Motociclisti: Diritto o Dovere di proteggersi?

2 aprile 2010 - 2:47

Ci sarà l’obbligo di indossare abbigliamento protettivo? Scopriamo come e perché in parole semplici.

Sono al vaglio del Parlamento Italiano alcune modifiche al Codice della Strada che riguardano noi motociclisti molto da vicino. Il disegno di legge (si tratta di un emendamento) è il n° 1720 ed è in via di approvazione. Se tutto va come programmato, potrebbe entrare in vigore anche entro la fine del 2010. La parte che interessa il mondo della moto sono le modifiche all’articolo 171 CdS.

Il motivo di tanta attenzione per noi utenti delle 2 ruote (normalmente ignorati) è da imputarsi al fatto che nemmeno la patente a punti è servita a diminuire le conseguenze degli incidenti stradali. Si parla di “conseguenze” dei sinistri perché le modifiche legislative prendono in esame quasi esclusivamente la sicurezza passiva e i relativi danni che la mancanza di protezioni adeguate arreca alle casse dello stato sotto forma di assistenza sanitaria. Tutto ciò è vagamente triste, poiché è quasi come ammettere che non vi sono altri metodi per evitare infortuni sulla strada. Esiste anche la prevenzione, ma pare che questo “argomento” sia stato completamente dilapidato
dai nostri governanti.

  • L’articolo 171

È la parte del Codice della Strada che attualmente (aprile 2010) s’intitola: “Uso del casco protettivo per gli utenti di veicoli a due ruote” e che obbliga i centauri di ogni genere a indossare il casco. Con le attuali modifiche diventerebbe: “Dotazione di sicurezza per la conduzione di veicoli a due ruote”, che è tutto un altro dire…

  • Dettaglio delle modifiche all’Articolo 171 (fonte)

La “dotazione di sicurezza minima” varierà in base alla tipologia e alla potenza della moto. (Come se non sapessimo che ci si può uccidere anche con un qualsiasi motorino, ndr). In ogni caso a grandi linee questa “scalabilità” pare accettabile. Non possiamo certo immaginare uno scooterista sul 50ino da 1000 euro che viaggia imbardato con 1500 euro di attrezzatura tecnica indosso (ma perchè no, ndr). Ovviamente il casco resterà obbligatorio, ma ne verrà disciplinata la tipologia (jet/integrale).

Il testo al vaglio del Senato è il seguente:more

“”Art. 171 – Comma 1. Durante la marcia, ai conducenti, e agli eventuali passeggeri, di ciclomotori e motoveicoli è fatto obbligo di indossare indumenti e di tenere regolarmente allacciato un casco protettivo di tipo omologato, in conformità con i regolamenti emanati dall’ufficio europeo per le Nazioni Unite – Commissione economica per l’Europa e con la normativa comunitaria.”

Una delle principali differenze tra il motociclista della domenica e il professionista sta proprio nella consapevolezza che la protezione personale è …personale, appunto. Non bisogna affidarsi passivamente solo allo Stato, sperando che metta in regola le strade e sostituisca tutti i guardrail, poiché non tutte le strade sono di competenza pubblica, non tutti gli infortuni sono causati dai guardrail, ma soprattutto: anche se entrasse in vigore una legge anti-barriere stanotte stessa …passerebbero dai 2 ai 6 anni prima che la copertura e l’attuazione siano quantomeno accettabili.

La differenza introdotta da questa visione legislativa sta nel fatto che si fa obbligo d’uso dei dispositivi di protezione. In alcuni stati europei ci sono già norme simili, ma prima di prender tutto per “buono” visioniamo il resto delle modifiche in atto:

“”Art. 171 – Comma 2. Ai fini di cui al comma 1:
a) per i veicoli fino a 11 Kw è obbligatorio l’utilizzo del casco intergrale;
b) per i veicoli da 11 Kw a 25 Kw è obbligatorio l’utilizzo di un casco integrale, di guanti per la protezione delle mani, e di giacca tecnica con protezioni per spalle e gomiti;
c) per i veicoli da 25 Kw a 52 Kw è obbligatorio l’utilizzo di un casco integrale, di guanti per la protezione delle mani, e di giacca tecnica con paraschiena integrale e con protezioni per spalle e gomiti;
d) per i veicoli oltre 52 kw è obbligatorio l’utilizzo di un casco integrale, di guanti per la protezione delle mani e di una tuta tecnica o di una giacca tecnica con paraschiena integrale e con protezioni per spalle e gomiti e di pantaloni tecnici con protezioni per fianchi e ginocchia.”

La prima cosa che ci salta all’occhio in questo (stranamente) leggibile elenco è la totale mancanza di considerazione per le calzature e la poca chiarezza per quanto riguarda l’omologazione dell’abbigliamento.

Sappiamo bene che ci sono due tipi di indumenti protettivi
. Se questa legge prendesse in considerazione l’omologazione dell’abbigliamento nel suo insieme, piuttosto che dei soli inserti protettori, avrebbe una ripercussione certa e quantomeno positiva nel modo di fare (anche marketing) delle aziende produttrici di abiti tecnici. Attualmente, infatti e ahinoi, i produttori di abbigliamento si comportano in modo tutt’altro che cristallino.

  • Tutti in infradito! (col casco integrale, però)

In secondo luogo non possiamo che far presente che pare non sia quasi più preso in considerazione il casco di tipo “Jet”! (senza mentoniera). Non che ce ne dispiaccia più di tanto: si tratta di un tipo di casco omologato “a forza” per far fronte a chi non sopporta costrizioni e, se questa legge passasse così com’è, il casco sarebbe l’ultimo dei “problemi”.

Un’altra incongruenza ci pare quella relativa al paraschiena. Dal testo pare evidente che debba trattarsi di modelli integrati alla giacca. I motociclisti esperti sanno, però, che questo tipo di paraschiena è sì più facile da indossare, ma è anche il meno protettivo, poiché non copre tutta la spina dorsale.

  • Esenzioni e Sanzioni

Sono previste esenzioni e sanzioni nei commi dal 3 al 6. Le esenzioni riguarderanno la guida dei veicoli a tre o più ruote e quelli dotati di protezioni passive aggiunte come le “cellule di sicurezza”. Le sanzioni amministrative (le multe) sono abbozzate in:

  1. da 74,00 a 299,00 Euro per il mancato uso dell’abbigliamento previsto in base alla moto;
  2. da 779,00 a 3.119,00 Euro per la produzione e importazione di indumenti non omologati
  • Il nostro parere: nessuno è perfetto

Il nostro parere sul disegno di legge è complessivamente positivo (vedi commenti
di bruce0wayne, Claudio C., Astrid, Pacotom). Andrebbe però riveduto in più punti per evitare ovvi impedimenti alla vita quotidiana. Dovrebbe essere più chiaro per quanto riguarda le omologazioni dell’abbigliamento tecnico e dovrebbero essere prese in considerazione anche le calzature (!)

Pensiamo anche che il casco Jet possa non andare definitivamente in pensione. In alcuni casi –vedi le esenzioni ai commi 3, 4, ne sarebbe possibile ancora l’uso. Dobbiamo tenere presente anche di quelle persone che il casco integrale proprio non lo sopportano.

  • Il Vostro parere:

Vista la “mole” e l’importanza delle modifiche che sarebbero introdotte da questo disegno di Legge, non possiamo pretendere di “saperla tutta”. Se avete qualcosa da aggiungere o semplicemente volete far conoscere il vostro parere commentate questa pagina!

91 commenti

Astrid V.
0:00, 25 ottobre 2010

Caro Sandro,

pur rispettando le altrui libertà e i vari punti di vista, diciamo che ognuno è davvero responsabile di ciò che rischia, solo se paga da sé i danni che derivano dalla sua voglia di libero arbitrio.

Mi spiego: in altri termini: se qualcuno ha voglia di non usare quel che esiste per proteggersi (casco, abbigliamento tecnico vario), rischia e lo sa.
Di fatto, decide di ignorare il fatto che i morti, feriti, paralizzati, sfigurati, sono MOLTI, ma molti di più proprio nei tragitti urbani minori (o di tutti i giorni), piuttosto che in pista (dove si va’ almeno al triplo/quadruplo della velocità).

Sarebbe corretto, quindi, che chi volesse rischiare potesse anche farlo, senza gravare poi sulle tasche dei contribuenti se decide di correre il rischio di un trauma cranico, una vertebra spezzata o un trauma facciale.

Purtroppo, siccome così non è perchè si paga per tutti indistintamente, la si “gira” dal lato “più protezione per tutti, meno spese per la Comunità”, su cui francamente non mi sento di dissentire.

Quando passò la legge del casco obbligatorio, la si introdusse ANCHE (e soprattutto, direi) per limitare la spesa sanitaria nazionale. Siamo tutti d’accordo che non si educa il popolo con i divieti, lo si educa con l’educazione stradale ben fatta. (ma questo è un altro capitolo su cui c’è tanto lavoro da fare!)

Saluti e lampeggi!
A.

Sandro
0:00, 20 ottobre 2010

Vado in moto da 45 anni… ho 12 caschi sulla rastrelliera in garage ma se mi si obbligasse ad indossare quando uso la mia vespa in città per lavoro o commissioni un casco integrale smetterei di usare la moto.. con molto rimpianto ma senza esitazioni!
Avete mai provato a circolare in città nel traffico con un integrale in testa (non dico d’estate perche non siete proprio così masochisti..)?
Visibilità laterale nulla, udito quasi azzerato, vi può arrivare addosso chiunque dai lati e non lo vedete!
Senza contare che per il caldo tenderete a andare più forte per ricevere un po’ di aria…
In USA si circola allegramente con in testa di tutto, dalla bandana all’elmetto tedesco e non dite che sono un popolo arretrato, solo che da loro se sgarri un briciolo nella guida ti acchiappano senza fallo e ti mettono in galera, da noi invece si tollera di tutto, anche chi fa’ i 200 tra un semaforo e l’altro con la sua moto, ma poi si interviene legislativamente a chiudere tutte le porte quando i buoi sono scappati..!
Il nostro è il paese con la migliore legislazione di sicurezza sul lavoro (la famigerata 626) ed il più alto numero di morti sul lavoro…
Il paese con il regime fiscale più severo e complicato, e con la più alta percentuale di evasori del mondo civile…
Pare che fare leggi severissime sia l’alibi preferito dai politici, così la colpa è nostra e non loro…!
Io voglio la liberta di mettermi in testa cosa mi pare più adatto perchè non vado a correre in pista contro Valentino ma solo a comperare la frutta al mercato!

In moto in città si muore come stupidi | SicurMOTO.it
0:00, 7 ottobre 2010

[…] gettare la spugna definitivamente [NOTA: basti pensare, per esempio, al polverone suscitato dalla proposta di inserire nel CdS l’obbligo di indossare capi protettivi e scarpe chiuse: nel forum del senatore De Filippi (promotore della proposta) le frasi più […]

bruce0wayne
0:00, 22 giugno 2010

Il disegno di legge è stato momentaneamente accantonato. La versione attuale non vede alcun obbligo, ma sono previste revisioni entro un anno.

loragno
0:00, 21 giugno 2010

e poi se serve solo x risparmiare i soldi allo stato x cure fisiche e risarcimenti,almeno che ci abbassino i costi delle assicurazioni! che è proprio un ladrocinio.
ancora una cosa:dal momento che passasse ‘sta legge,secondo voi i prezzi di tali indumenti calerebbero visto che saremo costretti tutti a fornircene????

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