Corso di guida sicura moto: la nostra giornata a Misano

Abbiamo passato un giorno in pista a Misano Adriatico per raccontarvi la nostra esperienza con il corso di Guida Sicura in Moto di GuidarePilotare

15 giugno 2019 - 11:52

Come è fatto un corso di Guida sicura in moto? È una delle domande che spesso ci arrivano dai lettori. E per raccontarvelo non potevamo fare altro che partecipare da allievi a uno dei Corsi di Guida sicura della scuola GuidarePilotare di Siegfried Stohr sulla pista di Misano Adriatico. Ma serve davvero seguire un corso di guida in moto? A questa domanda risponderemo nel corso dell’articolo. Anche se qualche idea ce la facciamo già prima che inizi la sessione teorica, vedendo che la maggior parte degli allievi sono motociclisti attempati già in tuta integrale (è luglio, della scorsa stagione, e fa molto caldo). Gente che nella vita fa i lavori più normali e poi nel weekend sale in sella a moto da oltre 100 cavalli per inforcare i tornanti dei passi montuosi più adrenalinici o anche semplicemente sfidare la città. Ecco cosa abbiamo iniziato a capire facendo due chiacchiere con allievi e istruttori: la strada è imprevedibile, più della pista e richiede altrettanta tecnica di guida.

A CHE SERVE UN CORSO DI GUIDA SICURA IN MOTO

Andare in moto è questione di istinto, di equilibrio, pensano in molti. E in parte è vero, è un po’ come imparare a nuotare e a pedalare senza rotelle fin da bambini. Ma poi dopo una giornata passata con i piloti istruttori di GuidarePilotare Alex e William De Angelis capisci che un conto è stare in perfetto equilibrio per andare in moto (o scooter) e un altro è avere la consapevolezza di controllare la moto ogni istante e sapere come e cosa fare in caso di emergenza. Sembra facile? Lo sarebbe se fossimo soli in strada e ogni curva o incrocio fossero privi di imprevisti. Gli imprevisti, brutta cosa per chi va in moto, se non viene facile mettere in pratica quelle tecniche di guida, magari istintive, ma mai scontate. Da cosa lo abbiamo capito? Dal fatto che già nelle sessioni teoriche in cui si ipotizzano situazioni di guida frequenti, alla domanda degli istruttori “Cosa fareste..?”, la risposta degli allievi, anche datati motocilisti, non sempre è il modo più sicuro per uscire restando in sella. Ma torniamo al corso di Guida Sicura in moto.

COME SI SVOLGE IL CORSO GUIDAREPILOTARE

Il Corso di Guida sicura in moto della scuola GuidarePilotare è strutturato in un’unica giornata. La mattina si inizia con la teoria dalle 10 alle 12.30 in aula, poi leggero pranzo incluso nel pacchetto e dalle 13.30 alle 17.30 si scende in pista per mettere in pratica i consigli degli istruttori. Appena si arriva all’Autodromo Misano World Circuit, l’aria che si respira è quella dei motori, ovviamente. Ma si viene accolti anche dalla professionalità e dalla simpatia dello staff GuidarePilotare, che per tutto il giorno segue gli allievi per qualsiasi necessità. Al corso c’è posto fino a 25 allievi ed è preferibile partecipare con la propria moto per immergersi nella sessione pratica in un’esperienza conoscitiva guidata dagli istruttori. Fidatevi, non potrete mai conoscere la moto che guidate tutti i giorni come è possibile farlo in pista in situazioni di emergenza simulate in sicurezza. Per chi volesse può guidare anche una moto della scuola, a scelta tra i modelli BMW con cui la GuidarePilotare è legata anche per i corsi di Guida sicura in auto. E’ scontato che in pista si va con casco integrale, guanti, scarpe da moto, giacca con paraschiena e pantaloni tecnici con ginocchiere.

LA SESSIONE TEORICA

Si parte con la sessione teorica in cui William De Angelis ci introduce alle tecniche di guida più corrette, la posizione in sella migliore per ogni situazione e all’analisi delle traiettorie più sicure. Dopo questa infarinatura di cui non si sa mai abbastanza, si passa agli esempi concreti di guida reale. Ad esempio, qual è la manovra corretta da fare se all’improvviso si para davanti un pedone che attraversa mentre siete belli a 40 km/h spensierati? E se qualcuno apre uno sportello senza guardare dal ciglio della strada? Bisogna scalare le marce, premere la frizione o sfruttare il freno motore? Beh, la risposta immediata e istintiva sarebbe “mi attacco ai freni”. E’ quello che farebbero in tanti, ma se poi lo spazio davanti non basta a fermarsi o la moto non ha l’ABS, la probabilità di stendersi aumenta. Come si evita di cadere in moto? Intanto prevenendo i rischi e restando entro i limiti di velocità. Ma imparare che oltre che strizzare i freni per fermarsi prima di un ostacolo, se possibile lo si può anche evitare cercando di restare in sella.

LE MOTO BMW USATE IN PISTA

E da questo punto in poi si apre un mondo per chi sta partecipando al corso con noi. Ma la teoria è variegata, mai stancante e sempre farcita di esempi pratici sul pieno controllo della moto. Ci ricordiamo che usare al meglio la posizione in sella in base alle curve veloci o lente, le braccia, il bilanciamento del corpo, la frizione ma soprattutto come modulare freni anteriori e posteriori in modo sinergico. E qui possiamo sfatare un mito sul fatto che frenare in moto con la sola ruota anteriore è più sicuro. Una grande bufala, anche pericolosa, e nelle sessioni pratiche del pomeriggio potremo capire realmente perché nei tornanti stretti. Si fa ora di pranzo, leggero, visto il caldo e il pomeriggio impegnativo che ci aspetta. La nostra sessione in pista si svolge saltando tra le selle delle ultime BMW Motorrad: BMW R 1250 R, BMW S 1000 R e BMW S 1000 XR. Tutte equipaggiate con il top dei sistemi di sicurezza che in situazioni di emergenza aiutano davvero a restare in sella. Mappatura centralina selezionabile, controllo di trazione ma soprattutto l’ABS davanti e dietro che si rivela particolarmente sorprendente nelle prove di frenata di emergenza su bagnato.

FRENATA DI EMERGENZA SU BAGNATO

Dopo aver preso fiducia con i freni della BMW S 1000 XR abbiamo provato ad esagerare superando i 50 km/h dell’esercizio e capito quanto è importante contare sull’ABS. So lo spazio lo permette, davanti a una situazione improvvisa ci si dimentica del cambio, dell’aderenza, della strada bagnata e di tutte quelle variabili che alla fine fanno stendere. Bisogna però entrare in sintonia con la moto per sfruttare al massimo i freni anteriori e posteriori prima di trovarsi esattamente in piedi dopo una frenata d’emergenza. Solo grazie all’aiuto dell’ABS davanti e dietro la frenata di emergenza nella foto sotto (da 70 km/h) si conclude su una ruota sola per lo spostamento del carico sull’avantreno. Ma in totale sicurezza, tant’è che non ce ne accorgiamo neppure prima di vedere lo scatto del fotografo in pista.

EVITARE UN OSTACOLO CON E SENZA FRENATA

Passiamo poi all’esercizio più utile soprattutto a chi guida in città, moto o scooter fa poca differenza, a parte il cambio e la posizione. Sempre costantemente seguiti dai piloti istruttori che ci rincorrono per spiegarci cosa migliorare nella nostra tecnica, ci lanciamo nella prova forse più impegnativa: dopo una corsia di lancio bisogna evitare un ostacolo (coni arancioni). L’esercizio si articola su due modalità, con frenata e cambio di corsia e solo evitamento quando lo spazio ci permette di proseguire dopo la manovra. E che ci vuole? Pensiamo, convinti della nostra esperienza pluriennale di motociclisti. La percezione degli spazi ci frega e ancora una volta capiamo quanto sia importante la tecnica di guida più dell’esperienza in sella. Per fortuna abbiamo tutto il tempo per continuare a girare in pista e man mano diventa sempre più naturale e istintivo evitare un ostacolo che sappiamo essere là davanti. Memorizziamo il tutto anche a livello muscolare per poter poi essere pronti anche fuori dalla pista per gli ostacoli che non possiamo prevedere.

FRENATA IN CURVA

In curva non si frena solo con la ruota anteriore o posteriore, chi ha avuto modo di provarlo sa che non è finita quasi mai bene. E durante le sessioni pratiche si può percepire realmente l’effetto di quanto appreso durante la teoria. Man mano che giriamo sul percorso di Handling riusciamo sempre più a gestire i freni in rapporto alla velocità e all’ampiezza delle curve. È questione di pratica che con la tecnica porta alla giusta esperienza. Sicuramente è altrettanto sbagliato dire di usare entrambi i freni in curva e basta, ma ricordarsi che la forza frenante maggiore l’avremo sulla ruota anteriore. Il freno posteriore fa da timone se si ha necessità di correggere la traiettoria in curva e stabilizza la moto, nelle frenate in rettilineo. E il freno davanti? Quello serve si, per decelerare ma ricordandosi poi di modularlo correttamente nel rilascio entrando in curva proprio come spiegano gli istruttori.

DOPPIA SPIRALE E GIRI DI PISTA

Nell’esercizio della doppia spirale è fondamentale sincronizzare lo sguardo e il resto del corpo, è forse tra gli esercizi più importanti. In moto più che in auto lo sguardo è la bussola del corpo. In molti non si accorgono che il corpo segue l’orientamento della testa indirizzato dallo sguardo. Ed essendo non vincolato al telaio della moto, la posizione delle braccia e del busto permettono il pieno controllo della moto nelle curve strettissime e a bassa velocità: un classico in città. Farlo non è impossibile ma solo con l’aiuto di un istruttore si riescono a limare impostazioni sbagliate di guida che ormai fanno parte dello stile di guida di chi va in moto da tempo. La parte più entusiasmante della sessione pratica è sicuramente girare liberi sul tracciato di Handling di GuidarePilotare. Liberi di guidare mettendo in pratica tutto quello che si è appreso durante il corso, ma sempre sotto l’occhio vigile degli istruttori che osservano da bordo pista la tecnica di ogni allievo e se serve intervengono.

CONCLUSIONI A FINE GIORNATA

A fine giornata, dopo il debriefing e i saluti degli istruttori con la consegna dell’attestato di partecipazione siamo abbastanza provati: fa caldo e non vediamo l’ora di toglierci l’abbigliamento tecnico di dosso. Ma quando la stanchezza si allevia iniziamo a metabolizzare le convinzioni errate e sfatate su uno stile di guida “consolidato”. Ma anche che solo l’osservazione di un istruttore pilota esperto come quelli della GuidarePilotare e la pratica sulla pista di Handling ha permesso a chi scrive di migliorare e dare una spiegazione tecnica a ciò che faceva parte dello stile di guida personale. Probabilmente è l’investimento migliore che si possa fare (il costo del corso è circa 400 euro, ma potrebbe variare da un anno all’altro. Per maggiori informazioni rivolgersi alla segreteria di GuidarePilotare). È sicuramente un’esperienza emozionate per chi ama andare in moto, farlo in sicurezza e con la convinzione che la moto nella guida normale e nelle situazioni di emergenza farà esattamente quello che gli chiediamo di fare.

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