va da nessuna parte. Le sospensioni Kayaba sono entrambe regolabili in precarico ed estensione e gestiscono due cerchi a raggi da 19″ e 17″, con le classiche camere d’aria. Il trittico dei freni è composto da due dischi da 320 anteriori, lavorati da pinze radiali Brembo ed uno da 260 dietro, con pinza a doppio pistoncino. La dotazione tecnica c’è, ma la casa ha dato all’impianto frenante un’impostazione morbida, più da turistica che da racing. L’ABS è semplicemente perfetto.

In conclusione

Moto Guzzi guarda in faccia e sfida la concorrenza inglese e tedesca, forte di un marchio dal prestigio inarrivabile, ma soprattutto forte di un prodotto al passo con i tempi e con i gusti del pubblico, che sta rinunciando ai Cv inutili a favore di moto versatili e guidabili. A questo la Guzzi aggiunge un prezzo base competitivo di 11.590 € per una moto che va già benissimo così. A chi la consigliamo? Praticamente a tutti, perché è bella ma va anche bene. E’ fortissima su strada e non si spaventa davanti ad un sentiero, ma sopratutto è una Moto Guzzi. Chi può dire altrettanto?

www.SicurMOTO.it ringrazia ancora una volta (e mai abbastanza) Dotoli M2, dealer ufficiale Moto Guzzi per Napoli e provincia

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO

Test Ride Yamaha Niken: una giornata particolare

Test Ride: una giornata elettrica con Askoll eS3

Test Ride, Royal Enfield Interceptor 650: la perla di Bollywood