In viaggio con una donna camionista!

Codice della strada: autostrada e tangenziali anche ai 125Codice della strada: autostrada e tangenziali anche ai 125 Nel testo unificato della legge delega che riformerà il CdS, anche i 125 in autostrada, e strutture con occhio di riguardo ai motociclisti. Nella seduta della Commissione Trasporti della Camera, del 22 luglio, è stato approvato il pacchetto di norme che sarà l'ossatura del futuro codice della strada. Tra le proposte, che rappresentano una vittoria per tutto il popolo degli...

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Paraleva Accossato Deflector: utili in pista e nel trafficoParaleva Accossato Deflector: utili in pista e nel traffico Accossato presenta il nuovo paraleva Deflector, un accessorio utile contro pinzate accidentali al freno anteriore, sia in pista che in strada. Ideatori, dopo un incidente capitato a Carl Fogarty nel Mondiale Superbike, e primi ad aver realizzato il sistema “antirottura“ per le leve freno e frizione, Accossato si propone al pubblico con un nuovo e apprezzatissimo prodotto. All'inizio...

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Furti moto: è boom, in Italia un colpo ogni 5 oreFurti moto: è boom, in Italia un colpo ogni 5 ore Ogni giorno vengono rubate circa 116 moto, quasi una ogni 5 ore. Lazio, Lombardia e Campania le regioni più a rischio. Nell'attuale contesto economico di grande sofferenza per molti settori, un ramo sembra non conoscere crisi, anzi, si tratta di una vera e propria impennata. I furti nel 2013 tornano a crescere, alimentati forse proprio dalla sempre più stringente crisi economica,...

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Maxi richiamo Harley in USA: 66.421 veicoli a rischio bloccaggio ruota anterioreMaxi richiamo Harley in USA: 66.421 veicoli a rischio bloccaggio ruota anteriore Il problema è al tubo idraulico del freno anteriore. C'è il rischio che possa rimanere pizzicato tra serbatoio e telaio bloccando la ruota. Harley-Davidson ha avviato una campagna di richiamo che interessa 66.421 modelli  del segmento touring 2014. Il problema interessa la ruota anteriore che potrebbe, improvvisamente bloccarsi, senza preavviso. Per ora il richiamo interessa...

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Honda Italia: via da Confindustria e ex vice presidente in tribunaleHonda Italia: via da Confindustria e ex vice presidente in tribunale La Casa dell'Ala intenta un'azione contro l'ex vice presidente Di Lorenzo per danni arrecati da alcune forniture. La causa nei confronti del suo ex vice presidente, Silvio Di Lorenzo, sarebbe stata intentata «per una azione di risarcimento danni per delle forniture commissionate durante il periodo in cui era amministratore che si ritiene essere state per l'azienda fonte di consistenti...

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Circolazione fuoristrada: arriva progetto di legge in LombardiaCircolazione fuoristrada: arriva progetto di legge in Lombardia Il Consiglio Regionale da' il via libera al progetto di legge (PDL 124) che regola le manifestazioni a due ruote Dopo quasi sei mesi di discussione in ottava commissione, il PDL 124 (modifiche ed integrazioni alla Legge regionale 5 dicembre 2008 n.31 concernenti la viabilità agro-silvo-pastorale), e' stato approvato oggi, 8 luglio 2014, dal Consiglio Regionale. Grazie all'azione...

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Moto e tecnologia: dal carburatore allo smartphone, la moto che verràMoto e tecnologia: dal carburatore allo smartphone, la moto che verrà Motori più puliti, iniezione per veicoli low cost, e controllo dei consumi con un semplice smartphone: il futuro delle due ruote secondo Bosch. In un mercato mondiale sempre più in espansione, merito soprattutto della crescita del comparto asiatico (Cina ed India su tutti), diventa più che mai fondamentale l'utilizzo e l'applicazione di tecnologie "pulite" ad un sempre maggior...

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Navigatori GoRider, preziosi alleati per i viaggi in motoNavigatori GoRider, preziosi alleati per i viaggi in moto In arrivo da GoRider i nuovi navigatori satellitari appositamente studiati per le esigenze dei motociclisti. GoRider, azienda olandese altamente specializzata, produce esclusivamente navigatori GPS per moto ed è per questo che può vantare una grande esperienza in questo tipo di attività da sempre, il marchio GoRider entra dunque di diritto fra i migliori marchi di navigatori...

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Omologazione Caschi e i crash test di Arai

Categoria : Abbigliamento tecnico, Crash test, Sistemi di sicurezza passivi

In moto, si sà, la caduta è sempre in agguato. Proprio per tale motivo è bene proteggere adeguatamente la testa.

Già in passato avevamo parlato della scelta del casco più idoneo alle nostre esigenze, qui parleremo invece dei severissimi test che l’Arai compie sui propri caschi.

Come molti sapranno ogni casco prima di essere messo in commercio viene sottoposto a numerosi test per l’ottenimento dell’omologazione che ne ufficializza la conformità qualitativa-prestazionale alle norme vigenti.

Queste norme, sempre più severe, impongono al costruttore degli standard produttivi sotto i quali l’idoneità alla vendita non viene concessa. Attualmente tutti i caschi prodotti in EUROPA devono ottenere l’omologazione ECE 22-05 per essere messi in commercio, ma alcune case costruttrici fanno di quest’ultima la loro base di partenza per raggiungere standard produttivi ben al di sopra delle normali regolamentazioni; una di queste aziende è l’ARAI, leader mondiale nella produzione di caschi.

La filosofia costruttiva dell’ARAI si basa su di un ICEBERG a forma di casco.
Quando vediamo un ICEBERG riusciamo a scorgere soltanto il 30% delle sue reali dimensioni, questo perchè il restante 70% è nascosto sotto il livello del mare.
Quando vediamo un casco ARAI accade la stessa cosa: vediamo solo il prodotto finito senza poter percepire la filosofia costruttiva che c’è al suo interno.

In questo speciale approfondiremo gli aspetti costruttivi basilari che un casco Arai deve avere.

Global Safety Control


Come accennato nell’introduzione i caschi EUROPEI devono ottenere l’omologazione ECE 25-05, ma per ARAI questa è considerata la base di partenza per applicare la filosofia Global Safety Concept che ha come obiettivo quello di estendere gli standard di sicurezza oltre i requisiti di legge.

Prova d’impatto


La filosofia costruttiva di ARAI adotta il sistema esterno rigido-interno soffice, questo permette di dissipare la forza di impatto sulla calotta “rigida” esterna mentre all’interno il polistirolo morbido assorbe l’energia minimizzandone la trasmissione alla scatola cranica.

Di contro una calotta non rigida ed un interno duro (soluzione adottata da qualche costruttore) farebbero sì che al momento dell’impatto la parte esterna si frantumasse e la forza verrebbe quindi concentrata solo nell’imbottitura interna. In tal modo tutto l’impatto sarebbe trasmesso alla scatola cranica. Cosa ovviamente molto pericolosa.

La rigidità del casco, elemento molto importante


Quando acquistate un casco controllate sempre la sua rigidità, questo parametro vi consentirà di individuare subito se il modello che state scegliendo vi potrà garantire una maggiore sicurezza.

Prendete il casco come mostrato nella foto e premete energicamente verso l’interno, se avvertite un evidente schiacciamento potrebbe significare che il modello da voi scelto non sia in linea con la filosofia Arai che prevede una calotta esterna rigida ed un interno soffice.

La dura prova dei 4 impatti successivi


La normativa vigente ECE 22-05 prevede un singolo test di impatto su cinque zone del casco, ma la filosofia costruttiva di ARAI si spinge oltre questo limite di omologazione. Il test viene eseguito su sette zone differenti e su ognuna di esse l’impatto viene ripetuto per altre 3 volte. Quindi gl’urti simulati diventano pertanto 4, sollecitando al massimo la resistenza del casco. Una prova davvero dura!

Il segreto delle 3 densità differenziate


La calotta interna “assorbi-urto” è una parte che non si vede, ma che in realtà svolge una funzione fondamentale nel contesto di sicurezza.

Da più di 20 anni Arai la realizza con una tecnologia esclusiva.

3 differenti densità; frontale, superiore e inferiore laterale. Ognuna delle quali è studiata per proteggere i vari spessori ossei del cranio. Questi tre parametri sono concentrati in un unico elemento (a differenza degl’altri produttori), che consente di elevare lo standard di sicurezza a valori superiori rispetto a quelli previsti dalla normativa Europea.

Il test di penetrazione


Anche se non richiesto dalla normativa ECE 22-05, ARAI sottopone i suoi caschi ad un ulteriore verifica di sicurezza: il test di penetrazione.

Questo test sottopone il casco all’impatto di un cono metallico di 3 Kg da un’altezza di 3 metri


Ad ogni centauro la sua misura


La filosofia costruttiva di ARAI, che attualmente prevede 6 calotte di diverse dimensioni per coprire fino a 9 taglie, è in controtendenza agli standard produttivi delle altre case. Solitamente la soluzione più diffusa vede un maggiore utilizzo di polistirolo e di imbottiture per adattare le dimensioni del casco al capo del motociclista.

Questa soluzione costringe a chi indossa un casco di taglia S ad avere un calotta esterna identica a quella di taglia XL, è come portare il 37 di scarpe e camminare in un 45 imbottito nella parte che rimane vuota.

La scelta di costruire le calotte differenziate ha il seguente obiettivo: regalare confort e sicurezza a tutti i motociclisti, a prescindere dalla taglia, stesso spessore di polistirolo tra la calotta interna ed esterna, stessa sicurezza per tutte le taglie.

La visibilità, condizione necessaria per la sicurezza


L’apertura frontale di qualsiasi casco integrale deve permettere sempre un adeguata visione periferica senza ostruire mai il campo visivo del conducente, proprio per questo ARAI ha realizzato calotte appositamente modellate che garantiscono in tutti i tipi di assetto di guida, sia turistico che race, una maggiore visibilità e quindi una maggiore sicurezza.


Le immagini tecniche dei test ARAI e di alcuni macchinari


Una panoramica dei macchinari dei laboratori ARAI


Immagini del test sulla resistenza della visiera che deve rispettare certi valori imposti dalla normativa ECE 25-05


Particolare dell’etichetta su cui viene riportata l’omologazione


ISO “Headforms”


“Headforms” che rispettano dimensioni e peso imposte dalla normativa


Test della penetrazione e puntamento laser per il test d’impatto


Il macchinario che effettua il test della penetrazione


Test che serve, tra l’altro, per controllare la robustezza del cinturino


Uno dei macchinari che visualizza le decelerazioni subite

Commenti (1)

Buongiorno.
solo per sapere se posso leggere sul casco la data di produzione.
saluti.

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