C’era una volta l’ABS (1)

I sistemi elettronici di aiuto alla guida guardano sempre più verso il futuro

ABS e controllo di trazione ormai appartengono al passato ed i costruttori stanno sviluppando una nuova generazione di assistenze elettroniche, diamoci un’occhiata da vicino

  • ABS Cornering

È l’evoluzione del classico sistema di antibloccaggio dei pneumatici. L’ABS cornering differenzia l’azione a seconda dell’angolo di inclinazione del veicolo, a seconda che si stia frenando in rettilineo oppure in curva. Alla base del suo funzionamento abbiamo la piattaforma inerziale, (quelle al top lavorano su 6 assi) cioè un sensore che rileva l’angolo di inclinazione della moto in tutte le direzioni, in modo da capire quanto affonda sull’anteriore, quanto sta sbandando e soprattutto quanto sta piegando. In questo modo la centralina ABS può stimare quale è la massima azione frenante che ogni singolo pneumatico può sopportare prima di incorrere in fenomeni di bloccaggio.

  • Traction Control

Il controllo della trazione, acronimo TCS, dall’inglese Traction Control System, è un’altra unità di controllo elettronico che impedisce lo slittamento della ruota posteriore in fase di accelerazione e che può essere anche sfruttato come sistema anti-impennamento (ma tranquilli che si può disattivare per i cattivi ragazzi). Tutto parte da una centralina, che analizza i dati provenienti dai diversi sensori, oltre che dalla piattaforma inerziale che misura l’angolo di piega. L’elettronica percepisce le situazioni di scarsa aderenza, segnalate per esempio da una differenza di velocità tra la ruota anteriore e posteriore o da accelerazioni angolari inaspettate del posteriore. Il sistema, poi, agisce su accensione e iniezione del motore per tagliare la potenza, oppure, nelle versioni più evolute sui freni, rallentando la ruota che gira più velocemente. IL TC può anche essere regolabile e consentire uno sbandamento limitato del posteriore, utile nella guida molto veloce o in off road.

  • Con il Tmax sempre connessi

La Yamaha, nell’ultima versione del suo maxiscooter campione di incassi, ha voluto creare due versioni l’SX e il DX entrambi molto “smart”. La casa dei tre diapason e la nota azienda telefonica Vodafone, hanno realizzato l’app My Tmax Connect che consente di accedere a molti servizi come il tracciamento del veicolo, l’attivazione del clacson e dell’hazard da remoto, l’allarme di velocità, la funzione Geofence con report di viaggio in Europa. I proprietari dello scooter possono accedere da remoto ai dati dello scooter, localizzarne la posizione, essere avvisati in caso di batteria scarica e attivare da remoto il clacson e le frecce in caso di situazione d’emergenza. Non solo: visto che il Tmax è molto apprezzato dai ladri, con la nuova app di Vodafone è possibile tenere sempre sott’occhio virtuale lo scooter ed allertare immediatamente le forze dell’ordine in caso di furto. Una vera innovazione!

 

  • Il futuro è dietro l’angolo

Ma molte sono ancora le novità rinchiuse nei vari centri di Ricerca e Sviluppo delle case motociclistiche, e aspettano solo il momento giusto per uscire e farci sognare o impazzire. Kawasaki si dice stia sviluppando un software di all’intelligenza artificiale, che sa ragionare ed utilizzare in maniera intelligente tutte le componenti della moto, dall’acceleratore al freno, al controllo di trazione o di sbandata, in modo da rispondere ai comandi del pilota, interpretandoli e non eseguendoli!

La storica casa americana Harley Davidson sta sviluppando, nonostante il suo essere molto tradizionalista, sta lavorando sulla frenata automatica come quella delle automobili.

La Bmw ha iniziato lo sviluppo della guida autonoma sulle due ruote come potete leggere qui.

  • Un bene o un male

Il discorso sulla presenza di tutta questa elettronica presenta principalmente due fazioni contrapposte: i tradizionalisti o meglio i puristi e gli high-tech. I puristi non apprezzano tutta questa elettronica che aiuta e spesso limita la moto, loro vogliono il 100% senza mezze misure. Il secondo gruppo, gli High Tech, amano tutta questa sicurezza che gli dà l’elettronica all’avanguardia, così anche se esagerano possono sperare nel salvataggio della centralina. Un piccolo spunto di riflessione: oggi si comprano moto da 20.000€ e 200Cv, ma di questi almeno 2000€ sono di elettronica montata su per non farteli sfruttare.

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