Dakar 2019, Day 9: Vigilia di sorprese e ritiri

17 gennaio 2019 - 14:48

Nona delle dieci tappe in programma e seconda ad anello, per un totale di 409 km. Mentre nelle auto ormai c’è una certa definizione, tra le moto è ancora tutto aperto: 10 piloti racchiusi in poco più di 5 minuti!

Durissime le sanzioni arrivate dalla direzione gara dopo la scorsa tappa nei confronti di Kevin Benavides e Sam Sunderland, a seguito delle quali i due piloti sono quasi matematicamente fuori dai giochi. L’argentino della Honda si è visto infliggere una penalità di tre ore per aver utilizzato delle note riportate sul serbatoio dela sua CRF. L’inglese è stato invece penalizzato di un’ora per aver alterato il l’Iritrak della sua KTM. Ma passiamo ad analizzare la penultima tappa di questa Dakar 2019: un anello di 409 km (di cui 313 cronometrati) intorno alla città di Prisco. Curiosità: stavolta i piloti partivano scaglionati in gruppi di 10, con uno start “cross-style”. Il problema è che tutti i piloti che ad oggi si contendono la vittoria finale partivano nello stesso gruppo. Inevitabilmente questo ha portato al crearsi di strategie e tattiche, con nessuno che voleva aprire la traccia per gli altri. Va da se che quindi, i tempi dei big siano stati tutti molto ravvicinati e che a portarsi a casa la tappa sia stato un outsider come Michael Metge. Il francese in sella alla sua Sherco ha firmato il suo primo trionfo di giornata alla Dakar, precedendo di due minuti esatti un’altra sorpresa: Daniel Nosiglia. Il primo dei “grandi nomi” è Quintanilla che taglia il traguardo terzo a +3’28, conservando la sua seconda posizione in generale e rosicchiando anche un secondino nei confronti di Price. Dietro di lui le due KTM di Matthias Walkner e Toby Price, staccati entrambi di 3’29’’. Anche per loro le posizioni in classifica generale restano le stesse, con l’autraliano leader e l’austriaco terzo a +6’35’’. Vanno invece in fumo il motore e i sogni di Adrien van Beveren e di Yamaha. Il francese è rimasto a piedi a 16 km dal termine, bruciando così le sue speranze di poter continuare a battagliare almeno per un piazzamento. Ottima anche stavolta la tappa di Maurizio Gerini, addirittura terzo fino al WP3. Il pilota del Solarys Racing, miglior italiano in classifica, ha finito per chiudere 14esimo. Ora occupa la stessa posizione anche in generale. In questo genere di competizioni solitamente l’ultima tappa si riduce ad essere una passerella per il vincitore, ma non questa volta. Price non potrà dormire assolutamente sonni tranquilli. Il suo vantaggio su Quintanilla è praticamente nullo se si ragiona in termini “Dakariani” e la prossima tappa prevede 112 km cronometrati, nei quali c’è da scommettere che il pilota Husqvarna farà il possibile e l’impossibile per non farsi scappare l’occasione della vita.

Auto: Al-Attiya, gara perfetta e seria ipoteca sul trofeo
“Il principe del deserto” vince la nona tappa della Dakar, approfittando dei problemi di Loeb e Despres, allungando ancora sugli avversari e facendo un altro importante passo verso la vittoria finale. Seconda posizione di tappa per Nani Roma e la sua Mini, a +4’58’’, che mantiene la stessa posizione anche in classifica generale a +51’27’’ Terzo De Villiers, con l’altra Toyota del team Gazoo. Oggi Al-Attiyah ha gestito magistralmente il suo vantaggio, senza fare alcun tipo errore e senza prendere rischi inutili. Questo gli ha consentito di ritrovarsi al comando quando Loeb e Despres hanno avuto problemi, ritrovandosi entrambi a rinunciare alla leadership della tappa. Ma non è tutto. Il principale avversario del quatriota, Stephane Peterhansel, si è dovuto ritirare a causa di un incidente che ha provocato forti dolori alla schiena del suo navigatore David Castera. Una volta al bivacco, Al-Attiah dichiara: “Oggi è stato molto difficile, ma abbiamo fatto un buon lavoro e siamo abbastanza felici. La vettura è buona, così come il nostro passo. Ogni giorno abbiamo accumulato del vantaggio sugli avversari, quindi siamo piuttosto felici“. Il ritiro di “Mr. Dakar” rilancia anche le speranze di un podio per Sébastien Loeb. Nonostante la 17esima posizione ed il ritardo di 1h15’accumulato, il francese è riuscito a mantenere la terza posizione in classifica generale. Il nove volte campione WRC butta al vento un’altra tappa a causa di un problema di natura meccanica: “Stavamo facendo un’ottima prova, ma al chilometro 250 abbiamo rotto la trasmissione e abbiamo dovuto sostituirla, un’operazione abbastanza difficile. Nel farlo è probabile che abbiamo commesso un piccolo errore e più avanti si è nuovamente rotta, così abbiamo dovuto attendere che Pierre Lachaume ci desse la sua trasmissione di riserva. Ci è voluto del tempo, ma alla fine abbiamo ugualmente tagliato il traguardo“. Domani la sfida finale. Per Nasser Al-Attiyah e la Toyota, l’imperativo sarà tenersi lontano dai guai e non azzardare. Ma al più duro rally raid al mondo bisogna sempre portare rispetto, perché basta davvero niente per ribaltare un risultato che, al momento, pare scontato.

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