MotoGP 2018, gara 18: Colpi di scena e capitomboli!

MotoGP 2018, gara 18: Colpi di scena e capitomboli!

Il motomondiale finisce come era iniziato, con Dovizioso primo, ma il resto è tutta una sorpresa Gara decisamente “sui generis” quella di chiusura: pioggia torrenziale, gara fermata poi ripresa, e per la prima volta una KTM sul podio della classe regina Di certo questa di Valencia è stata una gara condizionata ed in parte decisa […]

23 Novembre 2018 - 00:00

Il motomondiale finisce come era iniziato, con Dovizioso primo, ma il resto è tutta una sorpresa
Gara decisamente “sui generis” quella di chiusura: pioggia torrenziale, gara fermata poi ripresa, e per la prima volta una KTM sul podio della classe regina

Di certo questa di Valencia è stata una gara condizionata ed in parte decisa dalla pioggia battente. I piloti che si vedevano rotolare e scivolare sull’asfalto saponato non si contavano, compreso un Rossi in gran forma che però finisce anche lui nel ghiaione. Dovizioso veste i panni di Noè e porta la sua Ducati anfibia prima al traguardo dopo 10 anni dall’ultimo successo spagnolo.

Dovizioso: il mago della pioggia
Se è vero che il successo è un giusto compromessi di talento e di cu… fortuna, il buon DesmoDovi ne è un ottimo rappresentante. Preso atto che probabilmente senza la bandiera rossa non avrebbe vinto, gli va riconosciuto di aver gestito molto bene e su tutto di essere senza ombra di dubbio il miglior pilota Ducati

 

 

Rins: scommessa vinta
Il buon Rins si rende protagonista di un’altra grande prova, e siamo onesti, chi l’avrebbe mai detto? Nella prima fase di gara scappa via e addirittura si pensa ad una vittoria facile, con l’aumento della pioggia Dovizioso e Rossi gli ricordano chi sono i “senior” della situazione. Ma alla ripresa dallo stop Alex riprende fiducia e, complice l’avventura nella ghiaia di Rossi, riesce a piazzare la sua Suzuki al secondo posto. Aspettiamo solo la vittoria.

Espargarò: Chi?
Scherzi a parte onore a Pol, che da ormai 5 anni non saliva sul podio, precisamente dal successo di Motegi 2013 in Moto2. Ma quando lo fa, lo fa con stile! Regalando duelli con Marquez e regalando alla KTM il primo podio in MotoGP. Un applauso per non aver demorso agli infortuni e agli anni a combattere nelle retrovie. E poco importa se nella prima parte di gara è caduto e che se non ci fosse stata la bandiera rossa probabilmente non avrebbe neanche visto il traguardo, non cerchiamo il pelo nell’uovo.

Rossi: Finito?
Menzione d’onore al Dottore, che a 39 anni parte 16°, che in sette giri si trova 3°, che arriva al secondo posto come una fionda e che senza bandiera rossa si sarebbe certamente candidato alla vittoria. Prima che arrivi il solito commento “Rossi bollito”, “Ormai con l’età non ce n’è” etc, vorremmo invitare tutti a riflettere. A riflettere sul fatto che un 39enne su una M1 sgangherata metta dietro Lorenzo, Iannone, Petrucci, Pedrosa, Zarco, Miller, Cruchlow e Vinales (sulla stessa moto). A riflettere sul fatto che dopo quasi 20 anni nella classe regina è ancora lì a recuperare tre quarti di griglia. Ah beh, se così stanno le cose spero di diventare presto anch’io un “vecchio bollito”.

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