Philips MotoVision, per vedere e farsi vedere meglio

13 febbraio 2010 - 3:00

Si parla spesso di quanto sia fondamentale rendersi il più possibile “visibili” quando si viaggia in motocicletta. Se n’è parlato tanto che l’argomento passa tristemente per scontato e le relative note vengono ormai lette svogliatamente. A riguardo vi sono anche dei falsi miti e luoghi comuni come per esempio l’efficienza degli xeno di giorno. A renderci la vita ancor più difficile ci pensa persino la legge: punendo pesantemente chi mette anche solo una lucetta in più sulla propria moto.

No, questo non è il solito articolo sulle strisce catarifrangenti o sulle luci accese anche di giorno e non è nemmeno un messaggio promozionale. Si tratta del risultato della mia esperienza diretta alla guida di una moto dotata di lampade specifiche per l’uso motociclistico. Di seguito vi spiego in dettaglio.more
Se non ci vedo non ci credo
Tutto quanto vado scrivendo, come sempre, è soprattutto frutto di esperienze dirette. Nel caso specifico le prove sono state fatte su 4 stagioni per 3 anni di uso complessivo dell’una e l’altra soluzione. Proprio per questo, in solitaria, vorrei sfatare -per quanto possibile- il mito dei fari xeno che sarebbero “la soluzione” per la visibilità diurna nei confronti delle automobili e notturna per il campo visivo del motociclista. Alcune delle foto che seguono sono state scattate da me stesso.
Xeno fa fico, ma c’è di meglio


Mi rivolgo in particolare a chi vive in zone perseguitate dalla nebbia (io stesso sono Pavese, ndr) o a chi semplicemente viaggia molto. I fari xeno, costituiti in grandissima parte da Kit aftermarket (montati dopo l’acquisto del veicolo), spesso si rivelano delle “auto illusioni”. È facile auto-convincersi (o moto-convinversi, vabbè) che questi kit “funzionino”, soprattutto dopo averci speso centinaia di euro. La verità è che di giorno rendono la motocicletta visibile in egual modo (o meno) rispetto al faro tradizionale e, all’imbrunire con la nebbia abbagliano il motociclista. In assenza di nebbia rischiano troppo spesso di “abbronzare” anche l’automobilista che ci viene incontro (oltre a essere potenzialmente illegali).
Perché?
Il motivo è anche legato anche all’ubicazione del faro nella motocicletta, notevolmente più “instabile” rispetto quelli di un’auto. Bastano una piccola accelerazione o una lieve sconnessione della strada, infatti, per alzare il fascio di luce in modo esagerato. Il problema principale, però, dipende dal fatto che senza una parabola appositamente studiata, un auto-regolatore e una lente (fari lenticolari), la lampada xeno spara luce in ogni direzione “sporcando” l’illuminazione e disperdendo la consistenza del fascio. La parte “sporca”, esterna al fascio programmato, rimbalza sulla nebbia che si trova immediatamente davanti agli occhi del pilota: accecandolo.


Dobbiamo conoscere una caratteristica fondamentale della luce per poter comprendere a pieno l’argomento. Le lampade emettono onde luminose a diverse frequenze. Ogni frequenza corrisponde a un colore che, infatti, viene misurato e catalogato in “gradi”. La scala di colore utilizzata in questi casi è la Kelvin, illustrata nell’immagine a fianco (clicca sull’immagine per ingrandire).

Il faro allo xeno aftermarket irradia luce bianca in tutte le direzioni oltre che nel fascio predisposto dalla parabola. La luce bianca/azzurrastra viene riflessa più facilmente dalla nebbia, poiché anch’essa è di colore bianco/azzurro!
Omologazione e rischio assicurativo


Come anticipavo, il problema “accessorio” all’uso di Kit Xeno sta nel fatto che normalmente non sono omologati. Teoricamente bisognerebbe eseguire nuovamente l’immatricolazione del veicolo con dei test aggiuntivi che ne confermino la conformità nel rispetto con la legge.

So già che molti di voi penseranno: “Ecchissenefrega!” Bene, forse non sapete che in caso di incidente, anche con la ragione al 100%, la vostra assicurazione potrebbe rivalersi su di voi facendovi causa per l’utilizzo di un mezzo “non a norma” e facendosi risarcire tutte le spese più le relative multe. Gli irriducibili dello xeno diranno: “Ma non succede mai!”, si è vero: capita raramente. Accade di rado perché non sempre è facile risalire alla causa dell’incidente, tuttavia nel caso l’automobilista che vi ha investito dicesse di essere stato abbagliato: i periti controllerebbero il faro e scatterebbero sanzioni e cause penali.
Philips ha inventato “MotoVision”


Il modello “MotoVision” è una lampada a incandescenza dalle prestazioni –per certi versi- superiori ai kit Xeno, ma compatibile con la struttura dei fari motociclistici e –soprattutto- omologata. Il prezzo non è proprio “abbordabile”, ma costa molto meno di un kit xeno e vale ogni singolo centesimo. Online si possono trovare a meno di 20 euro l’una. (qui
o qui
o qui
). Si installa senza effettuare modifiche al faro originale.
È disponibile in versione “H7” o “H4” (le più comuni tipologie di lampade per moto) e presenta una serie di caratteristiche specifiche per l’uso motociclistico.

  1. Il fascio di luce emesso è compatibile con le parabole e le lenti in dotazione nelle motociclette e non “sporca” la visuale con spurie che si rifletterebbero sulla nebbia.
  2. La luce è prevalentemente bianca.
  3. Sono dotate di un particolare riflesso di color arancio che durante il giorno aiuta a rendere più visibile il motociclista, differenziandolo da tutti gli altri, persino rispetto ai fari xeno omologabili che emettono luce tendenzialmente uguale a quella del giorno.
  4. Sono più potenti delle normali lampade nonostante il consumo in watt sia solo di poco superiore (maggior rendimento del filamento).
  5. Sulla strada è proiettato un fascio di luce contenente il riflesso color “arancio” che distingue la motocicletta nel traffico e nelle curve, aumentando il livello di attenzione degli altri utenti della strada.
  6. Pare che la durata di queste lampadine sia elevata, nonostante l’alta efficienza. Personalmente ho installato una MotoVision H4 su una delle mie moto circa 3 anni fa …ed è ancora li a fare il suo mestiere 🙂


Si fa presto a dire 78
, anche con le luci

Le regole della strada spesso appaiono riduttive e limitative anche nei confronti di modifiche estetiche e “luminose” che si confermano oggettive migliorie. Personalmente non sono “contro” l’aggiungere luci e lucette che fanno tanto “fico”, specialmente sulle motociclette (anche perché sulle auto spesso fanno ridere). L’abitudine di alcuni di installare dei Led colorati in prossimità dello scarico o del faro anteriore può servire realmente a migliorare la visibilità del mezzo (oltre che il livello generale di tamarreria del pilota).

Ricordate sempre però che si tratta di modifiche non consentite, per cui –se proprio le volete fare- fatele con buon senso.

Mai installare led o luci rosse nella parte anteriore del veicolo.

Mai installare led o luci bianche che puntano direttamente verso il veicolo che ci segue.

Attenzione alla scelta dei colori dei led! Il colore migliore per una lampada led che va a sostituire una lampada standard DEVE CORRISPONDERE al colore del vetrino che ne filtrerà il fascio. Se si mette un led bianco sotto il vetrino degli STOP si perde una buona parte della luminosità che resta dentro il faretto anziché uscire di color rosso!

Fate sempre attenzione anche all’assorbimento di corrente delle varie lampade: meno consumano e meglio è. Attenzione anche a come fate passare i cavi elettrici: devono scorrere lontano dalle parti meccaniche e dalle parti eccessivamente calde. A monte (all’inizio) del cavo rosso (il positivo) deve essere installato un fusibile per prevenire incendi o cortocircuiti.

Se sei arrivato a leggere fino a qui, allora ti meriti anche quest’altro articolo Si fa presto a dire 78!

Questo messaggio si autodistruggerà entro 5 minuti 😉

9 commenti

Gianluca
0:00, 3 maggio 2016

Grazie. MOLTO imparziale ed interessante

lampadine led
0:00, 2 maggio 2013

Le luci sono una parte fondamentale del veicolo e non bisogna tralasciarle

omega
0:00, 19 settembre 2011

Gli anabbaglianti et abbaglianti a quale distanza devono vedere. es. 50mt e 70mt.

Cristiano
0:00, 16 febbraio 2011

Gentile Wayne,

ho appena comprato una Transalp del 2002, 650.
Ho 45 anni e una moglie magra (56kg) alta 1.67.
Pensiamo di andare insieme a fare delle passeggiate in moto, nei dintorni di Milano, specie sulle alture di lecco e como. Io ho avuto un trial 50 da ragazzo, usato molto in campetto, con gli amici, buon equilibrio e padronanza, niente di entusiasmante.
In auto sono un buon pilota, e quindi…non mi fido lo stesso e vado molto, molto cauto, soprattutto nella considerazione che gli altri forse non sono nè l’uno nè l’altro. (quando vedo un motociclista mi comporto come se fosse un andicappato, cioè più attenzione, più rispetto, ma so che non tutti lo fanno).

Pensavo di cominciare a fare del serio allenamento, in parcheggi e strade private, con frenate, curve, “birilli” (magari le strisce dei parcheggi come riferimento), in due e da solo.
Ho paura, ma credo ragionevolmente, senza cioè che questa mi impedisca di guidare con la giusta serenità.
Mi ritengo già un principiante assoluto, anche se il trial mi ha fatto bene, ma vorrei chiederti qualche consiglio base su come cominciare, tu sei un esperto e ho letto tutto il tuo bellissimo tutorial sulla sicurezza.
Ti faccio tanti complimenti e grazie sia per il tutorial che per una eventuale risposta.
Cristiano

Mau
0:00, 1 marzo 2010

Le lampade Philips XP Moto sono omologate (conformi alle norme ECE R37) ed attualmente già alcune case hanno dato il benestare alle loro reti per questo tipo di lampada a ricambio, come BMW ed Harley Davidson.

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