Bici e monopattini elettrici: stretta di New York contro la “giungla”
New York sta valutando nuove misure legislative per affrontare l'aumento degli incidenti e delle tensioni legate all'uso di biciclette e monopattini elettrici
New York sta valutando nuove misure legislative per affrontare l'aumento degli incidenti e delle tensioni legate all'uso di biciclette e monopattini elettrici
New York pensa a un giro di vite per bici e monopattini elettrici. Qual è il problema nella “giungla” della Grande Mela? Infrazioni al Codice della Strada da parte degli utenti, sinistri, tensione alle stelle fra chi usa i mezzi della micromobilità urbana e chi viaggia in auto. E poi, guai di carattere assicurativo e nell’individuare con previsione le colpe degli incidenti, anche gravi, visto che parliamo di soggetti vulnerabili in confronto agli automobilisti, riferisce Electrek. Senza contare la fretta dei rider che devono effettuare consegne a ritmi infernali per guadagnare a sufficienza.
INCIDENTI DI BICI E MONOPATTINI: NEW YORK SI ATTIVA PER LIMITARE IL FENOMENO
Ecco allora la “Città che non dorme mai” attivarsi con un pacchetto di 17 disegni legge volti a rafforzare la supervisione di biciclette elettriche, monopattini e altri veicoli di micromobilità. Il pacchetto legislativo, annunciato martedì dal Consiglio comunale, arriva soprattutto in risposta a un recente aumento di sinistri: in particolare, i SUV investono e uccidono ciclisti e monopattinisti, con responsabilità di difficile definizione.
IDEE CONCRETE DELLA GRANDE MELA
Tra le proposte, figurano misure per vietare la vendita di e-bike di Classe 3 attualmente legali (sebbene limitate a 40 km/h a New York), obbligare le aziende di consegna a ottenere licenze commerciali, condividere un maggior numero di dati sui corrieri, stipulare un’assicurazione aggiuntiva e assumersi una maggiore responsabilità per il comportamento dei propri conducenti.
Altri disegni di legge intensificherebbero i controlli contro i ciclomotori elettrici illegali e i veicoli più potenti che si spacciano per biciclette. E inasprirebbero le sanzioni per i conducenti che fuggono dopo un investimento, istituendo un programma di rottamazione per i veicoli illegali e creerebbero una task force per studiare miglioramenti nella progettazione stradale.

PER ORA, NIENTE TARGA E IMMATRICOLAZIONE
La vera rivoluzione sarebbe l’obbligo di targa e di immatricolare bici e monopattini elettrici, ma per adesso la pressione di chi è favorevole alla micromobilità a corrente è stata così forte da tener lontano quello spettro. L’obiettivo è attribuire maggiori responsabilità alle piattaforme di consegna di cibo invece di penalizzare i circa 80.000 corrieri della città, sebbene alcuni gruppi di tutela dei lavoratori rimangano preoccupati che un maggiore controllo possa comunque colpire in modo sproporzionato le comunità di immigrati.
E IN ITALIA?
I numeri nel nostro Paese sono drammatici: nel 2025, le vittime della micromobilità ammontano complessivamente a 253 (+21,6% rispetto al 2024): 198 tra ciclisti (+20%), 30 tra utilizzatori di biciclette elettriche (+50%) e 25 tra conducenti di monopattini elettrici (+8,7%). Che spesso sono usati in due (vietatissimo trasportare un passeggero), entrambi senza casco. Da noi poi esiste una “guerra” sotterranea fra monopattinisti e pedoni: questi ultimi devono spesso fare i conti con quegli strumenti che scorrazzano sui marciapiedi (non si può).
Il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha imposto l’obbligo di targa e assicurazione di recente. Il problema è che, in presenza di controlli scarsi in città, il fenomeno della sinistrosità non può calare. Col rischio che, in assenza di polizza RC, i pirati della strada aumentino, scappando dopo aver provocato un incidente. Servirebbero più risorse per le Polizie Locali: con questi chiari di luna, è improbabile.