Motociclisti più prudenti ma invisibili: lo studio in UK

Ecco perché i motociclisti sono più prudenti, in genere, pur ritrovandosi spesso più esposti al rischio di incidente con altri veicoli

26 gennaio 2022 - 12:45

Una delle regole che si insegna ai corsi di guida sicura in moto soprattutto, ma anche in auto, è dare importanza allo sguardo. Ci è capitato più volte sentire istruttori dire la moto va dove vanno gli occhi e la testa e questo in molte situazioni vale anche dietro al volante. Come lo fanno motociclisti e automobilisti è diventato argomento di ricerca alla Bournemouth University. Ecco cosa hanno scoperto tracciando lo sguardo dei conducenti di auto e moto.

QUANTO SONO CONSIDERATE PERICOLOSE LE MOTO?

Lo studio condotto durante un dottorato di ricerca si è focalizzato su come automobilisti e motocilisti guardano gli oggetti in strada e sulla percezione differente del pericolo. Il lavoro si è basato sullo studio delle influenze neurologiche e cognitive di automobilisti e motociclisti. Un dato emerso dalle interviste su un campione di volontari, evidenzia una profonda discrepanza nel valutare in generale gli utenti della strada. Più è grande un oggetto o un veicolo e più viene considerato un pericolo. E’ un atteggiamento che si ritrova frequentemente nelle persone in difficoltà prima o durante il sorpasso di un camion in autostrada. Il rovescio pericoloso della medaglia è che si tende a riconoscere meno il rischio nei veicoli più piccoli, in particolare le moto, ma lo stesso varrebbe anche per scooter e bici. L’aspetto più interessante è che i conducenti in generale potrebbero essere anche “accecati” momentaneamente da una reazione dell’occhio umano.

PERCHE’ GLI ALTRI CONDUCENTI NON VEDONO LE MOTO

Si chiama mascheramento saccadico, dovuto appunto alle saccadi, il fenomeno che acceca momentaneamente la vista quando il cervello riceve troppe informazioni visive. Lo spiega con DocBike, fondazione inglese per la sicurezza stradale, Shel Silva, ricercatrice in neuropsicologia clinica a capo dello studio e motociclista dall’età di 4 anni (nella foto). Inoltre, “L’occhio ha un punto cieco naturale” afferma Silva. “C’è la possibilità che il naso oscuri la vista e ad un incrocio un motociclista non sia visto dagli altri conducenti”. La ricerca infatti si è basata anche sull’impiego dell’Eye-tracking, cioè la valutazione dello sguardo in diversi incidenti motociclistici avvenuti. “Le motociclette sono spesso viste ma non ricordate dagli automobilisti”. La ricercatrice spiega che evolutivamente il cervello ha sviluppato un interesse per le minacce, oggetti o animali di grandi dimensioni. Di conseguenza, una moto si può facilmente perdere all’interno del campo visivo di altri conducenti se c’è un veicolo di grandi dimensioni immediatamente dietro al motociclista.

MOTOCICLISTI INVISIBILI: UN TRUCCO PER FARSI NOTARE

Sulla base della sua esperienza anche come collaboratrice della fondazione DocBike, Silva fornisce alcuni consigli su come rendersi più visibili agli altri conducenti soprattutto agli incroci. “Quando ci si avvicina a un incrocio si può fare un movimento laterale, come spostarsi verso il centro della strada vicino alla linea bianca. Questo movimento della moto può innescare una risposta di orientamento visivo negli altri utenti della strada, attirando di conseguenza la loro attenzione sul motociclista”. Ovviamente la prudenza, il rispetto delle regole stradali ed evitare distrazioni alla guida sono condizioni imprescindibili per guidare in sicurezza.

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