Caschi ai raggi X – Cast CM5 Carbon Race, peso piuma e palle d’acciaio

23 maggio 2018 - 15:31

Il fascino del carbonio puro nasce per la pista ma va benissimo anche su strada
Una factory italiana, ancora poco conosciuta dal grande pubblico, produce un casco (quasi) perfetto

  • Cast Helmets

CAST Helmets fa parte del gruppo BELL Safety, che produce caschi per il settore militare e professionale. Non tutti sanno che dagli anni ’90 il famoso marchio americano BELL era italiano e per 15 anni i caschi con il prestigioso marchio sono stati prodotti in Italia e venduti in tutto il mondo. Dopo la cessione della linea moto, la casa madre ha deciso di aprire un nuovo marchio, che sfruttasse il potente know-how acquisito nel tempo. Così è nata CAST Helmets, una realtà completamente Made in Italy, che cura in proprio tutte le fasi produttive,dallo stampaggio delle calotte in fibre composite e carbonio fino all’assemblaggio finale del casco. Della gamma Cast noi abbiamo scelto il CM5 Carbon Race, un casco pensato per un utilizzo sportivo, che però noi abbiamo provato anche su strada.

  • CM5 Carbon Race da guardare

Per capire quanto il nostro casco di oggi sia bello, dovrete tirarlo fuori dalla scatola in mezzo alla gente. Il carbonio ha già un fascino pazzesco, ma invece della quadrettatura uniforme, la lavorazione Cast prevede panni di carbonio affiancati con direzioni diverse, per rendere meno monotona la trama. La fascia rossa stile cafè racer fa contrasto con la modernità del materiale, ma si sposa con la sagoma classica della calotta, più tonda rispetto ai moderni caschi allungati all’indietro. In una parola il Cast è bello, bello davvero. L’interno del CM5 è essenziale, da gara ma va bene anche a chi cerca un prodotto da sfoggiare sul tavolino del bar. La fodera (smontabile e lavabile) nasconde completamente la calotta in polistirolo. Il cinturino ovviamente è dotato di chiusura a doppio anello e nella confezione abbiamo trovato anche paranaso e retina antiturbolenza.

  • CM5 Carbon Race in testa

Ti dicono casco sportivo e pensi ad un strumento di tortura, con l’imboccatura strettissima e l’interno in cemento armato. Il nostro Cast invece non è così: si infila facile e l’interno regolare, rivestito con un’imbottitura “vera”, ci accoglie in maniera confortevole. La prova di oggi non si concluderà con un’Aulin (ed a volte capita davvero). La visuale del CM5 è nella norma, ma trattandosi di un casco da corsa non ci possiamo davvero lamentare. La forma della parte posteriore del casco ovviamente consente bene la posizione in carena, ma il bilanciamento del casco è leggermente anteriore, più stradale che da pista. La visiera concepita per le gare si apre un po’ meno del solito e non ha scatti intermedi, monta un efficace sistema di blocco ma clamorosamente non è dotata della linguetta alzavisiera e per muoverla bisogna cercare il piccolo scavo predisposto nella mentoniera. Mancano sia la predisposizione Pinlock (ma il trattamento antifog è davvero efficace!) che il sistema a sgancio rapido. Assenti anche i bottoni per le visiere tear-off. Quello che sorprende di più però è il fattore peso, davvero difficile da spiegare a parole: la nostra bilancia si è fermata a 1220 g per una taglia L, un record che sarà durissimo da battere.

  • CM5 Carbon Race su strada

Se il nostro integrale in carbonio di aveva sorpreso per l’estetica e per il comfort, ci ha lasciati davvero a bocca aperta sulla sua versatilità. Chi ha un casco race non vede l’ora di toglierlo, ma noi alla fine del test eravamo dispiaciuti di sfilarlo. Appena la moto si muove, la prima cosa che apprezziamo è il peso praticamente nullo in movimento, che alleggerisce la cervicale e affatica meno in città. Prendendo lo scorrimento veloce apprezziamo anche l’aerodinamica neutra, che crea poca resistenza all’aria sia guardando dritto che girandosi in velocità. L’areazione del casco si affida a tre ingressi e due sfoghi, la presa d’aria della mentoniera si manovra dall’interno ed è efficace e potente, mentre i due ingressi superiori lavorano meglio in velocità. Quello che manca davvero al Cast è il rumore, perchè questo race ha un comfort acustico esagerato, al livello dei migliori turistici. Nella guida al limite, infine, il CM5 sfodera tutte le sue potenzialità: leggero ma molto solido e neutro nelle turbolenze. In pratica è il perfetto casco da gara, ma anche per smanettare forte con gli amici.

  • CM5 Carbon Race ai raggi X

La trama del carbonio del casco si intravede ai raggi X, dove vediamo anche le vitine di assemblaggio e le graffette che fermano l’imbottitura. Una macchia nella parte posteriore del casco però ci ha insospettito, cos’era? Una breve telefonata con il responsabile ci ha chiarito che oltre ai soliti collanti, la Cast applica in quel punto un sigillante di sicurezza per frenare lo scivolamento della calotta interna rispetto a quella esterna in caso di incidente. Ovviamente non abbiamo saputo che tipo di materiale sia, ma potrebbe derivare dal know-how militare dell’azienda. Non è un caso se il consorzio SHARP ha assegnato il massimo al Bell M5X Carbon, che in pratica è il nostro Cast CM5.

  • In conclusione

Il motociclista tipo pensa che un casco da pista sia sempre il massimo, in realtà un modello race è pensato solo per correre ed il Cast non si concede molto alla praticità. Il livello di comfort dato dall’interno comodo, dalla silenziosità stupefacente e dal peso irrisorio, potrebbero far competere questo casco con i migliori modelli da città, ma poi mancano tante piccole soluzioni per l’uso quotidiano. A chi consigliamo questo strano, raffinato casco? Il suo target sono senza dubbio i meravigliosi smanettoni, che hanno bisogno di un casco senza compromessi tecnici. Per loro, abituati a spendere le cifre pazzesche dei top di gamma, i 395€ del CM5 Carbon Race sono stupefacenti in relazione alle qualità, alla tecnologia ed al meraviglioso carbonio usato con classe italiana.
Per comprare il casco visitate il sito della casa www.casthelmets.com o rivolgetevi ai (pochi) rivenditori autorizati.

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