Roma: due ruote a rischio secondo lo studio dell’ACI

“Saranno presentati in Campidoglio i dati dell’Aci Roma che mettono in luce i rischi per chi si muove su moto e ciclomotori e che serviranno all’amministrazione capitolina per correggere il tiro e mettere in campo soluzioni condivise e concrete volte a potenziare i presidi di controllo, per evitare comportamenti a rischio ed eccessi di velocità, predisporre i necessari interventi sulle infrastrutture, con particolare attenzione al ripristino delle buche, ai guard rail di vecchia concezione e ai cordoli mal posizionati”.

Lo afferma in una nota il presidente della Commissione Sicurezza del Comune di Roma, Fabrizio Santori, che interverrà alla presentazione del libro “Vite sicure, viaggio tra strade e parole“, scritto dalla giornalista Ilaria Guidantoni (libro che, tra le altre cose, parla anche di SicurAUTO.it).

All’evento parteciperanno Arturo Diaconale, Direttore de` L’ Opinione, Umberto Cutolo, Direttore responsabile di “Settestrade”, Mauro Fabris, Presidente Comitato Scientifico Fondazione Filippo Caracciolo ACI, Carlo Buttarelli, Comandante del GIPT – Gruppo Intervento Traffico Polizia municipale di Roma, Marco Giovagnorio, Comandante della Polizia Municipale del VII Gruppo Donatella Uccella, Presidente Arcat Lazio e Massimiliano Zanetti, Presidente ASGS – Associazione sportiva guida sicura.

  • Gli incidenti sulle due ruote

L’indagine – condotta attraverso l’analisi dei dati statistici sugli incidenti stradali, l’intervista di conducenti delle due ruote e l’osservazione in strada dei comportamenti di guida – ha evidenziato che i centauri romani utilizzano le due ruote prevalentemente per spostamenti sistematici (casa-scuola, casa-lavoro), sono per due terzi uomini e un terzo donne e si concentrano nella fascia d’età 16 – 49 anni.  Sono però i giovani, soprattutto uomini, le categorie più a rischio.

Oltre la metà dei conducenti di veicoli a due ruote intervistati (55%) ha riportato almeno un incidente ed un terzo più di uno. Il 67% degli incidentati è rimasto ferito. Le parti che più frequentemente si feriscono sono gambe e braccia.

Le tipologie di incidente più ricorrenti sono la scivolata (34,8%), seguita da scontro laterale e tamponamento posteriore.

  • Le cattive abitudini

L’indagine ha evidenziato alcune cattive abitudini dei conducenti delle due ruote:

l’87,7%  degli intervistati si incunea tra i veicoli nelle soste di marcia;

l’82,7%  zigzaga fra i veicoli in marcia;

il 78,3%  oltrepassa la linea continua;

un terzo dei motociclisti osservati invade la corsia opposta di marcia per superare i veicoli in coda al semaforo;

1 moto su 2 non aziona la freccia cambiando corsia;

1 moto su 3 zigzaga tra i veicoli in marcia.

I centauri intervistati considerano le buche nel manto stradale (95%) ed i tombini (84%) i fattori ambientali più pericolosi per la circolazione con veicoli a due ruote.

Il 33% degli intervistati ha ricevuto almeno una multa nell’ultimo anno a Roma ed in proporzione, le donne risultano essere state multate più degli uomini.

Le multe più frequenti riguardano:

sosta vietata, guida su corsia preferenziale o su marciapiede, eccesso di velocità, inosservanza del rosso, mancato rispetto della precedenza, guida senza patente, mancato uso del casco.

Un comportamento rischioso emerso è la mancata sostituzione del casco dopo un incidente (80% degli intervistati), infatti anche in caso di impatto leggero ed in assenza di apparenti segni di danneggiamento, il casco potrebbe comunque rivelarsi inadeguato a proteggere la testa in caso di ulteriori futuri incidenti.

  • Le proposte di soluzione

Per modificare comportamenti come lo zig-zag nel traffico, l’invasione della corsia opposta, il superamento della linea d’arresto, secondo lo studio sono necessarie campagne educative per la formazione dei ragazzi che intendono conseguire il patentino per la guida di un ciclomotore, ma anche «un potenziamento dei presidi di controllo», per evitare i comportamenti più gravi (eccesso di velocità, violazione della segnaletica, rispetto della distanza di sicurezza, guida in stato di ebbrezza).

Ma è necessario anche intervenire sulle infrastrutture: molti pericoli si annidano non solo nelle buche, ma anche nei guard rail di vecchia concezione ideati per le auto, pali di pubblicità e segnali, cordoli per delimitare le corsie preferenziali.

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