Targhe polacche: girare intorno alla legge (dal nostro inviato a Napoli)
Analizziamo dall'interno il fenomeno delle moto che circolano con targa polacca, soprattutto a Napoli e in Campania
Analizziamo dall'interno il fenomeno delle moto che circolano con targa polacca, soprattutto a Napoli e in Campania
All’ombra del Vesuvio, il costo dell’assicurazione ha superato il livello di sostenibilità, anche per le due ruote. La soluzione “creativa” trovata da molti è stata di immatricolare moto e scooter in Polonia, dove le assicurazioni costano meno. Il problema è che spesso dietro queste targhe polacche non c’è una vera polizza RCA, con tutte le conseguenze che si possono immaginare.
“CARA” NAPOLI
Nel primo trimestre 2026, l’Istituto sulla Vigilanza della Assicurazioni (IVASS) ha calcolato che il costo medio nazionale di una polizza moto, è 335 €. A Napoli invece schizza a 608 €. Una cifra comunque ottimistica, perché sempre l’IVASS dice che a Napoli la stragrande maggioranza degli assicurati è in prima classe pluriennale. Statistiche non ufficiali parlano dell’80%. Per questo chi ha la moto da poco e magari è anche in una categoria particolarmente costosa sale in un attimo oltre i 1000 € all’anno per uno scooter, ma anche oltre i 2.000 per una moto di medio – grossa cilindrata.
Per risparmiare, dunque, hanno ideato un sistema “alternativo”.
CAMPANIA E POLONIA MAI COSÌ VICINE
Lo stratagemma è semplice quanto geniale: tramite un’agenzia di pratiche auto, il mezzo viene venduto a una società di noleggio polacca, che immatricola la moto in Polonia e stipula un contratto con il proprietario (adesso ex proprietario) della moto. Il mezzo, ritargato, pagherà assicurazione, bollo e revisione a Varsavia e non più a Napoli.
L’operazione costa all’incirca 850 €, di cui 400 una tantum per le pratiche e altri 450 per assicurazione e costi fissi. È una cifra superiore alla tariffa media italiana e in alcune regioni può persino sembrare alta, ma a Napoli è come la manna dal cielo.
Al momento, in Italia circolano oltre 68.000 veicoli con targa polacca, di cui circa 38.000 auto e 30.000 moto. Di questi, circa 35.000 circolano a Napoli. A seguire ovviamente, Caserta, Salerno, Benevento e Avellino.

GIRARE INTORNO ALLA LEGGE
Il vantaggio di questo complicato sistema, è che tutto ciò è perfettamente legale. Basta dichiarare un guidatore italiano al REgistro Veicoli Esteri e anche le multe per le semplici infrazioni, arriveranno a destinazione italiana.
Per i sinistri, l’assicurazione polacca è perfettamente valida anche in Italia, quindi il guidatore è coperto dalla polizza legata all’immatricolazione estera. L’unico fastidio è che il risarcimento straniero non rientra nel rimborso diretto dalle assicurazioni italiane. La vittima del sinistro dovrà rivolgersi all’UCI, un ufficio che coordina i risarcimenti internazionali. Ci vorrà più tempo, ma il risarcimento è assicurato.
Tuttavia questa è solo la versione della pratica più lunga, e legale. Poi ce ne sono altre più veloci, e assolutamente illegali, che grazie alla compiacenza di funzionari polacchi permettono di importare in Italia targhe polacche senza dover portare l’auto o la moto in Polonia. Il problema è che, sempre per risparmiare sui costi, spesso dietro ai certificati assicurativi non c’è una vera RC moto, quindi diventa complicato risalire a chi è stato noleggiato quel veicolo e ottenere un risarcimento in caso di incidente. Come noto, quando un mezzo non è assicurato, i risarcimenti vengono garantiti dal Fondo di garanzia per le vittime della strada, che si rivale poi sul fondo analogo del Paese dove è stato immatricolato il veicolo: in Polonia è il PBUK che, proprio a causa di queste pratiche borderline, negli ultimi anni sta pagando risarcimenti milionari a motociclisti di Napoli e della Campania.
INTANTO A VARSAVIA
Ovvio, con decine di migliaia di veicoli circolanti in Italia, è naturale che gli incidenti accadano. Dobbiamo premettere che, da anni ormai, i napoletani sono abituati a risarcire i sinistri di piccola entità di tasca propria: è un gesto di solidarietà ormai accettato da tutti, per contrastare il bonus-malus.
Per questo motivo, quando qui a Napoli viene coinvolta l’assicurazione, si tratta sempre di incidenti costosi. Ancora di più se coinvolgono moto e motociclisti. Infine, va detto, ci sono le truffe assicurative, sulle quali nessuno ha statistiche certe, ma che succedono e certo non per quattro spiccioli.
Come anticipavamo, dal 2024 al 2025, l’ufficio polacco per i risarcimenti ha visto schizzare le cifre dei risarcimenti da 1,5 milioni a 4,2 milioni di euro, denunciando l’allarme. La mossa di Varsavia per ridurre l’effetto delle immatricolazioni italiane sarebbe quella di attivare l’obbligo di scattare fotografie per dimostrare che la revisione viene fatta in officine polacche, come impone la legge. Oggi invece chi esamina il veicolo può firmare un semplice certificato. Il governo della Polonia pensa che attraverso le foto sia più semplice scoprire chi non rispetta le regole. Peraltro l’obbligo di scattare fotografie durante la revisione è previsto anche dalla riforma dei controlli sui veicoli discussa lo scorso anno dalla commissione Trasporti del Parlamento Europeo, che nei prossimi anni dovrà essere adottata gradualmente in tutta l’Unione.
MA SE I NAPOLETANI FOSSERO LE VITTIME?
A questo scenario se ne aggiunge uno più recente e inquietante. È emerso che alcune società polacche intestatarie delle moto napoletane, hanno annullato l’assicurazione un mese dopo la stipula. Intascando il rimborso e lasciando l’ignaro motociclista italiano senza copertura.
A questo hanno reagito IVASS e PBUK, coordinando il database delle assicurazioni nazionali con quelle internazionali. Fino a poco fa, il carabiniere al posto di blocco poteva solo controllare documenti e RAVE, adesso anche l’assicurazione estera è visibile dal terminale.
Anche le compagnie di assicurazione italiane stanno premendo per combattere il fenomeno, che gli fa perdere milioni di euro. Il problema è che spesso, a Napoli, la targa polacca è l’alternativa principale a circolare senza copertura RC…