Elezioni Politiche 24-25 Febbraio, i Motociclisti fanno sentire la loro voce

L’ appuntamento elettorale del 24-25 Febbraio, è una data quanto mai fondamentale per i cittadini italiani. L’elezione del nuovo governo sarà decisiva per la sorte del nostro Paese. Si attendono cambiamenti concreti. I Motociclisti fanno sentire la loro voce.

Con una lettera aperta, il Coordinamento Italiano Motociclisti, punta a sensibilizzare i politici sulle problematiche che da troppo tempo affliggono la categoria. In 8 punti viene spiegato quali sono queste problematiche che interessano più di 8 milioni di cittadini (gli utenti delle due ruote in Italia). Ognuno di noi ha il diritto di conoscere quale sia la posizione della Politica di fronte al tema delle due ruote nel momento in cui andrà ad esprimere la propria posizione alle prossime elezioni.

I temi trattati riguardano assicurazioni, pedaggi autostradali, l’importanza in generale delle due ruote come mezzo anti traffico ed inquinamento, senza tralasciare il tema importantissimo della sicurezza sulle strade.

  • Le proposte e le richieste dei Motociclisti

1) L’importanza del settore delle due ruote, da un punto di vista economico, in Italia, ma anche alla crisi che sta vivendo (con enormi riflessi sull’occupazione). Esiste l’indispensabilità di pervenire a modifiche legislative del Codice della Strada che diano la possibilità di rendere totalmente legittime senza problemi e dubbi burocratici, anche tramite l’impiego di materiali appositamente omologati, le piccole modifiche estetiche / funzionali come specchietti, porta targa, terminali di scarico, fari antinebbia e di profondità, motovaligie. Questo permetterebbe a un grande numero di imprese, che lavorano nel settore della personalizzazione dei motoveicoli, di potere rispondere alle già esistenti richieste di mercato, le quali devono attualmente essere rifiutate per impedimenti burocratici.

2) L’importanza economica delle due ruote non si ferma alla produzione e vendita di accessori. Il nostro Paese ha la fortuna di avere alcune tra le più belle strade e mete turistiche conosciute dai mototuristi di tutto il mondo. E’ però necessario che il mototurismo sia visto, come del resto in molti altri Paesi europei anche a noi confinanti, come una risorsa. Chilometri e chilometri di divieto di sorpasso senza soluzione di continuità, spesso decisi in modo arbitrario dalle diverse autorità locali e con limiti di velocità assurdamente bassi ed incomprensibili alla luce delle attuali tecnologie, posti solo per uno scarico di responsabilità ed a prova dell’incapacità di punire i comportamenti veramente pericolosi ed incivili di una minoranza degli utenti della strada, togliendo ogni piacevolezza all’utilizzo turistico di molte strade.  Occorre che le Istituzioni tornino a considerare importante puntare alla “gradevolezza” dello “stare in Italia” e a considerare indispensabile migliorare il rapporto tra utenti e Istituzioni e Forze dell’Ordine: limiti e prescrizioni devono essere comprensibili e rispettabili, e non strumenti atti ad ‘indurre in infrazione’. Per fare in modo che i cittadini rispettino lo Stato, ci deve essere la percezione di essere rispettati dallo Stato.

3) L’utilizzo delle due ruote a motore è fattore importantissimo anche per la limitazione dell’inquinamento nelle nostre aree urbane. Anche in presenza di mezzi non di ultima generazione, infatti, i motoveicoli producono pochissime polveri sottili, occupano poco spazio e, soprattutto, rendono più fluido il traffico, riducendo i tempi di percorrenza anche per gli altri veicoli. Occorre incentivare l’uso delle due ruote, e per fare questo è necessario predisporre parcheggi dedicati ai motoveicoli in posizione centrale dei nostri centri urbani e proteggendoli fisicamente dalla possibile invadenza dei veicoli a quattro ruote. Altro aspetto importante sarebbe quello di avere delle normative a livello nazionale che consentano e regolamentino l’utilizzo delle corsie riservate a bus e taxi, visto che i motoveicoli non ridurrebbero la velocità commerciale di questi ultimi. Questo per evitare che ogni comune crei regole differenti che porterebbero solo ad errori di interpretazione.

4) L’assurdità che una moto o uno scooter paghino la stessa tariffa autostradale di un “suv” o di una monovolume ad otto posti, pur usufruendo di servizi minori e apportando una usura del manto stradale irrisoria. Questa è un’anomalia presente solo in Italia che deve finire. Oggi le società di gestione autostradale non hanno più problemi tecnici ad applicare una nuova categoria tariffaria, ma scaricano su altri enti la responsabilità della determinazione delle tariffe specifiche per i motoveicoli. E’ necessario che il Parlamento non si sottragga a questa operazione di giustizia incomprensibilmente in ritardo da anni.

5) Il Codice della Strada va rivisto anche nella parte relativa alla circolazione dei veicoli a due ruote. In questi anni la consapevolezza degli utenti di motoveicoli è molto cresciuta: al casco (obbligatorio), sempre più spesso si abbina un abbigliamento protettivo per arti e schiena. Queste protezioni però rendono estremamente difficoltoso, rimanere fermi a lungo in caso di traffico bloccato o rallentato, arrivando a creare situazioni di fastidio che fanno abbassare l’attenzione di guida. E’ quindi necessario che il Codice della Strada preveda regole che permettano di ‘rimontare le file’ a velocità ridotta. Questo è importante anche per massimizzare la fluidificazione del traffico nelle nostre città.

6) Il Coordinamento Italiano Motociclisti ritiene essenziale migliorare la formazione di utenti della strada consapevoli. Si ritiene quindi necessario che le Istituzioni e le Forze dell’Ordine, a tutti i livelli, collaborino attivamente con le Associazioni di Categoria e con le Associazioni delle Scuole Guida per fare in modo che ottenere una patente di guida non sia più visto come un semplice balzello o la necessità di studiare a memoria qualche centinaio di quiz, bensì un momento formativo di valore, soprattutto per quei veicoli (auto e moto) che per via dell’elevato rapporto potenza / peso sono assimilabili a veicoli da competizione. Perché, sulla strada, i comportamenti o la mancanza di attenzione uccidono. E gli utenti delle due ruote, a motore e non, insieme ai pedoni, sono la fascia più debole ed esposta, quindi deve essere data una maggiore rilevanza alla formazione di tutti gli utenti della strada su come rispettare gli altri.

7) L’utilizzo dei motoveicoli deve essere INCENTIVATO in tutti i modi possibili, non solo in città ma in ogni situazione, come avviene in molte città del Nord Europa, una per tutte Parigi; questo porterebbe vantaggi indubbi a tutti i cittadini come hanno ben compreso molte popolazioni a nord delle Alpi. Più moto in circolazione significa ridurre il numero di auto e quindi minore inquinamento, snellimento del traffico, meno problemi di parcheggio. L’incentivazione avviene anche con una maggiore attenzione alla sicurezza delle strade e delle loro condizioni di manutenzione con particolare attenzione alla questione dei guard rail salvamotociclisti. Richiediamo leggi specifiche che rendano finalmente l’Italia un unico Paese, che tra le altre cose sanciscano l’obbligo della adozione dei nuovi tipi di guard rail regolamentando modi e tempi di adeguamento, ed evitare il proliferare di norme e decreti che rendono le norme di circolazione un incredibile guazzabuglio poco comprensibile, che cambia da comune a comune.

8) Il costo delle assicurazioni RC ha raggiunto in alcune zone d’Italia dei livelli inaccettabili. Troppo spesso gli utilizzatori di motoveicoli di alcune regioni devono scegliere se rinunciare ad usare il loro veicolo o se adottare la più diffusa delle soluzioni illegali: circolare senza una polizza assicurativa.
Malgrado le statistiche riportino una diminuzione degli incidenti in cui sono coinvolti motoveicoli, i costi delle polizze non accennano a calare, e per un neopatentato si può arrivare ad un costo della polizza superiore al valore del veicolo. Servono quindi leggi che possano tutelare gli assicurati da polizze esageratamente costose, che spingano le compagnie a premiare realmente i guidatori virtuosi, ma anche leggi che rendano più difficili le truffe alle compagnie assicurative, perché si possa ricreare quella indispensabile fiducia tra chi usufruisce di una polizza e la compagnia che la eroga.

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